Secondo appuntamento con la Southeastern Conference, dominante nel college football da cinque stagioni e vincitrice del titolo nazionale negl’ultimi due anni proprio con due team della West Division, gli Alabama Crimson Tide di Nick Saban, imbattibili nella stagione 2009, e gli Auburn Tigers di Gene Chizik, freschi detentori del BCS Championship, dopo l’affermazione su Oregon che ha portato nuovamente lo stato dell’Alabama in vetta alla nazione.

Una vittoria che sarà quasi impossibile ripetere viste le grandi perdite che hanno segnato l’offseason dei Tigers, che saranno probabilmente costretti a passare il testimone, magari proprio agli omonimi di Louisiana State, dove Les Miles pare aver nuovamente costruito una squadra da titolo, nel tentativo di bissare il successo del 2007; tra tanti campioni cercano invece di restare a galla e conquistarsi un po’ di gloria in quella che sta diventando la conference più competitiva della NCAA, gli Arkansas Razorbacks, che hanno salutato la loro stella Ryan Mallett, i Mississippi State Bulldogs, in grande crescita sotto l’egida guida di Dan Mullen, e gli Ole Miss Rebels, reduci dalla prima delusione della Houston Nutt Era, incappato in una stagione perdente dopo due anni con 9 vittorie.

 

LOUISIANA STATE TIGERS

Les Miles è deciso ad andare nuovamente fino in fondo, sa che può farcela, e sa di avere un team che nonostante la perdita di un playmaker del calibro di Patrick Peterson può puntare in alto, grazie anche ad un roster completo che non sembra mostrare grossi need, se non nella posizione di quarterback, dove continua ad esserci più di un dubbio sulla reale consistenza di Jordan Jefferson, senior che negl’anni è riuscito a conquistarsi il posto sul campo superando la concorrenza del suo backup Jarrett Lee, ma che non ha mai del tutto convinto, destando qualche preoccupazione di troppo al coaching staff.

Zac Mettenberger, nuovo talentuoso QB di Lousiana State

Nell’ultima stagione il numero 9 ha dato prova di grande maturità, completando per 1,411 yards, 10 touchdowns, 7 intercetti, e correndo per 450 yds e 7 TD, ma durante l’offseason è caduto vittima dei soliti errori, giocando male durante gli spring game e mostrando quella poca voglia di impegnarsi che già in passato gli è costata il posto di starter all’interno dell’attacco dei Tigers; un posto che ora è ancor più minacciato dal nuovo arrivato a Baton Rouge, Zac Mettenberger, tipico quarterback da pro-style offense che dopo aver guidato il Butler Community College al Championship della NJCAA si è guadagnato il titolo di miglior prospetto proveniente da uno Junior College durante il recruiting.

Prospetto che Miles non si è fatto pregare per portare in Louisiana, sollecitato anche dalle richieste del nuovo offensive coordinator Steve Kragthorpe, deciso a puntare maggiormente sul passing game e quindi, di rimando, su un QB più tradizionale, ragion per cui Mettenberger sta conquistando sempre più terreno nella corsa allo spot di starter, anche perchè a Baton Rouge pare che siano stati chiari, o Jefferson dimostra di aver la maturità necessaria per guidare i Tigers, oppure si cambierà timoniere, anche perchè sarebbe davvero un peccato mortale mandare al rogo tutto il talento presente a roster.

Insomma, è chiaro che LSU intende puntare al Championship, ed è chiaro che per farlo intende utilizzare tutte le sue armi migliori, compreso il nuovo gioco di corse che dovrebbe gravare sulle spalle del sophomore Spencer Ware, già sceso in campo durante la freshman season, che durante l’ultima offseason ha mostrato progressi notevoli, tanto da essere diventato l’indiziato principale per raccogliere il testimone da Stevan Ridley, passato tra i professionisti; la vera forza del running game dei Tigers però potrebbe essere racchiusa più nella qualità della propria depth chart che nelle gambe di un solo uomo, infatti dietro al prodotto di Cincinnati scalpitano Michael Ford, redshirt sophomore autore di 3 TD nella passata stagione, Jakhari Gore, redshirt freshman cugino del runner dei Niners, e uno dei top recruit dell’ultima classe, il prodotto locale Kenny Hillard, nipote dell’ex Saints Dalton che potrebbe già trovare spazio al primo anno a Baton Rouge.

Con un backfield del genere la squadra di Miles può fare davvero male agli avversari, soprattutto se troverà il modo di distrarli con un passing game credibile e in grado di destare preoccupazioni alle difese, che dovrebbero essere impegnate dagli junior Reuben Randle, reduce da una ottima prima stagione da starter chiusa con 544 yards e 3 TD all’attivo, e Russell Shepard, ex quarterback che pare ormai essersi calato alla perfezione nel nuovo ruolo di wide receiver; dietro a loro un buon minutaggio dovrebbero ritagliarselo il sophomore Kadron Boone, già lanciato nella mischia da matricola, e il five-star receiver Jarvis Landry, altro pezzo pregiato dell’ultimo recruiting che sembra possa garantire un impatto immediato.

Apporto che non mancherà quasi sicuramente da parte di DeAngelo Peterson, junior tight end atteso alla breakout season che sembra aver superato la concorrenza del collega Chase Clement, abile bloccatore che potrebbe tornare molto utile ai compagni della offensive line, nella quale sono tornati tutti gli starter, il RT Alex Hurst, il centro P.J. Lonergan, le guardie, entrambe senior, Josh Dworaczyk e Will Blackwell, ad eccezione del left tackle Joe Barksdale, passato tra i professionisti e sostituito dal sophomore Chris Faulk, già partito titolare in due occasioni nella stagione da freshman.

