Per passare dalla beatitudine all’orlo di un precipizio a volte basta poco; qualche tiro sul primo ferro, una distorsione, uno scontro verbale, una gara 4 strana.

Piccolo riassunto: siamo alle NBA Finals, siamo a gara 5, il punteggio dice 3-1 per Golden State ed io ancora non ci ho capito quasi nulla.

I primi tre episodi della serie hanno dimostrato tutta l’incredibile potenza e disfunzionalità della squadra di coach Kerr mentre nell’ultimo episodio Cleveland, non si sa bene come, ha tirato fuori una prestazione incredibile da 50 punti in un quarto (!), riaprendo di fatto i giochi ed allungando questo fantastico scontro fra titani.

Come era ovvio, il palcoscenico subito dopo gara 4 si è riempito di giornalisti/opinionisti ben felici di cambiare il topicGreatest team of all times” con il più piccante e peccaminoso “e se Cleveland…” rievocando tutti gli spettri dello scorso anno -in cui Golden State ha dilapidato un analogo vantaggio- e riaccreditando i Cavs per una incredibile impresa.

Io non ci credo, lo dico subito.

Credo che una partita da 140 punti (con 24 triple a bersaglio) non ricapiterà più a Cleveland e che Golden State, fra le mura amiche, troverà la spinta giusta per prendersi questo meritato anello.

Non ci sarà nessuna rimonta. Però se per caso….

Spiego meglio questa mia inconfessabile voglia recondita che vincano i Cavs: seppur improbabile, nessuno ha mai 0% di possibilità di vincere, figuriamoci quando Lebron James e Kyrie Irving giocano per gli sfavoriti.

Quindi, sebbene veda Golden State in netto vantaggio, sono anche sicuro di un’altra cosa: se i Cavs dovessero trovare un modo qualsiasi di vincere si andrebbe SICURAMENTE a gara 7 e una gara 7 fra queste due squadre, a prescindere da come la pensiate e tifiate, sarebbe un orgasmo cestistico multiplo e non posso dire che mi dispiacerebbe. Tutto qua.

Basta parlare di passato e futuro però, concentriamoci sul presente di questa gara 5 in cui le squadre stanno finendo il riscaldamento pre-partita. Il pre-game di eventi sportivi come questo è una delle cose più belle a cui si possa assistere se uno ama lo sport e se ama la competizione.

C’è tanta tensione, ce n’è proprio a pacchi: la trovi in ogni sguardo dei giocatori, dello staff, c’è nella cura con cui fanno il riscaldamento, dallo stretching alle routine di tiro, ma non è solo quello.

Il respiro “sospeso” alla Oracle Arena oggi ce l’hanno tutti, TUTTI.
Si avverte una sorta di battito cardiaco comune, lento, compassato ma molto forte, come quando sulle montagne russe sali piano piano per poi cadere giù all’improvviso e urlare all’impazzata. Ecco, qui stiamo salendo piano piano verso il punto più alto della rotaia.

Robe che solo lo sport riesce a generare. Fan-ta-sti-co.

Passa Lebron, vicino al tavolo degli arbitri; ogni sua mossa, così come quella di Irving, è accompagnata dagli sguardi e dai brusii della Oracle; l’anno scorso devono davvero avergli fatto male a ‘sta povera gente (in senso metaforico: ci sono rumors di 2 biglietti a bordo campo venduti a 130000 dollari. Altri a 90000. Manco lo ripeto che mi vergogno, tirate voi le conclusioni).

Guardo il body language dei padroni di casa provando a capirci qualcosa ma non so bene cosa aspettarmi; oggi quasi tutti -e sono tre anni- aspettano una prestazione “big” di Curry, e, ad essere sinceri, farebbe piacere anche a me.

Per ora il 30 dei Warriors ha spesso deluso nelle Finals non solo per il discorso “tabellini” ma soprattutto per un suo atteggiamento un po’ rinunciatario unito ad un playmaking che, a voler essere gentili, potremmo definire “discutibile”.

E poi c’è KD, la sua decisione, il suo faccia a faccia con LBJ e quei Cavaliers – oggi con la maglia nera giusto per ricordare a tutti i 20000 dell’arena la gara 5 del 2016- che sono da almeno 365 giorni il peggior incubo dei Golden State Warriors, letteralmente.

Quanta roba stanotte:)

Di nuovo gara 5, di nuovo 3.1, di nuovo alla Oracle Arena.

Il destino non dá spesso una seconda chance, nella vita come nel basket, e sono sicuro che, anche quando per sbaglio capita che te la dia, sia difficilmente così cortese da metterti Kevin Durant in squadra.

