Ultima parte della preview a tutti i Bowl, e finalmente si arriva ai pezzi grossi: per ogni singolo BCS troverete il link all’articolo originale di preview singola.

AUTOZONE LIBERTY BOWL
LIBERTY BOWL MEMORIAL STADIUM, MEMPHIS, TENNESSEE
VENERDI’ 30 DICEMBRE, ORE 18.00
GEORGIA BULLDOGS (SEC, 7-5) vs.
TCU (BIG 12, 6-6)

Nick Chubb, RB, Georgia

Se c’è un Bowl tra due squadre con motivazioni e/o soddisfazioni per la stagione appena conclusa e per la presenza non è certamente questo: sia Georgia che TCU iniziavano la stagione nei ranking ma entrambe hanno avuto molti passi falsi inaspettati che le hanno fatte terminare con record modesti. Georgia partiva con un nuovo HC, l’ex DC di Alabama Kirby Smart, ed ha messo in mostra buone cose in difesa anche senza nessuna superstar in particolare ma in attacco ha fatto oltremodo fatica: i Bulldogs possono vantare due ottimi RB, Nick Chubb e Sony Michel ma pur non saltando alcuna partita entrambi hanno combattuto per tutta la stagione con dei problemi di natura fisica che li hanno pesantemente limitati. Georgia ha, però, mostrato alcune individualità giovanissime che possono dare soddisfazioni negli anni a venire: il QB Jacob Eason può vantare un gran fisico e ha già lanciato per più di 2000 yards con 14 TD e 8 intercetti, il TE Isaac Nauta è stato il miglior true freshman della nazione nel ruolo ed il LB Roquan Smith, sophomore, è stato il maggior placcatore della squadra. Anche TCU iniziava la stagione con molte ambizioni ma tre sconfitte nelle prime quattro partite di Big 12 facevano capire subito che tipologia di stagione sarebbe stata. La difesa è rimasta all’incirca sulle prestazioni del 2015 (circa 27 punti subiti a partita) e si sono viste ottime cose da parte della S Denzel Johnson e del DE Josh Carraway, entrambi capaci di più di 10 TFL, ma è stato l’attacco il vero tallone d’Achille della squadra, passato dai 42 punti segnati a partita nel 2015 ai 31 di questa stagione, con un regresso di ben 11 punti. In questa stagione mancavano o sono venuti a mancare tutti i migliori performer delle passate due stagioni e si è visto: il QB Trevone Boykin, il RB Aaron Green e il WR Josh Doctson erano senior e l’altro importante WR KaVontae Turpin ha dovuto saltare quasi metà stagione per infortunio ed ha messo a referto numeri risibili. Per sostituire Boykin si puntava sul transfer da Texas A&M Kenny Hill, il quale si era messo in luce con la maglia degli Aggies nel 2014 ma ha faticato a ritrovare le prestazioni di allora, continuando a dare una dimensione dual-threat agli Horned Frogs ma mancando contro le difese più attrezzate, anche a causa di un gruppo di WR non proprio talentuoso, fattore questo importante in un attacco così up tempo come quello di TCU. I Bulldogs hanno una difesa valida, che può tenere l’attacco di TCU: questo è il matchup che deciderà la sfida, la quale al momento vede Georgia leggermente favorita.

HYUNDAI SUN BOWL
SUN BOWL, EL PASO, TEXAS
VENERDI’ 30 DICEMBRE, ORE 20.00
#18 STANFORD CARDINAL (PAC 12, 9-3) vs.
NORTH CAROLINA TAR HEELS (ACC, 8-4)

