Il running back BenJarvus Green Ellis ha disposto come ha voluto della difesa dei Jets

Dalle parti del New England, forse, i fantasmi del passato fanno ora meno paura.

L’acerrima sfida tra Patriots e Jets domenica ha visto andare in scena un altro atto, ma a dire il vero stavolta il confronto è stato meno intenso ed appassionante del solito: in una partita scialba e con poco pathos, tra le mura del proprio Gillette Stadium i Patriots hanno superato i rivali con un punteggio (30-21) che non rispecchia fedelmente la differenza di valore attualmente esistente tra le due squadre.

La vittoria di New England è stata comunque importante, e per più di un motivo. Intanto perché permette ai Pats di tenere il ritmo di Buffalo in testa alla AFC East, poi perché vendica l’eliminazione subita su questo stesso campo nel playoff divisionale del gennaio scorso, quando i Jets di Rex Ryan avevano estromesso i Patriots dalla corsa al quinto Superbowl dell’era Belichick, e infine perché era la prima volta dal TD decisivo del Superbowl XLII che New England non si ritrovava di fronte Plaxico Burress, il wide receiver allora in forze ai Giants che con la sua ricezione sul lob di Eli Manning aveva messo crudelmente fine alle ambizioni di perfect season di Tom Brady e compagni. Vincendo ieri, insomma, New England ha messo a tacere anche un altro grande spauracchio del suo recente passato.

Fioccano penalità nel primo quarto

Partita scialba, si diceva sopra.

L’inizio è tutto da dimenticare: i Jets vanno al punt nei primi quattro possessi offensivi senza mai raggiungere il 1° down e persino New England si inceppa non andando a segno nel proprio drive di apertura per la prima volta in stagione. Poi Brady (24 su 33 per 321 yards, 1 TD, 1 INT) ritrova la sua abituale chimica con Wes Welker per una ricezione da 32 yds che porta NE sulle 27 avversarie: da lì il proscenio lo conquista BenJarvus Green Ellis, che con 4 portate consecutive firma il primo vantaggio della partita.

Proprio il running back dei Patriots è stato il grande protagonista della giornata: con 27 portate per 136 yds e due TD segnati, il prodotto di Ole Miss ha permesso a New England di muovere bene la catena e bilanciare molto meglio l’attacco.

I numeri dei Jets invece fanno rabbrividire: nel primo quarto non raggiungono nemmeno un primo down e prolungano la carestia offensiva già vista contro i Ravens (7 primi downs in 5 quarti di football sono davvero una miseria).

Qualche segnale positivo è arrivato dai ritorni da kick-off di Joe McKnight (due lunghi, uno da 43 e uno da 88 yds), ma per il resto nonostante i numeri apparentemente buoni di Sanchez l’attacco di New York è andato di nuovo a singhiozzo per tutta la partita (dopo l’osceno 11 su 35 contro Baltimore, per il QB dei Jets stavolta è arrivata una prestazione più dignitosa, 16/26 con 2TD ma solo 166 yds lanciate). Il primo quarto ha visto poi un florilegio di penalità da entrambe le parti, che hanno generato la bellezza di 101 yds di penalità complessive in appena un quarto e 39 secondi di football giocato.

Brady aggancia Vinny Testaverde

Dopo un calcio di Gostkowski dalle 44 yards per il 10-0 parziale, proprio Plaxico Burress ha dato l’avvio al primo drive consistente dell’attacco newyorchese, conclusosi con una corsa di Shonn Greene (per lui alla fine 21 portate per 83 yds e 1 TD).

Sul drive conclusivo della prima frazione di gioco New England ha avuto la ricezione comoda per tornare a dominare anche nel punteggio, ma a cavallo della linea di endzone il TE Hernandez si è fatto sfuggire malamente il pallone che è finito poi nelle braccia di Antonio Cromartie: per Brady è stato il primo intercetto casalingo subito in carriera in redzone.

