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L’ANALISI DELLA SERIE

Gli Houston Rockets e i Minnesota Timberwolves approdano ai Playoffs da presupposti per molti versi opposti; in Texas D’Antoni è riuscito a tradurre in modo pressoché perfetto le sue idee cestistiche, producendo una stagione da urlo con un sicuro MVP come il Barba e 65 vittorie in carniere, sufficienti per garantirsi il fattore campo fino alla Finals. Tom Thibodeau non è riuscito nell’impresa di trasformare i Wolves nella riedizione dei suoi Chicago Bulls, e s’è qualificato per i PO (ed è comunque un risultato, visto che mancavano da 14 anni) nello scontro diretto contro i Nuggets, all’ottantaduesima partita, con 31 punti di Butler. Da una parte quindi, l’oliatissima macchina guidata da James Harden e Chris Paul, dall’altra, troviamo un roster misterioso, cui non basteranno i pretoriani di Thibs (Rose, Butler e Gibson) per aver ragione dei Rockets, e anche per questo siamo curiosissimi di vedere come si comporterà Karl-Anthony Towns contro Capela, unico match-up che potrebbe aggiungere pepe ad una serie a senso unico, come attesta il risultato della RS: 4-0 per i Rockets, e un +63 di differenza punti sui Timberwolves (rimediando anche l’infortunio che ha tenuto ai box Jimmy Butler).

LO STATO DI FORMA

Houston ha chiuso la Regular Season dosando le energie e, udite-udite, allungando un pochino le rotazioni (che D’Antoni abbia imparato la lezione?). Dopo l’addizione estiva di Paul c’era grande interesse per una formazione che 12 mesi fa s’era prodotta in un basket interessante, salvo poi essere punita in modo severo e inappellabile dai San Antonio Spurs. James Harden ha guidato la riscossa, mettendo a referto una grande stagione durante la quale i Rockets sono sembrati a tratti irresistibili, tirando più triple che tiri da due (!) e regalandosi il miglior NetRtg dell’intera NBA. Il tallone d’Achille del basket dantoniano è sempre emerso ai Playoffs, quando gli staff tecnici avversari si concentrano su uno specifico avversario e disegnano una difesa su misura. In questo senso Thibodeau è uno dei clienti peggiori che poteva capitare all’ex milanese, perché al netto della disfunzionalità del roster di Minnesota, pochi allenatori vantano abilità difensive comparabili alla sua. Thibs proverà a “convincere” i Rockets a tirare dalla media, ma l’ex assistente di Doc Rivers dovrà lottare anche contro la disfunzionalità difensiva dei suoi uomini. Houston dovrà essere abile nell’incanalare cinicamente la serie sui propri binari nelle due partite del Toyota Center, in modo da spegnere subito gli ardori dei giovani lupi e del Target Center, dove si disputeranno Gara 3 e 4.

I PROTAGONISTI

James Harden è atteso a dei Playoffs degni di un MVP, e quindi tutti si aspettano che sia lui a guidare la carica, non solo in termini di produzione offensiva, quanto di personalità, il che vuol dire continuare a restare “accesi” anche in serata no; una serie al primo turno contro Jimmy Butler dirà molto circa la sua reale maturazione, anche perché in RS contro i Wolves ha tenuto medie di tutto rispetto (27.3 punti, 3.5 rimbalzi e 10.3 assists) ma ha anche tirato col 38.5%. Chris Paul è un cestista più maturo, come attesta la facilità con cui si è calato in una squadra dall’identità definita, elevandone il rendimento. La sfida contro Jeff Teague dovrebbe essere a senso unico, e se Butler darà filo da torcere al Barba, spetterà a lui prendersi il proscenio. Jimmy Butler è sbarcato in Minnesota per cambiare la cultura del club, è c’è riuscito solo in parte, ma non s può dire che non abbia provato a guidare con l’esempio; in questa serie le sue doti two-way saranno cruciali, perché ci sarà da difendere su Harden (e magari limitarne le 10.1 gite in lunetta di media) ma dovrà impegnarlo anche in attacco quando se ne presenterà l’occasione. D’Antoni tenterà ovviamente di nascondere la pigrizia difensiva della sua stella dirottandola su Andrew Wiggins (mettendo Ariza su Jimmy Buckets) e il giovane canadese dovrà battere un colpo e usare il suo atletismo per provare a battere Harden dal palleggio con continuità. Anche sotto canestro non mancheranno i duelli individuali, con lo svizzero Clint Capela a marcare KAT in un duello interessante sia sotto il profilo tecnico (Towns proverà a toglierlo da sotto canestro tirando da fuori, Capela tenterà di aggredirne la pigrizia difensiva con la mobilità) sia sotto quello caratteriale: Capela è un cestista giovane ma che conosce il suo ruolo di specialista d’alto bordo (78% dal campo contro i Wolves). Karl-Anthony è una potenziale superstar che però accumula cifre fini a sé stesse, e non dà mai l’impressione d’aver dentro il fuoco sacro dei grandissimi. Ci smentirà?

LE POSSIBILI SORPRESE

In una sfida di stelle, potremmo ritrovarci a raccontare le gesta delle due ali piccole, cioè Trevor Ariza e Andrew Wiggins. Il primo dovrà limitare Butler e continuare ad attaccare negli spazi aperti dalle superstar, mentre il secondo dovrà provare a giocare una pallacanestro assertiva, senza accontentarsi di quel che Harden concederà, attaccando a ripetizione il canestro e cercando di costringere la difesa di Jeff Bzdelik a fare delle scelte. Peseranno molto le prestazioni di P.J. Tucker per i Rockets, e Taj Gibson per Minnesota. Dovessero elidersi nel rendimento, il destino della serie tornerebbe nelle mani delle stelle, ma se uno dei due dovesse trovarsi in difficoltà sui cambi, ciò potrebbe aprire una voragine nello scacchiere tattico del confronto. Non dimentichiamo poi i veteranissimi in uscita dalla panchina: Nene e Jamal Crawford; difficilmente reciteranno monologhi, ma potrebbero trovarsi al posto giusto, al momento giusto per pronunciare poche battute memorabili. Difficile invece immaginare che i vari Jones, Rose, Bjelica e Dieng possano aver la meglio su Ryan Anderson, Green e soprattutto su Eric Gordon.

IL PRONOSTICO

Minnesota ha tanto talento, ma è divisa tra l’anima di Thibs e quella di KAT, talentuoso, ma troppo poco cattivo per fare la differenza al netto degli urlacci alla KG che piazza qua e là (sembrano una recita più che un’autentica dimostrazione di ferocia agonistica). Ci si riempie la bocca di statistiche avanzate, ma poi lo si giudica per punti e rimbalzi; a noi non importa che chiuda la serie con 30 e 15; sarebbero meglio magari 7 rimbalzi ma facendo tagliafuori, meno punti, ma segnati nei momenti in cui la squadra è in difficoltà. Non penso che basterà per battere Houston, ma sarebbe il segnale di una crescita incoraggiante. Il pronostico è un 4-1 netto a favore di Houston.

Post By Francesco Arrighi (208 Posts)

Seguo la NBA dal lontano 1997, quando rimasi stregato dalla narrazione di Tranquillo & Buffa, e poi dall'ASB di Limardi e Gotta. Una volta mi chiesero: "Ma come fai a saperne così tante?" Un amico rispose per me: "Se le inventa". @francescoarrigh

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