Sono passati pochi giorni dalla lottery che ha visto i Boston Celtics aggiudicarsi la prima scelta assoluta, massimizzando così la pick ricevuta dai Nets nell’ormai famoso (famigerato) scambio del 2013.

Possiamo quindi presentarvi il Mock Draft 2017 di Play.it USA, con l’analisi dettagliata per le prime dieci posizioni.

 

1. Markelle Fultz (Washington – Freshman)

PG (1,93 mt x 88 kg) 23,3 pts – 5,7 reb – 5,9 ast

I Celtics devono decidere cosa fare con Isaiah Thomas. Attualmente guadagna cifre ridicole per il suo reale valore, ma a giugno 2018 chiamerà una montagna di soldi che a Boston non vogliono/possono dargli. Scommettere la loro prima scelta assoluta su una nuova point guard ha quindi perfettamente senso, soprattutto se parliamo di un potenziale breakout player come Fultz. Il playmaker da Washington ha praticamente tutto: fisico, tiro, capacità di condurre il gioco, e ha mostrato una buona maturità, pur in una stagione di risultati abbastanza deludenti per la sua alma mater. Fultz è un super atleta che ama il gioco in transizione, gradito anche a Stevens, ha un primo passo fulminante ed è un ottimo interprete di quel pick & roll centrale che nella NBA moderna è ormai diventato imprescindibile. Difetti? Pochi. Ogni tanto ha la tendenza ad accontentarsi di troppi midrange jumper invece di attaccare il ferro e non sempre si applica in difesa, anche se ha le doti per eccellere anche qui. Ma il talento è tutto lì da vedere e sembra proprio ci siano pochi dubbi sulla sua chiamata alla numero 1.

 

2. Lonzo Ball (UCLA – Freshman)

PG (1,98 mt x 86 kg) 14,6 pts – 6,0 reb – 7,6 ast  

La dirigenza angelina ha tirato un bel sospiro di sollievo, perchè uscire dalle prime tre chiamate avrebbe comportato perdere la scelta di quest’anno (in favore di Philadelphia) e anche quella del 2019 (in favore di Orlando). Ma la sorte ha dato in mano a Magic e al nuovo GM Rob Pelinka, consegnando una seconda chiamata assoluta che con ogni probabilità si tramuterà in Lonzo Ball. Il maggiore dei figli del tanto vituperato LaVarr è quanto più diverso si possa pensare rispetto al vulcanico genitore: è pacato, ordinato e molto cerebrale. Visione di gioco eccelsa, probabilmente con non molti eguali anche al piano di sopra, sembra leggere con anticipo quello che sta per accadere sul campo. I Lakers hanno bisogno di un creatore di gioco, che D’Angelo Russel non è, e di sicuro Ball è il migliore del lotto sotto questo aspetto. Le incognite semmai sono lo stile di tiro, rivedibile anche se discretamente efficace, e l’applicazione difensiva. In particolare Lonzo dovrà crescere molto sotto questo aspetto perchè già così i Lakers sono oggi l’ultima squadra in difesa della Lega e non hanno certo bisogno di peggiorare ulteriormente.

 

3. De’Aaron Fox (Kentucky – Freshman)

PG (1,91 mt x 78 kg) 16,7 pts – 3,9 reb – 4,6 ast  

Le prime due chiamate sembrano sinceramente abbastanza sicure e condivise dalla stragrande maggioranza dei mock draft in circolazione. Da qui in giù aumentano le incognite, anche perchè quando si parla dei Sixers può sempre succedere di tutto. Il miglior giocatore disponibile a questo punto probabilmente sarebbe Josh Jackson, ma Philadelphia ha un disperato bisogno di un playmaker di livello, se è vero che i titolari del ruolo in questa stagione erano Sergio Rodriguez e T.J. McConnell (sic). Fortunatamente questo è un draft in cui le buone point guard abbondano, e DeAaron Fox è sicuramente una di quelle. Il prodotto di Kentucky ha velocità, braccia lunghe e buona applicazione difensiva. Le doti da passatore possono sicuramente migliorare ma il QI cestistico è di primo livello. Dovrà lavorare anche sul jump shoot e le percentuali al tiro dovranno necessariamente migliorare ma il telaio è sicuramente ottimo. Dopo tanti anni di tanking oggi il core dei Sixers è strapieno di talento grezzo (Embiid, Saric, Simmons, Holmes), ma prima o poi bisognerà cominciare a “quagliare”.

