C’è finalmente ottimismo nel mondo NBA: giocatori e proprietari hanno dichiarato, al termine di una 2 giorni per complessive 15 ore di trattative, che sono stati fatti passi avanti significativi e che è possibile che venerdì, cioè questa notte, “ci saranno molte strette di mano” – cioè verrà trovato l’accordo definitivo.

Dai rumors pare che i giocatori scenderanno al tanto sospirato 50-50 sulla ripartizione dei proventi, a patto che i proprietari rimangano abbastanza morbidi sulle mid-level exception – eccezioni salariali per permettere di rifirmare i giocatori già sotto contratto. Gli owner tuttavia vorrebbero impedire alle franchigie oltre il cap di usare queste eccezioni.

Si sta studiando inoltre un sistema per permettere ai rookie di rinegoziare più in fretta il loro primo contratto: in questo modo, i migliori potrebbero guadagnare di più senza aspettare il quinto anno. Anche la lega sarebbe daccordo perchè questa innovazione potrebbe limitare i “one and done” in NCAA: potendo guadagnare di più e più velocemente una volta passati nei Pro, alcuni top prospects potrebbero decidere di fermarsi almeno 2 anni al College.

Insomma, incrociamo le dita: domattina forse il lockout sarà terminato? Se un accordo sarà trovato entro domenica, si parla addirittura di una stagione completa da 82 partite, in un modo o nell’altro. Staremo a vedere.

 

Post By Max Giordan (984 Posts)

Max Giordan
segue l’NBA dal 1989, naviga in Internet dal 1996.
Play.it USA nasce dalla voglia di unire le 2 passioni e riunire in un’unico luogo “virtuale” i tanti appassionati di Sport Americani in Italia.
Email: giordan@playitusa.com

Connect

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

18 thoughts on “NBA – Giocatori e proprietari finalmente vicini all’accordo?

  1. Ma quindi niente hard cap? Le squadre continueranno a fare quello che gli pare? (10 stelle da una parte. immondizia alle altre?)
    Sinceramente non so se voglio che ricominci in queste condizioni…

  2. Max se la mid-level exception non sarà più valida per le squadre sopra il cap, non esisterà più la mid-level exception! =P Si chiama exception prorpio perché è usata da squadre sopra il cap per firmare giocatori; una squadra che è sotto il cap non ha bisogno della mid-level per firmare nuovi giocatori (a meno che non sia sotto il cap appena un po’ di meno rispetto al limite consentito).

    • RS allungata fino a fine aprile, una valanga di b2b con 4 partite alla settimana, teoricamente dovrebbero fare così

  3. Stanno solo per calare le braghe…o meglio, per dimostrare quello che gli interessava, ai proprietari…vogliono solo un differente BRI, continueranno a spendere 0 gli Sterling, 100 i Buss ed i Cuban…poi stiamoci pure a lamentare dei Big 3 o del fatto che ai Lakers potrebbero risanare il PIL della Grecia…

  4. ci sono molte idee interessanti, e ricordiamo che per uno Sterling ci sono tanti boss pronti a spendere… come Ted Leonsis che nell’NHL ha reso i Capitals una squadra da titolo… meglio piccoli accorgimenti, che comunque ci saranno, che perdere un’intera stagione…

  5. Meglio una rivoluzione, con un hard cap, una miglior distribuzione del BRI, che un campionato in cui vince chi spende di più…meglio un campionato perso, ma tanti campionati equilibrati, in cui si parte ad armi pari, che vedere sempre le solite piazze o proprietà partire con 2 passi di vantaggio

  6. Sarebbe ridicolo se alla fine tutto si riducesse al BRI e poco altro. Se dopo averci rotto i marroni Sterling e qualche altro morto di fame spenderà 45 mln per vivacchiare allora non ne sarà valsa la pena. Insomma che senso ha essere proprietario, fare un casino immane per guadagnare qualche mln in + ma non sforzarsi di diventare competitivo? Che senso ha rimanere con un salary cap identico e/o con piccoli aggiustamenti che di fatto permetteranno ai big di spendere il doppio?

    La spaccatura tra piccole e grandi sarà un dato di fatto. Ed avremo una versione più ricca di quella di casa nostra. Con big a spendere e le altre “felici” di essere lo sparring partner.

    Spero di sbagliarmi.

