Siamo arrivati al momento decisivo della stagione: le NBA Finals 2017 cominciano nella notte di Giovedì 1 Giugno e di fronte ci saranno, come tutti si attendevano, le due squadre migliori in circolazione.

Cavaliers e Warriors hanno rispettato i favori del pronostico e, in questo terzo atto della loro sfida, avranno il compito di cancellare dalla memoria dei tifosi di tutto il mondo dei playoff finora (decisamente) sotto le attese.

Per l’occasione abbiamo esteso all’intera redazione di Play.it la richiesta di un pronostico, ma vogliamo sapere cosa ne pensano anche i nostri lettori.

Chi vincerà? La Cleveland di un LeBron James al vertice della sua incredibile carriera oppure il Dream Team di Golden State? Fateci sapere la vostra previsione nei commenti in fondo all’articolo.

In ogni caso, buone Finals a tutti!

GOLDEN STATE WARRIORS – CLEVELAND CAVALIERS

Francesco Arrighi: 4-1 Warriors

  • In qualsiasi altra circostanza, una squadra capace di approdare in Finale con dodici vittorie e una sola sconfitta sarebbe la favorita del pronostico; se però ad ovest ci sono i Warriors (imbattuti nei Playoffs, superando il record dei Lakers del 2001 e del 1989), la prospettiva cambia radicalmente. È uno scontro tra titani, ma i ragazzi di Kerr (e ormai di Mike Brown) hanno esposto meno punti deboli, pur essendo stati testati contro avversari mediamente più forti. Checché ne pensi Tyronn Lue, Curry, Durant e Thompson attaccheranno in tutti i modi i non eccelsi difensori esterni dei Cavs, mentre per Cleveland sarà cruciale cercare di proteggere il verniciato e – grazie a Tristan Thompson – tenere i Warriors a un tiro per possesso. LeBron è il miglior giocatore del mondo, ma contro la staffetta Green-Iguodala dovrà dimostrare di aver tenuto il meglio per il gran finale.

Andrea Cassini: 4-2 Cavaliers

  • I Warriors non amano le sorprese, come dimostra l’arrembaggio degli Spurs nel primo tempo di Gara 1 ad Oakland. La serie si è di fatto chiusa lì, con l’infortunio di Leonard. I Cavs saranno quindi il primo avversario di reale spessore, dopo Regular Season e Playoff passati in carrozza. Non possono permettersi nemmeno una partita storta per alzare il livello d’intensità, perchè sarà più difficile adattarsi in corsa se Kerr non siederà in panchina. Cleveland ha vissuto simili problemi, vedasi la pigra sconfitta in Gara 3 coi Celtics, ma sembrano più pronti a vendere cara la pelle nel ruolo di sfavoriti. Se è vero che nella baia c’è un Durant in più, anche i Cavs si sono rafforzati con Korver e Williams, pezzi importanti nelle rotazioni di coach Lue, e i Big Three sono al top della forma. Cleveland è forse l’unica squadra che sa come battere i Warriors e ha impostato tutta la stagione su questo obiettivo. Dall’altra parte Steph Curry può far saltare il banco: l’anno scorso il suo infortunio al ginocchio fece (probabilmente) la differenza.

Giorgio Barbareschi: 4-2 Warriors

  • La finale che tutti avevano previsto è effettivamente arrivata, ora speriamo in una serie eccezionale che possa far dimenticare dei playoff fin qui obiettivamente abbastanza (molto) noiosi. Un mese fa vedevo più distanza, in favore dei Warriors, tra queste due formazioni, ma i playoff fin qui disputati dai Cavs mi stanno facendo venire qualche dubbio. LeBron è ai massimi di sempre in termini di fiducia e di controllo, oltre ad aver acquisito una sicurezza al tiro (liberi esclusi) che lo rende sostanzialmente un’arma illegale, mentre Irving è il giocatore più clutch della Lega e un artista dell’uno contro uno che potrebbe risolvere molte situazioni spinose. Cleveland sembra aver acquisito la capacità di scalare le marce quando serve e l’attacco gira a meraviglia, ma nonostante tutto continuo a vedere delle crepe difensive che credo potrebbero essere fatali, ora che la competizione salirà vertiginosamente di livello. Credo infatti che la profondità e la solidità sui due lati del campo di Golden State li renda ancora i favoriti anche in questo terzo round, ma Durant e Curry dovranno dimostrare di essere decisivi quando la partita è sul filo, cosa che non sempre è avvenuta nel recente passato. Draymond Green non farà mancare il consueto e decisivo apporto sia da facilitatore in attacco che da baluardo difensivo, se poi Thompson si ricordasse di essere un All Star sarebbe tutto molto più facile.

