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Sunbelt_ConferencePreda di cambiamenti radicali, la Sun Belt si presenta al via senza Middle Tennessee, North Texas, Florida International e Florida Atlantic, tutte emigrate in C-USA. Al loro posto sono arrivate Texas State (dalla WAC) e Georgia State (dalla Division I-AA), che portano il totale di squadre a 8.

Giova ricordare che nel 2014 New Mexico State e Idaho (indipendenti) diventeranno membri della conference mentre Western Kentucky si unirà alla C-USA. In più, sempre nel 2014, Appalachian State e Georgia Southern faranno il grande passo con relativo approdo al sistema FBS.

Fra tutti questi trasferimenti pare regnare l’equilibrio tra le università rimaste: le tre che paiono più competitive per conquistare lo scettro potrebbero essere Louisiana Lafayette, Louisiana Monroe e Western Kentucky, con Arkansas State e Troy leggermente distanziate.

Texas State e South Alabama avranno con ogni probabilità poche gioie mentre per Georgia State l’approdo tra i grandi potrebbe significare una serie di batoste non da poco. In bocca al lupo, comunque.

LOUISIANA MONROE WARHAWKS

louisianamonroe“The shock in Little Rock” è stato l’apice della stagione di ULM, ma allo stesso tempo solo una delle perle di una ottima stagione, data dalle sconfitte di minima misura contro Oregon e Auburn, la vittoria in casa di Florida International e la prima storica partecipazione ad un Bowl (seppur con pesante annessa legnata da Ohio).

Il ritorno di quasi tutti i titolari, tra cui i migliori escluso il WR Brent Leonard, porta nuova consapevolezza dei propri mezzi, e una conference non proprio complicata potrebbe portare in dono una seconda buona stagione.

Protetto da 4 dei  5 OL del 2012, Kolton Browning sarà ancora l’arma totale dei Warhawks, dall’alto della sua capacità di muovere palla sia con le mani che con le gambe: molto passa dalla sua intesa con il WR Je’Ron Hamm e dalla capacità del RB Jyruss Edwards di aumentare il proprio rendimento.

In Louisiana però, è inutile negarlo, pregano che sia Browning a restare sano: le uniche due sconfitte di conference sono infatti arrivate contro Lousiana Lafayette ed Arkansas State, quando il numero 15 era infortunato.

Problemi di infortuni ha subito anche la difesa, che ha perso per infortunio nel 2012 i tre giocatori più rappresentativi, come il DB Mitch Lane, il B Cameron Blakes e il DE Kentarius Caldwell. Importanti però sono stati i rendimenti della S Cordero Smith e del LB Ray Stovall: unendo tutti i pezzi si ottiene una difesa capace di dire la sua con continuità.

Diverso invece il discorso per gli special teams, con un kicker/punter di poca affidabilità (Rashon Ceaser) e un parco di ritornatori poco esperti. La sfida dell’ultima giornata, in trasferta, a Louisiana Lafayette potrebbe essere la sfida che deciderà la conference, mentre le sfide ad Oklahoma ed Oregon paiono, al solito, fuori portata: 8-9 vittorie mi sembrano un buon obiettivo per la truppa di coach Todd Berry.

LOUISIANA-LAFAYETTE RAGIN’ CAJUNS

Louisiana_Lafayette_Ragin_Cajuns02Un’inopinata sconfitta contro North Texas e quella più preventivata nello scontro diretto contro Arkansas State hanno impedito ai Ragin’ Cajuns di vincere la Conference nel 2012, ma non un importantissimo New Orleans Bowl contro East Carolina: come per i cugini statali, il ritorno in forze di buona parte dell’attacco ed importanti recruit in difesa possono essere viatico per un’altra stagione ad alti livelli.

La stagione non era iniziata ottimamente però per Lafayette, con il QB titolare Blaine Gautier colpito da un infortunio dopo sole quattro giornate: quello che doveva però essere colpo mortale si è rivelato salvezza, in quanto ha permesso la fragorosa esplosione di Terrance Broadway, dual threat QB, transfer da Houston, che nelle restanti partite stagionali si è rivelato inarrestabile, come dimostrano le oltre 3600 yards offensive totali (record scolastico).

Al suo fianco hanno lavorato molto bene, e si prevedono ancora come indispensabili, il RB Alonzo Harris ed un gruppo di WR forse senza una stella comprovata ma dalla sicura affidabilità, il tutto condito da una linea offensiva che vede il C Andre Huval come perno e leader indiscusso.

Di fronte ad un attacco capace di segnare a ripetizione, la difesa ha avuto dei seri problemi, in particolare sui passaggi, per colpa principalmente di una secondaria che non ha saputo gestire neanche gli attacchi più semplici (20 o più punti subiti in 11 delle 13 sfide dello scorso anno): per questo motivo si è intervenuti pesantemente in sede di reclutamento, con la firma di 5 defensive backs, tra cui Troy McCollum, CB soffiato ad una pletora di squadre anche dal blasone più alto, e la S Simeon Thomas, con la speranza di un miglioramento immediato.