  7. sul sito della Fox una settimana fa si insinuava il dubbio, ovvero, l’NBA e’ diventata quel che conosciamo con l’equilibrio o con le dinastie coi grandi campioni??? Cioe’ con gli anni 70′ in cui vincevano anche Bullets, Portland, Golden State, o negli 80′ per la gran parte dominati da Los Angeles e Boston???? Direi che la verita’ sta’ in mezzo: per esempio i Lakers saranno superbloccati con un salary cap comunque piu’ rigido nel suo tetto massimo, e che alla fine Oklahoma, Memphis, la stessa San Antonio dimostrano negli ultimi anni che di equilibrio forse c’e’ piu’ di quel che pensiamo…

  8. in caso di 4 partite a settimana e un sacco di b2b per i celtics è meglio nemmeno giocarla sta regular season, lo sapevo che come al solito per noi sarebbe stata un’inculata. andassero tutti a quel paese.

    • Ben tornato. Svecchiare la squadra no? Scherzo. Indubbio che 4 gare alla settimana sarebbero pazzesche per chiunque, giovani e vecchi. I rischi di infortuni non risparmierebbero nessuno.

  9. David Aldridge parlava di una stagione da 75/77 gare. Diciamo che se trovano un accordo in questo weekend potrebbero mettere su una RS da 70/72 gare senza “uccidere” i giocatori. Sarebbe una stagione vera e non dimezzata come quella del ’99.E’ vero anche che loro se possono cercheranno di giocarsi 82 gare per guadagnare di più.

  10. Guardatevi l’NFL se volete un equilibrio economico (come faccio io), perchè l’Nba non lo è mai stata soprattutto dall’era jordan in poi quando è diventata a livello mondiale…negli anni 70 vincevano diverse squadre…c’è stato qualche miracolo come milwaukee o portland…ma alla fine vincevano e vincono, chi meno chi più, le principali metropoli americane, quelle con più potere economico.
    E alla lega va bene, perchè se vuoi un fatturato da oltre 4 miliardi di dollari, devi lasciar competitive sempre le solite grandi città e squadre. Perchè i soldi girano la e perchè è piu facile anche far soldi all’estero.
    Piccola eccezione San Antonio, ma sono convinto che prima o poi tornerà nella feccia. Si può esser bravi ma la disponibilità economica conta e parecchio.
    Secondo voi al mondo vengono vendute più magliette degli Spurs 4 titoli negli ultimi 10 anni circa o dei Knicks 3 finali perse e un solo titoli negli ultimi 40 anni?

    • Sulle canotte non concordo. San Antonio non ha venduto tantissimo perchè i personaggi del team erano poco attraenti. Duncan non è quel tipo di atleta che attizza, Gino un pò di più ed è per questo che non hanno avuto vendite elevate come lo status avrebbe permesso. Però nel mio piccolo di canotte di NY ne vedevo poche. Poi se a LA ci sono Bryant e Shaq la gente fa la fila ma non perchè è LA. Basta guardare Chicago e/o i Thunder. Con Jordan non c’era un cane senza la canotta col numero 23 ed oggi quella di Durant sta andando a ruba. E di tutto parliamo meno di un mercato gigantesco. Stesso discorso per James. Quante se ne sono vendute nei 7 anni in Ohio? Una marea. Tutto questo per dire che conta più l’appeal dell’atleta che la squadra in se per se.

  11. Dico la mia sull’ Hard cap. A mio parere è cosa buona e giusta. Ma c e’ un ma…. Se un giocatore puo’ prendere la stessa cifra indifferentemente dalla squadra in cui gioca, quel giocatore scegliera’ sempre la squadra che gioca in una metropoli che gli permetta di guadagnare con gli sponsor o comunque vivere ” meglio”. Un Kobe Bryant a parita’ di salario rimane ai Lakers oppure va a NY non credo vada a Salt Lake oppure a Minnesota….

    • Hai ragione ma le squadre delle metropoli non sono 20. C’è NY, LA, Chicago, Boston e Miami. Quindi si a parità di soldi si va nella città anche se non è scontato. Perchè se un giocatore vede l’opportunità di vincere un titolo a Phoenix o a Salt Lake City non credo che rinuncerebbe. E poi di gente che sposta nella NBA c’è ne è e non credo che potrebbero starci tutti in tre/quattro squadre. Col salary cap soft si.

Commenta