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Torna anche quest’anno la rubrica settimanale sul College Basketball, lo spazio dedicato ad una piccolo recap di quello che è successo nei sette giorni appena passati.
Una rubrica tra il serio ed il faceto, dove verranno presi in esame argomenti importanti ma anche le curiosità che girano all’interno del mondo NCAA… giusto per non farci mancare niente!

    • Il primo punto ed i primi applausi vanno a Mike Krzyzewski, divenuto l’allenatore più vincente di sempre nel College Basketball superando il mito e maestro Bobby Knight.
      903 motivi per ammirare una vera icona del basket statunitense.

 

    • Se avevate dubbi sulla qualità della classe freshman di quest’anno, credo che in questa settimana alcuni di questi siano stati parzialmente abbattuti, soprattutto in quel di Lexington.
      Il più atteso di tutti, Anthony Davis di Kentucky, alla fine delle due partite ha consegnato pacchetti di fazzoletti ai presenti per contenere la salivazione, dimostrando ancora una volta che qui stiamo parlando di un prospetto di tipo Duncaniano: talento, potenziale ma tutto contornato da QI e testa sulle spalle.
      Accanto a lui hanno brillato anche Marquis Teague e Michael Kidd-Gilchrist che si prospetta un all-around coi fiocchi se continua questa marcia di crescita, mentre Bradley Beal a Florida ha già fatto capire che la profondità del backourt dei gators non è un suo problema.
      Anche Quincy Miller non ci ha messo moltissimo ad entrare nelle grazie degli scout e probabilmente è aiutato anche dall’assenza di Perry Jones, ma la facilità con cui trova il canestro sarebbe emersa anche  in sua presenza, così come Adonis Thomas è riuscito ad elevare questa caratteristica in una partita dove i suoi compagni hanno comunque fatto sanguinare la retina.
      E non dimentichiamoci neanche di Austin Rivers (nonostante la brutta partita contro Michigan State) e Myck Kabongo. Il primo interessa le difese come un senior, lasciando grandi spazi per Dawkins e Curry, mentre il play di Texas ha già flirtato con la tripla doppia alla sua seconda gara stagionale (come Nurideen Lindsay, di St.John’s).
      Ovviamente ora si aspettano notizie da Andre Drummond, visto anche tutto l’hype che si porta appresso.

 

    • Bene anche qualche sleeper tra i primo anno, in particolare Chane Benahan di Louisville (che anche quest’anno fa i conti con la sfortuna, con Marra fuori per la stagione) autore di due doppie doppie ed il canadese Kevin Pangos di Gonzaga, che alla sua seconda apparizione in Ncaa ci ha deliziato con una prestazione da 33 punti e 6 assist.

 

 

    • Visto che abbiamo appena parlato di Texas, una piccola postilla su quanto fatto finora da J’Covan Brown: prima partita 28 punti, 8 assist e 4 rimbalzi, il tutto bissato nella seconda con 35 punti, 6 assist e 6 rimbalzi.
      Non è che Rick Barnes, in una squadra dal talento medio un pò inferiore rispetto alle precedenti abbia trovato un diamantino niente male?

 

    • Grande festa per il Carrier Classic nella strepitosa cornice della portaerei Carl Vinson III.
      Location meravigliosa, gran colpo d’occhio, ma partita che ha lasciato un pò l’amaro in bocca per chi tornava a vedere un pò di pallacanestro a stelle e strisce dopo la mancata partenza della Nba che ha allungato la off-season agli appassionati.
      Come se non bastassero i tanti (troppi) convenevoli iniziali che hanno slittato la partita di una mezz’ora buona, neanche il livello di gioco è stato granchè ed era anche comprensibile, viste le condizioni di gioco ed la superficie su cui correvano.
      Certo che tutto potevo credere tranne che non avrebbero pensato a come evitare che l’umidità attaccasse il campo… ed a farci le spese è stato il povero Brandon Dawson.

