La Atlantic Division sta faticosamente cercando di risollevarsi dopo anni e anni di sostanziale mediocrità.

Se le due squadre della Grande Mela non sembrano aver fatto particolari passi in avanti, per Philadelphia potrebbe essere finalmente arrivato il momento di conquistarsi un posto al sole.

Toronto resta una formazione solida ma che forse ha già dato il suo meglio, mentre i Celtics sono pronti a sferrare l’attacco decisivo alla pluriennale egemonia di King James.

Vediamo nel dettaglio i roster e le possibilità delle singole franchigie.

BROOKLYN NETS

Quintetto: Jeremy Lin (PG) – D’Angelo Russel (SG) – Rondae Hollis-Jefferson (SF) – Trevor Booker (PF) – Timofey Mozgov (C)

Panchina (primi 5):  Caris LeVert (G) – Allen Crabbe (G/F) – Sean Kilpatrick (G) – DeMarre Carrol (F) – Jarrett Allen (C)

Allenatore: Kenny Atkinson

Punto di forza: Diversi giovani con potenziale, soprattutto tra le guardie

Punto di debolezza: Una frontline ai limiti dell’indecenza

Analisi: I Brooklyn Nets nella prossima stagione avranno un tifoso speciale, ancor più di Jay Z o Beyonce. Quel tifoso si chiama Danny Ainge, che ha ceduto la pick dei Nets per il 2018 all’interno della trade Irving-Thomas di cui tanto si è parlato.

Se i Nets faranno schifo come molti si aspettano (e come hanno dimostrato di saper fare nel passato più o meno recente), tale pick si tradurrà molto probabilmente in uno tra Doncic, Bagley e Porter, ossia tre potenziali superstar. Se invece il roster allestito da Sean Marks, con le limitazioni imposte da una situazione di partenza letteralmente ingestibile, si dimostrerà in grado di raggiungere almeno le 25/30 vittorie, il giudizio sull’operato del GM dei Celtics guadagnerebbe ulteriori punti di merito.

Con tutto il rispetto per i loro tifosi italiani (?), questo mi sembra l’unico spunto di interesse per la prossima stagione dei Nets. Ok, Russell è una scommessa che potrebbe pagare dei dividendi, anche se nel pacchetto è arrivato anche Mozgov con annesso contratto-capestro. Ma a meno di una Linsanity 2.0 dubito che dalle parti di Brooklyn ci sarà la possibilità di provare il brivido della vittoria con particolare continuità.

Record 2016/17: 20-62

Previsione 2017/18: 22-60

 

NEW YORK KNICKS

Quintetto: Frank Ntilikina (PG) – Tim Hardaway (SG) – DougMc Dermott (SF) – Kristaps Porziņģis (PF) – Enes Kanter (C)

Panchina (primi 5): Courtney Lee (G)  Mindaugas Kuzminskas (F) – Michael Beasley (F) – Joakim Noah (C) – Guillermo Hernangómez (C)

Allenatore: Jeff Hornacek

Punto di forza:  Phil Jackson non è più il presidente dei Knicks

Punto di debolezza: James Dolan è ancora il proprietario dei Knicks

Analisi: I tifosi di New York di certo non possono lamentarsi, perché la loro franchigia non smette mai di fare notizia. Peccato sia quasi sempre (ok, sempre) per le ragioni sbagliate e che se invece parliamo di basket giocato di motivi per disperarsi ce ne siano a bizzeffe.

L’era Jackson si è chiusa con un record complessivo di 80-166, che per un corrispettivo di 12 milioni di dollari a stagione credo possa portare il concetto di “cattivo affare” a vette mai raggiunte nella storia. I problemi però non sono evaporati con la partenza dell’ex Coach Zen, perché anche se Carmelo Anthony non è più l’elefante nella stanza, non è che al suo posto sia arrivata poi ‘sta gran merce di scambio e inoltre il cadavere di Joakim Noah ha ancora un armadietto con il suo nome al Madison Square Garden.

Per fortuna c’è Porzingis, che per quanto visto ad Eurobasket si appresta a diventare uno dei dominatori di questa Lega, mentre il rookie francese Ntilikina al momento è già stato ospite dell’infermeria, forse nell’attesa che il management dei Knicks impari almeno a scrivere correttamente il suo nome. Playoff? Già erano un miraggio con Anthony, ora che a difendere (sic) l’area è arrivato Kanter faranno già fatica a non chiudere ultimi la Division.

Record 2016/17: 31-51

Previsione 2017/18: 24-58

 

PHILADELPHIA 76ERS

Quintetto: Markelle Fultz (PG) – J.J. Redick (SG) – Ben Simmons (SF) – Dario Šarić (PF) – Joel Embiid (C)

Panchina (primi 5): T.J. McConnell (G)  Nik Stauskas (G) – Amir Johnson (F/C) – Robert Covington (F) – Jahlil Okafor (C)

Allenatore: Brett Brown

Punto di forza: Hype alle stelle e talento grezzo in quantità industriale

Punto di debolezza: Da queste parti i giocatori si rompono con frequenza devastante

Analisi: Dopo anni di #TrustTheProcess siamo arrivati al definitivo redde rationem. O si comincia a vincere oppure le tesi sulla presunta genialità di Sam Hinkie vanno definitivamente gettate nella spazzatura (nella mia ci sono già).