Mitch Trubisky, QB, UNC

Altro Bowl di interesse notevole perché oltre a mettere contro due squadre geograficamente distanti mette a confronto anche due stili di gioco agli antipodi, uno basato su corse e difesa e l’altro invece che fa dei passaggi e dell’attacco i suoi punti forti. Stanford era partita bene, con tre vittorie consecutive, ma le successive sconfitte contro Washington, Colorado e Washington State mettevano i Cardinal in una posizione di debolezza in Pac 12, posizione poi parzialmente rimediata con le ultime vittorie per un totale di 9-3, record soddisfacente per molti atenei ma non per l’università della California. La difesa ha mostrato la solita solidità, concedendo 20 punti di media a partita, ma ha subito tanti infortuni e solo due giocatori, Dallas Lloyd e Solomon Thomas (ottimo pass rusher quest’ultimo) hanno chiuso con più di 50 tackles totali. Anche l’attacco ha avuto i suoi problemi: il QB titolare è stato per buona parte della stagione Ryan Burns, il quale però non ha mai lasciato il segno, fino a quando ha perso il posto dopo la pessima prestazione contro Colorado; al suo posto ha iniziato a giocare quindi Keller Chryst, altro senior, che pur nonostante una OL piuttosto porosa ha limitato i turnover (cosa non successa al suo predecessore) e creato una minaccia più credibile, così da liberare più spazio alle corse. Ovviamente il RB principale è stato nuovamente Christian McCaffrey che ha di nuovo messo su cifre importantissime nonostante un infortunio che lo ha limitato a metà stagione: per lui 1603 yards su corsa e 310 su ricezione per un totale di 16 TD. McCaffrey, però, non parteciperà al Bowl, essendosi già dichiarato eleggibile per il draft e volendo evitare infortuni. Dall’altra parte lo stint di Larry Fedora sulla panchina dei Tar Heels continua a gonfie vele e anche questa stagione è scivolata via con un bel record: tuttavia va rimarcato come alcune sconfitte evitabili (lo scontro diretto contro Virginia Tech, Duke, North Carolina State) abbiano impedito a UNC di replicare la presenza al Championship del 2015. La difesa ha senza dubbio faticato per tutto l’anno e ciò si vede nei dati principali: nessun giocatore in doppia cifra di TFL o con almeno 5 sacks, 1 solo intercetto in 12 partite e soli 11 fumble forzati. L’attacco in termini assoluti ha lavorato bene (33 punti per gara sono il 40° dato della nazione) ma in termini di paragone con la passata stagione siamo scesi di 7 punti: la partenza del QB Marquise Williams ha portato in plancia di comando la sua riserva Mitch Trubisky, il quale si è subito messo in luce anche e soprattutto in ottica NFL per l’ottimo atletismo, l’alta percentuale di completi (appena sotto il 70%) e per l’incredibile rapporto tra TD e intercetti, 28 a 4. L’unico difetto di Trubisky e del suo attacco (con i WR Ryan Switzer e Bug Howard ed il RB Elijah Hood come principali attori) è stato il mancare nelle partite che contavano, e quindi perse: sarà quindi molto interessante vedere come si comporteranno contro la migliore difesa che affronteranno quest’anno nonché, per vincere il Bowl, vedere se la difesa riuscirà a fermare in qualche modo McCaffrey, che a sua volta è all’ultima partita collegiale ed ha buone chance di portare una ultima gioia ai suoi tifosi.

FRANKLIN AMERICAN MORTGAGE MUSIC CITY BOWL
NISSAN STADIUM, NASHVILLE, TENNESSEE
VENERDI’ 30 DICEMBRE, ORE 21.30
NEBRASKA CORNHUSKERS (BIG 10, 9-3) vs.
#21 TENNESSEE VOLUNTEERS (SEC, 8-4)