Il 2 volte Mvp della lega si è rifatto però in apertura di secondo tempo: prima un’altra ricezione lunga ancora per Walker (73 yds), poi il TD pass da 2 yds per Deion Branch buono per il 17-7 e per la ventunesima partita di regular season consecutiva con almeno un touchdown lanciato. Ma soprattutto, quello per Branch è stato il touchdown numero 275 della carriera di Tom Brady: il QB dei Patriots ha raggiunto così Vinny Testaverde all’ottavo gradino della classifica dei TD lanciati in carriera.

Sul calcio successivo McKnight ha però riportato subito i Jets in redzone con un fragoroso ritorno da 88 yds, aprendo così il drive che ha portato alla prima ricezione nonché primo TD in carriera per il rookie uscito da TCU Jeremy Kerley. È stato l’unico momento in cui il punteggio è sembrato in bilico e l’attacco di New York finalmente fluido (7 completi consecutivi di Sanchez), ma subito dopo un’altra corsa di Green-Ellis ha chiuso un drive da 77 yds che ha riportato in doppia cifra di vantaggio i Patriots. Da lì in poi NE si è più o meno limitata ad amministrare, andando a segno con due field goal di Gostkowski che hanno reso innocuo il TD pass di Sanchez per Santonio Holmes.

I Pats convincono col doppio TE

Al di là dell’errore in occasione dell’intercetto di Cromartie, il rientro in campo di Aaron Hernandez dopo le due partite saltate per l’infortunio al ginocchio sinistro è stato comunque molto positivo: cifre a parte, la compresenza sul terreno di gioco di Hernandez e Gronkowski sembra dare molta più varietà all’attacco di New England, che ha schierato il doppio tight end in 59 dei 70 snap totali.

Se Green-Ellis saprà mantenersi sui livelli visti contro i Jets, Belichick avrà di che lustrarsi le mani visto il potenziale offensivo a sua disposizione.

Di contro New York esce clamorosamente ridimensionata dalla gara del Gillette Stadium: se è vero che il triplice impegno consecutivo in trasferta sui campi di Oakland, Baltimore e New England rappresentava il momento più difficile dello schedule dei Jets, è altrettanto vero che era difficile ipotizzare altrettante sconfitte, peraltro senza mai dare l’impressione di essere realmente in partita in nessuna delle tre occasioni.

Per la week 6 ci saranno almeno i derelitti Dolphins nel MNF (in Florida sono 0-4 e hanno perso anche Chad Henne per il resto della stagione) per risollevare l’umore ed il record, poi la strada passerà probabilmente di nuovo per la sfida contro i Patriots, attesi in casa dei Jets per la rivincita della settimana 10.

NOTE

Con la partita di domenica i Patriots sono arrivati alla tredicesima partita con almeno 30 punti segnati (il record assoluto per la storia NFL, 14, appartiene ai Baltimore Ravens, che lo hanno stabilito a cavallo delle stagioni 1999/2000…

Contro i Jets i Patriots hanno subito il primo fumble della stagione (Welker)… New England ha lasciato New York a sole 255 yds complessive nonostante l’assenza della star Jerod Mayo: per il linebacker dei Patriots si tratta della prima assenza stagionale…

Prima della partita Zdeno Chara ha sfilato sul terreno di gioco con la Stanley Cup vinta dai Boston Bruins nel giugno scorso.

Post By Andrea S. (29 Posts)

Amando lo sport da sempre, non poteva non lasciarsi contagiare anche dagli sport americani, finiti poi per diventare l’argomento della sua tesi di Dottorato («Eccezionale quel baseball! L’origine dell’isolazionismo americano negli sport»). Segue ogni giorno quello che succede negli sport made in USA: li guarda, li studia e ne scrive e ne racconta come può.

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2 thoughts on “I Patriots mettono a tacere i fantasmi

  1. grandi Patriots e grandi Bruins, spero che quest’anno il Massachussets possa regalare un’altra grande gioia ai tifosi come me di Patriots e Bruins, per gli orsi di Boston sarà veramente dura ripetere la cavalcata vittoriosa per la Stanley Cup, però i Patriots li vedo davvero bene li a giocarsi il SuperBowl, quest’anno l’attacco è davvero messo su bene e con un Green-Ellis in queste condizioni le difese avversarie dovranno guardarsi da un pericolo diverso che i soliti lanci di Brady

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