 

4. Josh Jackson (Kansas – Freshman)

SF (2,03 mt x 92 kg) 16,3 pts – 7,4 reb – 3,0 ast  

I Suns sono i veri sconfitti della lottery. La formazione dell’Arizona si presentava con la seconda probabilità più alta di ottenere la prima chiamata assoluta e oltre il 55% di finire entro le prime tre. È arrivata invece la scelta numero quattro, ma per fortuna quest’anno il draft abbonda di buoni giocatori e non dovrebbe essere difficile effettuare una buona chiamata. Secondo le mie previsioni Josh Jackson dovrebbe essere ancora disponibile e i Suns dovrebbero selezionarlo. L’ala da Kansas andrebbe a coprire lo slot di ala piccola nel giovane roster di Phoenix, andando a garantire un apporto di qualità su entrambi i lati del campo. Non gli sarà chiesto di tenere troppo la palla in mano, visto che quel compito è ben ricoperto da Bledsoe e Booker, ma di essere uno scorer versatile (cosa che può tranquillamente fare, anche se deve crescere nel tiro dalla distanza) e di essere quello stopper difensivo che tanto manca alla squadra allenata da Coach Watson.

 

5. Malik Monk (Kentucky – Freshman)

SG (1,91 mt x 89 kg) 19,8 pts – 2,5 reb – 2,3 ast  

Se sono imprevedibili i Sixers, allora cosa dire di Sacramento? Prevedere cosa passi nella testa di Vlade Divac o del suo proprietario Vivek Ranadive è sinceramente piuttosto difficile, quindi provo a scegliere per loro quello che credo possa essere il best player available a questo punto del draft. Malik Monk ha istinti realizzativi pazzeschi, è in grado di segnare da ogni posizione e in aggiunta è anche un atleta di livello superiore. I dubbi risiedono semmai nella stazza, piuttosto limitata rispetto ai pariruolo della NBA, e nell’efficienza difensiva. Spesso tralascia l’applicazione paziente in favore di “scommesse” sulle linee di passaggio, che se azzeccate gli permettono di scatenarsi in contropiede, ma che troppo frequentemente espongono i compagni a penetrazioni facili. Inoltre Monk non è un vero playmaker, nè lo è Buddy Hield, per avere il quale Divac ha praticamente regalato la ex-stella della squadra DeMarcus Cousins. Uno dei due (più probabilmente il secondo) dovrà quindi evoluire in quella posizione perchè Darren Collison è bravo ma non di certo una pietra angolare su cui ricostruire una franchigia ormai derelitta da troppo tempo.

 

6. Jonathan Isaac (Florida State – Freshman)

SF/PF (2,10 mt x 93 kg) 12,0 pts – 7,8 reb – 1,2 ast  

I Magic sono praticamente di nuovo all’anno zero, dopo che l’ultimo periodo prima del licenziamento di Hennigan ha sostanzialmente distrutto il progetto di ristrutturazione post-Howard intrapreso solo alcuni anni orsono. Il nucleo su cui ripartire conta diversi buoni giocatori ma nessuna vera stella, probabilmente qualcuno andrà sacrificato quest’estate e si cercherà scegliere una direzione un po’ più definita. Nell’ipotesi di un sacrificio (possibile) di Vucevic, servirebbe un 4 moderno da affiancare a Biyombo, visto che ormai è chiaro come Aaron Gordon sia presentabile soltanto come ala piccola. Jonathan Isaac è moderno che di più non si può, con i suoi 2,10 metri di altezza, le braccia chilometriche e una mobilità di piedi che gli consentirà di cambiare facilmente sui blocchi in difesa. Per il fisico che ha, Issac è però troppo timido in attacco e dovrà mettere su diversi chili se vorrà avere una possibilità di operare vicino a canestro. Anche il tiro necessita di qualche miglioramento, soprattutto nella selezione delle conclusioni, ma di potenziale qui ce n’è tanto, anzi tantissimo.

 


7. Dennis  Smith  (North Carolina State – Freshman)

PG (1,91 mt x 88 kg) 18,1 pts – 4,6 reb – 6,2 ast  

I Timberwolves hanno scelto al draft la loro point guard del futuro meno di dodici mesi fa, il problema è che era quella sbagliata. Kris Dunn doveva portare grande qualità in difesa e sostituire gradualmente Ricky Rubio come titolare del ruolo. Nessuna delle due cose è successa, e l’infortunio di Zach LaVine (di cui non è ancora certa la data del rientro) ha peggiorato ulteriormente la situazione degli esterni della franchigia nordamericana. Coach Thibodeau ha bisogno di una novità, perchè questo gruppo di Timberwolves ha tanto talento ma per adesso ha un po’ deluso. Smith è un atleta spaventoso, un intervento al ginocchio non ne ha diminuito l’esplosività e infatti la guardia da NC State è al meglio quando può attaccare il ferro. Se riuscirà a migliorare la sua lucidità come passatore (tende a perdere un po’ troppi palloni) e ad applicarsi difensivamente come richiesto da coach Thib, i Timberwolves potrebbero trovare con Smith la soluzione al loro problema in cabina di regia.

