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Siamo a Giugno ed è tempo di NBA Finals. Nella storia ci sono state ovviamente serie molto belle e combattute e altre meno memorabili.

Queste sono a mio modesto parere le NBA Finals più belle di sempre. Enjoy !

10) 1994, Houston Rockets vs New York Knicks 4-3

E’ lo scontro tra due dei tre più grandi centri di quella generazione (l’altro è David Robinson), al netto del giovanissimo Shaq scelto nel 1992. E’ la sfida tra Hakeem Olajuwon e Patrick Ewing.

Houston vince il suo primo titolo e si scrolla di dosso l’etichetta insopportabile di città senza gloria sportiva. Da quel momento sarà, un po’ ottimisticamente, Clutch City.

La differenza è un Olajuwon in stato di grazia che demolisce senza appelli Ewing in 7 partite tiratissime, dominate dalle difese, dove ognuna delle squadre non raggiunge mai i 100 punti segnati in una singola gara.

Durante gara 5 l’America segue la tragicomica avventura di OJ Simpson in fuga dalla polizia ma la serie è viva e spettacolare, una delle più equilibrate della storia NBA.

ICONIC MOMENT

Olajuwon stoppa John Starks sul tiro che avrebbe potuto dare ai Knicks il titolo in gara 6, forzando gara 7 poi vinta

9) 1980, Los Angeles Lakers vs Philadelphia 76ers 4-2

Il miglior Kareem-Abdul Jabbar di sempre annienta i Sixers ed inaugura la dinastia Lakers anni ’80 con l’aiuto decisivo di un rookie, tal Magic Johnson.

Nelle prime Finals con il tiro da tre Doctor J non può opporsi ai dei Lakers finalmente completi e letali. La svolta arriva incredibilmente in gara 5.

Kareem si fa male ad una caviglia, lascia temporaneamente la partita e torna in tempo per portare i Lakers alla vittoria e sul 3-2. Per gara 6 però non c’è niente da fare, resta fuori.

E’ in questo momento che il rookie Magic lo sostituisce nel ruolo di centro, gioca poi tutte e 5 le posizioni in campo e con 42 punti, 15 rimbalzi e 7 assist vince partita e serie.

E’ iconico pur nella sconfitta il layup rovesciato di Doctor J da dietro il tabellone ma quello che ha fatto Magic in gara 6, dal tip-off iniziale, peraltro perso, è una delle pagine più belle della storia del gioco

ICONIC MOMENT

Magic perde il tip-off contro Caldwell Jones ma il solo presentarsi come centro titolare alla palla a due resta nella storia

8) 2010, Los Angeles vs Boston Celtics 4-3

La rivincita di Kobe contro i Celtics, l’atto finale del nuovo capitolo della sfida più bella della storia NBA, versione terzo millennio.

Kobe ha una squadra solida intorno a lui con Phil Jackson in panchina, Boston ha i Big Three (Pierce, KG e Ray Allen) più Rondo, le squadre si equivalgono e infatti si va a gara 7.

KB non tira benissimo ma semplicemente non può perdere. Non può passare alla storia per due sconfitte in due Finals contro Boston, proprio contro loro, i nemici di tutta una vita della franchigia della California.

Dirà candidamente due cose, in maniera molto chiara. Questa vittoria è stata per lui la più bella e soprattutto gli ha dato un grande sollievo. Avrebbe vissuto una vita col fardello enorme di un fallimento troppo atroce da sopportare.

ICONIC MOMENT

Nell’ultimo fotogramma di gara 7 Kobe rincorre la palla e solitario alza il dito al cielo. Il titolo della rivincita è suo

7) 1988, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons 4-3

La nuova dinastia NBA si scontra con la vecchia. I Pistons non sono ancora maturi per battere i Lakers di Kareem e Magic ma portano i campioni fino a gara 7.

In gara 6 Isiah Thomas diventa un eroe per i posteri. A metà terzo quarto si sloga pesantemente la caviglia ma zoppicando resiste e continua a giocare.

Ne segnerà 25 nel solo terzo quarto per 43 totali ma sarà uno sforzo vano perchè Los Angeles la spunta di uno forzando gara 7.

Anche l’ultimo atto sarà una battaglia fino all’ultimo canestro ma i giovani Pistons devono soccombere, i padroni della NBA sono ancora Kareem e Magic.

ICONIC MOMENT

Isiah Thomas su una caviglia sola al Forum, ad un passo dal vincere il titolo

6) 1984, Boston Celtics vs Los Angeles Lakers 4-3

La più bella delle leggendarie Finals anni ’80 tra i Lakers di Kareem e Magic e i Celtics di Larry Bird va verso Boston. Sette partite di uno spettacolo mai visto prima, nel pieno di una rivalità che commuove ancora oggi, anche per chi come me non l’ha potuta vivere in diretta perché nato a metà decennio.