Quando questo accade, quelle rarissime volte, la serie la devi chiudere, e chiudere bene, riscattarti a pieno, perché dai “più forti di sempre” ai “più cagasotto di sempre” la linea di divisione è sottilissima e, in serate come queste dove hai tutto da perdere, tratteggiata a passo largo.

Dovesse esserci una sesta e addirittura una settima, io non credo che più nessuno fra Curry, Durant, Thompson, Green e Pachulia, che adesso stanno scendendo in campo, riuscirebbe a trovare quella linea, a credere che un tempo, sul 3.0 con il vento in poppa, si vedeva nitidamente.

Per loro oggi è una gara 7; non c’è domani, esattamente come per gli altri 5 -James, Irving, Thompson, Smith e Love- che oggi però giocano davvero più liberi di testa, più liberi di tutto: quando il mondo ti da già per spacciato, giocare una partita come questa, per giunta in trasferta, può essere solo liberatorio.

Il frastuono è indescrivibile e siamo solo alla palla a due.

Gara 5 può iniziare!

P.S.: niente canestro dal tunnel degli spogliatoi per Curry, si inizia in salita per la gara di casa.

Primo quarto

Ci sono Steve Nash e Snoop Dogg a bordo campo, se qualcuno avesse bisogno di una prova per capire che oggi è davvero roba grossa, eccola qui.

La prima palla è dei Cavs e subito il primo canestro è per Thompson che batte dal palleggio Pachulia. Dall’altra parte pareggia Durant, una scelta più “normale”. I Cavs battezzano Green ma l’ex Michigan State si fa trovare pronto e mette subito la prima tripla senza esitare: la Oracle Arena è un inferno.

Gli Warriors sono scesi in campo in modo diverso rispetto a gara 4 e Green e Durant hanno in volto molta molta decisione. Si aggiunge Thompson che mette la prima tripla dopo due palle perse dei Cavs: 2/2 da tre e Golden State a +5 dopo due minuti di gioco.
Irving e Lebron stanno ancora costeggiando la gara.

Fra i comprimari, grandissima energia di Pachulia che lucra subito due falli da Love, altra buona notizia per Kerr.

Di botto però la disfunzionalità di Golden State esce fuori: 3 palle buttate via di fila dai padroni di casa, parziale comodo da 8-0 e time out obbligato. Quelle cose che tagliano le gambe.

Curry per ora sta faticando anche oggi nel costruire gioco e le palle perse si sommano una dopo l’altra, sono già 4 dopo nemmeno 6 minuti di gioco.

Durant, anche se in difesa è meno brillante dei primi due episodi, è l’unico che sta dando continuità all’attacco rotto dei padroni di casa che sono già sotto di 8 lunghezze prima della metà del primo quarto. Per il momento l’inerzia della gara sembra ancora dalle parti di Cleveland. Residui di gara 4, credo.

Anche per gli arbitri ci sono residui di gara 4: il secondo fallo di Thompson e di Durant, tutti e due su Irving, sono tutti molto, molto dubbi.

Irving e James invece hanno già un tabellino incredibile: 12 punti per il 23 e 8 per il suo pupillo: come li fermi ‘sti due?

La difesa di GS sembra anche più presente rispetto a due giorni fa ma le risposte sul duo di Cleveland Irving-James, probabilmente, non esistono. Sull’altro lato, GS continua a cercare fastbreaks e transizioni un po’ forzate ma il ritmo non c’è stasera: 2/7 dall’arco. Se tifate per i californiani dati come questo dovrebbero preoccuparvi.

Verso la fine del primo quarto il distacco si accorcia fra le due franchigie ma Cleveland appare in controllo: questa è la prima vera notizia di oggi.

Altro fallo su Irving che fa smuovere la folla; vale poco ma io non ho visto nemmeno questo fallo e il metro arbitrale per ora è difficile da capire.

Riposo lunghissimo di LBJ, altra palla persa di Curry e tripla di Smith. JR oggi sembrava un po’ fuori dalla gara ma oggi ci pensa Steph Curry a mettere in ritmo tutti quelli che hanno la maglia nera.

Si va al primo miniriposo 37-33 per Cleveland.

Secondo quarto

Le due panchine appaiono proprio diverse: separati e con lo sguardo perso gli Warriors, coesi e con le facce determinate i Cavs. La tensione sta rosicchiando Golden State.

L’ennesima palla persa degli Warriors genera una schiacciata in campo aperto di Lebron con un tentativo inutile di difesa di Durant.

