Prima dell’avvento dell’era playoff, il BCS Bowl destinato ad ospitare la miglior squadra non appartenente alle Power 5 conferences era il Fiesta, ma considerando che quest’ultimo in questa stagione è semifinale playoff, allora tocca al Cotton prendersi carico di questa incombenza. La sfida vede affrontarsi due università che hanno la loro sede in quella macroregione che è il Midwest ed in due stati che si affacciano sul lago Michigan: da una parte ci sono i Broncos di Western Michigan, università situata a Kalamazoo, città di 75000 persone a circa 200 km da Detroit, mentre dall’altra parte ci sono i Badgers di Madison, Wisconsin, città a circa 50 km da Milwaukee. In maniera molto diretta tocca dire che le squadre di football dei due atenei sono molto distanti tra loro come storia e risultati, e la seguente tabella illustra le differenze:

Western Michigan Wisconsin
Numero studenti 23.000 43.000
Stagioni FBS 55 125
Vittorie FBS 318 679
Titoli nazionali 0 3 (unclaimed)
Titoli di conference 2 (MAC) 14 (Big Ten)
Bowls giocati 6 27
Bowls vinti 1 13
Heisman winners 0 2
All-Americans 1 27

 

Homer Simpson e il suo cugino di campagna

Si nota chiaramente come Wisconsin abbia molto più pedigree e molta più abitudine ai grandi palcoscenici: si può scherzosamente dire che i Badgers siano il cugino cittadino che ne sa un po’ di più mentre i Broncos recitino la parte del cugino campagnolo, ignorantello ed inesperto. Western Michigan si presenta a questa sfida da imbattuta, unica squadra della nazione come Alabama ma, contestualizzando, va detto che ha tratto enorme giovamento da un calendario off-conference soffice (due delle peggiori squadre della Big Ten, Georgia Southern e North Carolina Central, FCS) e da una conference, la MAC, che a parte Toledo sta mancando nell’offrire squadre di livello, essendo in rebuilding programmi storicamente competitivi come Northern Illinois e Bowling Green. Deus ex machina di questo miracolo sportivo è l’HC P.J. Fleck: ex WR di Northern Illinois al college e di 49ers in NFL, ha iniziato ad allenare nel 2007 i WR a Northern Illinois e Rutgers, prima di farlo anche per Tampa Bay, in NFL, nel 2012. Quando Western Michigan lo firmò come capo allenatore per la stagione 2013 Fleck aveva solamente 32 anni ed era il più giovane HC di tutto il panorama FBS, nonché l’unico nato negli anni ’80. Dopo una prima stagione da 1-11, Fleck ha iniziato a reclutare ottimamente (negli ultimi tre anni le classi di freshman di Western sono sempre risultate le migliori della MAC) ed i risultati hanno iniziato ad essere evidenti, con due stagioni da 8-5 prima del 13-0 di questa stagione.
Risultati immagini per corey davisLa filosofia di Fleck si è concentrata molto sull’attacco, non a caso l’ottavo della nazione con 43,5 punti segnati per partita, ed ha potuto vantare tre talenti che nella MAC è già raro vedere, figurarsi tutti insieme. La mente di tutto è il QB Zach Terrell, senior dell’Indiana, capace di tenere una ottima media di 9,7 yards per tentativo ma soprattutto di migliorare le già buone statistiche delle sue stagioni da sophomore e junior per quanto riguarda i TD e gli intercetti, che in questo 2016 sono stati rispettivamente 32 e 3, di cui 2 nel Championship contro Ohio. Terrell ha anche dimostrato un ottimo rapporto con le corse, forte anche di un fisico longilineo (188 cm per 92 kg), ed ha chiuso con con 237 yards e 6 TD. Il backfield è stato il regno di un imponente junior dell’Illinois (183 cm per 103 kg), Jarvion Franklin, il quale non ha ancora saltato una singola partita nei suoi tre anni di gioco collegiale e che in questo 2016 ha corso per 1300 yards e 12 TD, trovando fortuna pure come ricevitore (255 yards e 2 TD). La vera stella della squadra, però, quello che la NFL guarda con più bramosia, è un WR e risponde al nome di Corey Davis (foto), senior dell’Illinois, freak atletico e mani educatissime, arrivato a Kalamazoo invece che in qualche scuola più importante per gravi problemi accademici che ne rendevano dubbia l’eleggibilità. Arrivato nella MAC e affidato alle pazienti cure di Fleck, Davis si è dimostrato semplicemente di un’altra categoria per la Conference ed i numeri lo dimostrano: per la terza stagione consecutiva ha superato le 1400 yards ricevute ed in questa annata ha superato il suo record di TD, 18. Tutto questo bailamme mediatico sull’attacco ha portato a dimenticare le buone prestazioni di una difesa che ha concesso soltanto 19,5 punti per partita (15° dato della nazione) e vanta ottime individualità come il DE/LB Keion Adams (17 TFL e 7,5 sacks) ed il CB Darius Phillips (4 intercetti di cui 3 ritornati in TD).

