Regola numero uno del Fantabasket: “NON scambiare giocatori con una diretta concorrente alla vittoria finale, perché se sbagli la trade avrai perso due volte”. Così recita il manuale del buon fantamanager, ma evidentemente Danny Ainge e Koby Altman devono aver perso la loro copia da qualche parte.

Già, perché quello che è andato in porto ieri non è solo l’ultimo scambio di una offseason incredibilmente scoppiettante, ma anche il più importante e di impatto sugli equilibri futuri della Lega, se non altro per quanto riguarda la tanto bistrattata Eastern Conference. A muoversi sono infatti due All Star, dei quali uno è un secondo quintetto All NBA da quasi 29 punti a partita e l’altro uno dei più devastanti attaccanti di uno-contro-uno dell’intera Lega nonché probabilmente il miglior closer sulla piazza.

Facciamo un po’ d’ordine e partiamo dai fatti: nella serata di martedì i Cavaliers e i Celtics hanno raggiunto un accordo per una trade che spedirà in Ohio Isaiah Thomas, Jae Crowder, Ante Zizic e la prima scelta (non protetta) dei Nets del 2018 in cambio di Kyrie “Uncle Drew” Irving. Una mossa che solo un paio di mesi fa sarebbe stata impensabile, ma che è stata resa necessaria dalla volontà espressa dallo scudiero (evidentemente ribelle) di LeBron James di lasciare Cleveland, per uscire dall’ombra del Prescelto e andare a governare un altro reame per conto suo. Dall’altro lato anche Boston evidentemente era stimolata a muovere Thomas, anche perché il folletto di Washington sarebbe stato in scadenza la prossima estate e pareva intenzionato a richiedere un max contract che la dirigenza del Massachusetts non voleva concedere. E così, domanda e offerta si sono incontrate per l’ennesima volta e ad una prima analisi questo sembra essere uno scambio che accontenti entrambe le parti.

Boston era rimasta un po’ con il cerino in mano dopo che Paul George e Jimmy Butler si erano accasati per un tozzo di pane rispettivamente ad Oklahoma City e a Minneapolis, ma era stata pur sempre in grado di accaparrarsi Gordon Hayward strappandolo agli Utah Jazz. Con l’arrivo di Irving si assicura i servigi di uno dei più forti attaccanti del mondo e fa un passo avanti nella costruzione di una squadra che nei prossimi tre-quattro anni sarà sicuramente una delle principali contender al titolo NBA.

Uncle Drew, sotto contratto fino a Giugno 2019 con una Player Option per la stagione successiva, è uno dei primi 10-15 giocatori della Lega, ha solo 25 anni e ulteriori margini di crescita. Nonostante le fredde cifre della regular season sembrino dire il contrario, è già oggi un giocatore superiore a Thomas, non foss’altro per una questione di taglia fisica e per i minori problemi di accoppiamento che origina nella metà campo difensiva. Arriva a Boston con tanta voglia di dimostrare il suo valore lontano dall’ombra scomoda di James e troverà una squadra di qualità, ambiziosa e allenata benissimo, anche se molto rinnovata rispetto alla passata stagione e che quindi necessiterà di un periodo di transizione prima di poter esprimere in toto il suo potenziale.

Irving sembra un fit perfetto per l’attacco dei Celtics e verrà inserito in un sistema in cui avrà molto la palla in mano, ma in cui potrà anche operare off-the-ball grazie alle capacità di playmaking di Horford e Hayward, in un quintetto che con le aggiunte di Tatum e Brown potrà avere un potenziale offensivo letteralmente devastante. Difensivamente invece gli equilibri andranno creati con molta pazienza, perché Irving è un buon ladro di palloni grazie alle mani veloci e agli istinti sulle linee di passaggio, ma è un difensore di uno contro uno abbastanza rivedibile e distratto. Boston ha perso in questa offseason oltre a Crowder anche Avery Bradley, ossia i due principali stopper della squadra e Smart non potrà occuparsi di tutti gli avversari allo stesso tempo, quindi una crescita dell’efficacia globale passerà da un necessario miglioramento delle attitudini difensive di Irving e compagni.

Se per Boston la trade sembra quindi essere positiva, visto dal lato di Cleveland lo scambio assume quasi i contorni di un capolavoro. Quando un giocatore di punta esprime pubblicamente la volontà di essere ceduto mette sempre la sua dirigenza in difficoltà, perché le altre franchigie sono restie ad offrire contropartite interessanti sapendo di avere il coltello dalla parte del manico. E invece i Cavs, tra l’altro con una situazione dirigenziale molto complessa dopo l’addio dell’ex GM David Griffin, risolvono la questione portandosi a casa un pacchetto di assoluta qualità che apre per loro diverse strade interessanti.

