Dopo tanta attesa, stanotte sarà finalmente il momento del Draft NBA 2017, che andrà in scena dal Barclays Center di Brooklyn, New York.

Qualche settimana fa avevamo pubblicato il nostro primo Mock Draft, oggi vediamo quali sono stati i principali cambiamenti nei ranking, cercando di interpretare le voci di corridoio, le opinioni degli addetti ai lavori e i risultati dei workout sostenuti dagli atleti. Eccovi quindi la versione 2.0 (e ultima) del Mock Draft di Play.it USA per il 2017.

 

1. Markelle Fultz (Washington – Freshman)

PG (1,93 mt x 88 kg) 23,3 pts – 5,7 reb – 5,9 ast

Rispetto al mio primo articolo, non è cambiato il nome della prima scelta assoluta ma è cambiata la maglia (prima ancora il cappellino) con cui lo si vestirà. I Boston Celtics infatti hanno ceduto il loro diritto di chiamata ai Philadelphia 76ers, in cambio della loro terza pick in questo draft e di una futura prima scelta, che potrebbe essere quella del 2018 dei Lakers (se cadrà tra la 2 e la 5) altrimenti quella dei 2019 dei Kings o degli stessi Sixers (la più alta delle due, con esclusione della prima assoluta). L’ambiente di Philadelphia ha già praticamente annunciato al mondo intero che la scelta cadrà sul playmaker da Washington University, anche tramite una foto abbastanza esplicativa, quindi a meno di clamorosi cataclismi il primo nome chiamato da Adam Silver sarà appunto quello di Fultz. Per l’analisi dei suoi pregi e dei suoi difetti vi rimando all’ottimo profilo fatto da Francesco Arrighi, di certo i Sixers hanno un disperato bisogno di un giocatore come lui, che andrà a completare un roster di sicuro talento ma ad oggi decisamente scoperto nella posizione di guardia. Ho solo un dubbio: ma se Fultz è così forte come molti dicono, perché mai i Celtics avranno passato la mano?

 

2. Lonzo Ball (UCLA – Freshman)

PG (1,98 mt x 86 kg) 14,6 pts – 6,0 reb – 7,6 ast  

Barometro stabile anche alla posizione numero due, perché nonostante qualche voce di corridoio (che in questo periodo non mancano mai) abbia sollevato qualche dubbio, la scelta dovrebbe ricadere come da previsioni su Lonzo Ball. Nemmeno le bizze del padre LaVarr, che peraltro a leggere quanto scritto dal figliolo poi così male forse non lo è nemmeno, faranno cambiare idea a Magic e Pelinka. Perché le doti del prodotto di UCLA sono sicuramente fuori dall’ordinario e anche il fit nel roster attuale dei Lakers sembra essere perfetto. Le preoccupazioni più grandi riguardano difesa, meccanica di tiro e atletismo, ma le sue qualità, illustrate perfettamente dal nostro Andrea Cassini, sono tutte lì da vedere. Inoltre, il recente scambio che ha spedito D’Angelo Russell (e quella Luisona del contratto di Mozgov) in quel di Brooklyn ha liberato ulteriore spazio nel backcourt, rendendo ancora più sicura la chiamata di Ball.

 

3. Jonathan Isaac (Florida State – Freshman)

SF/PF (2,10 mt x 93 kg) 12,0 pts – 7,8 reb – 1,2 ast  

Ok, qui mi sbilancio… La maggior parte dei mock draft degli ultimi giorni dà per quasi certa la scelta di Josh Jackson da Kansas, ma io non capisco (sarà un mio problema) perché scegliere un’ala piccola quando anche i muri sanno che l’obiettivo numero uno della free agency sarà Gordon Hayward, che gioca esattamente nello stesso ruolo. La scelta di rinunciare alla prima chiamata assoluta fa inoltre supporre che i Celtics vogliano, perlomeno per questa stagione, continuare con Isaiah Thomas. Quindi, al netto di altre eventuali operazioni di mercato (Griffin? Butler? George?) che potrebbero sovraccaricare i Celtics anche in altre posizioni, lo spot più scoperto del roster dei biancoverdi è quello di ala forte. E perché allora non puntare su Jonathan Isaac? Un “quattro” moderno di 2,10, braccia chilometriche e piedi rapidi per cambiare sui blocchi in difesa. Mancano chili e tecnica di tiro ma se c’è un potenziale breakout player in tutto il draft è proprio il prodotto da Florida State.

