Come succoso antipasto abbiamo assistito ad uno spumeggiante Titans-Colts, andato a favore di Manning-un ritrovato Manning aggiungerei. Questa delicatissima vittoria dei Colts dà ai capofila Jaguars una “discreta patata bollente”, anche perchè tra questa e la prossima domenica, gli impegni per i ragazzi di coach Del Rio sono sulla carta parecchio impegnativi: prima i Raiders, e poi, a Indianapolis, per cercare quantomeno di chiudere a favore la serie stagionale, e poi, dedicarsi alle ultime gare della stagione, per aspirare ad un posto in alto nella Conference.

Le partite della domenica presentano alcune tra le più sentite sfide “interne”: una su tutte-e ci starebbe un intero articolo-Eagles-Cowboys: purtroppo per i texani, i playoffs sono una chimera. Per gli Eagles questa è una delle occasioni più propizie per portarsi di nuovo in vetta all’East Division, e tentare di distanziare gli inseguitori Giants-che incontrano i “tardivi redivivi” Vikings. Parlando di sfide aspre, come non menzionare “il ritorno” di Bengals-Steelers: si tratta di una delle più aspre, dure, sfide interdivisionali dell’intera Lega, e nonostante le due squadre attraversino momenti decisamente contrapposti, i giocatori in campo non si risparmieranno.

Poi, nel primo pomeriggio americano, scenderanno in campo i Patriots che battaglieranno contro i Bears: Brady contro una delle più arcigne e toste difese della NFL. In assoluto una partita da non perdere.

Ad ogni modo, a questo punto, approfondiamo la discussione.

Cleveland Browns – Buffalo Bills

Innanzitutto, sebbene i record stagionali parlino-piangano, per Buffalo, di 2-10 per i Bills padroni di casa, e 5-7 per i Browns, la sfida si presenta tutto sommato godibile. I Bills sono almeno riusciti a “smuovere” il record, portando a casa due vittorie consecutive. Purtroppo, a Minnesota, le velleità dei giovani e combattivi Fitzpatrick e Johnson sono state frustrate dalla ritrovata verve dei giallo-porpora del nuovo coach Frazier. I Browns dopo il “solito” stentato inizio, hanno rialzato la testa, portato a casa alcune importanti vittorie, che, nonostante non significhino post-season, sono comunque un ottimo continuamento nel processo di risalita nei ranghi della AFC. Infine, a livello di infortunati, solo i Browns devono tener d’occhio qualche giocatore-Fujita, McCoy. I Bills sono in pratica al completo.Quindi, ci aspetta una partita giocata a viso aperto, che riuscirà ad intrattenere gli spettatori-perchè, a differenza, ad esempio, del soccer, anche se la squadra non raccoglie i frutti sperati, o non raggiunge i playoffs per un certo numero di anni, il tifo sugli spalti è sempre presente, e anche ruomorosamente.

Cincinnati Bengals – Pittsburgh Steelers

Come già riportato nella preview della prima sfida, SportsIllustrated colloca Bengals-Steelers nella “top one” delle sfide più aspri, dure, “selvagge” dell’intera NFL. Quest’anno i poveri Bengals hanno iniziato male, e proseguito peggio, perdendo subito contatto con i diretti avversari, e raccimolando solo, obiettivamente, figuracce: eppure il roster è di buon livello: Palmer è stato sovente convocato anche al Probowl, come ricevitori il Qb ha a disposizione la coppia Owens-Ochocinco. Invece, coach Lewis ha perso le redini del gioco e non ha saputo porvi rimedio. Anzi, settimana scorsa i Bengals hanno dato vita ad una furiosa rimonta contro i Saints, che li aveva addirittura portati avanti nel punteggio; invece, un’inutile penalità della difesa-tratta in inganno da un “trucco” sul conteggio del Qb, che ha poi permesso a Breese di salvare l’onore, e vincere la partita. “Ciliegina sulla torta”, la trasferta a Pittsburgh. Per Pittsburgh al contrario, la delicatissima sfida a Baltimore li ha visti uscire trionfanti, anche se il Qb Ben Roethlisberger ha ricevuto un pesante gancio al naso. Da oggi alla fine della stagione, Big Ben giocherà con una visiera protettiva. Se ciò non bastasse, l’eroe Redman, come Miller, lo stesso Polamalu, figurano tra il non disponibile e il probabile. Ad ogni modo, all’Heinz Field, domenica ci sarà da divertirsi.