Time out Kerr: è presto ma la sensazione è che la partita, e il conseguente match point, stia scappando via. Di squadra GS sta tirando con un modesto 10/30 dal campo e 2/10 da tre. Fate voi..

Lebron è già a 16 e Kyrie a 12, vero che molti punti sono stati generati dalle palle perse degli avversari ma la loro partita è incredibilmente solida.

West e Iguodala riavvicinano i padroni di casa: specialmente Iguodala dopo una difesa ottima su Irving genera una schiacciata incredibile in campo aperto che riporta ad un possesso di distanza le due squadra.

Non so se alla fine la vincono gli Warriors, per adesso non direi, ma se la vincono Iguodala o West sono gli MVP. Hanno letteralmente generato un cambio dell’inerzia della gara.
Curry è ancora in panchina e per ora la sua prestazione è un mistero.

Mancano 7 minuti alla fine del secondo quarto e la maggior parte degli schemi è già saltata. Durant ne mette due importantissimi ed è sorpasso 43-45: al momento è lui da solo tutto l’attacco di Golden State.

Flow alle ortiche, palla a Durant e pedalare.

Se Golden State non vince questo titolo io, almeno per quello visto finora, non riesco a dare mezza colpa al 35: la sua capacità di fare delle cose incredibili anche quando tutta la squadra smette di produrre sul lato offensivo è un qualcosa di incredibile.

Il ritmo di KD contagia anche Stephen Curry intorno al quinto minuto e arriva la prima tripla: GOL!

Si rivede qualche traccia dell’attacco “normale” dei californiani e in un attimo è +11 con il 30 resuscitato e una presenza difensiva di tutta la squadra ritrovata dal nulla.
Gli Warriors non sono una squadra per deboli di cuore, questo è certo.

Cleveland sembra un po’ in panne e le triple che piovono nel loro canestro non aiutano.
Durant, Curry e Green salgono in cattedra e siamo a +15 in un battito di ciglia quando West e Thompson si azzuffano in mezzo al campo. Sembra un tranello giocato in modo molto furbo da Thompson. Ne esce fuori un triplo tecnico per il terzetto West-Smith-Thompson (Tristan).

Cleveland vuole una bagarre, LBJ vuole una bagarre.
Lebron ha capito che è l’unico modo per girarla, o per lo meno rallentare il ritmo degli Warriors che stavano dilagando. Esagera il trash talking poi prende la palla e mette una tripla fuori ritmo. Non so se sono riuscito a farvelo capire ma King James è in pieno controllo di tutto e questa gara non la lascia andare via senza giocare ogni arma possibile.

Però dall’altra parte c’è Iguodala che sembra l’unica cosa che riesce (ogni tanto) a contenere Irving e in attacco è sicuramente un fattore. Che partita per Iggy!

In piena dominazione Golden State arrivano due triple di JR Smith, di cui una allo scadere che fanno capire che la ripresa sarà tutt’altro che roba “soft”.

Si va al riposo con GS sopra di 11 60-71.

Terzo Quarto

Golden State riparte con i titolari e si rivede Klay Thompson subito con due triple importanti e, in aggiunta, sul lato difensivo “regge” su Irving. Dopo circa due minuti siamo sul + 13 per Golden State.

JR oggi è un fattore (di quelli preoccupanti) ma Pachulia e Green oggi non sembrano in giornata buona. Le contromisure di GS stanno riuscendo a limitare Irving e James ma l’apporto di JR sta risultando decisivo nel miniparziale di Cleveland che arriva a -8 con 7:53 sul cronometro.

L’attacco di Golden State sembra di nuovo rotto, la tensione è incredibile e sembra che tutte e due le squadre stiano solo aspettando il momento per sferrare una zampata decisiva.

Curry ha una serie di buone letture sulla difesa dei Cavs (preparate molto bene negli ultimi tre giorni) e la partita staziona sempre sul più dieci per gli Warriors con 5 minuti alla fine del terzo.

I Cavs con Irving ed LBJ continuano a macinare punti e ridurre il distacco e tornano a -4 rimettendo tutta la pressione del mondo è sugli Warriors che iniziano a faticare. Attacco rotto. Palla a Durant. TRIPLA. Ho finito le parole.
KD! 86-93 con 3.14 alla fine del terzo.

Ho la sinistra sensazione che finché JR è della partita Cleveland non la possa perdere o almeno non la possa perdere prima degli ultimi secondi.

Gli attacchi iniziano ad essere meno efficaci e tutti si preparano alla folata finale che arriverà fra 90 secondi: 88-94 e si segna solo dalla lunetta per entrambe le squadre.

