20131117-141439.jpgIndiana Pacers @ Chicago Bulls 94-110

Gli streakbreakers colpiscono ancora: i Bulls, che lo scorso anno avevano fermato la striscia record di Miami, battono Indiana infliggendo la prima sconfitta stagionale ai fin qui imbattuti Pacers. Partita praticamente già in archivio all’intervallo, coi padroni di casa avanti di 25 trascinati da un rientrante Rose da 20 punti totali, che mortifica gli avversari con 6 triple che rappresentano il massimo in carriera. Ripresa di pura accademia, con i Bulls che sconfinano anche il trentello di vantaggio e mandano sette giocatori oltre la doppia cifra (top scorer Boozer a quota 23 punti).

Miami Heat @ Charlotte Bobcats 97-81

Tutto secondo pronostico in quel di Charlotte, dove i Miami Heat si impongono con relativa facilità ai danni dei Bobcats. Privi di Chalmers, Allen e Haslem, oltre a Wade e Bosh non nelle loro migliori versioni, gli Heat hanno giocato un primo tempo abbastanza sotto ritmo, frazione chiusa da una tripla allo scadere di Walker (top scorer dei suoi con 22 punti) che ha dato il -4 ai padroni di casa. Nella ripresa, però, LeBron e soci hanno accelerato quel tanto che è bastato per prendersi una comoda vittoria: James chiude con 30 punti e 7 rimbalzi, aiutato dalle buone prove di Beasley (15 punti) e Andersen (10) dalla panchina.

Dallas Mavericks @ Orlando Magic 108-100

I texani portano a casa dalla Florida un successo importante al termine di una partita molto equilibrata, decisa solo nei minuti finali. I Mavs partono forte, sfruttando le troppe palle perse (ben 9 commesse dal rookie Oladipo su un totale di squadra di 19) dei padroni di casa, e chiudono il primo tempo sul +13; i Magic però si svegliano nella ripresa, trascinati dal solito Afflalo, che chiuderà con 25 punti. Orlando resta incollata fino agli ultimi minuti, portandosi anche a -4: una tripla di Nowitzki (18 punti per il tedesco) e uno sfondamento subito da Ellis (ottima prova per Monta, 19 punti e 8 assist) con poco più di un minuto da giocare regalano il successo agli ospiti, propiziato anche dai 18 punti di Blair dalla panchina.

Cleveland Cavaliers @ Washington Wizards 103-96 (OT)

Serve un overtime ai Cavs per vincere quello che secondo i pronostici dovrebbe essere un duello in ottica playoff, ma che di fatto rappresenta un derby tra due delle grandi deluse di inizio stagione. Entrambe le squadre hanno bisogno di una vittoria per scacciare una precoce crisi e per mettere a tacere i primi contrasti (anche piuttosto forti) nati nei rispettivi spogliatoi, e il match viaggia sui binari di un equilibrio pressoché totale, con i padroni di casa che si fanno preferire fino all’intervallo e gli ospiti che non sfruttano la chance di chiudere il match già nei tempi regolamentari. Nell’overtime sale però in cattedra l’uomo mascherato: Kyrie Irving pareggia il massimo in carriera a quota 41 punti, e trascina in suoi ad un successo vitale in trasferta. Washington, invece, arriva corta: non bastano 28 punti di Beal e 24 di Nené, e la classifica piange (2-7).

Atlanta Hawks @ New York Knicks 110-90

Allarme rosso nella Grande Mela: i Knicks perdono ancora, davanti al proprio pubblico, aggravando una cirisi che minaccia di fare vittime anche eccellenti in tempi brevi. Gli Hawks invece continuano a essere il manifesto della solidità, e vincono la loro sesta partita stagionale mandando ben otto giocatori in doppia cifra: doppia doppia per Millsap (14 punti, 13 rimbalzi), Korver porta a 83 la striscia di partite consecutive con almeno una tripla a bersaglio e Atlanta espugna un Madison Squadre Garden che è ormai una polveriera. Il disastro Knicks è testimoniato dal 38% al tiro, con Smith al quale mancano solo calce e cazzuola per completare il kit del muratore fai da te (i mattoni invece li porta da casa, con 3/18 dal campo). Si salvano Anthony (23 punti e 12 rimbalzi) e Bargnani, che chiude con 16 punti (5/11 al tiro), 9 rimbalzi e 2 stoppate.

Denver Nuggets @ Houston Rockets 111-122

I Rockets rispettano il pronostico e battono i Nuggets, frenando la risalita della franchigia del Colorado. I padroni di casa mettono subito le cose in chiaro, costruendo un vantaggio superiore ai venti punti durante il primo tempo. Denver prova a scuotersi e a rimettersi in partita, portandosi prima a -7 e poi giocando la carta ”hack-a-Dwight” nel finale di terzo quarto: Howard però è in serata, e fa 13 su 19 dalla lunetta durante i tentativi di fallo intenzionale (saranno 17 su 24 i liberi totali, per una partita da 25 punti con solo 6 tiri tentati), rendendo vana la strategia di coach Shaw. I sette Rockets in doppia cifra completano l’opera, vanificando una super doppia doppia da 28 punti e 17 rimbalzi di Ty Lawson.