Oakland Raiders – Jacksonville Jaguars

Finora Oakland, con in campo Campbell, ha in pratica sempre vinto e con prestazioni/punteggi molto alti. Ultima “perla” il vero e proprio raid a San Diego, dove hanno imposto la loro supremazia e inflitto uno stop alla risalita dei Chargers. Per la trasferta in Florida, l’infermeria non presenta titolari di rilievo tra i “questionable”, quindi coach Cable può contare sugli effettivi che tanto stanno facendo  bene in questa seconda parte di stagione. Per contro, Jacksonville deve continuare sull’ottima strada che li sta portando avanti e in alto nella Conference, e soprattutto non perdere “punti” per strada, anche perchè in queste due settimane, incontrerà prima i Raiders, e poi dovrà difendersi dagli assalti dei Colts. Infine, da entrambe le parti, le injured lists non riportano titolari, dunque, lo spettacolo sarà garantito dai roster al completo.

Tampa Bay Buccaneers – Washington Redskins

La notizia di questa settimana riguarda, ancora una volta, il forte, ma bizzoso, DL Haynesworth: dopo l’ennesimo litigio, coach Shanahan in connubio con la società, ha deciso di sospendere-senza stipendio-il suddetto DL per le restanti ultime partite della stagione. Stagione che come negli ultimi anni, non ha visto proprio brillare i Redskins, tutt’altro. Le difficoltà si sono vieppiù aggiunte, aggravate, e ora il record dice che la squadra della capitale è a 5-7, e anche i playoffs rischiano di allontanarsi. Eppure, anche per Washington il roster non è di secondo livello. Anzi. Di fronte domenica avranno i Buccaneers, alla ricerca di una una pronta rivincita dopo la sconfitta, arrivata sul filo di lana, in casa, contro i lanciatissimi Falcons. Tra le tante chiavi di lettura, una importante sarà l’affascinante scontro tra Qbs, McNabb-un po’ in discesa effettivamente, e l’emergente, e sempre più leader Freeman, che sapientemente sta guidando in alto i suoi compagni di squadra. Sarà sicuramente una sfida che non lesinerà in sorprese.

New York Giants – Minnesota Vikings

A questo punto, i “nuovi” Vikings di coach Frazier hanno da superare un difficile, impegnativo esame di maturità: i record delle due squadre dicono che la stagione si è messa parecchio male per Minnesota-ora a 5-7, mentre per NY, a 8-4, il rush finale può essere considerato quantomeno in discesa. Ma guai a lasciarsi scappare ogni ghiotta occasione per rovinare i piani dell’avversaria. Minnesota era partita come una delle grandi contendenti per la Conference, ma vuoi un coach Childress piuttosto “chilly” che ha perso il polso della squadra, e alcuni infortuni a giocatori chiave, il record era caduto a 3-7. Dopo la sconfitta interna contro i Packers, la dirigenza ha preso la decisione  di cambiare guida. Cambio che per ora ha portato due vittorie. Ora, domenica, arrivano i Giants, che dopo qualche passo falso, si sono ripresi, e ora inseguono Philadelphia. Come detto, questa partita si carica di ulteriori significati e peso, in quanto, soprattutto i Giants, devono sperare che i rivali Cowboys fermino, o almeno tentino di fermare la marcia degli Eagles. In ogni caso, sarà una partita palpitante. Per tutti i tifosi della NFC. Breve update: la partita non si giocherà domenica, a causa del crollo del tetto del Metrodome, dovuto all’abbondante nevicata verificatasi nella “Twin City Area”. La gara verrà recuperata o lunedì, sempre a Minnesota, o al massimo Martedì, probabilmente anche in un altro stadio coperto, oppure nello stadio dell’università del Minnesota.

