Decima settimana di una regular season NFL che torna a vedere in campo tutte le sue 32 franchigie in attesa dell’ultimo turno di bye, che spetterà a Cardinals, Colts, Saints e Steelers, e mentre Green Bay prosegue la sua corsa solitaria ed imbattuta, proprio Indianapolis rischia sempre di più di mettere a segno un’insapettata unperfect season, dopo aver perso la partita numero 10 di questo 2011.

1. Green Bay Packers (=)
Altra vittoria per i Packers, che viaggiano spediti in doppia cifra dopo aver spazzato via dal campo i rivali Vikings, ai quali non concedono alcuna replica mostrando uno strapotere ed una solidità impressionanti; difficile che qualcuno possa fermarli.

2. New Orleans Saints (=)
Superano i Falcons grazie ad un incredibile regalo del loro coach, che decide di giocare alla mano un quarto down in una zona delicatissima del campo; un dono del genere non lo si rifiuta mai, e i Saints lo accolgono a braccia aperte confermandosi la seconda forza nella lega e nella NFC.

3. Pittsburgh Steelers (+ 2)
Rientrano nella top 3 gli Steelers, che vincono lo scontro divisionale contro i Bengals assicurandosi un importantissimo vantaggio nella AFC North; in grandissimo spolvero Rashard Mendenhall, autore di 2 touchdowns.

4. San Francisco 49ers (+ 3)
Settima vittoria consecutiva per i Niners, unico team con 8 vittorie in stagione ed unica squadra in grado di mantenersi in scia a Green Bay; la vittoria contro i Giants inoltre funge da risposta a chi sosteneva che il record era solamente figlio di un calendario abbordabile.

5. New England Patriots(+ 3)
Dominano i Patriots, che dopo un primo tempo altalenante prendono il volo nel secondo mettendo al tappeto i Jets, grazie ad un Tom Brady nuovamente incisivo come ad inizio stagione, lanciando 3 touchdowns, 2 dei quali per il TE Rob Gronkowski.

Vola verso l'endzone Devin Hester, protagonista del punt return che taglia definitivamente le gambe ai Lions.

6. Chicago Bears (=)
Non lasciano alcuno scampo ai Lions i Bears, che “uccidono” i loro sogni gloria tornando in testa alla NFC North dopo una vittoria che arriva al termine di un match ampiamente dominato nei primi tre quarti, quando l’attacco di Chicago si “limita” a quantificare l’ottimo lavoro svolto dalla difesa, che pizzica Stafford 4 volte.

7. Houston Texans (+ 4)
I Texans schiacciasassi continuano la striscia vincente abbattendo la flebile resistenza dei Buccaneers tra le loro mura, trascinati da un Arian Foster sempre più decisivo, leader sia delle corse che nel passing game, dove risulta leader assoluto di Houston al termine del match, concluso con 2 touchdowns realizzati.

8. Detroit Lions (- 5)
Battuta d’arresto per i Lions, che vengono fermati dai Bears anche a causa dei 4 intercetti lanciati da Matthew Stafford, che nel tentativo di dare ritmo, gioco, e punti ad un attacco immerso in un grigiore insolito, è costretto a forzare mostrando il fianco agli avversari, che non gli perdonano nulla mandandolo a casa con le ossa rotte; fortunatamente, questa volta, solo in senso figurato.

9. Baltimore Ravens (- 5)
Bruttissima sconfitta per i Ravens, che ci lasciano le penne nella coast to coast con Seattle, faticando a fare gioco e subendo insipegabilmente le corse di Marshawn Lynch, mattatore del match; per restare in alto e, soprattutto, puntare a qualcosa di concreto in postseason serve una maggiore continuità.

10. New York Jets (- 4)
Subiscono la quarta sconfitta stagionale nel testa a testa contro i Pats, che li tengono a debita distanza nel secondo tempo conquistando un vantaggio che alla fine risulta incolmabile; una sconfitta che, decisamente, non ci voleva, e che rischia di inguaiarli non poco in vista della volata playoffs, soprattutto considerando la difficoltà della division.

