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TOP 3

LIONS & PACKERS
L’ultima volta era accaduto prima di Kennedy, prima della corsa allo spazio e oltre due lustri prima del Superbowl: i Detroit Lions non partivano 5-0 dai tempi del presidente Eisenhower (era il 1956). Vista l’eccezionalità dell’evento, Detroit compare nella nostra top 3 per la seconda settimana di fila. Stavolta i Lions battono i Bears nel MNF con un altro TD di Calvin Johnson e un Jahvid Best letteralmente incontenibile: per il RB ex Golden Bears 163 yds in soli 12 portate, ottenute soprattutto grazie ad uno squassante TD da 88 yards che ha spaccato in due la partita. Se Stafford riuscirà ad evitare gli infortuni che gli hanno fatto saltare 19 partite nei primi due anni di NFL, il futuro dei Lions può essere quanto mai roseo: l’oscena franchigia da 8 vinte e 40 perse delle ultime tre stagioni sembra ormai un lontano ricordo.

In testa alla NFC North con Detroit l’unica altra squadra imbattuta, i Green Bay Packers: Rodgers continua a mietere record personali uno dopo l’altro e cifre alla mano sta avendo un impatto migliore di quello di Favre. Per il dominio nella Division sarà allora probabilmente decisiva la doppia sfida tra le due franchigie: primo atto nel Thanksgiving Day del 24 novembre a Detroit, rivincita al Lambeau Field nell’ultima settimana di regular season.

JIM HARBAUGH
In estate tutto il mondo del football ha visto un’ovvia analogia tra il cammino di Jim Harbaugh e quello di Bill Walsh, entrambi giunti a rivestire il ruolo di capo allenatore a San Francisco dopo le rispettive buone esperienze come head coach di Stanford. Pochi però avrebbero potuto sperare in un inizio di stagione così buono per i 49ers: per carità, i fasti di Walsh e di Joe Montana sono ancora lontanissimi, ma la miglior partenza dei californiani dal 2002, anno che coincide con l’ultima apparizione ai playoffs, lascia ben sperare per il resto della stagione. Con la partenza ad handicap dei Rams (0-4), la NFC West è in cerca di un padrone e potrebbe trovarlo proprio nei 49ers, che contro Tampa hanno colto la vittoria con più ampio margine degli ultimi 25 anni (era dal 27 dicembre 1987 – un 48-0 ai danni degli allora LA Rams – che non vincevano con un distacco tanto grande). Analogia per analogia, comunque, Harbaugh ha già fatto meglio di quanto fece Walsh al primo anno (2 sole vittorie). In California si può tornare a sperare…

BUFFALO
I Bills di Chan Gailey tornano a vincere dopo la sconfitta di misura contro i Bengals e anche se lo scalpo Eagles non ha più il valore che sembrava avere in estate, Buffalo si dimostra ancora una volta lucidissima in attacco e quanto mai solida in difesa: Fitzpatrick è ancora molto preciso (21/26 per 193 yds, 1TD, 1INT), ma stavolta a stupire sono le quasi 200 yards totali assommate dal RB Fred Jackson tra corse e passaggi. La difesa poi continua a fare cose egregie: dopo i 4 intercetti inflitti a Brady ecco i 4 a danno di Michael Vick. Con 12 picks in 5 partite, i Bills ne hanno già uno in più di quanto realizzato nell’intera stagione regolare del 2010. La partenza 4-1 è la migliore dal 2008, anno in cui però non centrarono i playoffs: le prospettive in questo 2011 sembrano però molto diverse e i Bills possono sperare di tornare a giocare in postseason (dove mancano dal 1999).

Menzione d’onore
ADRIAN PETERSON
I numeri non sono ancora all’altezza della sua fama, ma almeno contro i Cardinals si è rivisto lo strapotere offensivo della stella ex Oklahoma Sooners: con tre TD messi a segno nel primo quarto firma di prepotenza il successo di Minnesota e riporta un timido sorriso sui volti dei Vikings dopo le 4 sconfitte consecutive. Impressionante soprattutto la terza segnatura personale di “A.D.”, in cui il RB di Minnesota si è letteralmente incollato il cornerback di Arizona suo omonimo, Patrick Peterson, per una dimostrazione di schiacciante vigoria fisica.