Ross Dzuris, DE, Nebraska

Ci si avvicina a grandi passi al BCS Bowl con una ennesima sfida piuttosto interessante, che vede affrontarsi due squadre con record simili, ma una può prendere questo risultato con gioia mentre l’altra lo vede come una ennesima bocciatura. Nebraska, partita ad inizio stagione molto in sordina, ha sorpreso con una streak di sette vittorie consecutive ad iniziare la stagione, seppur contro avversarie off-conference molto abbordabili e contro la peggio Big Ten, prima di perdere tre volte nelle ultime 5 partite contro, invece, avversari molto più duri (Wisconsin, Ohio State – 59 punti di scarto – e Iowa). I Cornhuskers hanno ottenuto il loro risultato tramite una difesa arcigna, come da buona tradizione Blackshirts, distribuendo, per di più, le buone prestazioni su tanti componenti del reparto: 16 giocatori hanno ottenuto almeno 2 TFL (con il DE Ross Dzuris a guidare il lotto con 9,5) e 4 giocatori hanno registrato almeno 3 intercetti. I problemi invece si ritrovano nella creazione di altri turnover (3 fumble forzati e soli 2 recuperati) e nell’attacco, in calo di 5 punti segnati a partita rispetto allo scorso anno: il QB Tommy Armstrong Jr. ha avuto la sua peggior stagione da starter della sua carriera collegiale, diminuendo la percentuale di completi ad appena sopra il 50% e realizzando soli 14 TD pass. Le problematiche sui passaggi sono da assegnare anche ad un parco ricevitori tendenzialmente mediocre (e Jordan Westerkamp, il migliore e più esperto, salterà il Bowl per un infortunio al ginocchio) e ad un backfield che, a sua volta, oltre ad Armstrong, ha faticato a produrre con continuità. Tennessee, a differenza degli Huskers, partiva invece con ambizioni dichiarate di fare bene e godeva, ad inizio stagione, della posizione numero 9 nei principali ranking e le prime 5 vittorie consecutive, tra cui quelle con Florida e Georgia, confermavano queste sensazioni. A seguire però venivano tre sconfitte consecutive e l’abbandono del RB Jalen Hurd, il migliore della squadra, per incomprensioni con lo staff tecnico e la stagione si degradava quindi in maniera definitiva. Già detto di Hurd, la sua partenza ha fatto emergere il buon talento del suo backup, Alvin Kamara, mentre il QB Joshua Dobbs ha fatto poco per togliere i dubbi sul suo gioco, lanciando almeno 1 intercetto in tutte le prime 8 partite giocate e trovando buon feeling solamente con il WR Josh Malone. In ogni caso, la tenuta di Butch Jones non dà ancora i frutti sperati: le vittorie arrivano, senza dubbio, però è mancato per il quarto anno consecutivo l’ultimo step, il vincere le partite che contano e arrivare nuovamente a quelle vette a cui i Vols erano abituati negli anni ’90 e 2000. Il talento di Tennessee è fuor di dubbio superiore a quello di Nebraska, che è anche in calo di forma nelle ultime giornate: ecco perché i primi partono ampiamente con i favori del pronostico.

NOVA HOME LOANS ARIZONA BOWL
ARIZONA STADIUM, TUCSON, ARIZONA
VENERDI’ 30 DICEMBRE, ORE 23.30
SOUTH ALABAMA JAGUARS (SUN BELT, 6-6) vs.
AIR FORCE FALCONS (MOUNTAIN WEST, 9-3)