L’esperienza non manca anche in difesa, anche se è in questo reparto che ci sono state le defezioni maggiori, a partire proprio dalla linea, dove sono partiti l’end Drake Nevis e il tackle Lazarus Livingston, che saranno probabilmente sostituiti da due sophomore, Sam Montgomery, 18 tackles e 2.0 sacks nel 2010, e Michael Brockers, con quest’ultimo che potrebbe anche essere incalzato pesantemente dal nuovo arrivato Anthony Johnson, freshman giunto a Baton Rouge con la nomea di secondo defensive tackle della nazione; a guidare questo gruppo di giovani ci penseranno ovviamente i veterani rimasti, lo junior tackle Josh Downs e il senior end Kendrick Adams, 27 placcaggi e 1.5 sacks nell’ultima stagione.

Qualche problema in più sulla mediana, dove tra i linebackers ci sono tanti prospetti in attesa di consacrazione ma manca la certezza su chi troverà maggiore spazio come titolare al fianco del senior Ryan Baker, leading tackler l’anno passato con 87 placcaggi e 7.0 sacks totali; favorito come MLB il redshirt sophomore Kevin Minter, l’incognita più grande riguarda il ruolo di strongside, dove si giocheranno il posto i due senior Stefoin Francois, 37 tackles e 1.0 sack nel 2010, e Karnell Hatcher, spostato a LB dal ruolo di safety, nel quale aveva totalizzato 64 tackles nel corso della passata stagione, per i quali il defensive coordinator John Chavis potrebbe optare per un impiego alternato ed una suddivisione dei ruoli e del minutaggio.

Meno problemi invece per quanto riguarda le secondarie, dove è già stato individuato l’erede di Peterson, ovvero il sophomore Tyrann Mathieu, che dopo averne preso il posto in depth chart ha deciso di acquisirne anche il numero di maglia scambiando il suo vecchio 14 con il 7 che fino all’anno passato era stato indossato dall’attuale giocatore degli Arizona Cardinals; inserito questo giovane dotato di un grandissimo fiuto per l’ovale sulla sideline di destra e confermato l’All-SEC cornerback Morris Clairbone su quella di sinistra, Louisiana State ha blindato nuovamente le secondarie con il ritorno della senior strong safety Brandon Taylor, 44 tackles messi a segno prima dell’infortunio patito contro Alabama che lo ha costretto a chiudere la stagione anticipatamente, e la promozione della sophomore FS Craig Loston, Prep All-American nel 2009 che ha conquistato parecchio terreno durante l’offseason.

Veloce, rapido nelle coperture e abile colpitore, il numero 6 si è fatto preferire all’altro secondo anno Eric Reid, giocatore versatile che probabilmente ricoprirà il ruolo di prima riserva sia per quanto riguarda la posizione di free che quella di strong safety, che potrebbe diventare definitivamente sua nel 2012; volti nuovi anche negli special team, dove lo junior Drew Alleman ha preso il posto dell’ All-American kicker Josh Jasper, e il freshman australiano Brad Wing  ha sostituito Derek Helton nel ruolo di punter.

Solida, completa, pronta ad arrivare fino in fondo, Louisiana State è una squadra che ha le carte in regola per raggiungere il traguardo massimo, e se anche presenta ancora qualche incognita è innegabile che il suo vero valore ci sarà svelato fin dalla prima partita di regular season, quando ad attenderli all’esordio ci saranno i vicecampioni nazionali Oregon Ducks, team con il dente avvelenato per la sconfitta subita a gennaio contro Auburn che venderà carissima la pelle; come carissima, ai ragazzi di Les Miles,  potrebbe costare una sconfitta rimediata alla prima uscita stagionale.

 

ALABAMA CRIMSON TIDE

La sconfitta nel derby contro Auburn nell’ultima settimana della regular season 2010 ha lasciato indubbiamente il segno, e a poco è servita l’affermazione nel Capital One Bowl contro Michigan State che ha impersonato il più classico dei premi di consolazione per una squadra che solo due stagioni fa era salita in vetta alla NCAA mostrando una solidità disarmante e un’estrema facilità nel demolire gli avversari, cosa che si pensava potessero ripetere anche nella passata stagione ma che non è riuscita ai ragazzi di Nick Saban, che da quest’anno dovranno oltretutto fare a meno delle loro tre migliori armi offensive, il QB Greg McElroy, il RB Mark Ingram, il WR Julio Jones, e il palymaker difensivo Marcell Dareus, tutti giocatori importanti e fondamentali per ‘Bama, che ha i numeri per rimanere al vertice ma deve comunque ritrovare l’amalgama.

Trent Richardson, RB, Alabama Crimson Tide

I primi problemi in questo senso riguarderanno sicuramente l’attacco, che in McElroy aveva trovato un quarterback non di certo esaltante ma comunque capace di guidare la squadra alla vittoria e guidarla ottimamente sul campo, e che ora si ritrova praticamente a ripartire da zero, con una position battle che attualmente vede come favorito A.J. McCarron, sophomore che durante l’offseason ha messo su 7 chilogrammi di muscoli e che ha mostrato di possedere mobilità e un buon rilascio, su Philip Sims, talento purissimo che dopo essere stato reshirtato nella sua prima stagione a Tuscaloosa pare avere le carte in regola per giocarsi le sue chanches quest’anno.