WORST

ANDY REID
Terza apparizione di fila per i Philadelphia Eagles nella classifica dei peggiori, ma francamente non potrebbe essere altrimenti. Partiti con la roboante e scomoda etichetta di squadra dei sogni, gli Eagles stanno letteralmente affogando nella NFC East, dove ora occupano il gradino più basso dopo le 4 sconfitte di fila rimediate. Per ritrovare una simile striscia negativa bisogna risalire al 2005, per una partenza ugualmente brutta addirittura al 1999, primo anno di Andy Reid sulla panchina di Philadelphia: proprio Reid, per sua esplicita ammissione («No. 1, there’s nobody to blame but me. That’s how I look at it. I take full responsibility for it. It’s my team»), siede oggi sul banco degli imputati. Con tutto il talento a disposizione, è comunque da attendersi una reazione degli Eagles: lo schedule però è piuttosto impervio, e nelle ultime 11 gare prevede la doppia sfida con Dallas, le due newyorchesi e i New England Patriots. Per la squadra dei sogni trasformatisi in incubi, il tempo di sbagliare è decisamente finito.

COLTS
Va bene, Manning può ancora al massimo farsi vedere sulla sideline vestito in borghese, ma anche con questa grave assenza le prestazioni di Indianapolis non sembrano giustificabili: la partenza 0-5 è la peggiore dal 1997 e cinque sconfitte di fila mancavano in casa dei Colts da un decennio. Con l’infortunio di Addai, che ha lasciato il campo senza farvi ritorno, le prospettive si fanno ancora più negative: per la squadra di Jim Caldwell spuntare la casella delle vittorie appare francamente difficile.

REX RYAN
Lontani parenti di quelli che estromisero New England dalla corsa al Super Bowl nel gennaio di quest’anno, i New York Jets dopo tanti proclami e guanti di sfida incassano tre sconfitte di fila e vedono allontanarsi la vetta della AFC East: al primo passaggio delicato della stagione, con la triplice trasferta consecutiva a Oakland, Baltimore e Foxborough, la squadra di Rex Ryan esce drasticamente ridimensionata sia nelle ambizioni che nel potenziale. Con il gioco di corse che continua a vivere di stenti (28° posto per rushing yds conquistate), anche il gioco aereo sta facendo fatica e la difesa non è quella solida e affidabile dello scorso anno: Ryan dovrà probabilmente pensare meno a parlare e più a rimboccarsi le maniche. Per fortuna sua e dei Jets, in week 6 arrivano a New York i derelitti Dolphins per il MNF: vietato sbagliare.

Post By Andrea S. (29 Posts)

Amando lo sport da sempre, non poteva non lasciarsi contagiare anche dagli sport americani, finiti poi per diventare l'argomento della sua tesi di Dottorato («Eccezionale quel baseball! L'origine dell'isolazionismo americano negli sport»). Segue ogni giorno quello che succede negli sport made in USA: li guarda, li studia e ne scrive e ne racconta come può.

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5 thoughts on “NFL Week 5 – Top & Worst

  1. Perfetto articolo. D’accordo su tutto.
    Avrei aggiunto forse una menzione d’onore per i sorprendenti e tosti Raiders e una di disonore per i deludenti Bears, che quest’anno si sognano la finale di conference. Mai vista una offensive line così ridicola. Povero Cutler.

    ps: spero che Bills e Lions non si sveglino… let’s go!!!!!!

  2. Concordo anche con Fabio. Non a caso,per necessità Cutler mi sta “impressionando” per la capacità di rompere tanti sack. Poveri Bears,una squadra decisamente più ambiziosa dei risultati che ottiene.

  3. ottimo articolo, Bravi speriamo che i Lions continuino così perchè sono proprio una bella squadra, soprattutto hanno anche una bella difesa

  4. @ Hanzo

    anche a me Cutler sta impressionando per quel motivo. Completa tanti passaggi in motion e spesso bilanciato in modo davvero eccelso. Credo non sia tra i migliori 5 QB della lega e forse nemmeno 10, ma se i Bears avessero una linea offensiva migliore potrebbero lottare davvero per dei buoni traguardi…magari tornare al superbowl.

    @ Dan

    Vero, i Lions iniziano ad ingranare anche difensivamente. E vorrei vedere, sono anni che scelgono altissimo e benissimo agli ultimi draft…prima o poi… ;-)

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