Eli Manning ha ottenuto un'altra vittoria di grande prestigio.

La stagione dei New York Giants somiglia sempre di più alla gloriosa cavalcata di quattro anni fa, quando la squadra allenata da Tom Coughlin si trovò nel momento di forma migliore proprio apprestandosi ad affrontare i playoffs, nei quali compirono la leggendaria cavalcata poi finita con la conquista del Super Bowl contro gli imbattuti Patriots.

Li chiamavano Road Warriors, perchè s’erano dovuti sudare la conquista del traguardo affrontando impervie trasferte, compreso un viaggio in quel di Green Bay in quella che sarebbe stata l’ultima apparizione di Brett Favre con l’uniforme verde e gialla, in un clima che definire gelido pareva un eufemismo – ieri sera la seppur fredda temperatura era decisamente più alta – e con molti protagonisti di allora ancora presenti tra le file dei Big Blue. Eli Manning si stava per consacrare ad alti livelli, Lawrence Tynes aveva calciato fuori la conclusione che avrebbe potuto risolvere la gara allo scadere dei tempi regolamentari per poi segnare il field goal decisivo in overtime, e Tom Coughlin era così rosso in faccia che pareva diventato di ghiaccio.

L’annata pareva essere propizia, Favre avrebbe potuto seriamente vincere il titolo per l’ultima volta. Sembrava tutto scritto, ma il destino girò le carte in tavola e decise di soprassedere a quella bella favola per scriverne una di ancora più incredibile ed entusiasmante. Ieri sera, in un Lambeau Field che sembra quasi irrimediabilmente aver perso l’aura magica che l’aveva contraddistinto sin dalla nascita dei Packers, la sorte ha voltato di nuovo le spalle a Green Bay dopo la miglior regular season registrata nella lunga e gloriosa storia della franchigia, un 15-1 sfaldatosi sotto i colpi dello stesso nemico che, proprio come quattro stagioni fa, ha giocato un’annata molto altalenante rischiando di rimanere fuori dai playoffs, entrandovi dalla porta di servizio e trovandosi in stato di impeccabile forma fisica e mentale proprio nel momento più importante.

Ai Giants non bada mai nessuno, ma loro non sembrano essere interessati a questo aspetto puramente secondario della faccenda: probabilmente hanno sviluppato una sorta di abitudine alla sottovalutazione, o più semplicemente riescono ad utilizzare nella maniera migliore ciò che sentono dire in giro su di loro trasformando il tutto in motivazione da mettere in campo, giocando sempre al meglio delle loro possibilità con le spalle al muro, quando il domani non c’è più, a meno che non se ne esca con una vittoria.

Aaron Rodgers ha corso per 66 yards cercando di improvvisare qualcosa.

New York ha vinto ancora senza avere troppi pronostici dalla propria parte, seppur trovandosi ad essere considerata la mina vagante della postseason per merito del grande finale di stagione regolare, dove Eli Manning e soci avevano ampiamente dimostrato di saper vincere quando conta. L’attacco ha dimostrato di saper produrre anche in situazioni di chiara prevedibilità, in quanto ancora una volta il peggior gioco di corse della Nfl (dimentichiamoci la casualità delle 172 yards pervenute contro i Falcons) si è dimostrato facile da fermare con la conseguenza di dover presto vedere all’opera il braccio di Eli e le evoluzioni spettacolari dei suoi grandi ricevitori, ma nemmeno i Packers, come tante altre avversarie, sono riusciti a trovare una soluzione efficace per limitare Hakeem Nicks e Victor Cruz. Difatti, se c’era un potenziale matchup che terrorizzava i tifosi di Green Bay era proprio il dover pensare a quella coppia di ricevitori opposta ad una difesa contro i passaggi rivelatasi a dir poco deficitaria, che aveva concesso punti e yards in quantità assai generose, peggiorando in vista dei playoffs anzichè eseguire il percorso contrario.

L’attacco ha sovente nascosto tante falle nella difesa dei Packers avendo giocato in maniera automatica e spettacolare per tutto l’anno, ma una volta fermato quello, i problemi sono venuti tutti a galla. La macchina meravigliosa di Mike McCarthy è stata messa a nudo di fronte al suo pubblico, evidenziandone i principali difetti e colpendoli ripetutamente, oltre ad una buona dose di auto-lesionismo. Il medesimo reparto offensivo che aveva in passato salvato capre e cavoli ha scelto il momento meno opportuno per giocare la peggior partita stagionale, ha commesso errori basilari ma costosissimi, facendosi plagiare da palloni persi e drop sanguinosi effettuati da ricevitori che in precedenza avevano sempre dimostrato di avere le mani sicure.

