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TOP 3

Demarco Murray

Top della giornata va a questo rookie, selezionato alla 71 da Oklahoma, il quale con una prestazione da 253 yards in 25 portate ed 1 TD è stato la principale arma all’arco di Romo nella vittoria con Saint Louis. Senza dubbio Murray ha approfittato dell’assenza di Felix Jones e delle poche portate di Choice, per prendersi molti palloni e dimostrare quello che non era riuscito a fare nelle settimane precedenti, arrivando ad un record di 32 yards contro NE alla week 6.

Con l’aiuto di Murray, il quale può davvero essere una nuova via per gli attacchi di Dallas, dando un ulteriore aiuto a Romo, i Cowboys possono continuare a lottare in questa equilibratissima NFC East, con un record di 3-3 appena dietro ai NY Giants, alla pari con i Redskins ed appena sopra agli Eagles che comunque si possono svegliare da un momento all’altro. Ma con l’inserimento di Murray di fianco ai due più illustri colleghi si può creare un “mostro a tre teste” che molti problemi può dare agli avversari.

Christian Ponder

Critiche aveva destato, all’interno dell’ambiente Purple and Gold la scelta di far esordire il Qb proveniente da Florida State nell’incontro controi campioni di Green Bay, forse il più difficile della stagione se si esclude la visita agli stessi Packers, fra tre settimane. Ed invece Ponder reagisce alla pressione, tiene in scacco la difesa avversaria per tutto il primo tempo, cala nel terzo quarto per poi riportare sotto i suoi, regalando suspence ad una partita che, forse, con McNabb in campo non avrebbe avuto la stessa intensità. Emblematico, in tal senso, il primo lancio della gara di Ponder, da 73 yards per Jenkins, per un TD che si è sviluppato due giochi dopo, al secondo suo passaggio.

Non ci è ancora dato sapere cosa sarà nel futuro, ma alla luce della buona prestazione sia di questo giovane QB sia di Adrian Peterson, in forma ed anche lui grattacapo della difesa Packers, forse la stagione Vikings può essere meno peggio di quanto ci si potesse aspettare, anche alla luce di un calendario che offre ancora alcune partite sicuramente alla portatat della franchigia di Minneapolis. La prossima partita sarà a Charlotte, contro i Panthers e si proporrà una sfida tra due rookie QB, Ponder e Cam Newton, molto diversi nel loro modo di giocare ma che stanno ben impressionando in questa loro stagione d’esordio.

Arian Foster

Nell’importantissima sfida contro i Titans, diretti avversari nella corsa alla leadership della AFC South, buona parte del merito della vittoria Texans è da dare ad Arian Foster, immarcabile in ogni snap che andasse a giocare, sia su passaggio che su corsa: il nativo di Albuquerque chiude la sua fatica con 115 yards e 2 TD su corsa più 119 yards ed 1 TD da 78 su ricezione. Già le cifre rendono molto bene di che tipo sia stata la partita di Foster, ma le immagini rendono ancora di più, dando una sensazione di impotenza, da parte della difesa di Tennessee, che poche volte si vede di fronte ad un singolo giocatore.

Con il suo contributo, unito a quello dei vari Schaub, Tate e compagnia, i Texans si trovano in testa da soli alla AFC South, precedendo di un’incollatura Tennessee: se i Titans continueranno ad essere quella squadra passiva e piena di problemi vista domenica, per Houston, anche se è prematuro parlarne, potrebbero aprirsi scenari interessanti. Non ho volontariamente parlato di Jacksonville, alle prese con il periodo di adattamento di Gabbert all’interno della lega, e dei Colts, ormai lontani millemila miglia dalle posizioni che contano ed alla ricerca dela loro prima vittoria stagionale, quindi questa lotta per la postseason sembra ristretta a due squadre: con un Foster così la bilancia potrebbe pendere per il Texas.