11. New York Giants (=)
Ci credevano davvero tanto i Giants, soprattutto dopo aver fermato Brady & Co. la scorsa settimana, invece, nonostante il buon lavoro di Manning, 311 yds e 2 TD, sono costretti ad arrendersi, comunque lottando, ad una San Francisco che segna il TD decisivo nell’ultimo quarto.

12. Buffalo Bills (=)
I Bills paiono definitivamente alla frutta, tanto che subiscono 44 punti dai Cowboys senza colpo ferire, segnando un solo touchdown nel secondo quarto, con David Nelson che lo festeggia consegnando l’ovale nelle braccia della sua fidanzata, cheerleader di Dallas; un siparietto romantico che probabilmente rappresenta l’unica nota positiva per Buffalo, ormai lontana da quella dirompente di inizio stagione.

13. Cincinnati Bengals (=)
Escono sconfitti da una sfida importantissima come quella contro gli Steelers ma continuano a trovare conferme, sia per il presente che per il futuro, con Dalton che, pur non vincendo, supera bene anche l’esame Pittsburgh, arrendendosi solo nel finale, dopo aver cercato una rimonta disperata fino all’ultimo, concludendo con 170 yards e 2 touchdown pass.

14. Atlanta Falcons(=)
Mai scelta fu più sciagurata se non quella di giocare un quarto down a poche yards dalla propria endzone, giocata che se ti va bene diventi un dio del football, se ti va male invece subisci una sorta di insulti da far impallidire anche il killer più spietato; Mike Smith ci prova, ma non ha alcuna fortuna, e condanna i Falcons ad una sconfitta in OT dopo aver tenuto sulla corda i Saints per tutta la partita.

15. Dallas Cowboys (+ 2)
Umiliano i Bills segnandoli in faccia 44 punti dopo un primo tempo chiuso già in vantaggio 28 a 7 che lascia pochissime chanches di rimonta a Buffalo; prova in grande stile di Tony Romo, che chiude con 270 e 3 touchdowns, aiutato anche dall’ottimo DeMarco Murray, runningback rookie esplosivo che offre ancora una prestazione positivissima correndo per 145 yds e 1 TD.

16. Oakland Raiders (+ 2)
Vincono il primo Thursday Night Football della stagione superando a San Diego i Chargers e tornando con prepotenza in testa alla AFC West, una delle division più combattute e incerte di questa stagione; cresce l’intesa con i compagni di Carson Palmer, che lancia 299 yds e 2 touchdowns, entrambi ricevuti dal redivivo Denarius Moore, che dopo un inizio di stagione folgorante era un po’ sparito dal gioco offensivo dei Raiders.

17. San Diego Chargers (- 2)
Sconfitta che ora come ora pesa parecchio per i Chargers, usciti sconfitti dal primo anticipo stagionale del giovedì sera nella rivalries contro Oakland, che li supera di sette punti causandogli la quinta sconfitta del 2011; prova a tenere in corsa, come al solito, San Diego il quarterback Philip Rivers, che nonostante le 274 yards lanciate e i 2 TD pass confezionati è costretto ad uscire sconfitto per la seconda volta tra le mura amiche.

18. Philadelphia Eagles (- 2)
Dal passare dall’ essere considerati la squadra da battere al diventare la delusione stagionale il passo è davvero breve, e gli Eagles ci sono riusciti in nove partite, dieci settimane di football; l’unica fortuna, per loro, è che i giochi nella NFC East sono tutt’altro che chiusi, anche se risalire da un 3-6 e riprendersi dopo una sconfitta contro una squadra allo sbaraglio come Arizona non sarà per nulla facile.