Dietro a questi due giovani è da valutare poi la posizione di Blake Sims, runningback che ha già giocato come QB alla high school e che durante le sedute primaverili è stato provato parecchie volte dietro il centro, dove ha impressionato per la grande velocità di esecuzione e l’incredibile impredivibilità che apporta all’attacco vista la sua propensione a cercar di sfondare con le corse e la sua abilità a lanciare in movimento che renderebbe meno prevedibile il gioco dei Tide, improntato suil lanci del quarterback o sulle corse dello straordinario runner junior Trent Richardson, pronto a raccogliere l’eredità di Ingram e, perchè no, a superare i traguardi raggiunti dal nuovo halfback dei Saints.

D’altronde il numero 3 è l’unica grande garanzia rimasta all’attacco che nel 2009 vinse il BCS Championship, e con le sue invenzioni su corsa può mettere tante yards a statistica e tenere sotto costante pressione le difese avversarie, ma l’incognità è se sarà in grado, da solo, di reggere il peso di un backfield che fino all’anno scorso condivideva con quello che era considerato uno dei migliori runningback della nazione, ragion per cui il coaching staff di ‘Bama ha lavorato parecchio sullo sviluppo del sophomore Eddie Lacy, 406 yards e 6 TD nel 2010, e sull’evoluzione del true freshman Demetrius Hart, all-around player che al liceo ha ricoperto con successo i ruoli di RB, wide receiver e kick returner.

Con la crescita dei due talenti si dovrebbe garantire una certa continuità al gioco di corse, che indubbiamente aiuterà parecchio i Tide a risistemare l’attacco aereo, toglienfo un po ‘ di pressione e consentendo al coaching staff di lavorare con una maggiore tranquillità per trovare una nuova quadratura dopo la dipartita di Jones, che dovrebbe essere sostituito dai senior Darius Hanks, 456 yds e 3 touchdowns l’anno passato, e Marquis Maze, 557 yards e 3 TD, i quali avranno il compito di giocarsi lo spot di first receiver davanti ad un promettente gruppo di giovani capitanati da uno dei top recruit 2010, Michael Bowman, fisicatissimo WR già sceso in campo nella stagione da matricole che sarà il fulcro futuro del reparto con DeAndre White e Duron Carter, figlio dell’ex WR dei Vikings Chris Carter, che dopo aver lasciato Ohio State, stesso college frequentato dal padre, per problemi accademici ha scelto di accasarsi ad Alabama, preferendola a Oregon, LSU, Miami ed Auburn, dopo aver ricevuto per 690 yds e 10 TD al Coffeyville Community College.

Già inserito nei giocatori da seguire per l’ambito Biletnikoff Award, il ragazzo di Miami è già stato designato come l’erede naturale di Julio Jones dai fans dei Crimson Tide, che lo attendono tra i protagonisti della stagione 2011, dove risulterà fondamentale anche l’apporto fornito dal tight end Michael Williams, junior che si è rivelato molto abile in fase di bloccaggio ma che può tornare utilissimo nell’endzone avversaria con i suoi 2 metri d’altezza; centimetri che torneranno utili anche sulla linea offensiva, dove il preseason All-American Barrett Jones, RG che dovrebbe prendere il posto di James Carpenter come left tackle, metterà l’esperienza maturata in questi anni a disposizione dei sophomore Anthony Steen, RG, e D.J. Fluker, RT, nuovi innesti in una OL in cui sono tornati anche l’altro junior Chance Warmack, LG, e il senior center William Vlachos.

Innesti previsti anche sulla linea opposta, dove il sophomore Ed Stinson, ottimo nelle apparizioni della scorsa stagione, dove ha messo insieme 14 tackles lavorando benissimo in pass rushing, andrà a coprire il ruolo di defensive end sul lato destro mentre Damion Square, tornato attivamente a roster nella seconda parte del 2010 dopo i problemi ai legamenti che l’hanno allontanato dai campi l’anno precedente, è stato promosso titolare su quello sinistro, al fianco del senior Josh Chapman, nose tackle che sostituirà Dareus al centro, dove dovrebbe trovare spazio anche l’interessantissimo JUCO transfer Jesse Williams, junior che come prestanza fisica e capacità atletiche ricorda molto l’attuale giocatore dei Bills e il suo predecessore Terrence Cody.

Nella posizione di JACK, ruolo ibrido tra defensive end e outside linebacker, dove l’anno passato aveva trovato un buon minutaggio Stinson, spazio al senior Courtney Upshaw, 7.0 sacks e 14.5 tackles for loss nel 2010, che nello schieramento classico dovrebbe affiancarsi nel mezzo a Dont’a Hightower, playmaker difensivo che dopo aver giocato solo una parte del passato torneo a causa di un infortunio al ginocchio si candida a giocare una stagione pazzesca che potrebbe aprirgli le porte della NFL ed entrare nei top prospects del prossimo Draft; reduce da 69 tackles messi a segno, il numero 30 comanderà il reparto linebackers che schiererà sugli esterni il senior Jerrell Harris, sospeso nel 2009 e backup nel 2010, e lo junior Nico Johnson, che dovrebbe giocarsi il ruolo di weakside con il talentuoso sophomore C.J. Mosley, prospetto atletico e veloce con i numeri per giocare parecchi snap nel corso del 2011 e rivelarsi un punto di forza dei Tide.

Una rivelazione che non ha bisogno di inseguire Mark Barron, talento di livello assoluto arrivato all’ultima stagione universitaria pronto a conquistare il Thorpe Award dopo aver guidato la difesa di ‘Bama nello scorso torneo con 75 tackles e 2.0 sacks totali che gli hanno permesso di entrare nel First Team All-SEC; al suo fianco sul profondo lo junior Robert Lester, Second Team All-SEC, occuperà la posizione di FS, mentre sulle sideline il sophomore DeMarcus Millner lotterà con il senior DeQuan Menzie, reduce da una lesione al tendine d’Achille, per emergere sul lato opposto a quello occupato da Dre Kirkpatrick, altro talento atteso alla definitiva consacrazione che potrebbe candidarsi al prossimo Draft nonostante gli rimanga ancora un anno di eleggibilità.

