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Viste le tante polemiche seguite alla chiamata dell’incompleto sulla ricezione di Dez Bryant nel finale del Divisional Playoffs contro Green Bay, riporto la regola che ha condotto gli arbitri del match a cambiare l’esito della giocata del WR dei Cowboys, e mi concedo, pur senza essere un esperto normativo, nonché con la massima umiltà di semplice appassionato, un’analisi della sua applicazione.

Così viene riportato sul regolamento NFL: “Se un giocatore va a terra nell’atto di completare una ricezione (con o senza contatto da un avversario), deve mantenere il controllo della palla durante il contatto con il terreno, sia quando si trova al di fuori, sia quando è dentro all’endzone
Se perde il controllo della palla, e la palla tocca terra prima che riesca a riprenderne il controllo, il passaggio è incompleto.
Se invece riprende il controllo prima che la palla tocca il suolo, il passaggio è completo“.

Pochi dubbi, quindi, sul fatto che Bryant abbia perso il contatto con l’ovale poco prima di toccare terra, e che la stessa, come si evince da un replay laterale, tocchi il terreno prima di essere nuovamente rinsaldata tra le sue mani, dopo la capriola con la quale entra in endzone.

Facendo riferimento alla regola, già in passato utilizzata per chiamare un incompleto a Calvin Johnson, su un passaggio ricevuto in endzone in una sfida divisionale contro Chicago, nel 2010, è senza ombra di dubbio una chiamata corretta, che rispetta in tutto e per tutto il regolamento, visto che, anche nell’occasione riguardante il WR dei Lions, il giocatore mette i piedi a terra e poi perde la palla solo una volta giunto a contatto con il terreno.

Perchè vi cito, anche in questo caso, la posizione dei piedi?

Perchè c’è un’altra regola, che la maggior parte degli appasionati conosce, e che molti che hanno giocato a football sanno, nella quale viene riportato questo: “una ricezione completa si verifica quando un giocatore si è assicurato il controllo della palla tra le mani, è inbounds (dentro il campo, in NFL deve avere entrambe i piedi, in Italia, visto che utilizziamo il regolamento NCAA, ne basta invece uno), e ha mantenuto il controllo della palla abbastanza a lungo … per permettergli di compiere un atto comune al gioco“.

Quindi, teoricamente, entrambe le prese, quella di Megatron nel 2010 e quella di Bryant ieri sera, soddisfacevano questa norma, in quanto il primo fa due passi prima di cadere e perdere il pallone, e il secondo ne fa addirittura tre prima di allungarsi e provare a raggiungere l’endzone; un movimento che fa parte del gioco, e che spesso abbiamo visto compiere ai giocatori in possesso dell’ovale per provare ad anticipare l’intervento difensivo e realizzare un touchdown (basta infatti che la palla, o semplicemente la punta di essa, tocchi la linea, a condizione che né ginocchia né gomiti tocchino il terreno, perchè venga convalidata una meta).

Allora, come fatto anche da alcuni esperti oltreoceano, ci chiediamo perchè, nel caso del numero 88 dei Cowboys ieri, gli arbitri non abbiano ritenuto che il giocatore non abbia soddisfatto questo passaggio regolamentare, e pertanto non sia riuscito a completare la propria ricezione.

Bene, in nostro aiuto, interviene il capo arbitro di ieri sera, Gene Steratore, che nel dopopartita ha spiegato così la decisione presa dalla crew: “A nostro giudizio, [Bryant] … continua a cadere e non ha mai cercato di svolgere un comune atto di gioco“, quindi, di fatto, non hanno riconosciuto i tre passi e il tuffo del WR come un tentativo di proseguire l’azione, una volta preso il possesso dell’ovale, ma piuttosto come una conseguenza della ricezione stessa, che lo ha portato a continuare nella caduta, sbilanciata, verso il terreno di gioco, appoggiando prima i piedi e poi tutto il corpo.

Analizzata in questa maniera, la decisione, seppur già comunque supportata positivamente dalla cosidetta “Calvin Johnson’s Rule“, appare decisamente più logica, anche se, come già richiesto da molti, va certamente rivista, soprattutto alla luce del fatto che, sempre stando al regolamento in vigore, bisognerebbe anche valutare, in entrambe i casi, se il WR aveva il possesso dell’ovale prima di giungere a contatto con il terreno, altra cosa che diversi esperti statunitensi hanno evidenziato a gran voce.

Di tutto questo, gli owner della NFL, c’è da scommetterci, ne discuteranno ampiamente in una delle tante riunioni programmate per la prossima offseason, rispondendo ad una richiesta di revisione che sta arrivando da tutto il mondo del football, anche da giocatori e addetti ai lavori non più coinvolti in questi playoffs, o mai penalizzati da casi simili.

Da segnalare, infine, ancora due cose su questa giocata.

La prima, il capo arbitro, in entrambe i casi, sia quello che ha riguardato i Lions, sia quello di ieri, era Gene Steratore, molto probabile, vista la complessità della regola, che questo fattore abbia inciso sulla decisione finale presa dalla crew.
Senza ombra di dubbio, comunque, possiamo ancora una volta rilevale come, almeno in NFL, a differenza di alcuni sport tanto in voga nel nostro paese, ci sia coerenza e trasparenza nelle decisioni anche a distanza di anni.

La seconda, sempre in contrasto con le polemiche tanto care al mondo pallonaro di italica fattura, la reazione da sportivo, nonchè da uomo prima che da atleta, di Dez Bryant, che pur senza aver dato segnali di isterismo incontrollato a caldo, quando aveva semplicemente dichiarato “Ho avuto il possesso della palla mentre scendeva, questo è il possesso, giusto? Basta fare uno più uno, è due, BAM, è possesso“, è voluto tornare sulla questione a distanza di poche ore, twittando: “quando sono andato a terra mi sono girato e mi sono spostato il pallone per ottenere un migliore controllo; abbiamo perso e lo accetto, ma prego che ora cambino questa regola

….”abbiamo perso e lo accetto“….cinque semplici parole che la maggior parte dei nostri sportivi, con tutti gli annessi, connessi, e commensali vari, si è dimenticata da tempo.

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Post By Andrea Cresta (371 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni '80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l'onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell'inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan...

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3 thoughts on “NFL – La ricezione di Dez Bryant

  1. Due regole che si intrecciano a vicenda e creano un pochino di casino. Comunque la prossima offseason oltre a questa….a mio avviso dovranno rivedere la pass interference….troppe fischiate….e molte assurde…in alcune un semplice tocco di mano ha sentenziato il fallo ed altre con spinte e trattenute evidentissime non sono state sanzionate.

  2. Dez deve essere l’esempio da seguire per come ha accettato il tutto mentre da noi diventano isterici alla prima occasione…

  3. I ricevitori sono troppo penalizzati da questa regola. La ricezione stessa dovrebbe essere considerata “normale azione di gioco”. Quindi, in questo caso, ricezione, due piedi in campo, ginocchio a terra e down by contact anche se perde subito la palla. Altrimenti ci dovrebbe essere una regola simile per i running back. Anche secondo me quest’anno hanno esagerato con i falli delle secondarie. Troppi lievi contatti fischiati.

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