19. Tennessee Titans (+ 2)
La stagione entra nel vivo e, forse, la NFL ha finalmente recuperato uno dei suoi più grandi protagonisti, Chris Johnson, che incide sulla vittoria dei suoi Titans correndo per 130 yards e 1 touchdown, arrivato proprio ad un passo dal two minute warning finale per sancire una vittoria conquistata soprattutto grazie all’ottimo lavoro difensivo volto a limitare le giocate di Cam Newton.

20. Tampa Bay Buccaneers (- 1)
Non si ferma la crisi dei Buccaneers, che dopo la trasferta londinese faticano a trovare quel ritmo che, almeno a tratti, avevano mostrato ad inizio stagione; questa volta oltre ad un attacco che non riesce a restare in partita, a creare qualche preoccupazione di troppo è la difesa, che concede troppo spazio ai Texans e non riesce a fermare Foster, fonte di gioco inesauribile per Houston.

21. Kansas City Chiefs (- 1)
I Chiefs perdono il match più brutto e noioso della settimana facendosi infilare proprio in dirittura d’arrivo dai Broncos, che rimettono in gioco la division raggiungendoli in classifica e tenendo anche il passo dei Chargers, per una corsa a tre che facilmente risucchierà anche Oakland, in vantaggio di appena di una partita.

22. Denver Broncos (+ 2)
Riaprono la AFC West con una vittoria conquistata proprio all’ultimo quarto su Kansas City, grazie ad una bomba di Tim Tebow che pesca l’ottimo Eric Decker lanciato in solitaria verso l’endzone avversaria; giocata che permette a Denver di ottenere la quarta win stagionale e al numero 15 di riscattarsi dopo una partita non entusiasmante, nella quale completa appena 2 passaggi, su 8, per 69 yards.

23. Jacksonville Jaguars (+ 2)
Rientrano dopo il bye i Jaguars che vincono agevolmente contro i Colts rifilandogli la decima sconfitta stagionale nonostante la solita prestazione non entusiasmante di Blaine Gabbert, che lancia per 118 yards e 1 touchdown; ad aiutarlo ci pensa Maurice Jones-Drew, che torna a brillare correndo per 114 yds e realizzando la meta che chiude definitivamente il match.

22. Washington Redskins (- 2)
Continuano a scendere i Redskins, che infilano la sesta sconfitta di questa stagione perdendo malamente contro una Miami ritrovata ed in grado di arginarli, ingabbiando sia Rex Grossman che i runningbacks, lasciati ad appena 61 yards in sessanta minuti di football; unica nota positiva, la prova del rookie receiver Leonard Henkerson, che potrebbe rivelarsi fondamentale nel prossimo futuro.

25. Cleveland Browns (- 2)
Continuano a non entusiasmare i Browns, che riescono sempre a limitare le realizzazioni avversarie, mantenendoli a punteggi bassissimi, ma non concretizzano mai, faticando sempre a trovare la strada per l’endzone avversaria; a tenerli in partita questa volta ci prova il kicker Phil Dawson, ma le sue 4 trasformazioni non bastano a Cleveland per vincere.

26. Arizona Cardinals (+ 2)
La sorpresa della settimana! Vincono con gli Eagles trascinati da un John Skelton che non fa assolutamente rimpiangere Kevin Kolb lanciando 3 TD pass che, prima annichiliscono Philly e poi la gettano nello sconforto più totale con la realizzazione finale di Early Doucet, che decide tutto a 1:53 dalla fine; con il cambio di QB torna ad incidere anche Larry Fitzgerald, che “rientra” nei suoi standard abituali ricevendo per 146 yds e 2 TD.

27. Seattle Seahawks (+ 3)
Disputano un grandissimo primo tempo che gli consente di mettere alle corde i Ravens e condurre in porto il match resistendo alla loro rimonta finale grazie ad una difesa che concede pochissimo, soprattutto sulle corse; decisivo, ancora una volta, Marshawn Lynch, a segno con un touchdown su corsa e vera arma in più di Seattle in questo momento della stagione, dove Carroll si gioca una bella fetta di futuro.

