Brandon Weeden ed i Cowboys hanno solo Oklahoma da battere per giocare la finale nazionale.

La Week 11 ha cambiato molte cose nella corsa alla BCS: la netta sconfitta di Stanford contro Oregon manderà i Cardinal al Fiesta Bowl, liberando il Rose Bowl per i Ducks che sono ora i legittimi favoriti al titolo di Pac-12.

L’inopinata sconfitta rimediata da Boise State sul Blue Turf dopo 65 vittorie casalinghe di fila (i Broncos non perdevano tra le mure amiche dal 2001), invece, offrirà probabilmente agli imbattuti Houston Cougars (numero 11 del BCS ranking) un posto nel Sugar Bowl.

BCS National Championsip Game (January 9, New Orleans, Louisiana Superdome): Lsu vs Oklahoma State
Tutto invariato per la corsa al titolo nazionale: LSU e Oklahoma State sono sempre padrone del proprio destino e solo perdendo possono vedersi sbarrato l’accesso in finale. Per i Tigers l’ostacolo è l’ultima di regular season con Arkansas (25 novembre), i Cowboys invece sono attesi dallo scontro fratricida del Bedlam Game in cui dovranno vedersela con i rivali statali di Oklahoma (3 dicembre). Proprio i Sooners, con Alabama e Oregon, sono pronti a sperare in caso di stravolgimenti.

Rose Bowl (January 2, Pasadena, Rose Bowl Stadium): Wisconsin vs Oregon
Per il posto che spetta alla vincente della Big Ten continua ad esserci preferenza per Wisconsin: i Badgers ospiteranno Penn State il 26 novembre e battendo i Nittany Lions si garantirebbero l’accesso alla finale di conference, dove ad attenderli ci saranno con ogni probabilità gli Spartans (Michigan State è avanti nella Big Ten Legends e ha due sfide ampiamente alla portata con Indiana e Northwestern). Tutto stravolto, invece, per il posto della Pacific 12: Oregon ha ribaltato la situazione andando a vincere in casa di Stanford e ora ai Ducks basta una vittoria contro USC o Oregon State per assicurarsi il titolo di division e il diritto di giocarsi il titolo di conference contro UCLA o Arizona State, con cui partirebbero in ogni caso con tutti i favori del pronostico.

Fiesta Bowl (January 2, Glendale, University Of Phoenix Stadium): Oklahoma vs Stanford
Oklahoma vede confermato il suo posto nel Fiesta Bowl, ma può covare qualche speranza di andare alla finale nazionale se sarà in grado di battere Oklahoma State nel Bedlam Game che si preannuncia come uno dei più infuocati di sempre. Dall’altra parte non ci sarà invece Boise State, che è quasi tagliata fuori dalla corsa alla MWC e dovrà quindi accontentarsi di un Bowl minore: a Glendale a scendere in campo saranno probabilmente gli Stanford Cardinals, “scalzati” dal Rose Bowl dopo aver perso la sfida decisiva di conference contro Oregon.

Sugar Bowl (January 3, New Orleans, Louisiana Superdome): Alabama vs Houston
A fronteggiare i Crimson Tide a New Orleans, probabilmente, ci saranno i sorprendenti Houston Cougars di Case Keenum, il quarterback che sta riscrivendo tutti i record della NCAA. Houston può qualificarsi se vince la Conference Usa e arriva tra le prime 12 posizioni del ranking: deve quindi restare imbattuta e battere SMU e Tulsa nelle ultime due partite di regular season, prima di giocarsi il titolo di conference contro Southern Miss. Se riuscirà nell’intento, sarà la prima squadra proveniente dalla C-Usa a raggiungere la BCS.

Orange Bowl (January 4, Miami, Sun Life Stadium): Clemson vs Cincinnati
Tutto invariato per l’Orange Bowl, nonostante la sconfitta dei Bearcats contro West Virginia: Cincinnati avrà la certezza di vincere la Big East e di guadagnarsi un posto al Sun Life Stadium di Miami se riuscirà a battere Rutgers, Syracuse e Connecticut nelle ultime due gare in schedule. Clemson è sempre più vicina alla finale della ACC in cui è attesa dal favore del pronostico nella probabile sfida con Virginia Tech, già battuta nettamente 23-3 lo scorso 1 ottobre (peraltro a domicilio).

Post By Andrea S. (29 Posts)

Amando lo sport da sempre, non poteva non lasciarsi contagiare anche dagli sport americani, finiti poi per diventare l’argomento della sua tesi di Dottorato («Eccezionale quel baseball! L’origine dell’isolazionismo americano negli sport»). Segue ogni giorno quello che succede negli sport made in USA: li guarda, li studia e ne scrive e ne racconta come può.

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