Davanti a loro, l’esperienza di macchine da tackle come il DL Christian Ringo ed il LB Justin Anderson garantiscono buona copertura sulle corse e discreta pass rush. La partenza di Brett Baer (punter/kicker laureatosi con la più alta percentuale di FG a segno di tutta la NCAA di ogni era, 90%) crea un vuoto di difficile riempimento: ci proveranno il punter Daniel Cadona (australiano che non aveva mai indossato le protezioni prima degli spring trainings) e il kicker Stephen Brauchle con Darryl Surgent come principale ritornatore.

Dando per scontato un record di 3-2 fuori dalla conference e prevedendo una sconfitta fra le due trasferte a Western Kentucky ed Arkansas State, il record pare possa essere simille a quello dei Warhawks, con cui si deciderà tutto alla penultima. Il rischio è quello di un arrivo affollato in testa a dicembre.

WESTERN KENTUCKY HILLTOPPERS

wkuMolta curiosità c’è attorno all’università di Bowling Green, reduce dalla miglior stagione della sua storia e dalla prima partecipazione ad un Bowl (seppur perso), anche e soprattutto per l’ingaggio di coach Bobby Petrino: l’ex allenatore di Arkansas, caduto in disgrazia per alcune problematiche extra football, ha tutte le carte in regola per rilanciarsi con la collaborazione di una squadra dal buon potenziale.

L’arrivo di Petrino, noto da dicembre, ha anche influito positivamente sul recruit, che ha contato 33 firme, tra cui quella dell’OT Joe Fennell, uno dei migliori trenta della nazione secondo gli scout. Brandon Doughty sarà con ogni probabilità il QB titolare alla week 1, nonostante una discreta competizione interna, ma molto passerà attraverso il talento del RB Antonio Andrews, capace di mettere in piedi più di 3.000 yards offensive fra corsa, ricezioni e ritorni nel 2012 (secondo nella storia dietro solo a Barry Sanders), e del TE Tyler Higbee, atletico e con ottima ricezione: contata l’importanza del ruolo per gli schemi di Petrino, la crescita e l’impatto di quest’ultimo devono essere alti.

La difesa, confermata nello schema 4-3 piuttosto rigido, vede la perdita di tutto il fronte dei DL e i giocatori rimasti sono stati starter, in tutto , solamente in quattro occasioni: sarà compito dei LB, ed in particolare di Andrew Jackson, capace di più di 100 tackles nelle ultime due stagioni ed eletto nel miglior team della conference, cercare di far maturare in fretta la linea difensiva.

Altro all-conference è la FS Jonathan Dowling che, in coppia con un altro buon giocatore come la SS Kiante Young, dovrà limitare la produzione offensiva avversaria, a volte troppo grande per ambire a traguardi seri.

Il calendario non offre grandi difficoltà agli Hilltoppers, a parte la sfida contro Tennessee: questa sarà una sconfitta quasi sicura, e un’altra L arriverà in media contro Navy o LA-Monroe. Se tutto, però, girerà nel modo corretto, una stagione da 10W potrebbe essere dietro l’angolo.

LE ALTRE

ARKANSAS STATE RED WOLVES: la mia non vuole essere una mancanza di rispetto verso i due volte campioni in carica, ma tutto sembra indicare un anno di transizione per l’università di Jonesboro, con un nuovo allenatore (Bryan Harsin), un nuovo inesperto QB al posto di Ryan Aplin ed un calendario che li vede affrontare le dirette concorrenti quasi solamente in trasferta. Scontri extra conference più facili garantiscono un buon record, ma il ripetersi per la terza volta pare complicato.

TROY TROJANS: con soli 9 giocatori di ritorno (e solo tre in attacco), i Trojans si apprestano ad una stagione difficile, in cui si potrà probabilmente mettere in luce il WR Eric Thomas. Il calendario è, tutto sommato facile, e cinque vittorie complessive potrebbero arrivare.

TEXAS STATE BOBCATS: il grande upset, 30-13, ai danni di Houston la scorsa stagione è stata una delle pochissime soddisfazioni arrivate in casa Bobcats: il talento pare in aumento, nonostante le perdite di QB e RB titolari, e con un po’ di fortuna si può sognare un record in pareggio.

SOUTH ALABAMA JAGUARS: nonostante un record negativo sia probabile, il fatto di avere 18 giocatori di ritorno potrebbe essere una buona ragione per evitare le tante scoppole subite lo scorso anno. Un calendario extra conference molto complicato (Navy, Tennessee, Kent State) blocca però ogni volo pindarico.

GEORGIA STATE PANTHERS: i novellini entrano in Sun Belt con tante speranze ed alcuni buoni giocatori, come il WR Albert Wilson. La speranza dettata dalle sfide contro Samford, Chattanooga e Jacksonville State è quella di uscire a fine stagione con un paio di W.

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Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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