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– OKLAHOMA SOONERS

Non si può dire che ci si aspettasse I Sooners a questo punto della stagione ancora in corsa per I playoff. O meglio, ce li si aspettava ad agosto e non dopo le prime tre settimane da incubo, chiuse con un record di 1-2. Da lì in poi, però, Oklahoma ha trovato la sua strada tra infortuni e sospensioni ed a partire dalla sfida contro TCU ha iniziato un filotto di 8 vittorie consecutive, culminate nella vittoria contro West Virginia, 56-28. E questa vittoria è arrivata con la classica arma dei Sooners, cioè la coppia di RB più dominante della nazione, quella composta da Samaje Perine e Joe Mixon, i quali hanno chiuso con 307 yards e 3 TD a cui si uniscono i due su corsa e i due su passaggio del QB Baker Mayfield, il quale ha avuto bisogno solamente di una prestazione da 9/15 per 169 yards per completare l’opera. Se su Perine, junior, non c’erano dubbi nonostante le quasi 4 partite saltate per infortunio, è interessante notare la crescita di Mixon, sophomore della California, il quale viaggia a quasi 7 yards di media per portata ed è una minaccia tangibile anche fuori dal backfield, essendo con 430 yards il secondo ricevitore della squadra. Se Perine avrà velleità di draft certamente i Sooners hanno il futuro già in casa. L’ultima sfida di regular season vedrà Oklahoma affrontare in casa i rivali di Oklahoma State, che con un record di 7-1 hanno la possibilità di conquistare la Big12 in caso di vittoria proprio a danno dei Sooners.

– COLORADO BUFFALOES

The rise is real, l’ascesa è reale, davvero. Era dal 2001 che i Buffaloes non ottenevano 9 vittorie e dall’ingresso in PAC 12 datato 2011 il meglio era stato 4. Quando ad inizio stagione l’HC Mike McIntyre parlava di grandi prospettive e di possibilità di andarsi a giocare il Championship della conference non molti davano credito alle sue affermazioni ma con l’andare della stagione i ragazzi di Boulder hanno saputo smentire gli scettici, conquistare tante vittorie (e togliersi anche tanti sassolini dalle scarpe dopo le scoppole degli anni passati) e ritrovarsi incredibilmente in lotta seria per un posto ai playoff. La vittoria contro Washington State, 38-24, ha messo in mostra una squadra solida, capace di non disunirsi di fronte allo svantaggio (Luke Falk è a prescindere un QB di calibro superiore e lo ha dimostrato) ed offrire un secondo tempo di grande qualità. La difesa si è comportata molto bene ma il merito maggiore va al QB Sefo Liufau, uno dei primi recruit della gestione McIntyre, capace di rovesciare la partita con una prestazione da 27/41 per 345 yards e 108 yards e 3 TD corsi. Il Championship è a un solo piccolo passo: basta vincere sabato con Utah (ormai fuori dai playoff) per arrivare a ciò che coach McIntyre aveva pronosticato. In caso di sconfitta, invece, tutto sarà perduto: USC ha già finito il suo calendario di conference con un record di 7-2 e la vittoria nello scontro diretto ed aspetta una sconfitta dei Buffs contro gli tes per scippare loro il posto.

– KANSAS JAYHAWKS

Cos’abbiamo qui? Un’altra vittoria di Kansas? Contro Texas? OMG! Pensare al football del 1938 è un esercizio di stile considerevole ed è in quell’anno in cui troviamo l’ultimo successo fino a questa settimana dei Jayhawks sui Longhorns, 19-18. Dopo 78 anni, quindi, Kansas è riuscita ad imporsi, 24-21 in OT, sui più quotati avversari in una prova di grande personalità, recuperando nell’ultimo quarto di gioco un divario di 11 punti grazie a un TD, una conversione da 2 punti e un FG allo scadere del K Matthew Wyman, lo stesso che nel supplemenetare capitalizzerà l’intercetto del QB di Texas Shane Buechele (il terzo di giornata, pessima la sua partita) e porterà a casa la partita. Per i Longhorns è da segnalare l’ennesima prestazione monstre del RB D’Onta Doreman (250 yards e 2 TD per lui, con totali stagionali rispettivamente a 1863 e 15) ed un record ora di 5-6, con la necessità di vincere sabato contro TCU per avere la certezza di un Bowl. Per contro Kansas si gode una delle rare soddisfazioni delle ultime stagioni (divellendo un goal post ma questo è un altro discorso) e si prepara alla sfida contro Kansas State con un po’ di ottimismo in più.

 

WORST

– LOUISVILLE CARDINALS

Una contender ai playoff in meno: i Cardinals perdono a Houston contro i Cougars e abbandonano le speranze di finire tra le prime 4 della nazione in contemporanea alla vittoria di Clemson contro Wake Forest, vittoria che manda i Tigers al Championship della ACC. Forse demotivati dal non essere riusciti a stare davanti a Clemson nel ranking del comitato nonostante questi ultimi abbiano perso la scorsa settimana contro Pittsburgh i Cardinals sono apparsi spenti ed anche il loro QB, Lamar Jackson, non è riuscito ad incidere, chiudendo con poco più di 200 yards passate e 33 yards corse in 25 portate. La partita era già segnata dopo i primi due quarti, chiusi sul 31-0 per i padroni di casa, guidati in attacco da un finalmente sano ed incisivo Duke Catalon (3 TD totali per lui) ed in difesa dal LB Steven Taylor (14 tackles e 2.5 sacks per lui). Per Louisville la settimana entrante offre la Governor’s Cup, la sfida contro la rivale Kentucky, un’ultima partita senza particolari motivazioni in attesa di vedere in che Bowl saranno inseriti.

– UTAH UTES

La carta è un concetto molto interessante perché sulla carta si fanno un sacco di cose. Poi però c’è la realtà. Sulla carta Utah aveva l’impegno più facile di tutto il suo fine calendario, una sfida casalinga contro una Oregon matematicamente fuori anche dai Bowl, insomma una tranquilla partita per continuare a mantenere il destino nelle proprie mani e giocarsi PAC12 South con relativo ingresso al Championship nella settimana entrante contro Colorado. Ed invece, per la gioia dei tifosi Buffaloes, gli Utes compiono il suicisio perfetto e perdono dai Ducks con un TD a due minuti dalla fine, 30-28 il punteggio. L’ultimo quarto della sfida è stato di una bellezza stordente, 5 TD equivalenti a 5 cambiamenti di leadership (c’è anche stato un orribile fumble su ritorno di punt che concorre per il premio di TD più stupido della stagione, ma tant’è) fino all’ultima perla, una ricezione da 17 yards di Darren Carrington II per il terzo TD pass di Justin Herbert, il QB di Oregon. Utah così si prepara senza più ambizioni alla ultima partita di regular season. Chissà se si impegnerà o lascerà spazio al turnover.

– MICHIGAN STATE E SAN DIEGO STATE

Sei sotto nel punteggio di 7, segni un TD che probabilmente vuol dire pareggio ed overtime con l’extrapoint, e vai con la conversione da 2 punti? Allora ti meriti di perdere, tié. Questo destino accomuna Spartans ed Aztecs, i quali nelle rispettive contro Oho State e Wyoming avevano trovato il modo di raggiungere un eventuale pareggio (questi ultimi addirittura a tempo scaduto) ma hanno deciso di correre un rischio che non è pagato. Chissà come devono essere contente Michigan e Boise State, che vedono le loro avversarie portare a casa queste vittorie…

Post By Cern (148 Posts)

Andrea Cornaglia, classe '86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un'imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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