Larry Bird serve sul piatto la sua rivincita e sarà MVP, ci saranno anche due overtime a suggellare un equilibrio quasi perfetto.

ICONIC MOMENT

Gara 2, i Lakers sono in vantaggio e vanno per il 2-0 quando Gerald Henderson ruba palla su un passaggio di James Worthy e segna il layup del pareggio.

5) 1970, New York Knicks vs Los Angeles Lakers 4-3

Il primo titolo per i Knicks arriva solo in gara 7, battendo una squadra con Wilt Chamberlain e Jerry West, due tra i più grandi del proprio rispettivo ruolo.

Due i momenti da ricordare. Jerry West segna sulla sirena da ben dietro la metà campo per pareggiare gara 3 e Willis Reed entra a sorpresa al Garden per gara 7 dopo un devastante infortunio alla coscia.

Segnerà i primi due canestri per NY e gli unici della sua gara ma il suo esempio guiderà i compagni ad una prova di cuore contro rivali più forti.

Walt Frazier finirà con 36 punti e 19 assist, nella Big Apple si può finalmente festeggiare un trionfo NBA.

ICONIC MOMENT

Willis Reed entra in campo nello stupore generale del Garden per gara 7

4) 2013, Miami Heat vs San Antonio Spurs 4-3

La serie del tiro miracoloso di Ray Allen, un instant classic, per mandare la partita in overtime e soprattutto per evitare la vittoria del titolo già quasi in tasca per i San Antonio Spurs.

LeBron James risolverà poi gara 7 con 37 punti e 12 rimbalzi, segnando diversi canestri decisivi nell’ultimo quarto e portando quindi a compimento la redenzione contro chi lo voleva poco incisivo nei momenti che contano.

Sarà comunque l’ultimo trionfo della dinastia Heat versione LeBron e D Wade, l’anno dopo gli Spurs otterranno la rivincita e LeBron sarà già pronto per il secondo capitolo in maglia Cavs.

ICONIC MOMENT

Ray Allen salva i Miami Heat con una tripla dall’angolo

3) 1969, Boston Celtics vs Los Angeles Lakers 4-3

Non basta avere ai Lakers il centro e il giocatore in quel momento più dominante della storia NBA, Wilt Chamberlain, tra i Celtics e i gialloviola in quegli anni non c’è tanto da argomentare, alla fine la spunta sempre Boston.

L’ultimo anello per Bill Russell, qui anche allenatore, è il numero 11 in 13 anni ed è il più inaspettato e sofferto.

Ci ricorderemo per sempre questa serie per il titolo di MVP delle Finals di Jerry West, per la prima e unica volta nella storia dato ad un giocatore della squadra perdente.

ICONIC MOMENT

Don Nelson segna un improbabile canestro in gara 7, i Celtics scappano e andranno a vincere

2) 2016, Cleveland Cavaliers vs Golden State Warriors

La missione per LeBron è compiuta. Cleveland ha il suo titolo grazie al ragazzo di casa, il primo negli sport maggiori pro in oltre 50 anni.

I Warriors sono avanti 3-1 nella serie, poi semplicemente LeBron sale di livello e si prende un anello insperato contro la squadra che aveva appena postato in regular season il record all-time a 73-9.

Nel quarto periodo di gara 7 c’è una sua stoppata decisiva prima del tiro della staffa di Irving. “Cleveland ! This is for you”.

ICONIC MOMENT

LeBron nega a Iguodala il canestro per portare i Warriors in vantaggio con meno di due minuti dalla fine di gara 7

1) 1998, Chicago Bulls vs Utah Jazz 4-2

C’è un piccolo conflitto d’interessi ma onestamente non posso sceglierne un’altra. Le mie prime Finals viste dall’inizio alla fine sono anche le più belle.

E’ l’ultimo canto di Michael Jordan e della sua dinastia, 6 titoli in due Three-peat, il più grande di sempre lascia (noi sappiamo che poi è tornato in realtà) da vincente.

Una menzione più che d’onore ai Jazz. Karl Malone e John Stockton avrebbero meritato più fortuna in carriera, c’è solo da rendergli gloria per come hanno giocato. Hanno semplicemente incrociato la loro strada verso il titolo con “The GOAT” e ne escono a testa alta.

ICONIC MOMENT

The shot”, MJ vince il sesto titolo col canestro decisivo in gara 6

Post By Mick (100 Posts)

"E qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure..."

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