MENZIONE D’ONORE

New Orleans Saints

Potrei ricevere delle critiche per questa scelta, ci ho pensato ma alla fine l’ho messa: prendiamo tutte le controindicazioni del caso, date dal fatto che Indianapolis è una squadra alo sbando, con un non QB a dirigere una squadra che con l’assenza di Peyton Manning ha capito una volta in più quanto fosse importante la sua presenza, ma il dato netto rimane: 62 punti sono sempre tanti, e sono stati inflitti ad un’altra squadra NFL, non al college di Kalamazoo. Onore quindi ad un Brees quasi perfetto (31/35, 5 TD), a Sproles, Colston e Graham, autori di 2 TD a testa, e a tutta la squadra, che si è ben preparata in vista di futuri compiti più impegnativi.

Atlanta Falcons

Vittoria a Detroit, contro i Lions, sempre pericolosi in casa, e già questo sarebbe sufficiente. Vittoria ottenuta per di più in modo convincente, andando avanti nel primo tempo e mantenendo poi il vantaggio fino a fine partita. Tutto questo a discapito di un Matt Ryan ch non ha disputato la sua migliore partita, conclusa con 2 intercetti. Questa prestazione non ottimale del prodotto di Boston College è stata però contrastata sia dal reparto corse, con Turner che è andato in tripla cifra, più Gonzales e White che hanno fatto fruttare bene quello che arrivava dalla tasca. Con questa vittoria i Falcons si rilanciano, e potrebbero essere, forse proprio insieme ai Lions, i pretendenti più seri ad una wild card.

WORST 3

Oakland Raiders

L’infortunio di Jason Campbell si è dimostrato una sciagura per i Raiders, che si sono trovati in casa un Boller non esibibile a certi livelli ed hanno messo su una trade molto discutibile e discussa per ottenere dai Bengals Carson Palmer, ormai panchinaro (di lusso) a Cincinnati dietro a rosso malpelo Dalton. La partita con i Chiefs assumeva quindi una particolare valenza, in quanto poteva vedere l’esordio in maglia neroargento di Palmer: inizialmente però Jackson decideva di puntare su Boller, più erudito sul playbook.

Il buon Kyle ripagava però la fiducia con tre intercetti in neanche un tempo di gioco, quindi Palmer si avventurava sul campo: ha tutte le scusanti relative al fatto della poca conoscenza di compagni e playbook, oltre magari ad un braccio un po’ arrugginito, ma il risultato in termini  di intercetti è stato lo stesso del compagno. Morale della favola: Raiders sconfitti 28-0. La settimana di bye arriva come toccasana: con due settimane di tempo per inserirsi, Palmer può ancora dare una svolta alla stagione sua e dei Raiders.

Baltimore Ravens

Difficile capire cosa sia capitato nella testa dei giocatori di Baltimore in questa settimana, dopo la bella vittoria contro Houston della week 6: fatto sta che i Ravens hanno rimediato una sconfitta inattesa a Jacksonville, dove i Jaguars si sono imposti per 12-7. Non è tanto la prestazione dei padroni di casa a stupire, quanto piuttosto la pochezza della squadra di John Harbaugh, capace di non raggiungere un primo down in tutto il primo tempo, tanto per citare una delle tante statistiche offensive deficitarie che hanno messo su i Ravens nel Monday Night.

Analizzando più nel dettaglio, buona parte delle colpe va attribuita a Joe Flacco, incapace di venire a capo di una difesa, quella dei Jaguars, senza talenti purissimi ma ordinata e capace di tenere le coperture sulle tracce dei ricevitori senza lasciare wide open. Quando servirebbe un po’ di fantasia per trovare qualche soluzione, il prodotto di Pittsburgh si è squagliato. Ma anche l’OC Cam Cameron ha le sue colpe, incapace di trovare soluzioni alla cattiva serata del suo QB. La stagione è lunga, ma prestazioni del genere non si devono più avere.

Browns – Seahawks

Non faccio grandi differenze tra le due squadre in questa week, e sono entrambe colpevoli se questa partita finisce in questa parte della rubrica: uno spettacolo bruttissimo, deciso da tre field goal in tre quarti diversi, più due sbagliati, ed in generale una serie di cose orribili che poco hanno a vedere con il football che normalmente vediamo: tra le varie cose segnalo le 162 yards totali che Seattle è riuscita a mettere a segno, ed il 2/12 che sempre la franchigia dello stato di Washington è riuscita a far registrare.