 

4. Josh Jackson (Kansas – Freshman)

SF (2,03 mt x 92 kg) 16,3 pts – 7,4 reb – 3,0 ast  

Secondo le mie (strampalate) previsioni Josh Jackson sarà ancora disponibile e i Suns dovrebbero quindi selezionarlo. Phoenix è data come molto interessata al giocatore, tanto da spingere con Boston per un eventuale trade-up e da rifiutare la possibilità di scambiare la pick (oltre al megacontratto di Tyson Chandler) con un All Star come DeAndre Jordan. L’ala da Kansas andrebbe a coprire lo slot di ala piccola nel giovane roster di Phoenix, affiancando l’altro giovane talento Marquese Chriss e garantendo un deciso upgrade alla non eccelsa (per usare un eufemismo) qualità difensiva dei Suns. Phoenix è un cantiere aperto ma di talento ce n’è parecchio, vedremo se Coach Watson riuscirà a combinare qualcosa di buono nel prossimo futuro. 

 

5. De’Aaron Fox (Kentucky – Freshman)

PG (1,91 mt x 78 kg) 16,7 pts – 3,9 reb – 4,6 ast  

Ai Kings serve una point guard. Oddio, servirebbero anche molte altre cose (tipo un’idea di basket, un nuovo Presidente, un GM che non sia Divac, etc.), ma l’urgenza maggiore è quella di trovare un creatore di gioco per sostituire Darren Collison, onesto mestierante ma di certo non il prototipo del playmaker su cui costruire il futuro. Dopo Fultz e Ball, DeAaron Fox è il miglior giocatore nel ruolo disponibile in questo Draft. Il prodotto di Kentucky è veloce, versatile ed è pure un discreto difensore, cosa non molto comune nelle point guard di primo livello che escono dal college. Deve migliorare come passatore e nel tiro in sospensione, ma i 39 punti sparati in faccia a Lonzo Ball nelle Sweet Sixteen del torneo NCAA dimostrano come il ragazzo sia un competitor di primo livello

 

6. Jayson Tatum (Duke – Freshman)

PG (2,03 mt x 93 kg) 16,8 pts – 7,3 reb – 2,1 ast  

I Magic del post-Hennigan devono sostanzialmente ricominciare da zero. Il nucleo su cui ripartire conta diversi buoni giocatori ma anche parecchia confusione di ruoli, ad esempio in frontline con Biyombo e Vucevic. Di certo c’è che ai Magic manchino giocatori in grado di mettere punti sul tabellone (penultimo attacco della NBA nella passata stagione) e, tra i giocatori ancora disponibili a questo punto, nessuno lo può far bene quanto Tatum. Il talento dell’ala di Duke scomoda paragoni importanti, Carmelo Anthony su tutti, ed è un giocatore che appare già essere NBA-ready. Le sue quotazioni al draft sono in decisa ascesa nelle ultime settimane, e se non verrà scelto più in alto è molto probabile che i Magic puntino su di lui, anche se potrebbe avere qualche problema di compatibilità con Aaron Gordon.


