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La delusione di Billy Cundiff al termine della partita

Nel Football americano vengono spesso osannati i quarter-backs per i loro lanci, le giocate impossibili e la loro intelligenza tattica, i running-backs e i wide receivers per le loro capacità di corsa, le loro prese al limite dell’impossibile e i touchdowns segnati. Si celebrano i coach e gli uomini della difesa ma molto spesso ci si dimentica di un elemento fondamentale di una squadra di football: gli Special Team.

Domenica sera durante le due finali di Conference si è visto come questi ragazzi possano incidere, soprattutto nei playoff dove le gare sono tiratissime, sull’andamento di una partita e influire sulle stagioni delle loro squadre dando gioie o dolori ai propri tifosi.

Molti trascurano l’importanza di questi giocatori che non hanno l’appeal di un quarter-back, sono quelli che guadagnano di meno e giocano poco occupandosi solo di punt, calci e ritorni. Finire in uno special team quando si è ragazzi viene vista come una sorta di punizione dai giocatori e nessun ragazzo inizia a giocare a football sognando di fare il kicker.

Questo ragionamento, dettato anche dal fatto che durante la regular season le partite decise dai kicker o, comunque, dagli Special Team vengono dimenticate nel giro di una settimana, è stravolto durante i playoff.

Quest’anno entrambe le finali di Conference sono state decise dagli Special Teams con Billy Cundiff e Kyle Williams che difficilmente dimenticheranno le loro prestazioni.

Partendo in ordine cronologico parliamo della gara tra Ravens e Patriots decisa da un field goal, sbagliato, negli ultimi secondi. Baltimore aveva avuto molte occasioni per pareggiare la gara: un quarto down non convertito, la mancata ricezione di Evans sull’ultimo drive, ma quello che rimarrà nella mente dei tifosi di entrambe le squadre sarà quel calcio da 32 yards incredibilmente sbagliato dal kicker di Baltimore.

Come spesso succede nessun giocatore o membro dello staff dei Ravens ha dato la colpa diretta di tutto a Cundiff, con quei 3 punti avrebbe portato la squadra all’overtime ma non l’avrebbe fatta vincere e chi lo sa che Brady non avesse tirato fuori dal cilindro un passaggio da TD al primo drive dei supplementari mandando tutti a casa?

Se i Ravens avessero vinto, o anche perso, durante l’overtime nessuno avrebbe pensato a quel field goal di Cundiff andato a segno, ma a quell’ultima azione decisiva e il povero Billy sarebbe tornato nel dimenticatoio.

L’altra partita decisa dagli Special Teams è stata quella tra 49ers e Giants e qui, probabilmente, la squadra speciale di San Francisco, e un giocatore in particolare, ha avuto la colpa di cambiare, in peggio, le sorti della propria squadra con due azioni che gridano ancora vendetta.

Partendo dal fatto che Kyle Williams, il ritornatore dei 49ers, giocava in quella posizione perché il titolare, Ted Ginn, era infortunato, il numero 10 ha fatto di tutto per far si che i suoi tifosi rimpiangessero il povero Ginn fermo ai box per un problema al ginocchio.

Williams ha iniziato la “fiera dell’orrore” nel 4° quarto. Su un punt di Weatherford Williams decide di far rimbalzare il pallone a terra ma finisce poi, incredibilmente, per toccarlo con il ginocchio consentendo così allo Special Team dei Giants di afferrarlo e riconquistarlo. New York guadagna una posizione di campo ottima e dopo pochi drive Manning confeziona un touchdown per Mannigham che vale il momentaneo vantaggio.

I 49ers riescono a pareggiare ma durante l’overtime Williams ne combina un’altra perdendo palla su un ritorno di punt. New York fa scaldare Lawrence Tynes e, dopo qualche drive, il kicker dei Giants manda a segno il field goal della vittoria che manda NY al Super Bowl e i titoli di coda sulla stagione dei 49ers.

Anche in questo caso nessuno ha attaccato apertamente Williams ma, sicuramente più di Cundiff, il ragazzo non starà certo vivendo un momento felice della sua vita essendo costato l’accesso al Super Bowl alla sua squadra e ai suoi compagni.

La stampa americana invece sta parlando molto di Cundiff e Williams segno che, probabilmente, per gli Special Team la terra di conquista sono i playoff dove sono spesso loro a decidere una gara piuttosto che un QB o un WR.

Negli ultimi anni sono state molte le partite decise da un FG o, comunque, da una giocata degli Special Team:
2011: New York Jets 17 – 16 Indianapolis Colts (FG di Folk allo scadere del 4° quarto)
2010: New Orleans Saints 31 – 28 Minnesota Vikings (FG di Hartley nell’overtime)
2009: Baltimore Ravens 13 – 10 Tennessee Titans (FG di Stover a 0:55 dalla fine della gara)
2008: New York Giants 23 – 20 Green Bay Packers (FG di Tynes per la vittoria all’overtime)
2008: Jacksonville Jaguars 31 – 29 Pittsburgh Steelers (FG di Scobee verso la fine del 4° quarto)
2007: New England Patriots 24 – 21 San Diego Chargers (FG di Gostkowski per New England e FG sbagliato di Kaeding. Tutto negli ultimi 2 minuti del 4° quarto)
2007: Chicago Bears 27 – 24 Seattle Seahawks (FG di Robby Gould nell’overtime)
2007: Indianapolis Colts 15 – 6 Baltimore Ravens (Vinatieri segna 5 FG e porta la squadra alla vittoria)
2007: Philadelphia Eagles 23 – 20 New York Giants (FG di Akers allo scadere del 4° quarto)
2007: Seattle Seahawks 21 – 20 Dallas Cowboys (Tony Romo sbaglia l’hold e Gramatica sbaglia il FG della vittoria)

Questo dimostra quale sia l’importanza di avere uno Special Team all’altezza del resto della squadra e che possa essere in grado, soprattutto il kicker, di essere il più freddo possibile in quei momenti dove sul piede hai tutte le aspettative della tua squadra e di una città intera.

Post By Adriano C. (5 Posts)

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2 thoughts on “L’Importanza degli Special Team

  1. Ripeto:
    l’errore è stato dei Ravens!
    Cundiff probabilmente dormiva in panchina….ma nessuno ha saputo gestire la cosa: far arrivare il kicker di corsa a 8 secondi dallo scadere del tempo non è stata una mossa saggia.
    Avevano poi un altro timeout, perché non l’hanno chiamato?
    Calciare un kick così importante con tutta quella fretta senza concentrazione non ha avuto nessun senso!
    Si dice che in panchina alcuni compagni gli avessero detto che non era ancora il 4 down!!!

  2. 2010: New Orleans Saints 31 – 28 Minnesota Vikings (FG di Hartley nell’overtime)

    Una ferita incredibile
    solo che li l’errore lo fecero i Vikings nei tempi regolamentari mandando 12 uomini in campo dopo un TimeOut…e anche gli arbitri diedero il primo down ai Saints su un 4 &1 molto discutibile….

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