Atlanta Falcons – Carolina Panthers

Il primo incontro tra queste due squadre avvenne nel 1995: da allora la serie arride ai Falcons, 16 a 11. Le sfide si giocano con intensità, punteggi alti, e performance rimarcabili. Quest’anno i due team stanno attraversando due momenti decisamente opposti: Atlanta “is on fire”, sta dominando in lungo e in largo la division come la Conference, e anche domenica a Tampa, anche se sotto nel punteggio a pochi minuti dal termine, ha saputo riemergere e portare a casa la decima vittoria stagionale, sesta in fila. Questa domenica, la trasferta contro i rivali sembra, sulla carta, più abbordabile delle ultime uscite: i Panthers questa stagione 2010 è bene che la dimentichino in fretta, e cancellino tutto quanto fatto finora. Però, il football è uno sport dove non sempre i risultati più scontati si avverano. Quindi, per Ryan e soci, occhi aperti, perchè comunque, come i Bills, anche i Panthers ci mettono sempre cuore e orgoglio. E poi, in alcuni frangenti, sono stati parecchio sfortunati: infrotuni vari, indecisioni sui titolari, e scarsa forma dei giocatori, hanno quindi portato Carolina ad essere il fanalino di coda della Lega. Tuttavia, l’essere l’ultima della stagione porta con sè la possbilità di scegliere per prima al Draft, e a vedere gli ultimi sviluppi, le scelte saranno succulente, e potrebbero riportare in auge una squadra che negli ultimi anni ha raggiunto ottimi risultati.

Green Bay Packers – Detroit Lions

Sfida della NFC North. Il destino per i poveri Lions sembra segnato: sopo l’uscita di scena di Stafford, i Lions hanno letteralmente mollato, andando a perdere a Buffalo, tanto per citare la peggiore sconfitta dell’anno. Poi, il calendario non ha arriso ai ragazzi di coach Schwartz: New England, Chicago in serie. Quindi, a difficoltà si sono sommati esami difficilissimi. Eppure sembrava che potesse migliorare qualcosa in quel di Detroit. Invece niente. E domenica il duro calendario porta in dote i Packers, che non possono lasciarsi scappare ancora i Bears, e anzi, devono sperare che i Patriots giochino come contro i Jets, così da poterne approfittare e riportarsi in scia della squadra della Windy City. Il pronostico sembra quantomai segnato a favore dei Packers, tuttavia, anche contro i Bears i Lions hanno lottato fino alla fine. Staremo a vedere.

St.Louis Rams – New Orleans Saints

Anche qui abbiamo la sfida tra due squadre in salute. Tanto i Rams quanto i Saints in queste ultime settimane hanno dato sfoggio di grande forma  e grandi prestazioni. Inoltre, a livello di record, una delle più belle sorprese dell’anno sono proprio i Rams: in pochi, onestamente, avrebbero creduto ad un tale salto di qualità: tra il Draft e la ritrovata vena di alcuni giocatori, come anche un playbook molto efficace, l’head coach Spagnuolo ha ridato linfa vitale ad un ambiente, prima ancora che alla squadra, molto depresso. E i risultati non hanno tardato ad arrivare: 6-6, primo posto nella West division, “in the hunt” nella corsa ai playoffs, e morale altissimo. Tuttavia, domenica i giovani Rams devono rendere visita ai campioni di NO: sulla carta, compito a dir poco proibitivo, tuttavia, non avendo in fondo nulla da perdere, i Rams ce la metteranno tutta, e tenteranno di rendere difficoltosa la marcia degli uomini del coach Payton, che ha visto i suoi ragazzi, all’inizio della stagione, trovare qualche difficoltà in più rispetto al previsto; ma dopo questo breve periodo, i Saints sono tornati i Saints, e anche domenica a Cincinnati lo hanno ampiamente dimostrato, con una discreta dose di fortuna, però, ora ci sono-di nuovo-anche loro. In ogni caso, una sfida da non perdersi.