Negli special team il kicker junior Jeremy Shelley, già visto in campo nell’anno da true freshman, prenderà il posto di Leigh Tiffin componendo una delle più giovani coppie della conference con Cody Mandell, sophomore punter che, pur con qualche difficoltà, ha accumulato esperienza nella stagione da matricola. Squadra tosta ed abbastanza solida nonostante le tante perdite a roster, avrà occasione di mostrare di che pasta è fatta già alla quinta settimana di regular season, quando affronterà la delicatissima trasferta di Florida; se passa indenne la sfida contro i Gators, Alabama acquisirà probabilmente maggiore fiducia in se stessa e si giocherà il tutto per tutto nel mese di Novembre, che aprirà il 5 contro LSU e chiuderà il 26 nel rematch con Auburn.

 

ARKANSAS RAZORBACKS

Solitamente una squadra che perde un quarterback del calibro di Ryan Mallett si trova a dover rifondare e a partire quasi da zero, costretta a passare attraverso un anno di transizione per cercare di trovare una nuova quadratura, ma nel caso del team allenato da Bobby Petrino non è così, perchè dopo aver perso una stella dal valore assoluto si è trovato a roster due giocatori in grado di non farla rimpiangere, e addirittura uno di questi, se sottoposto alle sue cure, in grado di ripercorrerne le gesta e contribuire a mantenere altissimo il range dei Razorbacks, da anni al top della nazione.

Knile Davis, RB, Arkansas Razorbacks

Tyler Wilson, junior quarterback che l’anno passato si è messo in bellissima mostra nel match contro Auburn, quando sostituì proprio il numero 15 lanciando per 332 yards e 4 touchdowns, sembra proprio avere i numeri per non far pensare troppo a quello che si è appena perso, anche perchè il suo curriculum parla chiaro, anzi chiarissimo, tre volte campione dello stato in Arkansas ha chiuso il liceo da top player completando la stagione da senior con 4,000 yards e 42 TD all’attivo, numeri che dimostrano la bontà del prodotto e che lo rendono l’ideale per il dopo Mallett, soprattutto se Petrino riuscirà a svolgere il solito straordinario lavoro che fa solitamente con i quarterback.

Più mobile del suo predecessore, il numero 8 deve comunque guardarsi dalla concorrenza del redshirt freshman Jacoby Walker, ragazzo da molti accostato a Michael Vick che potrebbe aggiungere un po’ di pepe ad un attacco solitamente statico e decisamente pass oriented; costante che dovrà cambiare sicuramente quest’anno, visto che l’altra, per ora ancora presunta perchè in crescita, stella sopra citata è il runningback Knile Davis, junior che l’anno passato ha corso per 1,322 yards e 13 touchdowns, alternandosi alla perfezione con il potente Ronnie Wingo Jr., che ha fornito un contributo importante nei terzi down e nelle azioni di sfondamento.

I due junior, insieme, promettono di diventare una delle coppie più esplosive del college football e aiutare non poco un reparto ricevitori che ora deve trovare un certo amalgama con il nuovo quarterback titolare, a cominciare dal senior Joe Adams, receiver rapido e atletico che dopo aver totalizzato 813 yards e 6 TD nella passata stagione ha conquistato una nomina nel First Team All-SEC, e che dovrebbe affiancare in depth chart il più fisico Greg Childs, altro giocatore all’ultimo anno che ha completato 46 ricezioni per 659 yds e 6 touchdowns che sembra avere le qualità per diventare il nuovo leading receiver dei Razorbacks.

Wilson dovrà inoltre dimostrare di saper servire un po’ tutti i target come faceva Mallett, perchè il materiale complessivo a disposizione sembra davvero molto buono e nonostante la perdita dell’ottimo tight end D.J. Williams, vincitore del Mackey Award, dovrà darsi parecchio da fare per accontentare tutti, a partire dal nuovo titolare Chris Gragg, junior con 171 yds e 2 TD all’attivo nel 2010, fino agli altri receiver, molto validi, come il senior Jarious Wright, 788 yards e 5 segnature, e lo junior Coby Hamilton, velocissimo sprinter della squadra di atletica che si è già ritagliato un buono spazio nel corso della passata stagione.

Sulla linea offensiva il vuoto lasciato dal LT DeMarcus Love è quello che desta le maggiori preoccupazioni; per sostituirlo a Fayetteville stanno pensando se dare fin da subito spazio al sophomore Anthony Oden o se partire con il più esperto senior Grant Freeman, più o meno lo stesso dubbio che attanaglia il coaching staff sull’altro lato, dove l’indecisione riguarda il true freshman Brey Cook, top recruit del team, e il JUCO transfer Jason Peacock. Comunque vada, i tackle esterni saranno due volti nuovi, idem per la left guard dove dovrebbe essere lanciato il senior Grant Cook, già utilizzato in rotazione l’anno passato, mentre rimangono invariati e confermati gli starter nella posizione di centro e RG, ovvero i sophomore Travis Swanson, positivissimo nell’anno da freshman, e  Alvin Bailey, miglior run blocker di Arkansas.

