Sapevamo che la sfida tra Louisville e Kentucky non si fermava solo alla copertina che ci aspettiamo da una “semplice” partita di Final Four.

La sfida tra Louisville e Kentucky conteneva tante altre piccole sfide all’interno.

Quella tra due atenei rivali che distano tra loro un’ora e mezza di macchina?

Quella tra Calipari e Pitino, allenatori rivali da molto tempo ma dal background incredibilmente simile.

Quella tra due filosofie di gioco differenti, quella incredibilmente talentuosa degli Wildcats e quella incredibilmente tenace dei Cardinals.

Insomma, gli aspetti per dei grandi 40 minuti c’erano tutti, e le due squadre non ci hanno certo deluso.

Nel primo tempo è ovviamente la marea blu a prendere il sopravvento sin da subito, nonostante un Michael Kidd-Gilchrist sottotono. Ci pensano Teague e Lamb a dare le prime spinte agli Wildcats mentre la solita concretezza di Anthony Davis assicura difesa e rimbalzi ed anche qualche scatto per i fotografi, soprattutto quando utilizza tutta la sua estensione per concludere un alley-oop con il punto esclamativo, ma sempre mantenendo la solita flemma.

Louisville pensa troppe volte a caricare Davis di falli cercando costantemente Dieng sottocanestro con risultati rivedibili in fase realizzativa, mentre Siva non riesce ad entrare nel gioco perdendo palloni e andando in confusione troppe volte. Sono 10 i punti di distacco dopo 10 minuti, ma non dimentichiamo che le squadre di Pitino sono veramente dure a morire. E in questa partita non fa eccezione, guidato dal salvatore della Elite 8, quel Russ Smith che con difesa asfissiante su Teague e l’aiuto in attacco di Behanan riesce a riportare i Cardinals sul -6, un traguardassimo se consideriamo il dominio iniziale degli uomini di Calipari.

Il primo tempo si chiude sul 35-28 per Kentucky.

Al rientro dall’intervallo i Cardinals decidono di attaccare la partita correndo e sfruttando la difficoltà degli avversari di mettersi a posto in difesa in fase di transizione cercando di riprendere contatto, ma dall’altra parte viene fuori la maturità di Darius Miller che riporta i suoi alla doppia cifra di vantaggio.

Ma dimentichiamo tutto, siamo pur sempre a marzo ed in panchina per Louisville c’è pur sempre Rick Pitino. La partita prende ancora una volta un’altra piega, la difesa prende ancora il sopravvento, il tiro da fuori entra e la squadra corre tanto. Ecco la ricetta per la rimonta di 13 punti che riporta la banda di Pitino a contatto, rimettendo in dubbio una gara che sembrava già andata.

Louisville ci mette tutta la tenacia di cui dispone, ma dall’altra parte il gruppo di Calipari è incredibilmente profondo e talentuoso, trova il risveglio di Michael Kidd-Gilchrist, mentre Anthony Davis continua inesorabile a segnare il terreno per la prossima prima scelta assoluta al draft. I Wildcats sono troppa roba per gli avversari che comunque continuano a tenersi attaccati alla gara con tutte le armi di cui dispongono, ma devono cedere ad un’altra dunk prepotente di Davis che spegne emotivamente i Cardinals.

La partita si chiude sul punteggio di 69-61, con Kentucky che avanza verso la finale, Louisville che esce dal Torneo tra gli applausi e Calipari che batte il rivale/maestro e va alla ricerca de primo titolo della sua carriera. Traguardo raggiungibilissimo con un gruppo del genere.

Post By Lorenzo Neri (45 Posts)

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One thought on “Kentucky batte Louisville ed ora Calipari ha una grande occasione

  1. sembrava un film, con Kentucky trabordante di talento che in partenza domina anche senza usare tutte le marce (Kidd-Gilchrist in panca per falli) e che alla lunga subisce il ritorno di Louisville, a volte cercando troppo lo spettacolo (dato che sembrava la fiera dell’alley-oop e un paio mi pare li abbiano sbagliati) e altre volte facendo falli superflui su uomini ormai lanciati a canestro. Poi nel momento più importante subito dopo il 49-49, Kidd-Gilchrist appena rialzatosi dalla panchina regala quell’azione sontuosa coi difensori che non ci hanno capito nulla.
    Comunque menzione speciale per Blackshear che a mio parere si è sentito ben oltre le sue cifre (comunque l’unico dei suoi a tirare sopra il 50%) soprattutto quando arrancavano. E poi come dimenticare quella sua schiacciata “e lui da dove diamine è spuntato?”

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