7. Lauri Markkanen (Arizona – Freshman)

PF (2,13 mt x 102 kg) 15,6 pts – 7,2 reb – 0,9 ast  

I Timberwolves avrebbero bisogno di un nuovo playmaker, perché Rubio ha sostanzialmente fallito (per non parlare di Jonny Flynn…) e Dunn non ha mai nemmeno cominciato. L’infortunio di LaVine complica inoltre i problemi del backcourt, ed è per questo che la scelta della franchigia del Minnesota potrebbe cadere su Malik Monk oppure su Dennis Smith. Ma il talento di Markkanen è qualcosa da far stropicciare gli occhi (perlomeno per chi vi scrive). Il suo range di tiro unito alla sua abilità di mettere la palla per terra, andando indifferentemente a destra o a sinistra, potrebbero far dimenticare le sue lacune difensive persino ad un sergente di ferro come Tom Thibodeau. L’idea di avere il sette piedi finlandese e Towns assieme in campo è dannatamente intrigante, per lo meno nella metà campo offensiva.

 

8. Dennis Smith (North Carolina State – Freshman)

PG (1,91 mt x 88 kg) 18,1 pts – 4,6 reb – 6,2 ast  

Nell’attesa di capire cosa passi per la testa di Phil Jackson, che oltre a volersi disfare a tutti i costi di Carmelo Anthony nelle ultime ore sembra anche che voglia già rinunciare al progetto Porzingis, ai New York serve una point guard (a quanto pare servono un po’ a tutti…) per il post Derrick Rose. Il panorama cestistico nella Grande Mela è desolante e siamo all’ennesima rifondazione, con i Knicks che si candidano ad essere una delle peggiori squadre della prossima stagione. Dennis Smith è un grande atleta che dà il meglio quando può attaccare il ferro, perlomeno potrebbe fornire al pubblico del Madison Square Garden qualche giocata da highlight con cui distrarsi tra un coro di disapprovazione e l’altro. Se poi perderà qualche pallone di troppo pazienza, con i compagni che avrà al fianco sarà comunque in buona compagnia.

 

9. Frank Ntilikina (Strasbourg – Freshman)

PG (1,96 mt x 77 kg) 5,8 pts – 2,1 reb – 1,6 ast

Nella mia speranza di tifoso dei Mavs vorrei tanto vedere Markkanen raccogliere l’eredità di Dirk Nowitzki, ma credo che a questo punto del draft il talento finlandese non sarà più disponibile. Inoltre la dirigenza texana ha dimostrato a più riprese il suo interesse per la guardia francese che ai recenti Europei Under 18 ha letteralmente dominato la competizione. Ntilikina è senza dubbio un prospetto molto intrigante, dotato di braccia chilometriche, di grande attitudine difensiva e con un tiro affidabile anche oltre l’arco dei sette e venticinque. Il dubbio principale è capire se i suoi istinti di passatore siano abbastanza sviluppati per guidare l’attacco di una squadra NBA, ma a Dallas devono comunque rifondare e una scommessa a medio-lungo termine è comunque necessaria.

 

10. Zach Collins (Gonzaga – Freshman)

PF (2,13 mt x 104 kg) 10,0 pts – 5,9 reb – 0,4 ast  

I Kings hanno due scelte di lotteria e se avranno selezionato una guardia con la prima pick ora dovrebbero chiamare un lungo, possibilmente tecnico, da affiancare a Willie Cauley-Stein. I prospetti con questo identikit ancora disponibili a questo punto del draft dovrebbero essere Zach Collins e TJ Leaf. Il primo si fa leggermente preferire come QI cestistico e morbidezza delle mani, vantando anche in curriculum una Final Four NCAA con Gonzaga raggiunta dopo un torneo giocato ad altissimi livelli. Ma se la scelta dovesse invece ricadere sull’ex UCLA non sarebbe un’eresia, anche perché i Kings in passato hanno fatto ben di peggio (qualcuno ha detto Papagiannis?).

