Big Ben ha vinto per una volta la sfida con Tom Brady

Gli Steelers battono New England in modo ben più netto di quanto dica il punteggio finale (25-17), ma soprattutto lanciano un messaggio importante alla AFC: per la corsa al Superbowl XLVI ci sarà da fare i conti anche con i campioni uscenti.

La battuta d’arresto apre invece più di una crepa nelle certezze dei Patriots: la squadra di Belichick resta ancora una delle candidate più credibili al titolo dell’American Football Conference, ma la gara dell’Heinz Field ha evidenziato, soprattutto in fase difensiva, lacune particolarmente preoccupanti.

Un decennio di dominio

La partita di domenica vedeva di fronte le due squadre che nell’ultima decade hanno letteralmente dominato la AFC: insieme hanno vinto 7 degli ultimi dieci titoli, per poi andare a vincere il Superbowl in 5 di queste 7 occasioni. Logico, dunque, che ci fosse parecchia attesa per il confronto fra le due squadre e i rispettivi QB dominanti, Tom Brady e Ben Roethlisberger.

Brady si presentava all’Heinz Field forte di un record di 6W e 1L contro Pittsburgh, tra cui spiccano i due successi ottenuti nel Championship Game della AFC (2002 e 2005); stavolta però Roethlisbeger ha sovvertito il pronostico, e lo ha fatto, se possibile, proprio alla maniera di Brady.

Big Ben oscura Tom Brady

“Roethlisberger beats Brady at his own game”, ha infatti pubblicato uno degli analisti di Espn.com: lanciando prevalentemente dalla shotgun, a backfield scoperto, rinunciando a tracce profonde per privilegiare passaggi corti e medi, Roethlisberger ha messo a segno 365 yards (su 50 lanci tentati, entrambi season record) e ha soprattutto permesso agli Steelers di controllare il gioco per gran parte della gara, con quasi 40 minuti di possesso palla contro i 20 dei Pats.

L’unica pecca della sua partita è l’intercetto subìto da Gary Guyton (primo pick stagionale per il LB di New England), che ha generato sul possesso successivo il td pass di Brady per Deion Branch; ma a parte questa sbavatura il QB degli Steelers ha tenuto sempre in mano l’esito dell’incontro, restando ben coperto nella tasca, liberandosi in fretta della palla per vanificare i blitz avversari e affossando così la già fragile difesa di Belichick, che ha nuovamente concesso più di 300 yds di passaggio (329, è la sesta volta su sette uscite che accade).

Dall’altra parte Brady non è mai riuscito a dare ritmo al suo attacco: le cifre individuali non sarebbero neanche male (24/35 per 198 yds, 2 td pass, nessun intercetto), anche se segnano pur sempre il minimo stagione di yards lanciate. Soprattutto però l’attacco di New England ha dato per lunghissimi tratti della gara l’impressione di essere impotente di fronte alla solidissima difesa di Pittsburgh: la continua pressione portata su Brady (3 sacks e un fumble) ne ha letteralmente inceppato la manovra offensiva, che è andata a singhiozzo per tutta la serata.

L’unico momento in cui la partita è sembrata poter tornare in bilico è stato a 4:11 dalla fine dell’incontro, quando gli arbitri non hanno giudicato buono il td pass di Brady per Gronkowski: la palla aveva invece varcato la linea di endzone e seppure il drive si è comunque concluso con il td pass per Hernandez per il 23-17 a 2:40 dal termine, i 90 secondi mangiati sul cronometro hanno costretto New England al tentativo di onside kick. E poiché in Massachusetts sanno bene quanto sia difficile recuperare il pallone in questa situazione (l’ultimo tentativo andato a buon fine risale agli anni ’90…), appare evidente che la scelta di Belichick di non chiedere l’instant replay sia stata assolutamente decisiva (oltre che sbagliata).