Boston Celtics @ Minnesota Timberwolves 88-106

Kevin Love cancella lo zero dalla casella delle vittorie in carriera contro i Celtics, e guida i suoi Timberwolves a una facile vittoria casalinga. La superiorità dei T’Wolves è schiacciante per tutto l’incontro, per una partita che sembra già sul rettilineo finale a metà del secondo quarto; gli ospiti riescono in qualche modo a restare a galla, guidati da un super Avery Bradley da 27 punti totali e permette ai suoi di chiudere il primo tempo sotto di sole cinque lunghezze. Minnesota, però, torna a fare la voce grossa e, stavolta, non stacca il piede dall’acceleratore: il trio Love-Pekovic-Martin combina per 63 punti, coadiuvato dai 23 punti dalla panchina di Cunningham e Barea; Boston invece non cava un ragno dal buco, e solo la grande prova di Bradley evita un passivo imbarazzante per gli uomini di coach Stevens.

Philadelphia 76ers @ New Orleans Pelicans 98-135

No-contest: basta per descrivere la scorpacciata casalinga dei Pelicans, che passeggiano sui Sixers ancora privi di Carter-Williams. Partita che praticamente non inizia nemmeno, con Anthony Davis che fa la voce grossa nel pitturato e fa capire agli avversari che, stasera, proprio non si passa (13 punti, 9 rimbalzi e un massimo in carriera di 8 stoppate per The Brow). New Orleans si diverte e può salutare il debutto stagionale di Ryan Anderson, reduce da una frattura all’alluce ma soprattutto da una brutta storia relativa alla sua vita privata: l’ex Magic si presenta con 26 punti e 6/10 da tre, per quello che potrebbe essere il tassello mancante per rendere vincente il puzzle dei Pelicans.

Oklahoma City Thunder @ Milwaukee Bucks 92-79

I Thunder portano a casa una partita non facile, piegando i duri e spigolosi Bucks soltanto nella ripresa. Partita non bella e dal puntaggio basso, che all’intervallo è in perfetta parità; gli ospiti si affidano allora al collaudato duo Durant-Westbrook (rispettivamente 24 e 26 punti) affiancati dal loro terzo violino, un Serge Ibaka da 15 punti, 20 rimbalzi e 4 stoppate. I Bucks non mollano, e grazie a O.J. Mayo (22 punti per lui) restano a un’incollatura fino a metà quarto periodo; ma OKC è troppo per i duri a morire ma modesti padroni di casa, che si devono arrendere nel finale.

Utah Jazz @ Golden State Warriors 88-102

Tutto facile per Golden State, che in manica corta battono i Jazz e restano imbattuti alla Oracle Arena. La cenerentola Utah è davvero poca cosa per poter impensierire i lanciatissimi Warriors, con gli Splash Brothers sempre sul ponte di comando: 25 punti (con 5 triple) per Thompson, 15 punti e 11 assist per Curry. Gli ospiti hanno l’unico sussulto ad inizio ripresa, portandosi sotto la doppia cifra di svantaggio grazie a una tripla di Hayward. I padroni di casa però non si voltano indietro, e portano a casa una vittoria nella quale l’unica ombra è rappresentata dal doppio infortunio al ginocchio e all’inguine, la cui entità è ancora da definire, di Jermaine O’Neal.

Brooklyn Nets @ Los Angeles Clippers 103-110

I Clippers vincono in casa e continuano la loro crescita, infliggendo un’altra sconfitta che aggrava ulteriormente la crisi dei Nets. Doveva essere la partita della reunion tra Doc Rivers e i suoi due figli sportivi prediletti, Paul Pierce e Kevin Garnett, ma il duo ospite dà forfeit per problemi fisici che costringono coach Kidd a fare a meno di ben quattro quinti del suo starting five (l’unica eccezione Joe Johnson, che parte regolarmente in quintetto). Gli ospiti vendono comunque carissima la pelle, e con rotazioni inedite danno filo da torcere ai padroni di casa, chiudendo addirittura in vantaggio all’intervallo. Blake Griffin fa trattenere il fiato allo Staples Center, atterrando male dopo un rimbalzo e toccandosi il tendine d’Achille: trattasi di semplice falso allarme, visto che il 32 di casa dominerà con una partita da 30 punti e 12 rimbalzi. Brooklyn resta in partita fino alla fine grazie a sei giocatori in doppia cifra (Blatche e Plumlee top scorer con 19 punti a testa), ma i Clippers trovano i 26 punti di un ispiratissimo Redick e soprattutto un redivivo Cris Paul, che riscatta una pessima serata al tiro con una tripla di vitale importante nel finale, chiudendo in doppia doppia per la decima volta consecutiva (per un totale di 12 punti, 13 rimbalzi e 7 assist).

Post By Filippo Ferraioli (96 Posts)

Studente in giurisprudenza, amo ogni genere di sport e il suo lato più romantico. Seguace di Federico Buffa, l’Avvocato per eccellenza, perché se non vi piacciono le finali NBA non voglio nemmeno conoscervi.
“Ricordati di osare sempre”.

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