 

CHARLOTTE HORNETS
11. Justin Jackson (North Carolina – Junior)
SF (2,03 mt x 88 kg) 18,3 pts – 4,7 reb – 2,8 ast

DETROIT PISTONS
12. Malik Monk (Kentucky – Freshman)
SG (1,91 mt x 89 kg) 19,8 pts – 2,5 reb – 2,3 ast  

DENVER NUGGETS
13. OG Anunoby (Indiana – Sophomore)
SF (2,03 mt x 97 kg) 11,1 pts – 5,4 reb – 1,4 ast

MIAMI HEAT
14. TJ Leaf (UCLA – Freshman)
PF (2,08 mt x 100 kg) 16,3 pts – 8,2 reb – 2,4 ast

PORTLAND TRAILBLAZERS
15. Luke Kennard (Duke – Sophomore)
SG (1,98 mt x 92 kg) 19,1 pts – 5,1 reb – 2,5 ast

CHICAGO BULLS
16. Donovan Mitchell (Louisville – Sophomore)
SG (2,03 mt x 97 kg) 15,6 pts – 4,9 reb – 2,7 ast

MILWAKEE BUCKS
17. Jonathan Jeanne (Nancy – Freshman)
C (2,18 mt x 96 kg) 6,2 pts – 5,1 reb – 0,6 ast

INDIANA PACERS
18. John Collins (Wake Forest – Sophomore)
PF (2,08 mt x 102 kg) 19,2 pts – 9,8 reb – 0,5 ast

ATLANTA HAWKS
19. Justin Patton (Creighton – Freshman)
C (2,11 mt x 103 kg) 12,9 pts – 6,2 reb – 2,1 ast

PORTLAND TRAILBLAZERS
20. Ike Anigbogu (UCLA – Freshman)
C (2,08 mt x 104 kg) 4,7 pts – 4,0 reb – 0,2 ast 

OKLAHOMA CITY THUNDER
21. Terrance Ferguson (Adelaide – Freshman)
SG (2,01 mt x 84 kg) 4,6 pts – 8,2 reb – 2,4 ast

BROOKLYN NETS
22. Jarrett Allen (Texas – Freshman)
C (2,08 mt x 102 kg) 13,4 pts – 8,5 reb – 0,8 ast

TORONTO RAPTORS
23. Semi Ojeleye (SMU – Junior)
SF/PF (2,01 mt x 107 kg) 18,9 pts – 6,8 reb – 1,5 ast

UTAH JAZZ
24. Jawun Evans (Oklahoma State – Sophomore)
PG (1,83 mt x 80 kg) 19,2 pts – 3,4 reb – 6,4 ast

ORLANDO MAGIC
25. Harry Giles (Duke – Freshman)
PF/C (2,11 mt x 101 kg) 3,9 pts – 3,8 reb – 0,3 ast

PORTLAND TRAILBLAZERS
26. Isaiah Hartenstein (Zalgris – Freshman)
PF (2,13 mt x 102 kg) 4,9  pts – 3,7 reb – 0,7 ast

LOS ANGELES LAKERS
27. Derrick White (Colorado – Senior)
PG/SG (1.96 mt x 91 kg) 18.3 pts – 4.1 reb – 4.3 ast

LOS ANGELES LAKERS
28. Bam Adebayo (Kentucky – Freshman)
PF/C (2,08 mt x 113 kg) 13,0 pts – 8,0 reb – 0,8 ast

SAN ANTONIO SPURS
29. Jordan Bell (Oregon – Junior)
PF (2,06 mt x 103 kg) 10,9 pts – 8,8 reb – 1,8 ast

UTAH JAZZ
30. Josh Hart (Villanova – Senior)
SF (1,96 mt x 93 kg) 18,7 pts – 6,4 reb – 2,9 ast

Post By Giorgio Barbareschi (49 Posts)

Ex pallavolista ma con una passione ventennale per il basket NBA e gli sport americani in generale. Tifoso dei Mavericks, di Duke e dei ’49ers, si ispira a Tranquillo e Buffa ma spera vivamente che loro non lo scoprano mai.

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