Duecentoventi giorni è la distanza dall’ultima partita della stagione NCAA 2013/14 alla palla a due della prima partita della stagione entrante.

Durante questo lungo periodo, tutti gli appassionati hanno cercato di pronosticare, immaginare e capire i possibili scenari di questa nuova stagione.

Proverò a prevedere e spiegare, con una preview delle favorite, delle outsider e dei migliori giocatori, questa nuova stagione NCAA.

PRIMA FASCIA: LE FAVORITE

Le quattro squadre messe nelle prime quattro posizioni di tutti i ranking rispettabili sono le stesse: in ordine, Kentucky, Arizona,Wisconisn e Duke. Queste quattro sono le squadre che sono meglio attrezzate per arrivare al Lucas Oil Stadium di Indianapolis per contendersi il titolo.

imrsPartiamo da Kentucky dove Coach Calipari, per far giocare e divertire tutti, ha strutturato la sua rotazione in due quintetti fissi; il primo è composto dai gemelli Andrew e Aaron Harrison nelle posizioni di guardia, Alex Poythrees da 3 e i due lunghi sono Karl Anthony Towns e Willie Cauley Stein.

Nel secondo quintetto giocano Ulis e Booker, entrambi freshman, Trey Lyles e Marcus Lee da 3 e da 4, ma spesso si scambiano la loro posizione, e Dakari Johnson.

Sono tutti e dieci prospetti NBA ma, il giocatore più interessante da vedere è sicuramente il Dominicano Towns. Settepiedi che tira come un esterno, è mobile e ha braccia molto lunghe.

I leader del primo quintetto sono assolutamente i gemelli Harrison che, dopo il fantastico torneo giocato, hanno acquisito lo status di go-to-guy e di trascinatori della squadra.

Willie Cauley Stein è rimasto l’ottimo stoppatore degli anni passati, Lyles ha un tiro affidabilissimo, Booker è un fantastico difensore, Ulis è un ottimo play che fa girare molto bene il secondo quintetto mentre Poythrees è rimasto ancora ingabbiato fra i due ruoli di ala piccola e di ala forte rischiando così di perdere un talento fisico eccezionale.

Kentucky è una squadra, come detto, tremendamente fisica, con un atletismo spaventoso, molto profonda e, se giocano con un’intensità come quella vista contro Kansas, rischiano di diventare una schiacciasassi.

Abbiamo visto che Calipari, in queste prime partite, ha fatto giocare i due quintetti in maniera netta/staccata cioè non ha mai provato, se non nel finale della partita contro Buffalo per problemi di falli da parte di Towns, a mischiare i due quintetti. Il Coach ha dichiarato che anche durante gli allenamenti li tratta come due squadre differenti cosi che i ragazzi si abituino a giocare tra loro.

Questo può essere sia un aspetto positivo che negativo. Positivo perchè, per far giocar tutti, Coach Cal cambia i due quintetti ogni cinque minuti e, quindi, i ragazzi rimangono freschi anche nel secondo tempo e, di conseguenza, più lucidi nei finali testa a testa. Mentre può essere negativo il fatto che se un giocatore importante, come ad esempio Aaron Harrison, non entra subito in partita e viene cambiato ogni cinque minuti, rischia di non riuscire a prendere ritmo.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la scelta del quintetto che metterà nei finali punto a punto, visto che tratta i due quintetti in maniera separata.

Per concludere sui Wildcats potrebbero essere una squadra formidabile ma devono ancora lavorare molto per raggiungere il nono titolo della storia di Kentucky.

La prima delle squadre che proverà a togliere il primo posto nel ranking a Kentucky sono gli Arizona Wildcats.

La squadra di Coach Miller ha perso due importanti giocatori come: il leader Johnson e il super difensore Aaron Gordon. Ma in cambio ha reclutato un paio di giocatori interessantissimi che hanno dato talento e più profondità alla squadra rispetto allo scorso anno.

Uno su tutti è sicuramente Stanley Johnson, ala piccola californiana, che è un buonissimo difensore con un atletismo pazzesco, che sa attaccare dal palleggio e innescare i compagni. Insomma un All-around fatto e finito.

