Saints - Cowboys è stata la sfida più combattuta delle 3 del Thanksgiving Day

Il quarto giovedì di Novembre, in America, si festeggia il “Thanksgiving Day”, il Giorno del Ringraziamento. Questa ricorrenza affonda le proprie radici nella storia moderna degli Stati Uniti.

Infatti, questa festività viene celebrata fin dal 1621, quando i primi Padri Pellegrini arrivarono sulle sponde della costa Atlantica degli Usa. Il significato culturale di questa ricorrenza è di celebrare con un segno di gratitudine la fine del raccolto.

A livello locale, è oramai tradizione che in ogni casa la famiglia si raccolga attorno al tavolo, dove regna il cibo per eccellenza del “ThanksgivingDay”, ossia il tacchino. Finanche in Pennsylvania Avenue, dove dimora il Presidente Usa, si festeggia, m in un modo particolare: dai tempi di JFK-o Truman, gli storici ancora dibattono, è usanza del Presidente “graziare” due tacchini, e di “liberarli”-in verità vengono mandati in una riserva.

Ciò detto, anche lo Sport Usa festeggia a dovere questa ricorrenza molto sentita.

Per quanto riguarda il Football, la NFL organizza all’inizio dell’anno tra le due e le tre partite: a guardare le schedules di questi ultimi dieci anni, Detroit e Dallas ci sono sempre state.
In molti casi, in questa giornata possono giocarsi anche sfide interdivisionali/intraconference.

Però, ciò che rende “romantico”, che rende al meglio le tradizioni di questo giorno, è il fatto che le squadre scendono in campo indossando le divise cosiddette “throw-back”, ossia antiche.

Adesso, fatta questa doverosa premessa, vediamo cosa ci hanno riservato le sfide della notte.

New England Patriots – Detroit Lions 45-24
Nella prima sfida di serata, al Ford Field è andata in scena una bella partita, tra due squadre che non hanno lesinato sforzi per portare a casa la “doppia w”.

Certo, la vittoria sarebbe servita più ai Lions, che sebbene debbano, ancora una volta, pensare già alla prossima stagione, volevano dimostrare di potersela giocare, lungo l’arco della stagione, più o meno con tutti.

E infatti i ragazzi del Michigan ci hanno messo tutte le loro forze, ma di fronte avevano una squadra lanciatissima, reduce da tre vittorie consecutive, le ultime due contro altrettante team ex campioni Nfl.

In entrambe tra l’altro i Patriots hanno letteralmente dominato e saputo gestire al meglio la partita. Come detto, i Lions ci hanno provato, ma la mancanza di Stafford si sente: in ogni caso Shaun Hill non ha disputato una pessima partita, ma il suo score recita di un 27/46, 285 Yds, 1 Td, ma due INTs, che sono costati, nei due drive successivi, due Tds.

Il resto della “ciurma” Lions, vedi Morris, 2 Tds, e il rookie Johnson, 1 Td, hanno disputato una gara molto positiva. I Patriots, dal canto loro, potevano contare su un Qb che al kick-off non aveva lanciato alcun INT su 172 passaggi. Brady, il cui score recita 21/27, 341 Yds, 4 Tds, ha ancora una volta eloquentemente mostrato di essere uno dei più seri candidati al titolo di MVP della stagione.

Il “contorno” su cui possono contare Belichick e il Brady rispondono ai nomi di Green-Ellis-2 Tds, di cui quello del 10-14 Lions impressionante per la forza impressa al suo incedere; l’esperto e gran conoscitore del playbook Patriots Branch, anche lui autore di due Tds-in uno dei due ha letteralmente “mandato al bar”, disorientato la povera Safety Smith, che si è anche dovuto subire la reprimenda del suo coordinator: “cornuto e mazziato”.

E il solito piccolo grande furetto Welker, pure lui autore di due mete. Come dire, a sigillo della grande reazione Patriots alla foga Lions, ci si è messo anche la Safety McCourty, che in due occasioni ha pizzicato il malcapitato Hill. In ogni caso, la gara è stato godibile, anche se i giocatori di Belichick oramai sono davvero un bruttissimo cliente da incontrare.

E settimana prossima, ospitano gli odiatissimi-reciprocamente-Jets: lì si capirà molto del destino della East Division, come forse del “Seed” della AFC. Per Detroit, ora è previsto l’incontro interdivisionale con i Bears, altra squadra molto in forma.