Luca Francesconi: 4-2 Cavaliers

  • Dico Cleveland. Sì, Cleveland. Perché ha una frontline da NFL (di più, da contender per il Superbowl). Perché spende molto più di tutti. Perché LeBron sta giocando il suo miglior basket di sempre. Perché il “flow” singhiozza quando gli altri sono più grossi di te e la mettono sul fisico. Perché con i Warriors i Cavs si accoppiano meglio del resto del mondo. Perché nella panchina avversaria c’è seduto Mike Brown e non Steve Kerr. Perché Cleveland gioca da underdog, e quando giochi da underdog (e sei pure più forte) hai un vantaggio inquantificabile. Perché l’unico closer nelle due squadre è Kyrie Irving. Perché ha una panchina assurdamente lunga e di talento. Perché JaVale McGee non può finire con un anello e Karl Malone no. Perché Golden State, dopo quasi un anno, sui pick and roll di LeBron James e Kyrie Irving non sa ancora che cosa fare. Perché gli Warriors per arrivare al titolo devono vincerne quattro: non andranno mai 3-0 e sul 3-1 potrebbero implodere di nuovo. Perché i Cavs hanno come riserva il miglior tiratore da lontano della lega che non sia uno “splash brother”. Perché la strafottenza di Golden State mi ha reso quasi sopportabile il 23 dei Cavaliers. Ma soprattutto perché sono un po’ scaramantico e spero di sbagliarmi…

Giuseppe Vallone: 4-2 Warriors

  • Terza finale in tre anni: Warriors contro Cavs, Cleveland contro Golden State. Dieci, cento, mille storie dentro quella che, a tutti gli effetti, è ormai una rivalità leggendaria. Quel “siamo tutti testimoni” di qualche anno fa è più vero che mai, oggi. Siamo consapevoli, tutti, che nel bene e nel male stiamo assistendo oggi ad un pezzo di Storia del Basket che si sta scrivendo sotto i nostri occhi. Dopo l’attesa vittoria dei californiani nel 2015 e l’inattesa, ma straordinaria, vittoria dei Cavs lo scorso anno, come andrà a finire questo terzo scontro? In oltre 20 anni di pura passione per il Gioco, è uno dei pronostici più duri che mi sia capitato di fare. Come tale, è certo che sarà sbagliato, ma ci provo ugualmente… Se gli Warriors faranno sistema, se riusciranno a tenere alta la tensione difensiva e – a ruota – quella offensiva, se la coesione mostrata via via nella stagione tra i Fantastici 4 terrà e se, soprattutto, sapranno limitare (o provare a limitare) James, la vittoria del secondo anello in tre anni e del primo per Durant è a portata di mano. Per contro, LBJ per la terza volta nelle ultime tre Finali parte da sfavorito: i Cavs si sono rafforzati, hanno trovato chimica, hanno dominato come mai prima i Playoffs mostrando un basket a larghi tratti eccellente nelle due metà campo, ma, ciò nonostante, partono un pelo indietro rispetto a Golden State. Alcuni mismatch sono illegali, sarà difficile limitare contemporaneamente Durant, Curry, Thompson e Green. L’unica squadra a poterlo fare, però, è proprio Cleveland. E LeBron, seppur sfavorito dai pronostici, ci ha ormai abituato che per lui nulla è impossibile. In 14 anni nella Lega ha continuato a migliorare, anno dopo anno, e ormai possiamo dire che è al suo zenit, tanto che sono quasi tentato a muovere paragoni fino a 15 mesi fa assolutamente impensabili (almeno per me). Pur consapevole che puntare contro LeBron è sempre un azzardo, ancora una volta, come nei due anni precedenti, dico Warriors. Diversamente, se la serie dovesse allungarsi alla settima o se dovesse intervenire qualche fattore imponderabile (sospensioni o – speriamo di no – infortuni) il repeat della banda dell’Ohio sarebbe fattibile e un posto nella Storia sarebbe a questo punto assolutamente doveroso.

Davide Lavarra: 4-2 Warriors

  • Alla fine, lo svolgimento degli eventi di questa edizione dei playoff NBA è andata come doveva andare. Pazienza per chi non desiderava nel modo più assoluto assistere alla terza edizione dello scontro tra Cavs e Warriors, evento peraltro storico. Le due compagini più forti sono sempre loro e potrebbe non essere così negativo vederle in azione nel palcoscenico più importante di tutti. Se il timore è quello di non trovare nuovi stimoli nell’osservare le due squadre che hanno monopolizzato gli ultimi tre anni di Finals allora si pensi all’alto numero di partite a senso unico che questa postseason ha offerto all’insegna della non-eccitazione, e ci si prepari all’ennesimo scontro tra due titani che, dopo essersi accaparrati un titolo ciascuno, desiderano stendere l’avversario una volta per tutte. Pur gettando nel pentolone tutti i generosi ingredienti dobbiamo tenere in considerazione un fattore mica da poco, il vero barometro di queste finali, ovvero la presenza di Kevin Durant. La scorsa edizione dei Warriors aveva già avuto modo di riscrivere la storia con le più che note 73 vittorie, e di forzare il 3-1 contro gli stessi Cavs che vedremo in azione quest’anno, con tutti gli annessi e connessi alla determinante squalifica di Draymond Green, tra gli episodi chiave della rimonta di LeBron e compagni. Con o senza Steve Kerr in panchina, se mettiamo sul piatto i Warriors al gran completo e con un Durant in più, la potenza di fuoco offensiva (Curry e Thompson sono sempre lì…) ci sembra un qualcosa di ineguagliabile nella Nba di oggi, per quanto Cleveland sarà propensa a difendere bene e per quanto LeBron vorrà scrivere nuove pagine di storia del gioco aggiungendo un altro titolo al suo palmares da Hall Of Fame.

Post By Giorgio Barbareschi (48 Posts)

Ex pallavolista ma con una passione ventennale per il basket NBA e gli sport americani in generale. Tifoso dei Mavericks, di Duke e dei ’49ers, si ispira a Tranquillo e Buffa ma spera vivamente che loro non lo scoprano mai.

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