Miami Heat – Oklahoma City Thunder 86 – 94

leo

Kawhi Leonard, MVP delle Finals 2014, è sempre più leader e trascinatore per gli Spurs

I Thunder espugnano l’American Airlines Arena, portando così, per la prima volta nella loro stagione, il proprio record oltre il 50 %. (21-20) e rilanciandosi nettamente per questa seconda parte di stagione.

Dopo essere stata falcidiata dagli infortuni, OKC ha finalmente ritrovato i propri due leader, con un Westbrook che continua a migliorare giorno dopo giorno con continuità (19 punti, 6 assist e 4 recuperate) ed un Durant (19 punti, 8 assist, 8 rimbalzi) che, nonostante uno spavento dopo una caduta dovuta all’ennesima schiacciata in contropiede della notte, sta ritrovando la forma migliore. Sponda Miami, dopo un inizio scoppiettante, ora stanno riaffiorando tutti i limiti ed i dubbi che dalla partenza di LeBron James sono venuti fuori. Wade (18 punti e 6 assist) e Bosh (16 punti e 7 rimbalzi) non incidono come dovrebbero. Nota positiva in casa Heat, i 10 punti in 11 minuti di Whiteside.

Denver Nuggets – San Antonio Spurs 99 – 109

Denver, dopo i 43 punti presi all’ombra del Golden Gate Bridge, perde anche il back-to-back in casa con San Antonio. Gli Spurs giocano una pallacanestro a tratti celestiale, anche se ancora sono lontani dai fasti della precedente stagione. Parker (18 punti e 7 assist) e Duncan (16 punti e 5 rimbalzi) segnano i tiri decisivi nel quarto periodo, ma il vero trascinatore è Kawhi Leonard, che mette a referto 17 punti e 15 rimbalzi.

A Denver non basta un Faried da 26 punti e 14 assist. Nota a margine: doveva essere la sfida tra italiani. Il Gallo contro Beli, ma la sfiga ha voluto che entrambi fossero out per infortunio. Il Gallo, per i ben noti problemi fisici, Beli è in recupero ormai e sembra quasi aver superato il problema all’inguine.

Post By Guido Bergamo (16 Posts)

Guido Bergamo è un avvocato. Grandissimo appassionato di basket fin da bambino. Segue la NBA da quando gattonava. Inoltre è stato un cestista anche a livello semi-professionistico, dove ha giocato come play-guardia. Ora gioca per puro divertimento ed amore per la palla spicchi. Ma quella per l’NBA è una vera malattia!

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