I nuovi Fab Four Fultz, Simmons, Saric ed Embiid sono chiamati a dimostrare di avere tutte le potenzialità che gli addetti ai lavori e i tifosi gli attribuiscono, perché la pazienza ha un limite e dopo anni di tanking questo è il momento di cambiare marcia. Il roster è profondo, ben costruito (la presa di J.J. Reddick potrebbe essere più importante di quanto si pensi e Covington è un giocatore ipersottovalutato) e futuribile, anche se come sempre il primo problema sarà tenere i giocatori lontani dall’infermeria.

Prevedere i playoff mi sembra fin troppo ottimistico, perché ci sono troppi giovani e poco chilometraggio NBA, ma almeno 35 vittorie sono un obiettivo obbligato.

Record 2016/17: 28-54

Previsione 2017/18: 37-45

 

TORONTO RAPTORS

Quintetto: Kyle Lowry (PG) – DeMar DeRozan (SG) – Norman Powell (SF) – Serge Ibaka (PF) – Jonas Valančiūnas (C)

Panchina (primi 5): Delon Wright (G) – C.J. Miles (F) – OG Anunoby (F) – Pascal Siakam (F/C) – Lucas Nogueira (C)

Allenatore: Dwayne Casey

Punto di forza: Un quintetto di ottimo livello

Punto di debolezza: Panchina corta, molto corta

Analisi: I Toronto Raptors quest’estate hanno dovuto risolvere un grosso dilemma: dare fiducia ad un roster che ha saputo raggiungere almeno la semifinale di conference per due anni consecutivi oppure smantellare tutto e ricostruire? Barrare la risposta A, perché i contratti multimilionari che il GM Masai Ujiri ha fatto firmare a Lowry e Ibaka hanno sostanzialmente blindato il quintetto base (con la novità Norman Powell che l’anno scorso ha mostrato lampi interessanti) per tentare un nuovo assalto al trono dell’Est di King James e i suoi Cavaliers.

Il problema è che all’equazione si sono aggiunti di prepotenza i Boston Celtics, che con le acquisizioni di Irving e Hayward non solo sono diventati i favoriti d’obbligo della Atlantic Divison ma forse anche dell’intera Eastern Conference.

Per i Raptors le cose si sono quindi complicate, inoltre il fisico del buon Lowry ma sta cominciando a scricchiolare e le statistiche del giocatore hanno dimostrato di non gradire particolarmente il basket che si gioca nei playoff. DeRozan è al top della carriera, ma a meno che Valanciunas non si decida finalmente ad esplodere (ma sto perdendo le speranze) temo che di arrivare in fondo anche questa volta non se ne parli.

Record 2016/17: 51-31

Previsione 2017/18: 48-34

 

BOSTON CELTICS

Quintetto: Kyrie Irving (PG) – Marcus Smart (SG) – Gordon Hayward (SF) – Marcus Morris (PF) – Al Horford (C)

Panchina (primi 5): Jaylen Brown (G)  Jayson Tatum (F) – Terry Rozier (G) – Semi Ojeleye (F) – Aron Baynes (C)

Allenatore: Brad Stevens

Punto di forza: Irving e Hayward sono due All Star e Stevens è un genio del basket

Punto di debolezza: Ainge ha speso quasi tutte le cartucce faticosamente accumulate, ma la sensazione è che al roster manchi ancora qualcosa 

Analisi: Dopo anni spesi a fare le giudiziose formichine, i Celtics in questa offseason hanno deciso di andare all-in: via la prima scelta assoluta di quest’anno e via l’ambitissima pick dei Nets per il 2018, oltre al piccolo grande uomo Isaiah Thomas e ai gladiatori Crowder e Bradley. In cambio sono arrivati Jayson Tatum, Marcus Morris ma soprattutto Kyrie Irving e Gordon Hayward.

Se fino a due mesi fa 28 GM su 30 (a Golden State stanno abbastanza bene così) avrebbero voluto trovarsi nei panni di Danny Ainge, adesso le fiches sono sul piatto e bisognerà vedere se le carte in mano saranno sufficienti per garantirsi quantomeno la finale NBA, altrimenti il bilancio finale non potrà essere positivo.

Il roster è profondo ma un po’ sbilanciato nel settore ali, mentre non è stato apparentemente risolto il problema a rimbalzo che tanto ha fatto penare i biancoverdi nelle ultime stagioni. La squadra è inoltre molto diversa rispetto a quella dell’anno scorso e credo avrà bisogno di diversi mesi prima di rendere al meglio, per quanto avere Stevens in panchina sia un vantaggio non da poco.

Basterà? Per quest’anno personalmente credo di no, ma sarà sicuramente divertente scoprirlo.

Record 2016/17: 53-29

Previsione 2017/18: 56-26

Post By Giorgio Barbareschi (47 Posts)

Ex pallavolista ma con una passione ventennale per il basket NBA e gli sport americani in generale. Tifoso dei Mavericks, di Duke e dei '49ers, si ispira a Tranquillo e Buffa ma spera vivamente che loro non lo scoprano mai.

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One thought on “Atlantic Division: Preview 2017-2018

  1. Concordo sostanzialmente con le previsioni, ma darei un po’ di credito in più ai Nets. Il roster è abbastanza buono e sufficientemente profondo: sulla carta il miglioramento è netto (non nel settore ali). Potrebbero sorprendere positivamente e magari conquistare i play off (non dimentichiamoci che siamo a Est…). Per il resto Boston è già più forte di Cleveland, Philadelphia ha un potenziale mostruoso, Toronto sarà una delle sorprese negative (quintetto in fase calante e drammaticamente senza cambi all’altezza) e New York è una strana accozzaglia non priva di classe, ma piena di punti di domanda. Personalmente considero Beasley e McDermott molto sottovalutati.

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