Nella defensive line il talento da seguire con attenzione è quello dell’end Jake Bequette, ottimo pass rusher che ha guidato il team con 7.5 sacks e 8.0 tackles for loss nello scorso torneo, che forma una coppia piuttosto affiatata con lo junior Tenarius Wright, giocatore che ha un passato da linebacker e che si è riciclato ottimamente come lineman tanto da poter essere utilizzato, al pari del collega, come OLB nelle situazioni in cui la difesa utilizza la 3-4; schema che può avere una certa efficacia visto il muro difensivo centrale formato dai pesanti DeQuinta Jones, junior di 198 centimetri per 140 chili, e Bryan Jones, starter già in cinque occasioni nell’anno da freshman, nel quale ha messo a segno 23 tackles, giocatori piuttosto difficili da affrontare e superare per qualsiasi attacco.

A sfruttare la loro presenza ci penserà anche il senior linebacker Jerry Franklin, miglior tackler del team con 194 placcaggi nelle ultime due stagioni che guida un reparto espertissimo composto dall’altro senior Jerico Nelson e dallo junior Terrell Williams, nato middle LB e spostato sul lato nell’ultimo anno per consentirgli di sfruttare maggiormente la sua buonissima velocità di esecuzione; caratteristica che non manca alla free safety Tramain Thomas, senior atteso alla stagione della svolta dopo una campagna da junior non del tutto convincente che lo ha ridimensionato parecchio.

Da strong safety invece spazio al sophomore Eric Bennett, spostato dal ruolo di cornerback durante le sedute primaverili dei Razorbacks, che hanno fatto fare il percorso inverso all’altro secondo anno Jerry Mitchell, inserendolo sul lato sinistro e promuovendolo a corner n.1 della squadra davanti al senior Isaac Madison, reintrato dopo un infortunio ai legamenti che verrà impiegato sulla sideline di destra; conferme anche negli specialisti, dove ci sono stati i ritorni del kicker sophomore Zach Hocker, 16 field goal trasformati su 19 tentati nell’anno da freshman, e del punter junior Dylan Breeding, preciso e dotato di una buona gamba.

Meno disastrata del previsto dopo il passaggio tra i Pro di Mallett e Williams, due indiscussi protagonisti delle ultime stagioni, Arkansas si candida quindi a svolgere il ruolo di terza incomoda nella West Division, dove affronterà il primo test importantissimo contro Alabama, in una caldissima Tuscaloosa il 24 settembre; un’eventuale sorprendente affermazione al Bryant-Denny Stadium lancerebbe in orbita i Razorbacks, che nelle due successive settimane si giocheranno una buona fetta della stagione affrontando tra le mura amiche due preseason Top 25, Texas A&M e Auburn, prima dell’assalto finale contro Louisiana State il 25 novembre.

 

MISSISSIPPI STATE BULLDOGS

Sono passati quasi 14 anni, 1998, da quando Mississippi State ha disputato il match per il titolo della SEC e nonostante la strada sia ancora lunga e tortuosa i Bulldogs sembrano avere finalmente le carte in regola per giocarsi le proprie chanches ed impensierire dei team che fino a poco tempo fa parevano davvero inarrivabili, o almeno, fino a quando a Starkville non hanno deciso di puntare su Dan Mullen, head coach che ha rifiutato incarichi ben più blasonati e remunerativi per rilanciare il programma di football di MSU e portarlo nuovamente verso lidi vincenti, cosa che gli è riuscita grazie alle nove vittorie inanellate nel 2010.

Dan Mullen, grande HC dei Bulldogs

Vittorie a cui ha contribuito enormemente il runningback Vic Ballard con i suoi 20  touchdowns messi a segno nel corso della prima stagione con i Bulldogs, nei quali è arrivato dopo un anno pazzesco disputato con il Mississippi Gulf Coast Community College, con il quale ha corso per 1,728 yards e 22 touchdowns prima di trasferirsi alla corte di Mullen e diventare uno dei punti di forza di un attacco in costante crescita, passato dal centotredicesimo posto del 2008 al quarantaduesimo posto della nazione al termine dell’ultimo torneo, quasi a confermare il grandissimo lavoro svolto dal coaching staff.

Un lavoro che non ha riguardato solo il campo visto che MSU comincia anche a raccogliere i frutti di un ottimo lavoro di recruiting che ha portato a Starkville talenti come il backup runner LeDarius Perkins, sophomore che potrebbe mettere su numeri importantissimi quest’anno, e il quarterback di riserva Tyler Russell, buonissimo passer che ha mostrato una maggiore attitudine nel passing game rispetto al titolare Chris Relf, 1,789 yards, 13 TD, 6 INT, con il quale è entrato in competizione serrata durante i training camp prima di essere nuovamente inserito alle spalle del senior nella depth chart.

Sulle sideline spazio ancora al junior receiver Chad Bumpis, junior che era atteso già al salto di qualità l’anno passato ma che ha faticato più del previsto, anche a causa di qualche problema fisico, chiudendo comunque da leading receiver con 634 yards e 5 touchdowns, numeri decisamente superiori a quelli messi insieme dal nuovo WR #2 dei Bulldogs Arceto Clark, che ha totalizzato 362 yds e 3 TD; alle loro spalle un po’ di spazio dovrebbero ritagliarselo il terzo anno Chris Smith, giocatore più fisico del reparto con i suoi 190 centimetri per 92 chilogrammi, e il velocissimo sophomore Ricco Sanders, che potrebbe rivelarsi utilissimo nel ruolo di slot.