Se infatti l’arrivo di Thomas al posto di Irving non sbilancia poi troppo il livello qualitativo del quintetto (perché giova ricordare che, seppur alto sì e no un metro e settanta, il piccolo Isaiah si è reso protagonista di una stagione irreale in cui è stato un credibile candidato al premio di MVP), la trade ha portato in dote diversi vantaggi:

  1. ha abbassato il salary cap dei Cavs
  2. ha aumentato il valore della panchina
  3. ha portato un barlume di speranza su un eventuale futuro senza LeBron James.

Vediamo di analizzare questi tre aspetti un po’ più nel dettaglio. La rinuncia al contratto di Irving in favore di quelli più leggeri dei tre giocatori acquisiti da Boston permetterà al proprietario dei Cavs Dan Gilbert di risparmiare nel prossimo futuro quasi 30 milioni di luxury tax. Irving avrebbe infatti incassato circa 39 milioni nei prossimi due anni, mentre Thomas guadagna cifre “ridicole” per il valore del giocatore (poco più di 6 milioni da qui a giugno), Crowder ha uno degli accordi qualità-prezzo più vantaggiosi dell’intera Lega (21 milioni in tre anni) e Zizic ha un contratto da rookie fino al 2021. Tutto dipenderà da quanto accadrà il prossimo luglio, perché la permanenza o l’addio di James e la riconferma o meno di Thomas potrebbero riportare alle stelle il cap o farlo scendere su cifre più “umane” (a scapito di un crollo verticale della competitività), ma intanto qualche soldino verrà risparmiato e questo non dispiace nemmeno nella NBA dei multimiliardari.

Il secondo vantaggio per i Cavs in questo scambio è la crescita di valore nei giocatori di contorno. Già la firma, al minimo salariale, di Derrick Rose era stato un deciso upgrade rispetto alla salma di Deron Williams vista nella passata stagione, ma l’inserimento di Crowder e Zizic apre diversi scenari interessanti. L’ala da Marquette è forse un po’ sopravvalutato come tiratore da tre ma è il difensore sulle ali di cui Cleveland aveva un disperato bisogno e si può accoppiare bene contro lo spauracchio Kevin Durant (o perlomeno meglio di molti altri) in caso di nuova finale contro i Warriors. Il suo arrivo permetterà a James di rifiatare qualche minuto in più e di giocare più stabilmente da numero 4, posizione in cui si trova maggiormente a suo agio in questa fase della sua carriera. Anche l’ingresso a roster di Zizic non è da sottovalutare, perché il giovane croato (23esima scelta del draft 2016) non sarà un grande atleta ma ha proprietà tecnica per giocare vicino a canestro, cosa che Channing Frye non può fare, e sarà un ottimo backup per Tristan Thompson.

Infine la scelta di Brooklyn, dove troviamo il vero valore aggiunto di questa trade per Cleveland. Nel probabile caso in cui i Nets facciano ancora schifo come nel loro recente passato (gli arrivi di Russell, Crabbe e Carrol potrebbero migliorare un po’ il rendimento complessivo, ma non ci conterei troppo), questa scelta si tramuterebbe infatti in una delle prime 4-5 chiamate in un draft molto ricco di talento come quello che sta per arrivare. Porter, Bagley, Ayton, Bamba e Doncic sono tutti potenziali franchise player su cui i Cavs potrebbero cominciare a ricostruire in caso di addio di LeBron James nell’estate del 2018.

Insomma, questa trade è un bel biglietto da visita per il nuovo GM Koby Altman, che in caso di quadratura del cerchio potrebbe essere un candidato al il premio di Executive of the Year. Dall’altro lato Ainge ha finalmente deciso di mettere sul piatto i suoi asset, sacrificando una delle due potenziali top pick a sua disposizione (l’altra è quella dei Lakers che sarà utilizzabile se cadrà tra la 2 e la 5) per mettere le mani su uno dei potenziali top player della Lega per gli anni a venire.

Resta solo un dubbio: non è che i Celtics abbiano pagato Irving un po’ troppo? Avranno inciso le voci sulle condizioni di salute di Thomas, infortunatosi all’anca nel corso degli ultimi playoff? Nella recente NBA abbiamo visto giocatori franchigia cambiare casacca per molto meno di quanto pagato da Boston per la stella dei Cavs. Molto probabilmente, se avesse voluto includere la pick dei Nets Ainge avrebbe potuto portare a casa uno tra George o Butler e al contempo mantenere in roster anche Isaiah Thomas, presentandosi quindi ai nastri di partenza della prossima stagione con una formazione ancor più competitiva di quella attuale. L’impatto di una trade, specialmente se così importante come questa, può essere valutato solo negli anni successivi, quindi per ora non ci resta che attendere la prima giornata di stagione regolare in cui, ironia della sorte, Irving e Thomas si troveranno subito di fronte a casacche invertite.