Seattle Seahawks – San Francisco 49ers

“NFC West showdown” di scena alla Baia di SF. I 49ers sono reduci da una pesante sconfitta-pronosticabile tutto sommato-in quel di Green Bay, Seattle al contrario, dopo un inizio “soft”, durante il quale Carolina ha preso le distanza, gli uomini di coach Carrol hanno riordinato le idee e hanno dimostrato quali sono le reali differenze tra le due squadre. Per San Francisco, il record parla di un 4-8 che non lascia, per l’ennesima volta, spazio a speranza playoffs; è un vero peccato, credo per ogni tifoso di football, vedere i mitici, leggendari 49ers navigare in così paludose acque: è pur sempre una delle squadre che ha dominato la NFL moderna: 5 Superbowls non li si è vinti per caso. Eppure, da qualche anno, la “rifondazione” si è un po’ fermata, e contemporaneamente le prestazioni sono scese vertiginosamente, e ora i giocatori in casacca giallo-rosso lottano “per sopravvivere”. Di contro, Seattle, dopo alcuni anni di anonimato, è tornata a lottare, e il record lo testimonia: 6-6, come St.Louis: stesso record casalingo e in trasferta, ma miglior percentuale per i Rams nella Conference e nella Division. Ad ogni modo, se il “sergente” Singletary vuole mantenere il posto, è bene che concluda al meglio la stagione.

New England Patriots – Chicago Bears

Ecco qui una delle sfide più affascinanti e significative della domenica sera/notte italiana. Entrambe le squadre arrivano a questo “faceoff” reduci da due vittorie interdivisionali: Chicago ha avuto non proprio agevolmente la meglio sui rivali Lions, mentre New England ha letteralmente asfaltato, livellato, ridicolizzato gli odiati Jets nel MNF-Monday Night Football. Quindi, chi avesse visto “solo” l’ultimo Monday Night penserebbe che Brady e compagni siano finanche troppo per Chicago. Invece, i Bears del 2010, sotto le sapienti mani dei coach Smith e Martz, e sotto la guida del ritrovato Cutler, hanno perentoriamente affermato la loro presenza, e la loro voglia di scalare la classifica NFC per conquistarsi un posto d’onore nella corsa ai playoffs. Pertanto, per coloro che vi assisteranno dal vivo, come coloro che se la guarderanno al caldo della propria poltrona, registratore acceso, e “buona visione”. Spettacolo assicurato, e ai più alti livelli.

Denver Broncos – Arizona Cardinals

Record stagionali pari, 3-9 per entrambi i team, che si ritrovano per questa sfida che non ha altro significato se non quello di portar a casa una disperata vittoria, atta ad allontanare le polemiche dalle rispettive “facilities”, e prepararsi serenamente al rush finale, sperando di migliorare un trend estremamente negativo. Novità dell’ultima ora per Denver: infine la dirigenza ha deciso di dare il benservito al giocane McDaniels, che dopo un brillantissimo inizio di carriera, ha pian piano inficiato le proprie, e della squadra, statistiche, finendo l’annata con un licenziamento che era nell’aria da qualche settimana. In generale, esonerare un coach alla tredicesima settimana, sul 3-8, è, come per Dallas, per Minnesota, “troppo facile”, anche perchè la stagione è ormai andata. Al contrario, i Broncos hanno deciso così, e ora, per il neocoach Studesville il compito di ridimensionare il deficit con le altre contendenti, e provare a convincere i dirigenti di matenergli l’incarico. Come contraltare, i Broncos incrociano i loro destini con un’altra franchigia in discesa: i Cardinals, che da splendida realtà della NFC del nuovo millennio, sono precipitosamente tornati indietro di qualche lustro e stanno manifestando una preoccupante involuzione: Fitzgerald è uno dei simboli di questo “decadentismo”, insieme alla “iena ridens” Anderson. Infine sia Denver che Arizona arrivano da due sconfitte per certi versi uguali: niente Tds, nessuna reazione ad una situazione complicata. Ma se Dallas e Minnesota hanno insegnato qualcosa, allora il cambio a Denver…..

Kansas City Chiefs – San Diego Chargers

Prima contro terza, in casa della terza. Sì, i primi della classe sono i Chiefs, che quest’anno sono i “capofila”, letteralmente, di una AFC West scoppiettante. L’inizio per Cassel e soci è stato fulmineo; in seguito, però, si sono affacciati i peimi problemi di tenuta, fisico-nervosa, e le prestazioni sono conseguentemente calate, ma ultimamente, coach Haley ha visto i suoi ragazzi riemergere e portarsi ad un positivissimo 8-4 di parziale in classifica-e soprattutto ad un 6-0 in casa. A complicare l’avvicinamento a questa importante sfida c’è l’appendicectomia cui si è dovuto sottoporre mercoledì Cassel stesso, e ad oggi, è in forte dubbio. San Diego al contrario arriva da una bruciante, ed interna, sconfitta subìta dai Raiders, che ha fermato la risalita dei californiani. Che questa domenica sono dunque attesi da un difficile esame. Ad ogni modo, si prospetta una partita avvincente.

