Perdono un pezzo le Independent, ed è un pezzo che fa rumore: Navy ha deciso di raggiungere la AAC, lasciando solamente più Notre Dame, BYU e Army nel gruppo delle squadre non facenti parte di nessuna conference. Le prime due sono due programmi che puntano in alto mentre la squadra dell’esercito è alle prese con perduranti problemi di ricostruzione.

NOTRE DAME FIGHTING IRISH

South Bend

South Bend, Indiana

Fino a metà ottobre la stagione degli Irish era splendida, con un record di 6-0 (e vittorie contro Michigan e Stanford, per dire) ed una ottima quinta posizione nei ranking nazionali: a quel punto è però arrivata la tirata sconfitta contro Florida State in rimonta e da quel punto qualcosa si è rotto. Già la vittoria contro Navy aveva creato qualche dubbio sulla difesa, poi collassata nelle ultime 4 sconfitte, tra cui un’asfaltata storica (49-14) da parte di USC. Panacea della stagione è stata, infine, la vittoria del Music City Bowl contro LSU, 31-28.

Everett Golson aveva ancora un anno di eleggibilità per giocare dopo la sua laurea ed ha optato per rimpiazzare Jameis Winston a Florida State: al suo posto ci sarà Malik Zaire, junior che si è ben comportato nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa nella scorsa stagione e che può vantare un maggior atletismo ed una maggiore propensione alla corsa del suo predecessore. Il reparto offensivo perde pochissimi pezzi e si ripresenta molto competitivo: solamente la linea offensiva perde un paio di elementi importanti ma c’è una tale profondità derivante dal recruit che i rimpiazzi dovrebbero essere oltremodo all’altezza.

Dall’altro lato della palla ci sono stati diversi problemi, nonostante il talento che gli Irish possono storicamente vantare, anche a causa degli infortuni che a più riprese hanno colpito anche i giocatori più rappresentativi del reparto. In ogni caso non c’è un singolo atleta di un certo livello che abbia finito la sua eleggibilità e quindi il gruppo si ripresenta con un anno in più di esperienza: qui i miglioramenti sono richiesti. Anche la partenza del tuttofare Kyle Brindza (K e P) porta alla ricerca di nuove forze per gli special team.

8 squadre tra le prime 50 della nazione più una Texas che tende a migliorare: se c’è un modo per capire se Zaire e gli Irish sono una squadra di alto livello basterà seguirli ogni singola settimana, nel loro percorso che li porta ad affrontare moltissimi top team. Il sistema è buono, i playmaker sono tutti di ritorno, quindi potrebbero arrivare almeno 8-9 vittorie.

BYU COUGARS

Provo, Utah

Provo, Utah

C’è uno spartiacque chiaro nel 2014 dei Cougars, che ne ha condizionato tutta la stagione, ci sono stati due periodi ben precisi: c’è il B.I. (Before Injury) e l’A.I. (After Injury). L’infortunio in questione è ovviamente quello di Taysom Hill, il QB che nelle prime 4 partite aveva fatto sfracelli, portando BYU a 4 vittorie consecutive (tra cui un roboante 41-7 contro Texas), rottosi una gamba nella sfida contro Utah State; prima che il suo backup, Christian Stewart, trovasse il bandolo della matassa, erano già arrivate quattro sconfitte consecutive, seguite a loro volta da altre quattro vittorie consecutive prima della sconfitta contro Memphis nel Miami Beach Bowl.

E sarà ancora Hill lo zenit ed il nadir dei Cougars: la riabilitazione è andata bene e il QB sarà al suo posto dietro il centro alla week 1. Alle sue spalle attenzione però a Tanner Mangum, un recruit 4 stelle del 2013 che, dopo due anni in missione (tipica di questo college mormone), torna per la sua stagione da freshman. Il reparto offensivo non perde grossi nomi ed i principali protagonisti in tutti i settori tornano: è questo il caso, tra gli altri, di tre quinti della linea offensiva, del RB Jamaal Williams e dei WR Mitch Mathews e Mitchell Juergens.

Il reparto difensivo è stato, invece, piuttosto particolare, tanto efficiente sulle corse quanto permissivo sui passaggi. Questo trend rischia di continuare in quanto BYU perde in un solo colpo 5 dei migliori 7 back e si dovrà affidare a facce nuove per accompagnare degnamente la S Michael Davis. Davanti a loro poche partenze per un front 7 che vede il DE spostato a LB Bronson Kaufusi come principale talento. Sarà un problema anche sostituire il punter Scott Arellano, uno dei migliori della nazione nel ruolo.

Nebraska, UCLA, Boise State, Michigan, Cincinnati, Missouri e Utah State in una sola stagione scoraggerebbero chiunque ma questo è quanto tocca a BYU in questo 2015: sarà molto interessante vedere come i Cougars usciranno da questo difficile schema ma se saranno in grado di ripetere le 8 vittorie della scorsa stagione sicuramente ciò non sarà considerato una débacle.

ARMY WEST POINT

West Point, NY

West Point, New York

Se si potesse stendere un velo peloso (cit.) sull’ultima stagione di Army, molti da quelle parti lo farebbero volentieri: sono arrivate 4 vittorie, a volte anche contro squadre discrete (Buffalo e Ball State) ma anche tristi sconfitte come quella contro Yale. Ed il tutto accade con le altre due accademie (Navy ed Air Force) in buonissimi momenti della loro storia, tanto per girare ancor di più il coltello nella piaga. Il 2015 porta anche in dote un nuovo nome (West Point al posto di Black Knights), un nuovo logo e nuove divise: bastasse solo quello…

Per una squadra che utilizza profondamente la triple option (quella più pura, fatta quasi esclusivamente di corse: Army infatti in tutta la stagione ha tentato solo 105 passaggi, quelli che Washington State fa in meno di due partite per intendersi) perdere  5 dei migliori 7 RB non è propriamente il miglior viatico. Il RB con più portate potrebbe quindi essere Matt Giachinta, il quale potrebbe affiancare nel backfield il quarterback, sia esso A.J. Schurr o uno dei più giovani backup. Anche la linea perde molti pezzi ma molti altri giocatori hanno esperienza da starter e dovrebbero effettuare quasi senza problemi la transizione.

Anche la difesa è alle prese con diversi problemi, un po’ cronici, dettati dalla carenza di giocatori pesanti in tutti i reparti (250-260 libbre il peso medio della linea, quando quasi tutte le squadre hanno almeno un paio di giocatori che superano le 300) e partenze importanti. Due nomi, però, fanno ben sperare: i LB Jeremy Timpf e Andrew King sono stati i due giocatori più produttivi in termini di TFL e sack ed entrambi sono ancora junior.

Non essendo legato ad una conference, il calendario Army è variegato: dai due team FCS (Fordham e Bucknell) a sfide molto impegnative (Penn State, Duke e le due accademie in particolare). L’impressione è che non sia ancora questo l’anno giusto per un balzo avanti, in particolare se le difficoltà dell’attacco rimarranno sempre quelle viste nelle ultime annate: ripetere, dunque, le 4 vittorie dello scorso anno e magari aggiungerne una potrebbe essere realistico.

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Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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