30. St. Louis Rams (+ 2)
Torna Bradford a tempo pieno e i Rams vincono la seconda partita della stagione grazie alla buonissima amalgama creatasi fin da subito tra il numero 8 e il suo nuovo receiver, Brandon Lloyd, che da quando è arrivato da Denver ha dato una scossa al passing game di St.Louis; l’ex Broncos di fatto segna il TD decisivo prima che la difesa regga l’urto degl’ultimi, disperati, attacchi dei Browns.

29. Minnesota Vikings (- 3)
Rientrano dal bye con tante speranze, che svaniscono immediatamente nella ghiacciata realtà di Green Bay, dove i Vikings non trovano mai il ritmo e subiscono una sconfitta pesantissima, che ancora una volta mostra la fragilità delle proprie secondarie e conferma lo stato attuale della franchigia del Minnesota, dove il cantiere è sempre aperto e i lavori in corso proseguono.

30. Carolina Panthers (- 3)
Ne azzeccano davvero poche i Panthers nella sconfitta casalinga con i Titans, che trovano il modo di fermarli arginando la loro principale fonte di gioco, ovvero Cam Newton, che messo sotto torchio dalla difesa di Tennessee conclude la sua prima partita da professionista senza segnare alcun touchdown.

31. Miami Dolphins (=)
Dopo la prima vittoria i Dolphins ci hanno preso gusto e fanno il bis questa settimana, battendo tra le mura amiche i Redskins grazie ad un’altra ottima prova di Reggie Bush, che si ferma a sole 47 yards ma Miami verso la terra promessa segnando 2 touchdowns che aprono e chiudono il box score del match; ottimo lavoro anche della difesa, con Davis e Dansby che pizzicano due volte Grossman.

32. Indianapolis Colts (=)
Viaggiano sempre più spediti verso la prima assoluta i Colts, che perdono anche contro i non irresistibili Jaguars segnando un solo field goal in tutta la partita; Caldwell le prova tutte, mandando anche in campo Dan Orlovsky al posto di Curtis Painter, ancora pizzicato due volte dalla difesa avversaria, ma non serve a nulla, e il numero di sconfitte raggiunge quota 10 in stagione.

Post By Andrea Cresta (367 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni ’80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l’onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell’inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan…

Website: → FootballNation.it

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3 thoughts on “NFL Power Ranking Week 10

  1. Ho letto solo adesso i commenti delle scorse settimane, che dire, ammesso e non concesso che purtroppo ho due lavori e una famiglia e non posso stare 7 giorni collegato a questo preciso articolo, o meglio, ai precedenti di Power Ranking per rispondere ai commenti, che sono comunque piacevoli, quando non si esagera con le critiche, per informazione di chi mi definiva un ultras dei Lions (puntualizzando che la parola ultras associata al football mi fa venire da piangere) vorrei comunicargli che non sono per nulla tifoso di Detroit, anzi, sono tifosissimo di una delle sue rivali più agguerrite, ovvero i Minnesota Vikings.

    In parte, quindi, la critica di essere ultras (per quanto mi faccia piangere questa parola meramente calcistica) dei Lions mi fa piacere, perchè se non si è mai capito che sono un tifosissimo di Minnesota vuol dire che ho svolto questo compito di redazione del power ranking in maniera imparziale.

    Detto questo, veniamo alle cose serie, mi si chiedeva con due setitmane fa come faccio a redarre il ranking, e qui di seguito cerco di spiegarvelo, anticipando però che parte da un ranking di inizio stagione ben definito, dove ci sono squadre che sulla carta partono per spaccare il mondo ed altre che giocano per la prima assoluta.

    Essendo un ranking redatto appunto sulla carta è ovvio che durante la stagione questi valori possono essere sia confermati che completamente stravolti, come nel caso degli Eagles, che davvero sembravano strafavoriti ed ora hanno le stesse vittorie dei Seahawks, team che dopo le prime due settimane sembrava letteralmente spacciata.