Miami Dolphins – New York Jets

Il primo incontro tra queste due squadre avvenne nel 1966: da allora la serie dice 46 vittorie Jets, 41 Miami, un pareggio; nei playoffs però a prevalere nell’unico match è stata Miami. I Dolphins, in generale, stanno disputando una buona stagione, sono ancora sulla carta in corsa per la postseason, il record infatti recita 6-6, ma l’ultima sconfitta interna con i Browns ha complicato e non poco i piani di coach Sparano. Di contro, i Jets sono entrati in campo a Foxboro senza lasciare traccia, e presentando un encefalogramma praticamente piatto: 45-3 dai Patriots è una lezione durissima. Inoltre, i Jets si devono ricordare che è soprattutto in trasferta che Miami ha dato finora il meglio, quindi, coach Ryan, invece delle sceneggiate della “sepoltura” della palla del precedente match farebbe meglio a motivare i suoi giocatori a profundere il 100% per potersi avvicinare in sicurezza alla fine della stagione, e magari a raggiungere un posto di alto livello nel computo totale. Anche perchè, a parte domenica scorsa, NY ha finora dimostrato di essere una delle migliori squadre in circolazione.

Philadelphia Eagles – Dallas Cowboys

Arriviamo, in ultima analisi, al posticipo serale: Eagles-Cowboys. La NFC East è forse la Division più longeva della Lega, e infatti le sue “partecipanti” sono franchigie che, chi più chi meno, ha fatto la storia del football professionistico. In campo al fantasmagorico, ultramoderno Cowboys Stadium si affrontano due teams che incrociano i loro destini, due volte l’anno nell’era moderna, dal 1960: Dallas è saldamente in testa nella serie: 55-43, e nei playoffs ha un positivissimo record di 3-1. La rivalità è accesa, non raggiunge i livelli di acredine, durezza, sentimento di Redskins-Cowboys, ma può essere collocata poco sotto. In più per Philadelphia si presenta, nel giro di poche settimane, la doppia occasione di vendicarsi delle due brucianti, nette sconfitte inflitte dai Cowboys al termine della scorsa stagione: in primis nella diciassettesima giornata di stagione regolare, poi, nel Wild Card Game. Per la Dallas di coach Garret, che è ripartita alla grande proprio con una vittoria contro l’altra grande rivale, i Giants, la possibilità di complicare i piani playoffs di Vick & co. Infatti, da quando è arrivato, Dallas ha migliorato il suo pessimo 1-7, portandosi a 4-8(al cui “interno” figurano le vittorie a NY, contro Detroit, e Indy, l’unica , plausibile, sconfitta, è arrivata contro i Saints). Se fosse arrivato prima, chissà. Comunque, parlando di cose serie, la lista infortunati per i Cowboys è cospicua: Barber sembra out, Brooking, James, Lee e Scandrick figurano come “probable”, infine Sensabaugh, “questionable”. Non è un gran viatico per questa delicatissima sfida. Per Dallas l’unica buona notizia viene dall’infermeria Eagles: il Cb Samuel è fuori, e anzi, anche Vick figurerebbe come “questionable”. Tuttavia, p abbastanza sicuro che qualunque problema manifestino, questi giocatori si daranno da fare per poterci essere e dare il proprio apporto alla squadra. Tra l’altro, proprio all’ultima settimana, ci sarà la rivincita.

Monday Night

Baltimore Ravens – Houston Texans

Infine, il lunedì sera di football presenta la sfida tra Ravens e Texans. A parità di record, 8-4 Ravens, 5.7 Texans, la partita sembra senza storia, ma chissà, magari l’atmosfera del prime time darà ai Texans quel quid in più che permetterà loro di dar filo da torcere ai più forti Ravens, che sicuramente vorranno sicuramente rifarsi dalla sconfitta contro gli Steelers. Tuttavia, la disparità tra queste due squadre è decisamente a favore degli ospiti, anhe più abituati a certi palcoscenici. Ad ogni modo, il Monday Night è il Monday Night e quindi assisteremo al solito grande spettacolo che solo la NFL può e sa offrire.

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