Matt Ryan, ancora decisivo

Che la sfida divisionale fra Buccaneers e Falcons potesse diventare una partita di cartello ben pochi (anche fra i più infervorati tifosi) se lo sarebbero immaginato a inizio anno.

I numeri e le emozioni andate in scena ieri al Georgia Dome non lasciano però più spazio a dubbi: sono scese in campo due grandi squadre che hanno saputo dare vita a un’emozionante match per la leadership dell’ NFC South e che hanno serie intenzioni di entrare e rimanere nel circolo delle cosiddette ‘’grandi’’.

I Falcons rientrano dalla bye-week con un Dunta Robinson recuperato ma ancora orfani di Sean Weatherspoon, consapevoli del fatto che la chiave del match sta nello stabilire un gioco di corse efficace in modo da salvaguardare Matt Ryan dai 2 pericoli principali che rispondono al nome di Aqib Talib e Ronde Barber.

E’ noto infatti che le secondarie di Tampa Bay siano fameliche di palloni e oltretutto hanno già ‘’assaggiato’’ il giovane QB di Atlanta in più di un’occasione.

Per i Buccaneers invece pesano le assenze di Jeremy Trueblood nell’ Ol oltre che del WR2 Sammie Stroughter e del FB Ernest Graham.
Il matchup per Coach Raheem Morris sarà quello di riuscire a ripetere la strabiliante prestazione on the ground di LeGarette Blount nonostante i Falcons abbiano una DL molto efficace nel run-stopping ma soprattutto colpire i padroni di casa nel profondo utilizzando sapientemente la neo-nata connessione fra Josh Freeman e il suo Go-to-guy Mike Williams.

Come se non bastassero già questi numerosi spunti, si aggiungono per far schizzare in alto il termometro del Dome le polemiche e le battutine sulle dichiarazioni di Morris dove senza mezzi termini elogia i suoi ragazzi come ‘’miglior team dell’ NFC’’, a questo punto non manca davvero più nulla, basta solo dare fuoco alle polveri.

Il match fa ingannevolmente pendere la bilancia per i padroni di casa che giocando già nel primo drive un 4th down alla mano dimostrano di non voler temporeggiare e di voler da subito prendere in mano le redini. Successivamente sarà Turner che dopo il solito lunghissimo drive porta i primi punti a tabellone.

I Buccaneers non sembrano in grado di assaltare come avevano fatto vedere contro Arizona e la loro reazione è del tutto inefficace.

I Falcons, dal canto loro, pare abbiano la partita in mano e col secondo possesso portano nuovamente in TD l’ovale con Turner assestando quello che sarebbe dovuto essere un colpo fatale per il morale della giovane compagine Floridiana.

Ormai Morris non è nuovo a questo tipo di imprese e forse proprio grazie a questo suo piglio deciso e spavaldo che i suoi hanno dimostrato di non essere carenti dal punto di vista del carattere, infatti la reazione di Tampa non tarda ad arrivare e finalmente Freeman trova A.Benn nel lato destro dell end zone, partita riaperta.

Come era prevedibile Matt Ryan fa molto affidamento sulle sapienti mani di Gonzalez e di Snelling per muovere la catena con una serie di lanci sul medio corto. Il meccanismo sembra funzionare ed ecco che a pensarci stavolta è Matt Bryant mettendo a segno un FG.

Nemmeno stavolta i Buccaneers sbandano e, approfittando di una ‘’dormitina’’ di Robinson, Freeman trova nuovamente feeling con Williams e il ragazzo vola per ben 58 yds ammutolendo il Georgia Dome.

Si va negli spogliatoi con il risultato di 17 a 14 per i padroni di casa con la preoccupazione per il ginocchio di Roddy White uscito dopo una brutta caduta e con la netta sensazione che il match stia cambiando direzione.

Nuovamente sono i Falcons a cercare di piegare la resistenza dei Bucs aumentando la pass-rush e ,sfruttando una DL non proprio impermeabile, riescono nuovamente ad arrivare a Freeman che ingenuamente tenta di disfarsi dell’ovale per evitare il sack ma invece del solito Williams stavolta è Babineaux a ricevere causando il primo turn over della partita.

Ryan guida ancora la carica per i suoi e stavolta è il rookie TE Michael Palmer coadiuvato da una bellissima clean del suo mentore Tony Gonzalez a ricevere il suo primo TD in carriera. Di nuovo avanti i ragazzi di Mike Smith, ma non è per nulla finita.

Forti di un Turner tornato in piena forma dopo lo stop dell’anno scorso i Falcons continuano a macinare primi down fino a portare nuovamente il K Matt Bryant a distanza di tiro.