Aaron Rodgers non commetteva un fumble dalla Wild Card della scorsa stagione, John Kuhn non ne aveva mai perso uno nella sua carriera professionistica. I Packers avevano lasciato per strada solamente 6 fumbles in tutto l’anno: ieri, in quattro quarti, ne hanno persi ben 3.

L’Mvp della lega (26/46, 264, 2TD, INT) non ha trovato connessioni normalmente automatiche con tanti, troppi dei suoi wide receivers, a volte per errori suoi di misura nel lancio, ma in tante altre occasioni per mancanza della concentrazione necessaria che, casualità, fino all’altro giorno era il difetto principale dei Giants. Nonostante Rodgers avesse trovato modo di far entrare a statistica già 7 dei suoi compagni in neanche un quarto e mezzo, non erano pervenuti i soliti big play che questo attacco usa produrre. Jermichael Finley pare essersi “accomodato” sugli allori forniti dal grande fisico misto all’atleticità che lo ha sempre contraddistinto, ma le sue ricezioni mancate hanno fatto tornare alla mente vecchi problemi, e probabilmente fatto intuire che manca ancora qualcosa di importante per arrivare ad essere un tight end d’elite. Greg Jennings (4 x  40), il fido Greg Jennings, si è lasciato sfuggire un pallone importantissimo che pareva già essere stato catturato dentro l’area di meta con i Packers apparentemente prossimi al pareggio. Jordy Nelson (3 x 39) è stato estromesso dal gioco, e quando ha avuto la possibilità di incidere, non l’ha fatto.

Hakeem Nicks ha avuto un impatto devastante nei playoffs.

Che i Giants non fossero venuti a prendere freddo e basta lo si era già intuito dallo svolgimento iniziale della gara, nel quale Manning (21/33, 330, 3TD, INT) ha trovato modo di convertire molteplici terzi downs con 8/10 yards da prendere, segno che la difesa era già disposta a concedere molto. Mentre Bradshaw veniva puntualmente steso nelle immediatamete vicinanze della linea di scrimmage grazie ai pronti interventi di Raji e Pickett arrivavano i primi errori nelle retrovie, e proprio da un placcaggio sbagliato da Charlie Peprah arrivava il primo big play della serata, con una ricezione di Hakeem Nicks trasformata dallo stesso in una volata di 66 yards quando ancora la situazione era ferma sul 3-3. La risposta di Green Bay arrivava pronta con una ricezione corta di Kuhn, anche se un evidente errore arbitrale faceva mantenere il possesso ai padroni di casa in seguito ad un fumble di Jennings mal giudicato, in quanto la palla era chiaramente uscita prima che ginocchio o spalla toccassero terra.

Spiacevoli ricordi tornavano alla mente di Tynes quando gli veniva bloccato un field goal di 40 yards, tuttavia l’inerzia faticava a spostarsi definitivamente dalla parte dei Packers come andavano a dimostrare le loro difficoltà offensive, gestite improvvisando da parte di un Rodgers andato a terminare la partita con 66 yards su corsa, miglior statistica di squadra. La difesa ha passato quasi tutta la gara senza portare la benchè minima pressione su Manning e dandogli lungo tempo per far sviluppare la rispettiva traccia ai ricevitori, e l’unico giocatore a creare grattacapi alla protezione era stato Desmond Bishop, che non a caso si era trovato addosso ad Eli facendogli lanciare un intercetto preda del bravo Morgan Burnett. I Giants non pagavano dazio forzando il fumble già citato di Kuhn, che sfociava nel field goal della redenzione di Tynes, ma il disastro completo arrivava a tempo scaduto, quando Manning lanciava per aria una preghiera e Nicks (152 yards e 2 mete nella sola prima frazione) effettuava una presa da manuale in mezzo alla folta presenza dei defensive backs avversari, un errore imperdonabile in quella circostanza, che portava il vantaggio degli ospiti sul 20-10.

Ad inizio ripresa Rodgers ripartiva con decisione, ma un altro big play difensivo andava a segnare la partita quando Osi Umenyora gli strappava il pallone dalle mani, peraltro evitando una meta sicura data dal fatto che la difesa aveva completamente sbagliato la copertura su Jennings, la cui strada verso la endzone sarebbe stata completamente spianata e solitaria. Un terzo quarto con gli ospiti fermi a 24 yards offensive totali, veniva “capitalizzato” da Green Bay con un solo field goal di Mason Crosby.

