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L’attacco fa vendere biglietti ma è la difesa che fa vincere le partite” è un proverbio da sempre scritto nei libri di storia del football ma che qualcuno ha più volte ignorato, confidando nella speranza di raggiungere il successo affidandosi esclusivamente all’attacco.

I Patriots promettono un ruolo da protagonista in questa stagione

Ne è testimone l’ultima stagione con due team come Patriots e Packers capaci di schierare un attacco stellare ma con evidenti problemi e lacune in difesa. L’epilogo della loro avventura è stato rappresentato dai New York Giants, una squadra non particolarmente entusiasmante in regular season ma capace di trovare la miglior soluzione in difesa per contrastare i due attacchi stellari.

Il messaggio è stato ben captato a Boston e il capo allenatore Bill Belichick ha deciso di sorprendere gli appassionati di football conducendo una off season esclusivamente rivolta a rinforzare il reparto difensivo dove i nomi non mancano, ma complessivamente incapace di realizzare un muri difensivo al fine di limitare gli avversari.

Ma se inizialmente il mercato sembrava essere iniziato come negli anni passati perdendo Andre Carter, primo per sacks realizzati nella passata stagione, e Mark Anderson, preso dai rivali di Buffalo dopo un discreto anno in crescendo, qualcuno ancora pensava di vedere la solita off season dei Patriots, fatta di qualche grande nome preoccupato più alla propria immagine che a quella della squadra e con le caratteristiche trade down dei Pats.

Invece quest’anno qualcosa è cambiato: dalla free agent è arrivato Brandon Lloyd, talentuoso wide receiver fuggito da St.Louis per cercare una squadra capace di permetterli di competere per un anello. In più Belichick ha ben pensato di valorizzare al meglio le sue due prime scelte al draft per cercare due giocatori finalmente capaci di cambiare volto alla propria difesa.

La mancanza di un franchise running back e la mancanza di un vero pass rusher erano i principali needs da affrontare ma con due picks oltre la ventesima posizione la possibilità di trovare delle risposte immediate nel back field erano davvero minime.

Perciò Belichick ha aspettato per poi lanciare due trade up che hanno portato due giocatori di enorme talento e con ancora ampi margini di miglioramento ovvero Chandler Jones, defensive end dalla forza sovrumana, e Dont’a Hightower, linebacker di estrema intelligenza con un livello di maturità ben oltre quello dei suoi compagni di classe.

Questi due con la safety Tavon Wilson e il cornerback Alfonzo Dennard hanno portato a uno dei migliori draft mai fatti dai Pats e i risultati si sono già visti nella prima di campionato.

Contro i Titans dell’ imprevedibile Chris Johnson la difesa ha messo in piedi una prestazione di primo livello concedendo la miseria di 20 yards su corsa all’intero attacco del Tennessee. Non hanno demeritato anche contro il gioco aereo subendo 264 yards ma piazzando un intercetto.

Gran parte del lavoro fatto porta il nome di Jones, autore di un sack con fumble, e di Hightower, capace di recuperare il fumble e di riportarlo in end zone. Sicuramente l’evoluzione alla 4-3 comporta numerosi vantaggi ai due rookies ma può permettere di schierare due defensive tackle di primo ordine come sono Vince Wilfork e Kyle Love.

I due garantiscono una sostanziosa presenza contro le corse unite a delle discrete abilità di pass rusher che potranno permettere ai linebackers di occuparsi principalmente della copertura del campo aiutando le secondarie a migliorare i pessimi risultati dell’anno appena trascorso.

Ma la vera ciliegina sulla torta di questa formazione potrebbe essere il running back Stevan Ridley: giocatore esplosivo, solido e molto veloce nonostante una statura fisica non tra le più imponenti della Lega. Contro i Titans ha corso 125 yards portando 21 palloni aggiungendo un td, dimostratosi anche affidabile nei screen pass.

Jones e Hightower,il futuro della difesa Pats

Se il running back uscito da Lsu nel 2011 riuscirà a rientrare in questi standard, i Patriots potrebbero avere un arsenale offensivo incontrastabile guidato da Tom Brady, attualmente ancora tra i migliori quarterback del mondo, e con quattro target davvero affidabili, vale a dire i wide receiver Wes Welker e Brandon Lloyd e il magico duo di tight end rappresentato da Aaron Hernandez e Rob Gronkowski.

L’ultimo successo risale al 6 febbraio 2005 contro i Philadelphia Eagles; in questo tempo i Patriots hanno giocato per ben due volte il Super Bowl ma senza mai riuscire a riconquistarlo nonostante un attacco sempre tra i migliori della nfl.

Però già da quest’anno l’esito potrebbe essere diverso grazie a una difesa che finalmente sembra essere pronta per il definitivo salto di qualità confidando nella maturazione dei vari Mayo e McCourty; inoltre l’Afc sta proponendo pochi team realmente candidati alla vittoria della conference quindi la strada per il Grande Ballo non dovrebbe neanche essere tra le più spinose.

Qualcosa è cambiato a Foxborough, i libri di storia sono stati riaperti e potrebbe essere già l’anno della rivincita contro una Nfc rappresentata da numerose formazioni capaci di giocarsela fino in fondo. Allora forza Tom Brady e Bill Belichick, dimostrateci ancora di essere i re del nuovo millennio.

Post By Federico Vedovelli (550 Posts)

Student, rugby referee, Carolina Panthers, NCAA Football, NBA, Radio Play.it. Affascinato da Twitter: CamFederico

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3 thoughts on “Patriots finalmente completi per il Super Bowl

  1. ancora ‘sta frase del “L’attacco fa vendere biglietti ma è la difesa che fa vincere le partite” …
    la scrivete sui vostri articoli almeno 2 volte al mese, ma è una semplificazione stupida: se l’attacco è forte, la difesa resta in campo poco tempo, si riposa e gioca meglio. La regola del proverbio non è vera in assoluto!
    p.s.:
    possano i pats perdere i prossimi 10 sb consecutivi

  2. Speriamo che adesso i miei amati Patriots siano completi. Certo nell’AFC ci sono sempre i Ravens a far paura, vedremo. Let’s go Pats!!!!

  3. A me non sembra che mancasse molto alle due squadre sconfitte dai Giants nei due ultimi Super Bowl persi (non dimentichiamo che la prima volta erano 18-0 dopo i playoff), anzi… i Pats erano in entrambi i casi una corazzata solida ed efficace. Bloccata brillantemente dalla difesa disegnata da Spagnulo 4 stagioni fa e, di nuovo, ingabbiata a un punteggio basso, quindi sempre in bilico e risolvibile da un singolo episodio, lo scorso gennaio. I Giants sono stati puù bravi ed entrambe le volte hanno trovato il colpo alla giugulare dell’avversario ribaltando il risultato all’ultimo. Ma negli scontri diretti è così, soprattutto nelle finali. Quest’anno i Pats saranno anche più completi, ma non è detto che poi, a un passo dal traguardo, glia avversari non trovino quel gioco decisivo in grado di cancellare una stagione vincente.

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