Non un grande apporto al passing game dovrebbe arrivare dal tight end Marcus Green, senior che ha ricoperto in passato il ruolo di fullback e che pertanto sembra più utilizzabile come bloccatore che ricevitore; nei blocchi ovviamente sarà importante come supporto alla linea offensiva che ha perso l’ottimo Derek Sherrod e sarà ancorata attorno all’esperto centro Quentin Saulsberry, lineman versatile che è stato spostato nel mezzo per sopperire alla partenza di J.C. Brignone. Al suo fianco confermato il gruppo di atleti esperti formato dai tackle senior James Carmon e Addison Lawrence e dalle guardie Tobias Smith, junior, e Gabe Jackson, valido run blocker che ha calcato il campo già nella freshman season.

In difesa il nome di grido è quello di Fletcher Cox, potente defensive tackle che ha chiuso la stagione da sophomore con 29 placcaggi, 2.5 sacks e 6.5 tackles for loss, dando un fortissimo contributo alla linea di cui sarà la stella indiscussa in questo suo terzo anno a Starkville, dove sarà aiutato all’interno dal junior Josh Boyd e all’esterno dagli esperti Sean Ferguson, senior con 23 start all’attivo in NCAA, e Trevor Stigers, velocissimo linebacker che è stato spostato nel ruolo di DE dopo l’addio di Pernell McPhee e che dovrebbe essere preferito al pur valido Shane McCardell, end velocissimo che fungerà da primo backup su entrambe i lati.

Sulla mediana l’unico certo del posto pare essere il middle linebacker Brandon Maye, senior trasferitosi dopo tre anni da starter a Clemson, mentre sugli esterni si giocheranno lo spot titolare i sophomore Chris Hughes e Deonte Skinner, sul lato debole, e lo junior Cameron Lawrence, 34 tackles e 1.0 sack nel 2010, con il redshirt freshman Matthew Wells su quello forte; più certezze nelle secondarie, dove i punti di forza sono la senior strong safety Charles Mitchell, 93 placaggi e 2.5 tackles for loss l’anno passato, e lo junior corner Jonathan Banks, reduce da un grandissimo torneo che lo ha visto chiudere con 54 tackles all’attivo.

A destra l’altro junior Corey Broomfield dovrà cercare di sfruttare al meglio la sua presenza per continuare un’evoluzione che lo ha portato a diventare titolare la passata stagione mentre è ancora da risolvere la situazione nella posizione di free safety, dove sono rimasti in corsa fino all’ultimo l’interessante sophomore Nickoe Whitley  e l’esperto senior Wade Bonner, giocatore fisico che ha accumulato 39 tackles e 1.5 nelle apparizioni del 2010; meno problemi, infine, per gli special team, dove le soluzioni adottate nel corso della scorsa stagione sono state confermate durante l’offseason, con lo junior Derek DePasquale nel ruolo di kicker e il sophomore Baker Swedenberg in quello di punter.

In continua crescita i ragazzi di Mullen dovranno farsi trovare al meglio già alle prime battute di stagione regolare, visto che tre delle prime cinque avversarie si chiamano Auburn, Louisiana State e Georgia, squadre che potranno rivelare la reale portata dei Bulldogs e svelare a tutti gli appasionati due cose: la prima se saranno in grado di mantenere un posto nelle Top 25 e la seconda se dovranno, o meno, essere considerati dei contender per il titolo divisionale, un traguardo che ormai l’head coach pare aver appuntato in agenda da tempo.

 

AUBURN TIGERS

Diciamolo subito, ripetere la perfect season dell’anno passato sarà praticamente impossibile, soprattutto perchè la dipartita di Cam Newton ha spogliato i Tigers di buona parte della loro forza e senza l’impredivibilità garantita dal nuovo quarterback dei Panthers l’attacco di Auburn non ha molte frecce nel proprio arco, se non un duo di runningback che merita di essere seguito con attenzione, a partire dal titolare Michael Dyer, sophomore che ha fatto intravedere ottime cose nella sua stagione da matricola e che si è aggiudicato il premio come miglior giocatore offensivo del BCS National Championship dopo aver corso per 143 yards.

Philip Lutzenkirchen, TE, Auburn Tigers

Alle sue spalle l’interessantissimo freshman Onterrio McCalebb, junior che ha totalizzato 810 yards nel 2010 e che in molti altri team non avrebbe alcun problema ad essere schierato come runner n.1 del backfield ma che nei Tigers funge da riserva al numero 5; una riserva preziosa che potrà tornare decisamente utile nel corso della stagione e delle partite, visto che sembra avere una propensione per dare il meglio di se in quelle importanti, come dimostrano le sue migliori prestazioni della scorsa stagione contro Louisiana State e Georgia.

Oltre all’accoppiata nel backfield l’altro giocatore che può garantire il salto di qualità all’attacco è lo junior TE Philip Lutzenkirchen, ottimo prospetto che ha già fatto valere i suoi centimetri all’interno dell’endzone, dove ha raccolto 5 palloni realizzando altrettanti touchdowns fondamentali per alcune vittorie di Auburn; il problema è che quest’anno non ci sarà più Newton, con il quale aveva raggiunto una buona intesa, a innescarlo, e il problema è tanto grande quanto difficilmente risolvibile visto che il principale indiziato per raccoglierne l’eredità, lo junior Barrett Trotter, è un buon giocatore e nulla più, dotato di un discreto braccio e di una buona mobilità ma terribilmente soggetto agl’infortuni.

Leggermente più integro Clint Moseley, ragazzo dotato di un gran braccio che ha lottato con il numero 14 per lo spot titolare durante la primavera e che pare ormai essersi arreso, anche perchè sta risalendo velocemente la china il talentuoso Kiehl Frazier, true freshman che sa tanto correre quanto lanciare e che viene pertanto considerato dall’offensive coordinator Gus Malzahn una sorta di nuovo Newton; il potenziale c’è ma è ancora presto per dire se si realizzerà, quello che è certo è che però per farlo, o per permettergli almeno di provarci, dovranno fornirli un parco ricevitori all’altezza, cosa che attualmente Auburn non pare avere.