Jalen Robinette, WR, Air Force

Dopo alcune partite potenzialmente di alta qualità passiamo ad un Bowl con un appeal certamente minore, che sfigura leggermente in mezzo a quelli del 30 dicembre. South Alabama rappresenta un programma molto giovane, nato nel 2009 e nel sistema FBS solamente dal 2012 e non ancora in grado di trovare una formula per il successo, a differenza di altri programmi a loro volta in FBS da poco ma subito vincenti. A dire la verità i Jaguars non hanno trovato nemmeno una formula per l’insuccesso perché se si esclude la stagione 2012 di transito hanno sempre ottenuto tra le 5 e le 6 vittorie, ed anche scendendo più nel dettaglio South Alabama né eccelle né è agli ultimi posti delle classifiche in particolari, né a livello di squadra né a livello di singoli: gli unici giocatori degni di citazione sono il TE Gerald Everett, il terzo più produttivo nel ruolo per yards ricevute dietro a Evan Engram di Ole Miss e Adam Breneman di Massachusetts, e Randy Allen, senior DE da 18,5 TFL e 11,5 sacks. Ad incrociar le spade con i Jaguars ci sarà Air Force, squadra con più storia e certamente più talento di South Alabama: Troy Calhoun ha portato in Colorado una sua personale interpretazione della triple option, più aperta e con una maggiore inclinazione ai passaggi, e questa ha dato i suoi frutti, portando agli onori della cronaca il WR Jalen Robinette, capace di 835 yards ricevute e 5 TD, numeri di assolutissimo per un ricevitore in questo sistema. Robinette, inoltre, ha mostrato un fisico notevole (193 cm per 97 kg) ed una buona abilità nel correre tracce anche sul profondo: non ci sarebbe da sorprendersi se qualche squadra NFL decidesse di puntare su di lui nonostante provenga da un’accademia militare. Air Force ha concluso la stagione con un ottimo 9-3, con ottime vittorie contro Army, Navy (assicurandosi quindi il Commander in Chief’s Trophy, destinato all’accademia che vince il mini torneo a 3) e Boise State. Per il resto i Falcons hanno gestito molto bene le corse, con 8 RB oltre le 140 yards ed una difesa nella norma, in cui si è messo in luce il DB Weston Steelhammer con i suoi 6 intercetti. I Falcons si presentano al Bowl con il dubbio QB: Nate Romine, che ha già saltato le ultime due partite stagionali, è in forte dubbio a causa di un infortunio alla caviglia, ma quale che sia il titolare Air Force dovrebbe avere ragione di South Alabama senza particolari patemi.

CAPITAL ONE ORANGE BOWL
HARD ROCKSTADIUM, MIAMI, FLORIDA
SABATO 31 DICEMBRE, ORE 2.00
#6 MICHIGAN WOLVERINES (BIG 10, 10-2) vs.
#11 FLORIDA STATE SEMINOLES (ACC, 9-3)

Preview college football BCS Bowl – Capital One Orange Bowl

 

BUFFALO WILD WINGS CITRUS BOWL
CAMPING WORLD STADIUM, ORLANDO, FLORIDA
SABATO 31 DICEMBRE, ORE 17.00
#20 LSU TIGERS (SEC, 7-4) vs. 
LOUISVILLE CARDINALS (ACC, 9-3)