481380575.0Oltre a Johnson, c’è un altro All-Around: Rondae Hollis Jefferson, sesto uomo dei Wildcats con le stesse caratteristiche di Johnson ma un’po più difensore che attaccante.

A gestire l’attacco ci sarà, come lo scorso anno, T.J McConnell il buonissimo play che fa sempre la cosa giusta al momento giusto. McConnell, inoltre, possiede una delle più strane, ma efficaci, meccaniche di tiro dell’intera NCAA.

Il reparto lunghi sarà composto dalla stessa coppia dello scorso anno Ashley-Tarczewski. Fino a quando Ashley è rimasto sano, i Wildcats sono stati imbattuti. Questa è una delle coppia con più esperienza della nazione. Sono entrambi al terzo anno e si completano molto bene.

Dalla panchina entra Gabe York, tiratore scelto di Coach Miller, Craig Victor, ala forte al primo anno e con molta probabilità l’erede di Ashley, Elliot Pitts guardia al secondo anno e Ristic, centro serbo reclutato da Miller questa estate. La forza di questa squadra è il suo sistema difensivo che lo scorso anno sembrava ermetico. La maggior parte della squadra conosce bene il sistema.

Potrebbe molto bello vederli candidati ad essere i nemici numero uno degli altri Wildcats.

Anche Wisconsin ha le capacità di arrivare alle Final Four. La squadra è rimasta la stessa dell’anno scorso con l’unica eccezione di Brust che è andato via.

Se lo scorso anno sono arrivati alle Final Four e si sono dovuti arrendere al buzzer-beater di Aaron Harrison , quest’anno con un anno in più e, magari, con la sete di vendetta, potremmo vederli all’atto finale che sarebbe la coronazione perfetta della carriera di Bo Ryan.

screen-shot-2014-11-15-at-3-17-54-pm-2820497155Frank “The Tank” Kaminsky è il go-to-guy e il leader, anche il candidato del premio di miglior giocatore dell’anno, di questa squadra, per Nigel Hayes quest’anno dovrebbe essere l’anno della consacrazione dopo una discreta annata da freshman.

Poi ci sono Dekker e Gasser che sono perfetti per questo sistema e Traveon Jackson che è ancora l’uomo a cui può essere affidato il pallone decisivo in un finale thrilling.

Ho la sensazione che questa squadra sia in missione per conto del coach, vogliono fargli vincere il titolo. Già lo scorso anno Wisconsin era sembrata più offensiva rispetto agli anni passati mentre quest’anno stessi interpreti, stesso gioco ma magari con un finale differente.

L’ultima di questa fascia è Duke, squadra piena zeppa di freshman, ma molto completa, profonda e secondo me, avendo molti giocatori al primo anno, pronta per emulare la Kentucky del 2012. Dovete assolutamente vedere le partite di Duke perchè, anche qui, c’è moltissimo talento ed è anche allenato bene.

hi-res-8ffff0390ae1e61cfd57b38b1727bfed_crop_northJahili Okafor è, già da queste prime gare di stagione, il leader della squadra. Si muove molto bene sotto il canestro, sfrutta molto bene il proprio peso e ha movimenti in post ben sviluppati. Un motivo ci sarà se Jahili è stato pronosticato da tutti come la prima scelta al prossimo draft.

Tyus Jones e Quinn Cook compongono il backcourt titolare. I due hanno già trovato una bella intesa, entrambi dispongono di un buon tiro dalla distanza; Jones non sta tradendo le attese e si sta rivelando il buon regista che doveva essere.

Il giocatore che mi ha impressionato di più è il tuttofare Justise Winslow, dotato di un ottimo atletismo, buonissimo difensore e in attacco fa spesso la cosa giusta.

Duke, pur avendo giocatori molto giovani, è una squadra molto matura e, a differenza dello scorso anno, ha profondità. In più sono allenati da Coach K, che qualcosina ha fatto, ed ecco qui che abbiamo il quadro di un’altra pretendente al titolo.

SECONDA FASCIA: OUTSIDER

La seconda fascia è composta da tre squadre attrezzate ma tutte con qualche problema da risolvere: Kansas, North Carolina e Louisville.

Partiamo da quest’ultima che mi sembra la più completa tra le tre. C’è una domanda da porsi su Louisville: solo Pitino conosce questi lunghi africani, che sembrano inizialmente scarsi ma, che dopo dominano i pitturati?