Qualcuno obietterà che l’attuale QB di Carolina ha dovuto affrontare lo stesso problema, ma a differenza sua chiunque sarà il QB titolare dei Tigers si troverà a fare i conti con un reparto che ha perso i suoi tre starter e che dovrà puntare parecchio, se non quasi tutto, sul talento di Emory Blake, miglior realizzatore di Auburn con 8 touchdowns all’attivo che nella passata stagione ha ricevuto 32 palloni per 526 yards; come numero 2 dovrebbe poi trovare posto l’esperto senior Quindarius Carr, anche se non è da escludere un ritorno di fiamma di Chizik nei confronti di DeAngelo Benton, giocatore che scelse personalmente nel suo primo recruiting da HC di Auburn nel 2009, o il lancio del redshirt freshman Trovon Reed, già attesissimo alla sua prima stagione in Alabama saltata poi a causa di un infortunio al ginocchio.

Infortunio che l’anno passato aveva anche estromesso dai giochi il nuovo left tackle A.J. Green, finito sulla sideline a causa di problemi alla caviglia dopo essere partito come RT ad inizio 2010, un ruolo che in questa stagione sarà ricoperto da Brandon Mosley, ex defensive end che aveva sostituito ottimamente il numero 77 l’anno passato; in mezzo a loro oltre all’esperta guardia junior John Sullen, dovrebbero trovare spazio due matricole interessantissime, l’OG Christian Westerman e il centro Reese Dismukes, entrambi considerati i migliori del ruolo a livello nazionale durante il recruiting.

Spazio ai giovani anche sulla linea difensiva composta da quattro sophomore, i tackle Jeffery Whitaker e Ken Carter, già 6 tackles all’attivo nelle sporadiche apparizioni del 2010, e gli end Corey Lemonier, 17 placcaggi e 2.0 sacks, e Nosa Eguse, considerato una sorta di stella del reparto dopo i numeri messi insieme nel 2010, che parlano di 22 placcaggi, 3.5 sacks e 7.5 tackles for loss; alle spalle del front four ancora un secondo anno dovrebbe partire titolare nella posizione di middle linebacker, Jake Holland, talento cristallino che ha dimostrato di saper leggere piuttosto bene i quarterback avversari e che ha le carte in regola per guidare una mediana composta da giocatori più esperti di lui, come gli junior Daren Bates, SEC All-Freshman nel 2009 quando giocava come safety, e Jonathan Evans, ex riserva di Craig Stevens.

Il rinnovamento prosegue poi pure nelle secondarie, dove l’unico ad essere tornato è il senior Neiko Thorpe, corner spostato durante l’offseason nel ruolo di free safety dopo aver totalizzato 64 tackles nel 2010, che dovrà fare da chioccia al sophomore Demetrius McNeal, che raccoglierà la pesante eredità di Zach Etheridge come SS, e allo junior T’Sharvan Bell, uno dei nuovi due corner titolari; per l’altro spot di cornerback sfida aperta tra il sophomore Chris Davis e il redshirt freshman Jonathon Mincy, messosi in bella mostra durante l’offseason.

Sophomore alla ribalta anche tra gli specialisti, dove il fardello della partenza di Wes Byrum verrà raccolto da Cody Parkey, All-American a livello liceale nel 2010 nonchè nuovo kicker della squadra, e da Steven Clark, che dovrebbe diventare il punter titolare in un team che sta cercando di ricostruirsi e rigenerarsi appena otto mesi dopo la vittoria di un titolo nazionale; un titolo arrivato al termine di una cavalcata vincente che potrebbe essere prolungata ancora per quattro partite, almeno fino al match clou della quinta settimana, quando la trasferta in South Carolina assumerà il ruolo di spartiacque nella stagione dei Tigers, e chissà che non si tramuti in un passaggio di consegne.

 

OLE MISS REBELS

I Rebels sono l’unico team dell’intera Southeastern Conference a non aver mai disputato un Championship da quando questa è stata ricoloccata in due division separate e la cosa fa storcere il naso a parecchie persone a Oxford, tanto che dopo tre anni i crediti di coach Houston Nutt sembrano essere prossimi a raggiungere la data di scadenza, una situazione scomoda e un po’ surreale, viste le premesse e l’entusiasmo che aleggiava in Mississippi nella stagione del suo insediamento, ma visto anche che, alla fine della fiera, l’unica stagione fallimentare del suo corso è stata l’ultima, dopo due anni vincenti, entrambi con il record 9-4, ed altrettanti Cotton Bowl vinti.

Brandon Bolden, RB, Ole Miss Rebels

Con risultati del genere sentire, e anche scrivere, che un buonissimo allenatore del suo calibro è messo alla gogna rischia di rasentare il ridicolo, ma l’aria che si respira a Ole Miss è questa e un’altro anno deludente potrebbe costargli carissimo, anche a causa dei problemi che continua a portarsi dietro nella posizione di quarterback, dove la sua decisione di puntare su Jeremiah Masoli nella possata stagione non ha portato ad alcun risultato, se non a quello fallimentare di un record discutibile ed una depth chart nuovamente da reinventare, nella quale sono in tre a giocarsi il posto da titolare, lo junior Randall Mackey, buon passer mobile e veloce che pare essere il favorito dello staff, il sophomore Barry Burnetti, trasferitosi da West Virginia che alterna ottime doti di runner a buone qualità di passer, e il JUCO transfer Zach Stoudt, figlio dell’ex quarterback degli Steelers Cliff che è sicuramente il miglior passer del pacchetto e l’unico in possesso di una taglia fisica che gli permette di vedere oltre le spalle del centro senza bisogno di scramblare.