Lamar Jackson, QB, Louisville

Il menu dell’ultimo giorno dell’anno inizia con un antipasto succulento, anche se privo di un ingrediente di qualità: la sfida tra LSU e Louisville è certamente l’incrocio tra due delle squadre che a tratti hanno più impressionato durante la stagione ma allo stesso tempo doveva essere la sfida diretta tra due dei migliori talenti collegiali, il RB dei Tigers Leonard Fournette ed il QB dei Cardinals Lamar Jackson, fresco vincitore dell’Heisman Trophy. Il primo, però, ha deciso di saltare il Bowl per prepararsi meglio al Draft (ed evitare ovviamente infortuni) privando il pubblico di uno dei probabili protagonisti della sfida. Tornando ai presenti, sarà interessante vedere quali saranno le motivazioni delle due squadre che, senza dubbio, a vari punti della stagione avevano cullato ambizioni decisamente maggiori. LSU era molto alta nei ranking prestagionali, forte di Fournette e di una difesa molto solida, ma due sconfitte contro Wisconsin e Auburn (che all’epoca non godevano di molto credito ma che con il senno di poi sono due squadre da BCS Bowl) nelle prime 4 giornate affossavano tutte le speranze di playoff. A seguito di ciò LSU decideva di licenziare l’head coach Les Miles, l’allenatore del titolo 2007 e di promuovere Ed Orgeron, che portava altre 5 vittorie alla causa. Senza dubbio la difesa di LSU è il punto di forza della squadra con l’incredibile dato di 16,8 punti subiti a partita (sesto dato della nazione) ed è stata capace di grandi risultati, come tenere a soli 7 punti segnati l’attacco di Alabama. Il problema principale rimane, oramai da molto tempo, l’attacco su passaggi: abbandonato dopo una sola giornata l’esperimento Brandon Harris i Tigers hanno puntato su Danny Etling, trasferitosi da Purdue, giocatore di caratura relativa che però è riuscito ad inserirsi badando soprattutto a limitare i turnover. Prevedibilmente sono state le corse a fare la parte del leone: Fournette è stato a mezzo servizio per tutta la stagione (4 partite saltate su 11) ma ciò ha permesso ai Tigers di scoprire il loro RB del futuro, il sophomore Derrius Guice, che ha corso con una incredibile media di 8 yards a portata e realizzato 12 TD. Ad inizio stagione Louisville partiva con ambizioni minori, dalla posizione 19 dei ranking, ma 4 vittorie nelle prime 4 partite a 63,5 punti di media segnati (tra cui un 63-20 a Florida State, all’epoca seconda squadra della nazione nei ranking) li facevano schizzare fino alla posizione 3. Il crocevia della stagione dei Cardinals è stata la sconfitta contro Clemson, avversaria diretta in ACC Atlantic: perdere quella partita li ha messi in posizione di inferiorità sia per la qualificazione al Championship che per eventuali playoff e quando Clemson ha perso contro Pittsburgh ma è rimasta davanti agli occhi del comitato le motivazioni di Louisville sono venute meno e sono arrivate altre due sconfitte con Houston e Kentucky. L’attacco è stato il secondo della nazione in termini di punti segnati (45,3) e molto è riconducibile all’opera di Lamar Jackson: il sophomore QB è esploso senza preavviso in questa stagione e le sue incredibili cifre parlano di 3390 yards lanciate con 30 TD più 1538 yards e 21 TD su corsa. La sua stagione ha messo in ombra sia altri giocatori dell’attacco, come il TE Cole Hikutini (656 yards ricevute e 8 TD), sia l’opera di una comunque buona difesa: tra i principali protagonisti possiamo citare la S Chucky Williams (leading tackler della squadra, 3 intercetti, 2 fumble forzati e 4 recuperati), il LB James Hearns (11 TFL e 8 sacks) e il CB Jaire Alexander (5 intercetti). Louisville si è dimostrata capace di segnare tanti contro qualunque avversario ma non ha ancora affrontato una difesa tosta come quella di LSU e questo sarà il confronto più decisivo della sfida, in quanto si presuppone che i Tigers troveranno il modo di segnare qualche TD: per chi scrive LSU troverà il modo di limitare Lamar Jackson e vincerà la contesa.

TAXSLAYER BOWL
EVERBANK FIELD, JACKSONVILLE, FLORIDA
SABATO 31 DICEMBRE, ORE 17.00
GEORGIA TECH YELLOW JACKETS (ACC, 8-4) vs
KENTUCKY WILDCATS (SEC, 7-5)