Michael Boley ha registrato 2 dei 4 sacks ai danni di Rodgers.

L’attacco veniva nuovamente fermato all’inizio del quarto decisivo, quando un sack di Michael Boley stendeva Rodgers su un quarto down giocato alla mano, e perdeva un nuovo possesso su un fumble di Ryan Grant, che Chase Blackburn riportava all’interno delle 5 yards avversarie. Manning si dimostrava spietato, convertendo con immediatezza il turnover in altri 7 punti assicurando un vantaggio di due segnature ai Giants, con la collaborazione del redivivo Mario Manningham. Il tardivo touchdown di Donald Driver, con poco più di quattro minuti rimasti, veniva seguito da un onside kick ricoperto da Victor Cruz – decisivo quindi non solo nel ricevere – il quale convertiva anche il terzo down decisivo nel possesso seguente, condannando i Packers a subire poi la segnatura del 37-20 finale a firma di Brandon Jacobs.

Un anno fa erano stati i Green Bay Packers a percorrere la strada vincente entrando nei playoffs con l’ultimo posto disponibile a discapito dei Giants, che avevano perso incredibilmente l’accesso alla post season grazie anche alla famosa rimonta concessa agli Eagles. La squadra di McCarthy era entrata di soppiatto ma aveva fatto rumore poi, portandosi a casa l’argenteria che conta giocando sempre in trasferta.

New York, in questo momento, sta affrontando lo stesso identico tipo di sentiero, che tenterà di essere completato in quel di San Francisco, dove la concretezza di Jim Harbaugh e la recente mancanza di errori di Alex Smith attendono di poter dar luogo ad una partita che sa di altri tempi.

Attenzione, là nella baia: i Road Warriors in blu sono tornati.

Post By davelavarra (339 Posts)

Davide Lavarra, o Dave e basta se preferite, appassionato di Nfl ed Nba dal 1992, praticamente ossessionato dal football americano, che ho cominciato a seguire anche a livello di college dal 2005. Tifoso di Washington Redskins, Houston Rockets e Florida State Seminoles. Ho la fortuna di scrivere per questo bellissimo sito dal 2004.

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15 thoughts on “Il ritorno dei Road Warriors

  1. Questa e’ La dimostrazione che e’ quasi impossibile ripetersi…Le migliori squadre degli ultimi 10 anni restano i patriots e gli steelers…i saints e i packers hanno 2 grandi attacchi.Spero di rivedre la rivincita di 4 anni fa…CON UN FINALE DIVERSO!!!….go PATS!!!!!!

  2. l’analisi di davelavarra non fa una grinza…ottima partita dei giants che hanno strameritato il passaggio del turno.
    ora sarà interessante vedere come si comporterà sf con una squadra più attenta in difesa rispetto ai saints.
    personalmente vedo favorita ny.

  3. va anche ricordato in prospettiva della sfida con SF di come il gioco di corse di NY sia pessimo e pure con Green Bay non lo hanno quasi mai fatto, e quando è successo i risultati sono stati vani. Da questo punto di vista contro i 49ers potrà andare solo peggio, Manning lancerà quasi sempre e l’attacco di NY rischia di diventare prevedibile. magari mi sbaglio, staremo a vedere..

    • Sono abbastanza daccordo con te sul gioco di corse di NY. Però, anche se prevedibile, il giocao aereo di NY è sempre superiore a quello di SF. Bisognerà vedere quante volte metteranno fretta o sackeranno Manning. Questo secondo me sarà la chiave. Le due difese si equivalgono, non così i due QB (ma poi magari verrò smentito di nuovo dal sig. Smith!).

  4. Vero che il gioco su corsa dei Giants è quasi nullo ma spesso lo usano in red zone x TD piu sicuri, contro SF nn avranno questa arma visto che nn credo riusciranno a correre oltre le 50 yards totali. per il resto quoto l’analisi di Alto89,infatti vedo favoritissima SF ( che è anche meglio allenata e motivata).
    Markuse mi pare molto avventuroso affermare che le difese si equivalgono,nn parlo delle statistiche dove le differenze sono abbissali,a parte i sacks totali,ma basta vedere un minuto di partita per vedere che SF ha una ferocia mai vista prima.
    Questi sono 40 partite che devono subire oltre 100 yards su corsa,40,nn 5! Vedo la NFL da 20 anni è una difesa cosi aggressiva e perfetta sulle corse nn l’avevo mai vista. La partita paradossalmente secondo me SF la deve vincere in attacco con pazienza e nn commettendo turnovers! La difesa è garanzia assoluta di rendimento.

