Se ancora ce ne fosse bisogno, Minnesota conferma che il football della preseason è tutta un’altra cosa rispetto a quello giocato durante la stagione regolare, e tutti i progressi fatti intravedere durante le partite estive, vengono spazzati via in un sol colpo nel primo match ufficiale dell’anno, contro i 49ers della nuova gestione Tomsula, scelto in offseason come successore designato di Jim Harbaugh, dal quale sembra aver ereditato un team compatto e piuttosto solido, nonostante i tanti ritiri che hanno inesorabilmente segnato, nonché in parte indebolito, il reparto difensivo.

C’era un certo interesse nel vedere all’opera questi nuovi Niners, e verificare, soprattutto, quanto avrebbe risentito di questi addii quella D su cui avevano costruito i loro successi delle ultime stagioni, dimostratasi invece ancora una volta, e forse in maniera un po’ inattesa, impenetrabile, e capace di rispondere colpo su colpo alle giocate avversarie, limitandone la produzione offensiva ad appena 248 yards; merito di una rushing defense di altissimo livello, che ha tenuto Adrian Peterson ad appena 31 yds in 10 portate, guidata dal rientrante Navorro Bowman, 7 tackles, ritornato a calcare un campo di football dopo 20 mesi di inattività.

Reduce da un doppio infortunio che lo ha costretto ad una lunga assenza, il linebacker è stato uno dei protagonisti indiscussi del secondo Monday Night della prima settimana, giocando un ruolo importantissimo nel mantenere unito un reparto con tanti volti nuovi sul terreno di gioco, e indurre in errore il kicker avversario, Blair Walsh, che ha dato seguito alla sua serie negativa fallendo una trasformazione da 44 yards; errore arrivato nel drive immediatamente successivo a quello del collega Phil Dawson, che pochi minuti prima si era visto bloccare un calcio da una distanza ancora minore, 28 yds, dalla safety dei Vikings Andrew Sendejo.

Con due difese così attente e dominanti, il risultato si sblocca solo a quarantasette secondi dall’intervallo, quando Carlos Hyde trova lo spiraglio giusto e percorre le 10 yards che lo distanziano dall’endzone, firmando il primo TD di un match combattuto, in cui entrambe i team faticano a trovare la strada per le rispettive aree di meta, e che smuove nuovamente il tabellone solo nella seconda metà del terzo periodo, quando Dawson si fa perdonare, rifacendosi dell’errore precedente con un piazzato da 30 yds.

In apertura di ultimo periodo si riscatta anche il suo collega Walsh, che realizza un field goal da 37 yards e prova a tenere in partita gli ospiti, le cui speranze si spengono pochi minuti più tardi, quando il runningback da Ohio State, che chiude con 168 yds in 26 portate, firma il suo secondo touchdown personale della partita, andando a segno con una corsa da 17 yards; nella serie successiva, Tramaine Brock intercetta l’ovale lanciata verso Kyle Rudolph da Teddy Bridgewater, 23 su 32 per 231 yds, e dopo averla riportata sulle 30 yards di Minnesota la riconsegna al suo attacco, che chiude ogni possibile discorso rimonta con un nuovo FG del kicker, a segno da 25 yds di distanza.

Ottime, nei Vikings, le prestazioni difensive di Anthony Barr, 12 tackles, e Harrison Smith, 9 placcaggi, mentre tra le fila dei Niners gioca una partita senza errori Colin Kaepernick, 17 su 26 per 165 yards, che sceglie come bersagli preferiti i tight end Vernon Davis, 3 prese per 47 yds, e Garrett Celek, 3 ricezioni per 40 yards; deludente la prima apparizione ufficiale dell’ex rugbysta Jarryd Hayne, che conquista appena 13 yds come backup RB dopo l’infortunio di Reggie Bush, uscito anzitempo per un problema al polpaccio, e si rende protagonista in negativo con un fumble su punt return, ricoperto dal linebacker avversario Audie Cole.

Post By Andrea Cresta (363 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni '80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l'onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell'inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan...

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