Benjamin Snell Jr., RB, Kentucky

Non sarà il Bowl più importante della storia ma per le due partecipanti esserci è una profonda soddisfazione viste le premesse, sia di lungo che di breve corso, che le accompagnano. Georgia Tech era reduce da un anno, il 2015, con sole tre vittorie che corrispondevano al peggior record dal 1994 a questa parte ed il riscatto è arrivato attraverso una stagione iniziata in Irlanda con la vittoria su Boston College e proseguita con altre 7, tra cui alcune davvero molto importanti per il processo di ricrescita come quelle contro Virginia Tech e Georgia. La squadra non ha messo in luce particolari individualità nella sua triple option ma ha proposto una solidità invidiabile: il QB Justin Thomas ha superato un brutto 2015 ed è riuscito a fare nuovamente bene, esponendosi meno in prima persona (altri 6 RB hanno corso più di 130 yards) ma diventando un giocatore molto più preciso e meno propenso ai turnover (il 54,2% di passaggi completati sono il miglior risultato della sua carriera, così come i soli due intercetti lanciati su 135 tentativi). Nota interessante della difesa è che nemmeno qui si sono messi in evidenza dei giocatori in particolare ma ben 5 di questi hanno realizzato due o più intercetti. Nell’università di Kentucky è il basket a farla da padrone e quindi la squadra di football è da sempre figlia di un dio minore: basta dire che nei 101 anni di vita del programma solamente due state le stagioni con almeno 10 vittorie e 30 le stagioni con almeno due vittorie più delle sconfitte. Va da sé che una stagione con un record di 7-5 sia una stagione di profonda soddisfazione dalle parti di Lexington, in particolare in un’annata che ha visto molte squadre della SEC soffrire oltre ogni immaginazione. La difesa ha concesso veramente tanto ai vari attacchi che ha affrontato, ma un importantissimo gioco di corse ha ampiamente coperto tutto quanto subito in quanto i Wildcats sono, infatti, l’unica squadra di tutte le Power 5 conferences a vantare due RB oltre le 1000 yards corse: uno è stato, prevedibilmente, il junior Stanley Boom Williams, che tanto bene aveva fatto nel 2015 e che ha nuovamente confermato il suo record di università con 7,1 yards a portata. L’altro è stato un true freshman che ha pure saltato le prime due partite della stagione, Benjamin Snell Jr., il quale è apparso dal nulla, prospetto oltremodo minore, ed ha già trovato la via per produrre 1057 yards e 13 TD. La sfida è interessante e combattuta, si tratta di due squadre che sanno maneggiare ottimamente il gioco su corsa: forse il sistema difensivo di Georgia Tech è più complesso da fermare per chi, come Kentucky, non ci è abituato, e questa potrebbe essere la discriminante a favore degli Yellow Jackets.

CHICK-FIL-A PEACH BOWL – CFP SEMIFINAL
GEORGIA DOME, ATLANTA, GEORGIA
SABATO 31 DICEMBRE, ORE 21.00
#4 WASHINGTON HUSKIES (PAC 12, 12-1) vs.
#1 ALABAMA CRIMSON TIDE (SEC, 13-0)

 

Preview College Football Playoff – Chick-fil-A Peach Bowl

 

PLAYSTATION FIESTA BOWL – CFP SEMIFINAL
UNIVERSITY OF PHOENIX STADIUM, GLENDALE, ARIZONA
DOMENICA 1 GENNAIO, ORE 1.00
#3 OHIO STATE BUCKEYES (BIG 10, 11-1) vs.
#2 CLEMSON TIGERS (ACC, 12-1)

Preview College Football Playoff – PlayStation Fiesta Bowl

 

OUTBACK BOWL
RAYMOND JAMES STADIUM, TAMPA, FLORIDA
LUNEDI’ 2 GENNAIO, ORE 19.00
#17 FLORIDA GATORS (SEC, 8-4) vs.
IOWA HAWKEYES (BIG 10, 8-4)

