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Buona la prova di T.J.Yates e di tutti i Texans al loro esordio ai Playoffs

Gli Houston Texans schiantano (31-10) i Cincinnati Bengals festeggiando così nel miglior modo possibile il debutto nei playoffs. Successo conquistato per merito di una straordinaria difesa (capace di realizzare anche un TD) e di un grande gioco di corsa.

La squadra allenata da coach Gary Kubiak si era qualificata per la postseason con un certo anticipo e le (giustificate) celebrazioni dell’evento avevano con tutta probabilità finito con il distrarre la squadra, tant’è vero che le ultime 3 partite di regular season erano terminate con altrettante sconfitte.
Questo aveva fatto sorgere il sospetto di appagamento da parte dei Texans.

La sfida con i Cincinnati Bengals – che ha dato il via ai playoff NFL – sulla carta presentava molte insidie e appariva molto equilibrata. I rossoneri dell’Ohio infatti avevano condotto un’ottima annata riuscendo a staccare il biglietto per il mese di gennaio nonostante la difficoltà di giocare in una division “proibitiva”, data la presenza di Ravens e Steelers. I presupposti per un match gustoso c’erano tutti.

Ad accendere l’interesse dei tifosi c’era anche la contemporanea presenza in campo di due QB rookie. Il battesimo del fuoco (leggasi playoff) per un QB al primo anno è spesso contrassegnato da incertezze ed errori legati perlopiù alla mancanza di esperienza su questi palcoscenici.

Se per Andy Dalton, alla guida dei Bengals, l’intero anno trascorso (brillantemente) come titolare poteva fornire qualche garanzia in più, gli interrogativi intorno alla prestazione del suo omologo dei Texans avevano riempito le pagine dei media americani. La risposta di T. J. Yates è stata positiva.

L’inizio del match è stato quello previsto, con entrambi gli attacchi che faticavano ad aprirsi dei varchi contro due difese di notevole spessore (specie quella texana, la 2a assoluta nella NFL). Cincinnati aveva tuttavia una fiammata, durante il proprio secondo drive, quando una costosissima interferenza del DB Glover Quin li portava nel profondo del territorio difensivo di Houston. Un bel lancio da 18 yd di Dalton a Leonard consegnava la palla Cedric Benson sulla linea della 1 yd. Il TD era un gioco da ragazzi per il RB proveniente proprio dall’università del Texas. Vantaggio CIN 7-0

La reazione dei padroni di casa era però immediata: una bella serie di portate di Arian Foster – alla fine protagonista offensivo della serata con 24 corse e 153 yds con 2 Tds – abbinate ad un pallone ricevuto nelle mani del TE Owen Daniels portava Foster (grazie ad una penalità per violenza non necessaria della difesa dei Bengals) a pareggiare il conto con una run da 8 yd. HOU-CIN 7-7

La seconda frazione di gioco si apriva con la migliore serie offensiva per Dalton che completava 4 passaggi consecutivi per i suoi ricevitori (il gioco di corsa affidato a Benson e Bernard Scott veniva presto neutralizzato dagli straordinari Lbs di Houston) per vedere interrotto il drive da un sack di Brooks Reed. Cincinnati era costretta a tentare un FG dalla distanza (50) ma Nugent falliva il colpo. Il FG riusciva però nel drive successivo e i Bengals tornavano in vantaggio 10-7. Era soltanto un’illusione perché Houston pareggaiva immediatamente il conto col FG di Rackers. 10-10

A questo punto saliva in cattedra la difesa texana – magistralmente guidata da Wade Phillips – che rendendo velleitario ogni tentativo palla a terra, pressava Dalton e lo costringeva al primo, letale, errore: intercetto nelle mani del rookie DE J.J. Watt (autore anche di 1 sack ai danni del qb avversario) che capitalizzava con il pick-six del vantaggio Texans: 17-10

Finiva qui la partita dei Bengals che andavano negli spogliatoi colpiti dalla doccia fredda del turnover. A trovare coraggio era l’attacco dei Texans, che seguitava a consegnare palloni per le corse di Foster ma che assisteva ad una prova più sicura da parte del proprio QB. Yates, che fino a quel momento, aveva evitato rischi inutili limitandosi a passaggini sul medio-corto, sorprendeva la difesa delle Tigri pescando il rientrante Andre Johnson con un TD da 40 yds. HOU-CIN 24-10

Era il colpo di grazia per Cincinnati. Il più scosso, giocoforza, era Dalton che dovendo forzare i tempi nel tentativo di un’improbabile rimonta, si vedeva intercettare in ognuno dei due drive successivi (Jonathan Joseph e Danieal Manning gli artefici). Dopo il secondo di questi turnover, l’attacco di Houston lasciava ogni iniziativa nelle mani del solito Foster, che si produceva in una spettacolare corsa di 42 yds per il TD che siglava l’incontro sul 31-10

Yates chiudeva con 11/20 159 yds e 1 bel TD ma, è quel che Kubiak si attende da lui, senza errori. Mattatore della serata, come si diceva, è Arian Foster, ma a destare grande impressione è stata la difesa dei Texans (oltre ai 3 intercetti, anche 4 sacks e una costante sensazione di solidità: su tutti Brian Cushing, sempre attento e lucido). Dalton ha chiuso con 27/42, 257 yds e quei terribili 3 palloni nelle mani dei difensori. Nè Benson n+ A. J. Green (5 rec. 47 yds( sono mai stati un fattore. Anche le chiamate offensive di Cincinnati destano qualche perplessità (troppa responsabilità buttata addosso al QB matricola, ma se il gioco di corsa non ingranava forse c’era poco altro da fare).

Festa grande a Houston, che attendeva da 10 anni questo momento. Il prossimo weekend i Texans – ebbri di gioia – voleranno nel Maryland per una probabile battaglia difensiva contro i Baltimore Ravens.

Post By giannipozzi (8 Posts)

Nato (per sbaglio) in Italia, cresciuto a sorsate di RinoTommasi e DanPeterson con la “scimmia” dell’America sulle spalle, vanta innumerevoli viaggi oltreoceano, 31 Superbowl, 29 World Series e 31 NBA Finals

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3 thoughts on “Houston, nessun problema!

    • finora io sono 3 su 4 (ovvia toppa, quella di Denver). Continuo a ritenere i Texans (con il QB titolare) la più degna rappresentante della AFC al Superbowl. Ora vanno a Baltimore e siccome Flacco è un enigma (non sai mai che tipo di prestazione sta per fornire), potrebbero anche giocarsela. I turnover faranno la differenza.

      • Anch’io penso che con Shaubb sarebbero stati i favoriti dell’AFC (difesa di ferro, un’attacco con un grande gioco di corsa e un ricevitore in grado di distruggere qualsiasi secondaria), però continuo a dire che se Baltimora non va al Superbowll, saranno la più grande delusione della stagione, anche se hanno un qb che è veremente la copia di dr jekyll and mr hyde

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