 

8. Jayson Tatum (Duke – Freshman)

PG (2,03 mt x 93 kg) 16,8 pts – 7,3 reb – 2,1 ast  

Se c’è un posto che non raccomanderei ad un rookie quello è proprio New York. Ovviamente non intendo la città, quanto piuttosto la franchigia. I Knicks del nuovo secolo sono una delle telenovele più divertenti che si possano trovare, peccato che qui si dovrebbe giocare a basket, dove invece i risultati sono decisamente deludenti. Inoltre, la platea del Barclays Center (così come in precedenza quella del Madison Square Garden) in cui si tiene la cerimonia del draft tende a sottolineare con estremo disappunto la selezione di prospetti non graditi, salvo poi ricredersi nel momento in cui tali scelte si rivelano essere effettivamente azzeccate. La scelta di Jayson Tatum, se ancora disponibile, probabilmente stavolta metterebbe d’accordo persino il pubblico. L’ala da Duke ha disputato una buona stagione e un fantastico torneo della ACC, in cui ha guidato i suoi Blue Devils a quattro vittorie in quattro giorni e al titolo della conference. Tatum ha fiuto per il canestro e tende a migliorare il suo gioco nel quarto quarto, potrebbe essere il giocatore con cui sostituire il “separato in casa” Carmelo Anthony che dubito vedremo in maglia arancioblu alla ripresa del campionato. Purtroppo con Carmelo condivide anche lo stesso interesse per la fase difensiva, ma non si può avere tutto…

 

9. Lauri Markkanen (Arizona – Freshman)

PF (2,13 mt x 102 kg) 15,6 pts – 7,2 reb – 0,9 ast  

L’ultima scelta di lotteria avuta dai Dallas Mavericks risale al 1998, data in cui la scelta del compianto Robert “Tractor” Taylor fu contestuale allo scambio con i Milwakee Bucks per la loro ottava pick, un certo tedesco da Wurtzburg di cui forse avete sentito parlare qua e là. Da quel giorno le numerose qualificazioni ai playoff e la strategia del front office, che prevedeva di cedere le scelte in cambio di giocatori già “pronti”, hanno sostanzialmente reso trascurabile l’esperienza al draft della franchigia texana, tra improbabili cinesi (Xue Yuyang), sconosciuti africani (Tanguy Ngombo) e sporadiche buone prese (Josh Howard). Ma quest’anno Dallas ha un grande bisogno di trovare un’altro diamante grezzo, perchè Nowitzki sta per appendere le scarpe al chiodo e lo spazio per operare sul mercato dei free agent è limitato. Molti danno certo l’interesse dei Mavs per Frank Ntilikina, guardia francese con braccia interminabili che ha dominato il recente mondiale U18. E se invece il nuovo Dirk avesse sempre passaporto europeo, ma stavolta finlandese? Markkanen è un sette piedi con mano fatata da fuori, che sa mettere palla per terra come una guardia e con piedi da ballerino. Sarebbe un passaggio di testimone da sogno, vedremo se la dirigenza di Dallas deciderà di chiudere gli occhi e tentare. La difesa? Beh, tanto non ha mai difeso nemmeno Nowitzki…

 

10. Zach Collins (Gonzaga – Freshman)

PF (2,13 mt x 104 kg) 10,0 pts – 5,9 reb – 0,4 ast  

I Kings hanno un’altra scelta di lotteria, ma se era già difficile interpretare la prima figuratevi adesso… comunque farà un tentativo. Se, come ho previsto, avranno selezionato una guardia con la prima pick, ora potrebbero decidere di selezionare un lungo. A roster Sacramento ha atletismo e istinto a palate con Willie Cauley Stein, sarebbe quindi sensato accoppiargli un lungo tecnico e intelligente come Zach Collins. L’ala di Gonzaga è arrivato fino in fondo al torneo NCAA, ha giocato una semifinale da MVP e solo i problemi di falli gli hanno impedito di trascinare i suoi Zags alla vittoria finale. Giocatore dotato di un QI superiore, sa distinguersi in attacco grazie ad una mano molto morbida e fondamentali educati dal post, ed è attento in difesa grazie alle sue capacità di lettura del gioco e al suo senso della posizione. Non è un atleta eccezionale, ma un giocatore molto solido che farebbe la fortuna della maggior parte delle franchigie NBA. Sarebbe sensato sceglierlo ho detto… quindi ovviamente i Kings sceglieranno qualcun altro.