É una domanda legittima perchè Dieng ha fatto miglioramenti pazzeschi dal primo al quarto anno, quest’anno Mathiang sembra un altro giocatore rispetto a quello dello scorso anno e Pitino ne ha reclutati altri due, Agau e Onuaku.

Mettiamoci che quest’estate Harrell ha aggiunto il tiro da tre e i liberi e sta diventando un giocatore completo grazie a Pitino che fa uno straordinario lavoro con i suoi lunghi. Dispone anche di un buonissimo reparto esterni guidato da il velocissimo Rozier insieme a Chris Jones ed Anton Gill. Per farla breve Lousiville potrebbe essere, se si rivela costante dato che è al primo anno in ACC, una vera favorita più che un outsider.

Con qualche problema in più sono UNC e Kansas. I ragazzi di Self, che nella notte tra martedì e mercoledì sono stati distrutti da Kentucky, sono forti, sia atleticamente che tecnicamente; sono una buona squadra difensiva ma non potranno andare da nessuna parte finchè Mason gioca trenta minuti a partita. Non ho niente contro di lui, ma non è il tipo di playmaker che serve a Kansasil come potrebbe essere, per esempio, un play alla T.J McConnell.

Giocatori da seguire sono Selden Jr. ,ottimo difensore, Kelly Oubre, Cliff Alexander e Devonte Graham, tre freshman.

Tolto Graham, i primi due hanno giocato poco, ma spesso Self fa giocare poco i freshman ad inizio stagione per poi aumentargli il minutaggio.

Piccola postilla: Sviatoslav Mykhailiuk (ebbene si ho fatto copia-incolla!) sarà il prossimo giocatore ad entrare nel mio cuore.

A Chapel Hill è sbarcata un’interessantissima classe di freshman.

UNC, reduce da un paio di anni di buon recruiting, ha finalmente composto un roster profondo e talentuoso in tutti i ruoli. Il reparto lunghi è rimasto quello dello scorso anno, tolto McAdoo e il suo miglior giocatore è Kennedy Meeks, centro di stazza mangia rimbalzi.

Fra gli esterni a fare compagnia a Tokoto e a Marcus Paige, anche lui in lizza per il miglior giocatore dell’anno, sono arrivati il playmaker Joel Berry e le due ali piccole Theo Pinson e Justin Jackson, scorer fenomenale.

Prevedo che quest’anno UNC andrà discretamente. Però con questa classe di reclutamento ha messo le basi per un futuro convincente.

TERZA FASCIA: PREMIO UCONN

Il premio Uconn, o premio Connecticut, è il premio che andrà alla squadra che partirà dalle retrovie del ranking e finirà la stagione con un grande exploit, come gli Huskies lo scorso anno.

In questa apposita fascia ho inserito quattro squadre: Texas, Gonzaga, Iowa State e Ohio State.

Texas, che non parte dalle retrovie, potrebbe essere in grado di stroncare il dominio di Kansas nella Big 12. Ha uno dei migliori tre pacchetti lunghi della nazione perchè Holland,Ridley, Holmes e Turner che non proprio tutte le squadre possono permettersi. In più hanno un buon play come Isaiah Taylor che sa gestire l’attacco e concludere al ferro. Quindi Texas può davvero impensierire Kansas e magari ambire anche a qualcosa di più.

Gli eterni incompiuti di Gonzaga quest’anno potrebbero compire l’impresa di arrivare alle Final Fuor. La squadra di Few è più talentuosa di quella che fu prima nel ranking perchè Pangos, ormai, possiede una fiducia impressionante nei propri mezzi e, il transfer da USC, Byron Wesley è un’altra opzione offensiva valida.

Wiltjer, arrivato da Kentucky, e Karnovski sono due lunghi complementari, Wiltjer possiede un gran tiro da fuori mentre il polacco è un giocatore da pitturato.

Quest’anno dalla panchina esce anche un figlio d’arte, Domantas Sabonis che come cambio lunghi che per adesso sembra un prospetto intrigante.

Al torneo sicuramente li vedremo, perchè non hanno seri rivali in conference. Ma dovremmo testarli contro avversari probanti. Intanto hanno dato una bella lezione ad SMU.

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