Prima di chiudere il pezzo vorrei tornare nel mondo del fantabasket per proporvi un’intrigante scenario: e se Cleveland decidesse di usare la scelta dei Nets per portare in Ohio Carmelo Anthony? Basterebbe un superquintetto Thomas-Rose-Anthony-James-Love per buttare giù dal trono l’invincibile armata dei Golden State Warriors? Fateci sapere la vostra opinione nei commenti.

Post By Giorgio Barbareschi (46 Posts)

Ex pallavolista ma con una passione ventennale per il basket NBA e gli sport americani in generale. Tifoso dei Mavericks, di Duke e dei '49ers, si ispira a Tranquillo e Buffa ma spera vivamente che loro non lo scoprano mai.

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12 thoughts on “Una trade diversa dalle altre

  1. Pur ipotizzando uno scenario di fantabasket, non scambieranno mai la scelta dei nets nemmeno sotto tortura, è un paracadute troppo importante nel caso lebron decidesse di andare via.
    A seconda di come vanno Rose e Thomas potrebbero decidere di utilizzare il secondo come pedina di scambio per Anthony ma non so se ne valga veramente la pena

    • Ciao. Sono d’accordo anche io, ho citato la possibilità ma non ci credo granchè. Con tutta la fatica che hanno fatto per prenderla… Thomas per arrivare ad Anthony non credo sia un’opzione perchè i Knicks sperano ancora di prendere qualcosa che non sia un giocatore in scadenza il giugno prossimo (puntano a giovani e/o scelte)

  2. Non so quanto sia fantabasket, ma (in teoria le possibilità ci sono) se Anthony arriva da NY e Wade dato in buyout dai Bulls arrivassero davvero a Cleveland a dar “una mano” al caro amico Bron-Bron, bè sinceramente se fossi Steve Kerr non dormirei proprio sereno sereno…
    Non credo succederà, non ci credo nemmeno se lo vedo come diceva mia nonna…ma se succede

    Thomas-JR-Anthony-James-Love con Rose, Wade dal pino??

    • Ciao. Il buyout a Wade è un’opzione possibile ma se anche andasse in Ohio non so quanto potrebbe avvicinare i Cavs ai Warriors. Anthony al momento sposterebbe di più, anche se bisognerebbe poi trovare qualcuno che difenda… Comunque sognare non costa niente!

  3. Thomas – Rose – Anthony – James – Love con Wade 6th fanno 4-0 4-0 4-0 4-0 nei playoff Nba 2010-2011

  4. Direi che Thomas é sicumente un prospetto anche per il futuro… mentre Carmelo é un prospetto in discesa… onestamente non li scambierei se fossi nei cavs!

    • Ciao. Anche Thomas a 29 anni non è più un ragazzino ma sicuramente è all’apice della carriera, mentre Anthony è sicuramente già in fase calante. Ma per il gioco dei playoff (e anche, se non soprattutto, in prospettiva Warriors) Melo potrebbe essere più adatto al gioco dei Cavs. Ok che non difende, ma è più facile da accoppiare ad un Iguodala ad esempio. Thomas non potrebbe marcare nessuno e i Warriors non ti permettono di nascondere un difensore così limitato.

  5. Non so…a me Thomas non convince del tutto. Mi sembra improbabile che ripeta la stagione “irripetibile” appena trascorsa. Ho dubbi sulla sua tenuta. La perdita di Irving è invece netta e sicura. Crowder è buono, ma il resto è incerto e fumoso. Specularmente, Boston guadagna uno di quei pochi giocatori in grado di spostare gli equilibri della lega. Perde l’ottimo Thomas e il buon Crowder è vero, ma per me ci guadagna lo stesso. E non dimentichiamoci di Hayward che è un altro super acquisto…
    E’ fantabasket, ma Melo a Cleveland con il Re e Rose + Thomas e Love e magari Wade è molto stuzzicante. Qualche anno fa non ce ne sarebbe stato per nessuno, ma oggi i Warriors sarebbero ancora superiori.

    • Ciao. Tutto dipende da quanto Cleveland vuole andare All-in questa stagione. Se vuole puntare il tutto per tutto (magari ricevendo rassicurazioni da James sulla sua permanenza) Anthony e Wade possono avere un senso. Così come sono, con Irving o con Thomas, non sono ancora al livello dei Warriors…

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