 

CHARLOTTE HORNETS
11. Justin Jackson (North Carolina – Junior)
SF (2,03 mt x 88 kg) 18,3 pts – 4,7 reb – 2,8 ast

DETROIT PISTONS
12. Frank Ntilikina (Strasbourg – Freshman)
PG (1,96 mt x 77 kg) 5,8 pts – 2,1 reb – 1,6 ast

DENVER NUGGETS
13. OG Anunoby (Indiana – Sophomore)
SF (2,03 mt x 97 kg) 11,1 pts – 5,4 reb – 1,4 ast

MIAMI HEAT
14. Donovan Mitchell (Louisville – Sophomore)
SG (2,03 mt x 97 kg) 15,6 pts – 4,9 reb – 2,7 ast

PORTLAND TRAILBLAZERS
15. 
TJ Leaf (UCLA – Freshman)
PF (2,08 mt x 100 kg) 16,3 pts – 8,2 reb – 2,4 ast

CHICAGO BULLS
16. 
Luke Kennard (Duke – Sophomore)
SG (1,98 mt x 92 kg) 19,1 pts – 5,1 reb – 2,5 ast

MILWAKEE BUCKS
17. 
Jonathan Jeanne (Nancy – Freshman)
C (2,18 mt x 96 kg) 6,2 pts – 5,1 reb – 0,6 ast

INDIANA PACERS
18. 
John Collins (Wake Forest – Sophomore)
PF (2,08 mt x 102 kg) 19,2 pts – 9,8 reb – 0,5 ast

ATLANTA HAWKS
19. 
Jarrett Allen (Texas – Freshman)
C (2,08 mt x 102 kg) 13,4 pts – 8,5 reb – 0,8 ast

PORTLAND TRAILBLAZERS
20. 
Ike Anigbogu (UCLA – Freshman)
C (2,08 mt x 104 kg) 4,7 pts – 4,0 reb – 0,2 ast 

OKLAHOMA CITY THUNDER
21. 
Justin Patton (Creighton – Freshman)
C (2,11 mt x 103 kg) 12,9 pts – 6,2 reb – 2,1 ast

BROOKLYN NETS
22. 
Hamidou Diallo (Kentucky – Freshman)
SG (1,96 mt x 85 kg) 18,1 pts – 5,5 reb – 2,0 ast

TORONTO RAPTORS
23. 
Semi Ojeleye (SMU – Junior)
SF/PF (2,01 mt x 107 kg) 18,9 pts – 6,8 reb – 1,5 ast

UTAH JAZZ
24. 
Jawun Evans (Oklahoma State – Sophomore)
PG (1,83 mt x 80 kg) 19,2 pts – 3,4 reb – 6,4 ast

ORLANDO MAGIC
25. 
Harry Giles (Duke – Freshman)
PF/C (2,11 mt x 101 kg) 3,9 pts – 3,8 reb – 0,3 ast

PORTLAND TRAILBLAZERS
26. 
Jordan Bell (Oregon – Junior)
PF (2,06 mt x 103 kg) 10,9 pts – 8,8 reb – 1,8 ast

BROOKLYN NETS
27. 
Terrance Ferguson (Adelaide – Freshman)
SG (2,01 mt x 84 kg) 4,6 pts – 8,2 reb – 2,4 ast

LOS ANGELES LAKERS
28. 
Bam Adebayo (Kentucky – Freshman)
PF/C (2,08 mt x 113 kg) 13,0 pts – 8,0 reb – 0,8 ast

SAN ANTONIO SPURS
29. 
Rodions Kurocs (Barcellona – Freshman)
SF (2,08 mt x 100 kg) 9,2 pts – 2,7 reb – 1,4 ast

UTAH JAZZ
30. 
Josh Hart (Villanova – Senior)
SF (1,96 mt x 93 kg) 18,7 pts – 6,4 reb – 2,9 ast

Post By Giorgio Barbareschi (48 Posts)

Ex pallavolista ma con una passione ventennale per il basket NBA e gli sport americani in generale. Tifoso dei Mavericks, di Duke e dei ’49ers, si ispira a Tranquillo e Buffa ma spera vivamente che loro non lo scoprano mai.

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