Da questa corsa a tre uscirà lo starter dei Rebels, anche se non è da escludere la possibilità che Nutt alla fine decida di dare spazio a tutti, magari alternandoli sul campo durante le partite, una cosa che non renderà la vita facile a Ole Miss ma che almeno dovrebbe consentire al capo allenatore di capire finalmente chi, tra loro, garantisce il miglior impatto on game; ad aiutare il prescelto ci penseranno i due WR starter, lo junior Melvin Harris, 408 yds e 3 TD nel 2010, e il sophomore Ja-Mes Logan, messosi in mostra nella seconda parte della scorsa stagione con 387 yards ricevute e 2 touchdowns realizzati, che si alterneranno in fase di ricezione a Terrell Grant, a Vincent Sanders, redshirt freshman star recruiting della passata campagna, e al tight end titolare Ferbia Allen, starter da due season.

Nello sviluppo del gioco aereo un grosso aiuto lo fornirà certamente anche il playmaker offensivo Brandon Bolden, senior che l’anno passato ha guidato il team per yards ricevute, 344, yards corse, 976, e soprattutto touchdowns realizzati, 17; runner pesante e solido, non velocissimo ma dotato di una buona visione di gioco e della pazienza necessaria a trovare i buchi aperti dalla OL, il numero 34 è il miglior giocatore d’attacco dei Rebels, nonchè l’unico che può garantire il salto di qualità alla squadra, in attesa che completi la maturazione l’interessante sophomore Jeff Scott, piccoletto che ricorda fisicamente Dexter McCluster e che ha già fatto intravedere ottime cose nella stagione da matricola, correndo per 429 yards e 3 TD.

Un risultato reso possibile dall’ottimo lavoro svolto dall’offensive line, che si è fatta rispettare soprattutto nei giochi di corsa sfruttando i blocchi dei validissimi tackle Bradley Sowell, eccellente pass protector che sa supportare anche le azioni palla a terra, e Bobby Massie, talento completo in odore di NFL che ha le caratteristiche per emergere su entrambi i lati della linea; in mezzo a loro completano il muro offensivo l’esperta guardia Alex Washington, run blocker di buon livello, il centro junior A.J. Hawkins, e la sophomore guard Jared Duke, prospetto atletico e solido che promette di diventare uno starter di lungo corso.

Situazione diversa sulla linea opposta, dove le partenze dei DT Jerrell Powe e Ted Laurent hanno lasciato un bel vuoto nel mezzo, che potrebbe essere parzialmente colmato dalla presenza sull’esterno di un playmaker del calibro di Kentrell Lockett, valido defensive end che potrebbe farsi trovare pronto per la partenza della stagione regolare dopo le lesioni ai legamenti che l’hanno ccostretto alla sideline nell’ultima stagione; se così non fosse toccherà al senior Wayne Dorsey prenderne il posto, con lo junior Gerald Rivers inserito sul lato opposto e il sophomore Gerald Rivers a coprire la posizione di defensive tackle.

Per quella di nose tackle invece possibile la suddivisione degli snap tra il senior Justin Smith, riserva di Powe nelle ultime stagioni, e il redshirt freshman Bryon Bennett, molto considerato dal coaching staff che potrebbe trovare un grandissimo spazio durante la regular season, stessa cosa che dovrebbe fare Mike Marry, sophomore linebacker promosso starter sulla mediana dopo una buona prima stagione da backup safety; il nuovo MLB sarà affiancato dai junior D.T. Shackelford e Joel Kight, con il sophomore Clarence Jackson, ottimo runningback a livello liceale, a fungere da primo backup della coppia.

In fase di ricostruzione le secondarie, deludenti nell’ultima stagione, dove si alterneranno giocatori esperti e volti nuovi nel tentativo di trovare una nuova quadratura che fornisca maggiori garanzie nel fronteggiare il passing game avversario; sulle sideline toccherà al senior Marcus Temple, 48 placcaggi e 2.0 sacks, istruire il sophomore Charles Sawyer, già autore di 2 intercetti nella freshman season, mentre sul profondo sarà la senior FS Damien Jackson, leading tackler con 68 stops e 1 forced fumble, a fare da mentore al secondo anno Brishen Mathews, giocatore che ha svolto un buon lavoro come backup da matricola a Oxford.

Confermato l’All-SEC Tyler Campbell nel ruolo di punter, sarà l’altro junior Bryson Rose a sostituire Joshua Shene nella posizione di kicker, con il già citato runner Jeff Scott pronto a dare il suo contributo come returner nel tentativo, sempre più concreto, di ripercorrere le tappe della carriera di McCluster; se ci riuscisse i Rebels potrebbero trovarsi tra le mani quel grande talento in grado di cambiare il corso del match che attualmente manca ancora a roster, e se fosse Ole Miss potrebbe anche cercare di rientrare in corsa per qualcosa di importante; soprattutto avrebbe la concreta possibilità di abbandonare quello sconodo ruolo di cenerentola della SEC West che gli è stato, giustamente, attribuito fino a questo momento, e che rischia di diventare realtà già alla prima uscita di stagione regolare, quando in Mississippi arriveranno gli ostici Brigham Young Cougars. Una sconfitta casalinga all’esordio avrebbe innegabili ripercussioni sull’annata, e calcolando che nel mese di ottobre gli avversari si chiameranno Alabama, Arkansas e Auburn, le premesse sarebbero tutt’altro che buone.

Post By Andrea Cresta (367 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni ’80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l’onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell’inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan…

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