Tra le difese un confronto improponibile

Togliendo il pallone dalle mani di Brady per 2/3 di partita, l’attacco di Pittsburgh ha contribuito a rendere più facile il lavoro della difesa, che contro i lanci ha confermato di essere la numero 1 dell’NFL non solo per le cifre: attenta e aggressiva, la secondaria degli Steelers è stata quasi perfetta, riuscendo regolarmente a sporcare le tracce dei ricevitori avversari e a costringere al punt New England per ben 4 volte su 9 drive offensivi.

E sì che oltre ad Hines Ward (offensive captain) tra le fila dei padroni di casa mancavano due pedine importanti come i linebackers James Farrior (capitano della difesa) e James Harrison: ma nonostante questo gli Steelers hanno trovato stavolta anche un efficacissimo antidoto contro le corse, concedendo la miseria di 43 yds totali (a fronte di una media stagionale di 99.1).

Dall’altra parte, invece, la situazione è ben evidenziata dalla cifre, che mettono impietosamente a nudo i problemi di New England: in difesa, di cui Belichick, si ricorda, è anche coordinator, i Patriots sono ora 32esimi e ultimi sia per yards totali concesse che per yards concesse su passaggio (323.1, un’enormità se si pensa che al 31° posto c’è Green Bay con 288.9). E per una squadra con ambizioni di Super Bowl, il dato appare quanto mai funesto: mai infatti una squadra che ha sollevato il Vince Lombardi Trophy è stata ultima in regular season per yards concesse su passaggi.

In New England, insomma, ci sarà da rimboccarsi le maniche e lavorare alacremente sulla fase difensiva; Pittsburgh invece può godersi la quarta vittoria consecutiva dopo la scialba partenza 2-2, il primo posto nella AFC North e il miglior record di conference.

NOTE

Ben Roethlisberger ha messo a segno per la seconda volta in carriera due partite consecutive con oltre 300 yds (361 e 365)…

Il QB degli Steelers ha inoltre raggiunto la 75a vittoria su 106 partenze da titolare, risultando il quarto più veloce di sempre a raggiungere quota 75…

I due sacks messi a segno da LaMarr Woodley ne fanno il primo Steeler con due o più sacks in quattro partite consecutive…

Dopo 30 vittorie consecutive in partite di regular season in cui non ha concesso palle perse, contro Pittsburgh Belichick ha visto interrompersi questa striscia che è la più lunga mai realizzata da un coach nella storia NFL.

Post By Andrea S. (29 Posts)

Amando lo sport da sempre, non poteva non lasciarsi contagiare anche dagli sport americani, finiti poi per diventare l’argomento della sua tesi di Dottorato («Eccezionale quel baseball! L’origine dell’isolazionismo americano negli sport»). Segue ogni giorno quello che succede negli sport made in USA: li guarda, li studia e ne scrive e ne racconta come può.

Connect

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

One thought on “Gli Steelers fanno la voce grossa

  1. mi sembra però che la situazione dei Pats l’hai fatta più tragica di quanto in realtà non è….si ok diamo atto al fatto che i running back hanno corso poco come non mai e Green Ellis in sedia a rotelle in coma vegetativo faceva più bella figura, poi ovviamente la difesa degli Steelers è il muro che tutti conosciamo però qualche gioco in più di corsa lo potevamo anche tentare, specie magari sul 3° down visto li abbiamo proprio buttato via possessi importanti (30%) comunque io non ho visto tutto questo divario tra le 2 squadre, gli Steelers hanno vinto e meritatamente aggiungerei anche, ma non hanno per niente spadroneggiato…..aggiungo un appunto visto l’esito disastroso di quella mezza ciofeca di onside kick (in realtà lo definirei un inside kick visto che la palla si è appena mossa da terra) non mi meraviglio che è dal 91 che non ci viene quella giocata, magari la proverei giusto un paio di volte in allenamento :)
    anche perchè a riguardarla non riesco davvero a smettere di ridere

Commenta