Next week: New England: vs NY Jets
Detroit: vs Chicago

New Orleans Saints – Dallas Cowboys 30-27
I “nuovi” Cowboys del neo coach Garret si presentavano al kick-off reduci da due grandi, convincenti, vittorie, che almeno hanno fatto respirare l’ambiente texano.

Si può dire con una certa sicurezza che il 3-7 non avrebbe permesso di rientrare nel novero delle squadre che si stanno approcciando ai playoffs-forse il cambio è arrivato in ritardo, la situazione pessima di spogliatoio era già abbastanza eloquentemente disastrosa anche prima di Green Bay. Ad ogni modo, il cambio di guida ha per ora giovato.

Questa notte, per i Cowboys, si presentava un primo “esame di maturità”- l’altro sarà settimana prossima a Indianapolis contro i Colts-sotto forma dei campioni in carica dei Saints. L’inizio di match è stato piuttosto duro: 17-0 nel primo quarto è difficilmente recuperabile contro questi Saints. Invece, tra secondo e terzo quarto, Kitna-il suo score è di 30/42, 313 yds, no Tds, e un INT, è riuscito ad orchestrare una discreta rimonta, che ha portato Dallas sul 20-23 Saints, grazie ai Tds di Barber “The Barbarian”, Choice, e una corsa di Austin di 60 Yds-drop-back di Kitna, che consegna al Rb, che poi consegna ad Austin, che anche tramite il blocco di Witten, ha raggiunto la linea di meta.

Nell’ultimo quarto, i Saints si sono ridestati dal torpore che li aveva presi, e come Breese-23/39, 352 Yds, 1 Td, 1 INT-ad opera di Sensabaugh, hanno riportato a distanza di sicurezza i compagni. Infine, sul 30-27 Saints, a :31 secondi dal termine, il kicker Cowboys ha sbagliato nettamente-il calcio è andato “wide left”, il possibile pareggio.

In conclusione, i Saints hanno manifestato una capacità di andare presto in meta invidiabile, e in generale una tenuta di squadra “da campione Nfl”, e adesso, a 8-3, possono guardare con tranquillità la sfida dei rivali Falcons contro i Packers, diciamolo, sperando che Rodgers & co. possano fare il colpaccio.

E settimana prossima, Breese e soci faranno visita ad una Cincinnati in profonda crisi. La schedule sorride ai campioni. Per Dallas, un peccato non aver continuato sull’ottima striscia di due vittorie, e anche non aver replicato lo sgambetto rifilato la scorsa stagione al Superdome. Ad ogni modo, in vista della prossima trasferta a Indianapolis, coach Garret deve partire dall’ottima reazione mostrata dai suoi ragazzi, perchè anche con Manning servirà una grande partita.

New Orleans: @ Cincinnati
Dallas: @ Colts

Cincinnati Bengals – NY Jets 10-26
La gara, fino al terzo quarto, è andata avanti un po’ stancamente: il punteggio, 7-3 Bengals, rifletteva il trend della prima parte della partita. Invece, grazie alla corsa del Rb Smith, 53 Yds, e alla ricezione del solito Holmes, i Jets si sono presi un vantaggio che hanno poi confermato nel quarto quarto, quando in apertura, ancora Smith, con una corsa questa volta di 89 Yds, ha siglato il 24-10, che ha definitvamente sancito la vittoria dei Newyorchesi bianco-verdi, sigillata dalla “Safety”di Pryce-la “Safety” significa 2 punti per la squadra in difesa se il Qb viene placcato nell’area di meta.

Quindi, per NY una vittoria abbastanza agevole, infatti Sanchez-16/28, 166 Yds, 1 Td, 1 INT, ha eseguito il suo solito compito, conn facilità. Il dirimpettaio Palmer-17/38, 135 Yds, 1 Tds, 2 INTs, ha trovato ancora una volta Ochocinco per una meta, come il compagno Shipley, ma in generale, i Bengals stanno manifestando una difficoltà di manovra veramente importante, che ora li relega ad un mestissimo 2-9, e settimana prossima arrivano i Saints.Brutta situazione davvero per coach Lewis.

I Jets invece si dirigeranno a Foxboro, dove incroceranno i caschi e non solo con gli odiati rivali Patriots. Questa sarà una sfida pirotecnica, a dir poco.

Cincinnati: vs New Orleans
NY Jets: @ New England

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