Ci sono anche da segnalare le assenze, Tarvaris Jackson (!!!) tra i Seahawks e Peyton Hillis per i Browns, ma lo spettacolo è stato in ogni caso deludente. Con questa vittoria, però, i Browns si portano ad un record di 3-3, record che in qualsiasi altra division permetterebbe di evitare l’ultimo posto, cosa che però non accade in questa AFC North, dove Ravens, Steelers e Bengals viaggiano con un record positivo. Di contro, con un record di 2-4 i Seahawks mantengono il secondo posto nella NFC West, seppur a grande distanza dai 49ers capolista.

DAMNATIO MEMORIAE

Chris Johnson

13 milioni di dollari annui: questo è quanto prende il RB dei Titans per prestazioni come quelle di questa settimana, nella sconfitta contro Houston, in cui ha corso 18 yards in 10 portate, simili a quelle delle scorse settimane, se si escludono le 101 yards corse contro i Browns. Ora che anche il pubblico del Tennessee si sta stufando, è compito del numero 28 cercare di riconquistare la fiducia della sua gente, e l’impressione è che serva veramente poco per riuscirci.

Tampa Bay Buccaneers

Chi capisce questi Buccaneers è davvero bravo, in quanto alternano prestazioni ottime a spettacoli particolari: dalla vittoria contro Atlanta alla sconfitta 48-3 contro i 49ers, dalla vittoria contro i Saints della scorsa settimana alla sconfitta in terra europea contro i Bears: con un’incostanza del genere è difficile mantenere il passo di Falcons e Saints, e l’infortunio season-ending di Graham aggiunge ulteriori problemi ad un reparto che, tra l’altro, ha già perso per alcune settimane l’altro RB Blount.

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Andrea Cornaglia, classe '86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un'imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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5 thoughts on “NFL Week 7: Top & Worst

  1. Concordo appieno sui Ravens. Tenesse e Jacksonville. Due sconfitte con due mezze squadre. Se fossi il presidente oltre al mega cazziatone manderei anche il mega multone. Flacco è indecente.

  2. Difetti di Flacco:
    1) guarda sempre la prima opzione e lancia sempre a quella, non importa se libera, marcata, triplicata o fuori dal campo a sorseggiare gatorade. Lui prende lo snap ed ha occhi solo per il ricevitore N1.
    2) In quelle rare volte dove percepisce il fatto che la prima opzione non è raggiungibile, esiste solo la valvola di sfogo Ray Rice PUNTO
    3) Quando le cose vanno bene e la squadra (la difesa) si porta avanti nel punteggio allora lui si sente rinvigorito e senza pressione assomigliando in alcuni casi addirittura ad un discreto QB NFL. Quando le cose invece vanno male, bisogna recuperare e la difesa (prima vera opzione offensiva) non crea punti dai turnovers, allora lui entra in panico e per Baltimore è la fine.
    4) Come mai rimanga illeso dopo prestazioni del genere in uno spogliatoio dove girano tipetti del calibro di Ed Reed, Ray Lewis, Suggs o Ngata è per me un mistero irrisolto. Sarà almeno un bravo oratore, anche se non sembra a guardarlo in faccia….

  3. I Ravens sono rivali dei miei bengals visto che fanno parte della stessa division, ma mi piacciono lo stesso. E’ un peccato che in questi anni abbiamo sostanzialmente buttato nel cesso la possibilità di vincere più di un superbowl con la difesa che hanno avuto. Bastava un QB solo discreto ed avrebbero dato più filo da torcere agli steelers.
    Mettete Cassell dei Chiefs, Freeman dei Bucs, o ancora un veterano tipo Hasselbeck al posto del insipido Flacco-flacco e poi auguri a tutti.

  4. Sono d’accordo coi commenti di cui sopra: con la difesa e la struttura globale di squadra che hanno, i Ravens hanno sciupato tantissimo negli ultimi anni!
    Joe Flacco non mi ha mai entusiasmato, ma non è mai migliorato di una virgola da quando si è affacciato nella Nfl.
    Non è un brocco sicuramente, ma la sua mediocrità è davvero tanta e sicuramente non dà mai quel quid in più che aiuterebbe a vincere le partite difficili.

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