  5. Puo darsi che la difesa di San Francisco fermi le corse, ma poi se concede altre 400 yard di lancio…. dubito che San Francisco possa vincere ancora sopra i 30 punti.
    Comunque partita super equilibrata. Dico Giants.

    • se permetti, 400 yards di lancio sono state “concesse” ad un tizio che si chiama Drew Brees, non esattamente un pincopallino.
      al contempo, il suddetto signor Brees si è pure beccato 2 intercetti, cosa che in postseason non gli capitava da (circa) 3 anni.

      • NO non ha perso per i due intercetti di Brees. I Saints non solo erano tornati in partita ma avevano chiuso i conti a una manciata di secondi dal termine. A sconfiggere i Saints è stata l’ottima performance dell’attacco di SF. Quoto ATORRE: se concedono oltre 400 yds su passaggio anche a Manning, i 49ers stavolta non passano.

  6. Articolo bellissimo Dave, hai centrato in pieno tutto, io però al di la delle statistiche non vedo il gioco di corsa dei Giants così deficitario, nessuna squadra ha un gioco di corsa o di passaggi che funziona contro ogni avversaria, contro Atlanta e contro altre difese ha funzionato contro altre no, ma io sono sicuro che proprio contro S. Francisco correranno molto e bene, perchè non se lo aspettano, e i Giants non tutti gli anni vanno ai playoff, ma sono la squadra con il maggior talento individuale che esista, scoppiano di giocatori capaci di qualunque cosa, ed è la squadra che quando ci approda per gli altri sono cazzi…da sempre, ve lo ricordate l’anno del Superbowl contro Baltimore ? sono il risultato di un management che prende grandi giocatori solo al draft o Free agent da pochi dollari. Come vado ripetendo da anni e ciò è dovuto anche alla mia esperienza diretta, la chiave di tutto è la linea d’attacco, e i Giants sono ben messi anche li, in caso non si corra si vince dando tempo a Manning, secondo me sono l’attacco migliore in questo momento checchè ne diciate e i 49 ers non sono abbastanza pronti e esperti…soccomberanno, così come soccomberanno i Patriots al superbowl, perchè nella AFC sono loro gli unici meglio, del resto sono tutte inferiori alle squadre NFC, e mi dispiace per quell’amico che spera in una rivincita di 4 anni fa che non ci sarà.

    • beh, guarda… dopo aver battuto la squadra più in forma del momento (i Saints) non credo proprio che i 49ers si faranno trovare impreparati contro i Giants, e sul fatto che i newyorkesi correranno “tanto e bene”, vedremo… intanto, tutto si può dire meno che Manning sia più forte di Brees, e questo (per i 49ers) è già un bel punto di partenza.

      • Sì, vero, però, almeno in questo momento, la difesa dei Giants mi sembra meglio di quella dei Saints. E i punti sul tabellone il signor Smith deve metterli contro questa difesa. Insomma, sono proprio curioso di vedere quel che succederà. Sulla carta direi Giants, ma credo che i Niners possano anche prevalere, se il loro QB mostrerà la stessa freddezza e la determinazione avuta contro i Saints.

  7. Ho scommesso un paio di anni fa con amici che un giorno Eli Manning metterà al dito il secondo anello, forse quest’anno mi darà ragione, e sono sicuro comunque che continuerete a dire che qualsiasi QB è meglio di lui….contenti voi.

    • Almeno io non la penso così. Non so perchè… sarà quella aria che ha non proprio da superstar, con quel profilo basso che mantiene, sarà quel casco che sulla sua testa sembra un funghetto…. però ha spesso dimostrato che nei momenti che contano (vedi i 4i quarti) lui c’è, difficilmente si squaglia (o se la squaglia) come altri QB più celebrati….

  8. Tutto mi ricorda quel 2007 che tutti evocano…aria di rivincita della SFUMATA PERFECT SEASON DEI PATRIOTS…per me la finale sarà quella..comunque Alex Smith è un altro giocatore rispetto a quello che ricodavo…vediamo.ci sarà pressione asfissiante su Manning…e se i Giants a sorpresa corressero spesso??.Dall’sltra parte Baltimora si trovano lì per gli infortuni dei QB di Houston con Schaub sarebbe stata altra musica…

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