 

    • North Carolina comunque ha dimostrato di avere un roster pieno di talento che legittima la prima posizione nel ranking, ma di contro è venuto fuori quanto sia fondamentale nella stagione Kendall Marshall. Il play dei Tar Heels è infatti elemento insostituibile a causa dell’assenza di un’alternativa nel ruolo e nelle caratteristiche.
      Nel Carrier Classic si è visto che nei suoi momenti di stanchezza la luce della squadra si spegne e questo lo si era capito anche lo scorso anno quando ci fu la sostituzione con il partente Larry Drew.
      Per arrivare al taglio della retina finale Williams deve trovare una soluzione a questo quesito, anche perchè il problema si ripercuote pure sulle prestazioni di Harrison Barnes (lo scorso anno ha aumentato di 5 punti di media nel momento in cui Marshall è stato promosso in quintetto)

 

    • Neanche due settimane di partite ed abbiamo già degli upset di tutto riguardo.
      E’ partita Mississippi State che si è fatta prendere in giro da Akron, ricordando a coach Stansbury che questo sarà l’anno più lungo della sua vita.
      Poi ci ha pensato Vanderbilt, battuta dalla difesa sontuosa di Cleveland State su John Jenkins. Si è sentita molto la’assenza dei muscoli di Festus Ezeli, ma con questa i Commodores si sono mangiati ben 12 posizioni nel ranking… 12!

 

    • Nessuna però ha fatto peggio di UCLA, capace di perdere entrambe le partite disputate contro avversari che sulla carta sembravano molto più abbordabili di quanto invece si sono dimostrate.
      Già nella sconfitta contro Loyola Marymount la band di Howland aveva dovuto subire il rimprovero dei fans al grido di “LMU! LMU!”, ma la vera umiliazione si è avuta contro Middle Tennessee, che ha letteralmente schiacciato i Bruins privi del sospeso Reeves Nelson e finendo la gara con un impietoso +20.
      Probabilmente la distanza dal Pauley Pavillion si sente, ma se non riescono a vincere contro due midmajor team di medio livello, allora la situazione si fa già cupa.

 

    • Ci sono altri Bruins che sono a 0 nella casella delle vittorie, ma che al contrario di quelli sopra avrebbero meritato almeno una vittoria. Staimo parlando di Belmont, squadra che gioca a memoria, difende meravigliosamente, è molto divertente da vedere e poco da affrontare.
      Per info chiedere a Duke, che hanno rischiato di inaugurare l’anno al Cameron Indoor con una sconfitta.

 

    • A proposito di squadre divertenti, se trovate Memphis in serata non toglietegli gli occhi di dosso.
      I Tigers di Pastner sono una delle squadre più acerbe, altalenanti ed immature del panorama, ma hanno tanto di quel talento in attacco da essere una mina vagante in qualunque momento.
      E Wesley Witherspoon ha la versatilità per far male sempre ed in ogni modo a questi livelli.

 

    • Una vecchia conoscenza del basket italiano ha fatto il suo esordio sulla panchina di Valparaiso. Stiamo parlando di Bryce Drew, visto da noi con la maglia di Reggio Calabria e autore di uno degli episodi più significativi della storia cestistica dei Crusaders.
      La cosa curiosa è che Bryce è il terzo Drew a ricoprire il ruolo di allenatore nell’ateneo, dopo il padre Howard ed il fratello Scott, che ora ha un pò più di notorietà visto che è alla guida di Baylor.

 

    • E’ ufficiale, abbiamo già il nome dell’anno: vince il premio God’s Gift Achiuwa, freshman di St.John’s.
      Sì, avete capito bene… God’s Gift, ovvero dono del Signore. Ma non crediate che sia finito qui perchè il signor Achiuwa Senior, che ovviamente è un pastore religioso, ha chiamato gli altri suoi 5 figli God’s Will, Promise, Precious, Grace e Peace.
      Potrei anche commentare, ma la lista credo lo faccia da sè.
      PS: il ragazzo comunque è un gran giocatore di post basso, da ammirare.

 

(dal blog Draftology)

Post By Lorenzo Neri (45 Posts)

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One thought on “Le 903 vittorie di Coach K, l’arrivo dei Freshmen e lo strano nome di Achiuwa

  1. Drummond batte i primi colpi stanotte, buonissima doppia doppia, però che schifezza l’1 su otto ai liberi!!!

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