Entrano ora in gioco gli special team ad aggiungere emozioni (forti quelli di Tampa mentre abbastanza sterili quelli di Atlanta).
Il successivo Kick Off viene infatti riportato in TD da Spurlock dopo un roccambolesco muff: sono proprio questo tipo di giocate a dimostrare che Tampa paga solo la sua giovane età e la sua inesperienza perché per quanto riguarda attacco difesa e ST possiede tre armi ben appuntite e pronte a far male.

Coach Morris conosce bene queste informazioni e tenta di ribaltare il momentum con un on-side kick, sfortunatamente per lui il K Barth sfiora l’ovale prima che esso abbia compiuto le fatidiche 10 yds e vanifica un’ottima giocata del suo reparto…grosso sospiro di sollievo per il Dome.

Il finale è degno del premio in palio: Tampa Bay sotto di 6 punti si ritrova nel quarto periodo a cercare l’impresa.
Per prima cosa bisogna fermare Atlanta che forte dell’errore sull’ on-side parte da buona posizione 3&out e primo passo compiuto.

La riscossa sembra vicina quando ecco il solito folletto Brent Grimes a leggere gli occhi del giovane QB floridiano e a interporsi fra lui e l’ormai noto rookie Mike Williams. Secondo turn-over della partita, ma se sanno fare bene una cosa quelli di Tampa è non mollare e nonostante il terribile colpo riescono incolumi a tornare in possesso dell’ovale per tentare l’ultimo assalto.

La storia sembra ormai scritta quando si ritrovano (a dire il vero dopo un dubbio spot da parte degli arbitri, non è comunque l’ unica decisione un po’ dubbia del match) a giocare il 4th&1 sulla linea delle 2 yds di Atlanta. Hand-off a Blount che tenta di aggirare la Goal Line Defense dei Falcons e di trasformare una sua prestazione leggermente sotto tono in un trionfo. Tra lui e i sogni di gloria c’è però la spalla di DeCoud che chiude definitivamente un match al cardiopalma.

Finisce 27 a 21 per gli Atlanta Falcons che conquistano così la vetta dell’ NFC South in solitaria e mantengono il loro imponente record di vittorie fra le mura amiche.

Atlanta continua la sua striscia positiva e continua a convincere dimostrando che sapendo soffrire e non sbandando nei momenti difficili può davvero puntare alla post season e oltre.

L’attacco coordinato da Mike Mularkey continua a dare dimostrazioni di forza potendo contare a pieno regime su atleti del calibro di Ryan,White, Gonzalez e Turner e soprattutto sembra finalmente aver acquisito quella multidimensionalità che forse latitava negli anni scorsi utilizzando ottimamente anche Snelling e Mughelli come valvole di sicurezza per screen pass e per giocate nel flat.

Per quanto riguarda la difesa, le secondarie seppur migliorate continuano ad avere momentanei black-out mentre il front 7 può ormai contare su un gruppo ben affiatato.

I Buccaneers ne escono sconfitti, ma non certo domi o piegati: hanno dimostrato di essere una squadra in salute in grado di mettere in difficoltà qualsiasi avversario ma soprattutto sono un bellissimo gruppo: giovane,unito e con grandi margini di miglioramento sotto una leadership carismatica e produttiva.

Forse alla fine non conta se sono davvero o no il ‘’miglior team dell’NFC’’ , ciò che conta che giocato come se lo fossero senza mai mollare né arrendersi, se questo era l’ obiettivo delle sparate del buccaniere Morris, beh… Fire the Cannons for Tampa Bay!!
Il cammino per i play off è ancora lungo ma chiari segnali arrivano da sud…

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5 thoughts on “Game of the Week: Tampa Bay @ Atlanta

  1. Articolo con analisi perfetta complimenti, e vero c’e’ stato diversi spot errati sempre a favore dei falcons vabbe’ sorvoliamo queste critiche arbitrali lasciamole a quelli del calcio,comunque sono soddisfatto dei miei Bucs che lottano sempre fino alla fine. questa nuova gestione sta portando solo miglioramenti e secondo me grandi speranze per il futuro con una squadra ricca di giovani talenti ,l’unico problema che ha questa squadra e la carenza di pressione e sack da parte della linea difensiva problema purtroppo non risolvibile nell’immediato e che nel proseguio della stagione pesera’ sicuramente per l’accesso ai playoff. Go Bucs

  2. grazie mille per i complimenti!
    Chiedo scusa per le sviste grammaticali ma l’ ho scritto in fretta e furia :(

  3. Grande Cappa!!! Ottimo articolo… grazie
    Ed ora … i Ravens !!!
    Sarà la nostra prova di maturità!!!

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