Per la prima volta in carriera Kyle Busch è il vincitore dell’ All Star Race portandosi a casa ben 1 milione di dollari, in una gara sostanzialmente monotona, priva di sorpassi e momenti clou.

Nei primi due round non c’è storia: Kyle Larson domina facendo 40 passaggi in testa conquistando con margine  gli stage da venti giri l’uno. Nel Terzo a prendere sopravvento è  Jimmie Johnson con 18 giri in testa su 20 in totale.  Nell’ ultimo round se la giocano Keselowski, rimasto fuori dalla pit lane con una strategia azzardata, Jimmie Johnson, Kyle Busch e Kyle Larson.

Al restart dell’ ultimo round da 10 giri Kyle Busch beffa Keselowski e Johnson  sfruttando la corsia interna sulla curva uno. Keselowski, con poco grip riesce a malapena a tenere il controllo dell’ auto, lasciando spazio a Johnson e Larson diventati a quel punto rivali del campione 2015.

Johnson rischia tantissimo  nel tentativo di raggiunge Busch e paga d’azio prima colpendo la parte piana dell’ ovale con la carrozzeria, e poi negli ultimi metri viene superato da Larson chiudendo al terzo posto.

Busch dal canto suo ha avuto il facile di compito di sbarrare  la strada a Johnson molto più veloce nelle battute iniziali. Superato il momento d’affanno è riuscito ad acquisire quel margine per passare primo sotto la bandiera a scacchi. Vittoria che non conta in termini statistici lasciando Busch con ancora 2 ovali da conquistare: Pocono e Charlotte.

Prima di questa attesissima gara la Monster Energy Open aveva aperto le danze di una serata che si prospettava entusiasmante. Un evento  di 50 giri che avrebbe regalato un pass a quattro piloti per l’All Star Race: Clint Bowyer partito dalla pole ha conquistato il primo segmento senza problemi, nel quale la nota di rilievo è la grande battaglia tra Danica Patrick e Trevor Bayne durato quasi 10 giri.

Durante questo arco di tempo i due piloti hanno gareggiato fianco a fianco fino all’ esasperazione di Patrick che ha pizzicato Bayne in fondo alla curva quattro. Quest’ultimo si è subito messo in mostra con una grande qualità di saver sfiorando la barriera ma uscendo indenne dal contatto.

Con Blaney ad uscire vittorioso nella seconda fase ai danni di Chase Elliott, la terza fase ha mostrato nuovamente attimi di tensione e professionalità tra i piloti. Cassill scattato dalla prima piazza per il rush finale è subito partito in testacoda dopo il contatto con Chase Elliott, aprendo le strade ai giovani rampanti piloti del futuro di questa serie.

Suarez, Elliott e Jones hanno poi dato il via ad una manciata di giri al cardiopalma finita male per Jones nel leggendario tentativo di superare Elliott passando sull’erba. Un movimento che Dale Earnhardt Sr interpretò magistralmente nella medesima gara nel lontano 1987.

Ancora una volta Chase Elliott si ritrova nel restart finale ad avere a che fare con Suarez, il quale non gli lascia scampo e si deve accontentare del secondo posto.  L’ultimo posto disponibile per gareggiare nell’ All Star è stato deciso dai fan che hanno scelto Elliott, il quale si è aggiunto a Bowyer, Blaney e Suarez vincitori dei rispettivi round.

 

Post By Davide Sarti (236 Posts)

Sono un grande appassionato di motori americani, che a 27 anni ha seguito le orme dei grandi campioni. Tramite la mia passione e le mie conoscenze cercherò di raccontarvi il mondo della NASCAR nel modo più dettagliato possibile. Possibilmente, cercherò di farvelo amare

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