Paul Chryst, HC, Wisconsin

A differenza degli avversari, Wisconsin ha dovuto combattere con una Big Ten dalla ritrovata competitività, che ha espresso ben 4 squadre tra le prime 10 della nazione, Badgers inclusi, più Nebraska che ci è arrivata in stagione: Wisconsin ha dovuto affrontarle tutte, perdendo di pochissimo contro Ohio State e Michigan in regular season e contro Penn State al Championship non mancando, però, l’ottava stagione da 10 vittorie in 12 anni, in quello che è il momento storico più brillante per l’università di Madison. Per proseguire l’epopea dei Barry Alvarez, dei Bret Bielema e dei Gary Andersen è stato scelto, nel 2015, Paul Chryst, enfant du pays in quanto nato a Madison, QB (molto di riserva) dei Badgers dal 1986 al 1988 e OC della squadra dal 2005 al 2011, prima di tre anni da HC a Pittsburgh. Nonostante il background offensivo, Chryst ha forgiato una squadra che vede la difesa come caposaldo fondamentale: i 15,4 punti subiti sono il 4° dato della nazione. Pur non avendo vantando alcun tackler sopra gli 80 placcaggi totali, Wisconsin ha visto un junior LB fare veramente onde, con 14,5 TFL e 10,5 sacks: il suo nome è T.J. Watt e senza grandi sforzi di fantasia si può immaginare di chi sia fratello.  Altro punto fondamentale del sistema Chryst sono le secondarie, umiliate da Penn State nel secondo tempo del Championship: durante la stagione i Badgers hanno realizzato 21 intercetti e si sono fatti notare in particolare la S Leo Musso con 5 ed i CB D’Cota Dixon e Sojourn Shelton con 4.
Risultati immagini per corey clementTutto ciò ha ampiamente compensato un attacco che ha faticato oltremodo: basta dire che i 28,7 punti segnati sono solamente il 67° dato della nazione e che il miglior RB della squadra ha più yards corse rispetto alle yards passate del miglior QB. I Badgers avevano iniziato la stagione con il senior Bart Houston come QB principale ma lentamente si è ritagliato il suo spazio anche il freshman Alex Hornibrook, titolare dalla week 4 fino alla ultima partita di regular season, quando si è infortunato con Minnesota ed ha potuto giocare molto poco nel Championship, di nuovo a favore di Houston. Questo dualismo ha permesso ai Badgers di mettere in difficoltà molte difese, aiutati anche dalla ottima stagione del RB Corey Clement (foto), giocatore sfortunato che finalmente è riuscito ad avere la sua stagione: riserva di James White e Melvin Gordon nel 2013 e nel 2014 (anno in cui quest’ultimo superò le 2500 yards corse), nel 2015 era atteso alla breakout season ma infortuni a raffica gli fecero perdere quasi tutta la stagione. Finalmente recuperato, Clement ha giocato tutte le partite tranne una, superando le 100 yards corse in 8 partite e finendo con 1304 yards e 14 TD.

Non si può dire che Western Michigan non abbia giocato un football efficacissimo e spettacolare per tutta la stagione, ma il basso livello degli avversari non è un punto di domanda da poco: senza dubbio la difesa di Wisconsin che va ad affrontare in questa partita è la migliore, by far, di tutta la stagione, e la difesa on ha mai affrontato giocatori come Clement. Ma può il cugino campagnolo riuscire ad avere la meglio del cugino di città? I Broncos partono da sfavoriti, molto a ragione per chi scrive, e solo articolari pieghe degli eventi potrebbero portare a un esito diverso.

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Andrea Cornaglia, classe '86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un'imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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