Josey Jewell, LB, Iowa

Intramezzato ai BCS Bowl troviamo questo interessante scontro, tra due squadre solide che hanno fatto della difesa la loro arma principale: entrambe hanno subito meno di 18 punti a partita e sono state rispettivamente 11esima e decima della nazione in questo fondamentale, ma entrambi gli attacchi hanno faticato a mettere punti sui tabelloni, chiudendo rispettivamente al 111° e al 78° posto per punti segnati. I Gators hanno giocato, come nel 2015, il Championship della SEC contro Alabama ma non hanno mai avuto possibilità contro i Crimson Tide e questo è il simbolo di una East division che in questo momento storico fatica oltremodo ad esprimere rappresentanti di livello. L’attacco di Florida ha pesantemente balbettato per tutta la stagione ed ha dovuto vivere un dualismo tra due QB esattamente performanti che hanno faticato parecchio: il titolare designato era Luke Del Rio (figlio di Jack, HC degli Oakland Raiders) ma diversi infortuni gli hanno fatto saltare 7 partite su 13 ed al suo posto ha trovato molto spazio Austin Appleby, transfer da Purdue, ma entrambi non si sono fatti notare per prestazioni. Si diceva come la difesa di Florida abbia fatto molto bene (ben 7 partite con 10 o meno punti subiti) e questo è ancor più notevole alla luce degli infortuni che hanno letteralmente decimato il reparto: nel Championship contro Alabama, per dire, solamente 4 degli starter di inizio stagione erano ancora al loro posto, mentre tutti gli altri non hanno potuto giocare quella partita a causa di infortuni. Va da sé che in questo modo molti giocatori abbiano visto molto il campo ma a livello generale, nonostante i pochi punti concessi, la difesa dei Gators non ha espresso molti giocatori di qualità ed ha mancato un po’ a livello di pressione sui QB e RB avversari, realizzando pochi sacks e TFL. Dall’altra parte troviamo Iowa, che aveva il compito impossibile di succedere alla miglior stagione in termini di vittorie (12) della storia lunga 118 anni dell’ateneo, che aveva visto gli Hawkeyes vincere tutte le partite della stagione regolare salvo poi soccombere nel Championship della Big Ten a Michigan State e nel Rose Bowl a Stanford. I risultati in effetti non sono stati gli stessi (seppure gli Hawkeyes abbiano sconfitto Michigan, negandole l’accesso ai playoff) ma il record è comunque stato un buon 8-4: la difesa è stata, come si diceva in apertura, la pietra portante della squadra, ed ha visto ancora in evidenza il LB Josey Jewell, che ha passato per il secondo anno consecutivo i 100 tackles totali, mentre si è appannato molto il talento di Desmond King, che magari rimpiangerà di non aver scelto di rendersi eleggibile per il draft NFL dello scorso anno: dopo una stagione scintillante come la scorsa è stato evitato da molti attacchi ed ha chiuso con statistiche molto inferiori (ad esempio gli 8 intercetti sono diventati 2). L’attacco ha a sua volta visto un’involuzione: il QB C.J. Beathard ha abbandonato totalmente la sua dimensione dual threat ed ha lasciato l’incombenza del preponderante rushing game alla coppia Leshun Daniels Jr. e Akrum Wadley, che hanno fatto bene solo a tratti e, ad esempio, Iowa ha mancato per 5 volte in stagione la soglia dei 15 punti segnati. La teoria dice che la partita non sarà ad alto punteggio ma la pratica è piena di Bowl in cui ci si attende pochi punti ma che poi si trasformano in festival offensivi, sia per la relativa importanza del Bowl stesso sia per le scarse motivazioni difensive: questa sfida, che vede Florida favorita, potrebbe benissimo trasformarsi in una di quelle sagre dei punti.

GOODYEAR COTTON BOWL CLASSIC
AT&T STADIUM, ARLINGTON, TEXAS
LUNEDI’ 2 GENNAIO, ORE 19.00
#15 WESTERN MICHIGAN BRONCOS (MAC, 13-0) vs.
#8 WISCONSIN BADGERS (BIG 10, 10-3)

 

Preview College Football BCS Bowl – Goodyear Cotton Bowl Classic

 

ROSE BOWL GAME PRES. BY NORTHWESTERN MUTUAL
ROSE BOWL, PASADENA, CALIFORNIA
LUNEDI’ 2 GENNAIO, ORE 23.00
#9 USC TROJANS (PAC 12, 9-3) vs.
#5 PENN STATE NITTANY LIONS (BIG 10, 11-2)

 

Preview College Football BCS Bowl – Rose Bowl

 

ALLSTATE SUGAR BOWL
MERCEDES-BENZ SUPERDOME, NEW ORLEANS, LOUISIANA
MARTEDI’ 3 GENNAIO, ORE 2.30
#14 AUBURN TIGERS (SEC, 8-4) vs.
#7 OKLAHOMA SOONERS (BIG 12, 10-2)

Preview Allstate Sugar Bowl

 

CFP NATIONAL CHAMPIONSHIP GAME
MARTEDI’10 GENNAIO, ORE 2.00
RAYMOND JAMES STADIUM, TAMPA, FLORIDA

Who will be the next Champ?

 

Post By Cern (157 Posts)

Andrea Cornaglia, classe '86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un'imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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