Il quarto finisce 93-98 con un’altra tripla di JR che ha solo il 100% da tre con 5 centri su 5 tentativi  e un’altra palla trattata male da Curry.

Tutto pronto per il gran finale: chi se la prende questa partita?

Quarto quarto

Il quarto inizia in maniera perfetta: un canestro a testa per Durant e James, entrambi fantastici, e due giochi da tre punti (assurdi) uno per Iguodala uno per Love.

Poi KD, bho non so più come commentarlo. Guardatevi gli highlights, vi prego. Le cose che fa il 35 e i momenti in cui sta scegliendo di farle sono assurde. La scelta dei momenti è la cosa più difficile e chirurgica, nella precisione.

KD è a 33 punti con 11/15 dal campo e 5/7 da tre.
E’ possibile ‘sta cosa? Aggiungete pure 4 rimbalzi e 4 assist.

Lebron esce un attimo e rientra con 8:50 sul cronometro per l’allungo finale. James vs KD con Curry e JR a fare da padrini in questo fantastico duello di basket all’ultimo sangue. Il punteggio dice 99-108 per gli Warriors ma penso sia veramente la cosa meno importante adesso: la prima squadra che ha un momento di rilassatezza adesso la perde, è chiaro.

Irving e James contro Iguodala e Thompson. L’80% della gara è qua e nei cambi sul pick and roll.

Mancano solo 6.41 e GS è sopra di 8, finalmente un buon ingresso in campo di Curry. Lebron è indemoniato, sta letteralmente mangiando il ferro ma prima Curry e poi Durant tengono Golden State a + 10 (106-116) e mancano 5.32 alla fine. Irving sembra che abbia qualche problema alla schiena, continua a giocare ma non è al 100% e si vede.

Scappa KD, di nuovo. GS è a +12 e Durant è a 39 in questa sua mostruosa gara 5. Manca ancora molto ma questo canestro è importante.

Lebron continua ed è bravissimo, giù il cappello per lui, dico davvero. Si vede che è distrutto ma non molla, ogni possesso è come quello del leone ferito ma non lascia il campo. Che ti piaccia o meno, queste cose gliele devi riconoscere. Grandioso.

Sono 37 anche per lui. Ti fa ancora sentire che se mollassero un attimo lui sarebbe lì a risoffiargliela via. Davvero un campione.

Time out di Kerr con tre minuti e trenta alla fine per far riprendere concentrazione ai suoi che sembrano già un po’ troppo dentro ai festeggiamenti.

Come detto prima, gioco da 4 punti di JR e siamo al 113-124, occhio che non è finita. Con James, Irving e questo JR non è finita ma proprio per niente…

JR sbaglia il libero Iguodala chiude in schiacciata un assist di Green e poi ancora James, sono tutti in apnea. Manca 1.50 e la Oracle è una bolgia. Un girone infernale quando Curry prova da centrocampo per chiudere il discorso ma non va.

Irving perde la palla dall’altro lato, sono tutti esausti. Mamma Durant sta già piangendo da un po’. Mancano 60 secondi.

Che spettacolo. Ne vorrei altre 10 di queste partite.

Tripla dal palleggio di Curry ed è finita, è finita. È finita!

Golden State è CAMPIONE NBA 2016/2017!!!!!!!!!

Finisce con l’abbraccio di Durant con Lebron, e poi tutti gli altri Cavs. Che bello lo sport a questo livello e con questi campioni dentro e fuori dal campo.

Per il titolo di MVP nemmeno vi dico a chi lo daranno.
Per la valeriana da dare in dose doppia, l’indirizzo è quello di Russel Westbrook

Manco per la Big Mama dell’anno immagino abbiate bisogno di suggerimenti.
JaValone vince il titolo, e lo vince da protagonista, e potrà vedere la prima del suo film su 2Pac.

Ce ne sarebbero altre 100 di queste storie ma per ora ve bene così.

Solo una cosa: a vedere festeggiare insieme Curry e Durant dopo questa gara mi dimentico di tutto, della scelta, delle polemiche della regular season weak, degli sweep dei playoff e pure del fatto che l’assassino avevamo capito tutti chi era fin dall’inizio del film. Mi dispiace solo che non ce ne siano altre.

Ciao a tutti ;)

P.S.
“Cavs in 9”
Perché JR ha sempre ragione :)

 

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One thought on “I Golden State Warriors sono Campioni NBA 2016/2017

  1. Se non c’era KD li rimontavano anche sto giro. E soprattutto KD ha dato prova di tenuta mentale al pari di LBJ. La sua consacrazione coincide con la sua piena maturazione personale

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