    Partendo da questo presupposto mi pare ovvio che le franchigie si muovano su e giù per questo ranking a seconda delle vittorie e delle sconfitte, ma io, magari anche sbagliando, del record ne tengo conto fino ad un certo punto, perchè do più importanza alla qualità delle vittorie, contestualizzandole anche al momento stagionale della squadra.

    Criticavate la scelta di Detroit al terzo posto due settimane fa, ebbene, i Lions allora erano una delle squadre migliori della conference, e sembravano davvero lanciati verso grandi traguardi dopo aver vinto 6 partite su 8 e aver battuto squadre come la Tampa di inizio stagione, quando si pensava fosse la seconda forza della NFC South, la Kansas di inizio stagione, considerata in quel momento la favorita per la AFC West, Dallas e Chicago; 4 vittorie di livello, 4 vittorie che meritavano un certo riconoscimento.

    Criticavate poi anche la situazione anomala dei Niners, ma 4 delle loro 8 vittorie sono arrivate con squadre non certo irresistibili come Seattle, nelle prime settimane era inguardabile, Cincinnati, che ad inizio stagione stava faticando a trovare una quadratura visto i cambi in attacco, e, più di recente Cleveland e Washington, che con tutto il rispetto, non mi paiono questi grandissimi squadroni.

    Molto simile il discorso che riguarda i Texans, che delle 7 vittorie fin qui conquistate 2 sono arrivate con gli sciagurati Colts, 1 con Miami, che ha vinto le prime due partite stagionali nelle ultime due week, 1 con Jacksonville, 1 con Cleveland, e l’ultima con Tampa in fase decisamente calante, per un totale di 6 W su 7 con squadre certamente non irresistibili.

    Di contraltare ci troviamo poi con situazioni tipo Baltimore, che ha perso 3 partite con squadre a lei inferiori, Tennesse, Jacksonivlle, Seattle, e ha vinto quelle più difficili, con Pittsburgh, due volte, NY Jets e i Texans.

    Ancora un discorso diverso lo merita la vittoria nello scontro diretto, la lamentela su San Francisco e Detroit è riferita alla sesta settimana, quando i primi hanno battuto i secondi; ora, visto che in quel momento preciso avevo i Niners al quindicesimo posto del ranking e i Lions al quarto, dovevo regalare un’incomprensibile + 11 ai californiani solo perchè avevano battuto Stafford & Co.? E se poi, per assurdo, avessero perso la settimana successiva con Cleveland che facevo, gli davo un -11 per riportarli al punto di partenza? Un Power Ranking decisamente credibile.

  2. Grazie Andrea! Grazie per il P.R. settimanale e per le spiegazioni (non dovute) sul metodo. Sono d’accordo con quello che hai scritto, anche se dovresti valutare anche un fattore di improvement rispetto all’anno precedente per le franchige che si stanno rivelando delle vere sorprese (SF e Cincinnati su tutti).
    Un saluto

  3. Rubrica questa che amo alla follia. Solo un grazie enorme per scriverla, anche se va online 1 ora prima delle gare successive!!

    Bhè, a questo punto il posto dei Niners è difficile da criticare, come anche quello dei Bears che ahnno migliorato di gran lunga la loro linea offensiva, dando a cutler meno grattacapi. Così Chicago è in grado di sfruttare il potenziale che hanno!!

    Purtroppo su Bills e Detroit sapevo che prima o poi avrebbero messo in luce la loro scarsa propensione ai piani alti. I valori nella NFL verso la fine escono fuori e loro pagano un po’ di “disabitudine”. Anche se i Lions hanno una difesa spettacolare su cui puntare nei prossimi anni e un QB giovane di buon talento. Serve solo un po’ di esperienza. Cosa che magari (lo spero) valga anche per i miei Bengals.

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