VOTI OTTENUTI: 1.848.121

PARTECIPAZIONI: 3 All Star Game (vincitore del Three Point Contest 2015)

STATISTICHE: 24.6 punti, 6.0 assist, 4.2 rimbalzi, 92.5% ai liberi, 46.5% dal campo in 33.6 minuti

Steph Curry non è mai stato la “stella tra le stelle” in nessuna delle sue tre partecipazioni al All Star Game, ed è un dato abbastanza inconsueto, visto che parliamo di uno dei giocatori più popolari e spettacolari (oltre che forti) di tutto il panorama NBA.

Eppure, così stanno le cose, e siamo certi che prima o poi il figlio di Dell vorrà rimediare a questa lacuna, che pure, non svilisce minimamente una carriera con all’attivo un anello, due MVP, e l’ormai conclamato titolo di “miglior tiratore di tutti i tempi”, attestato dallo splendido equilibrio con il quale Steph rilascia la palla, nonostante spesso provi tiri ad altissimo coefficiente di difficoltà.

Alla luce di una stagione connotata d’inconsueto grigiore (ultimamente però, qualche lampo s’è visto), c’è chi si chiede se sia giusto schierare Curry dal primo minuto, sopravanzando Russell Westbrook, che partirà seduto in panca. Da un punto di vista strettamente cestistico, anche Chris Paul, ora fermo ai box per infortunio, avrebbe forse meritato più voti della guardia da Davidson, ma tant’è, l’All-Star è un concorso di popolarità, e Steph è davvero un giocatore amatissimo.

L’arrivo di Kevin Durant nei già fortissimi Golden State Warriors chiude –con ogni probabilità– la porta alla gloria individuale, sacrificata sull’altare dell’obiettivo di squadra (l’agognato Larry O’Brien Trophy), ma se la qualità su due lati del campo di Durantula è magnificato dal nuovo contesto, Curry viceversa appare schiacciato nelle retrovie, e stenta a ritrovare le armonie che l’avevano reso inarrestabile, arrivando ad un soffio dallo spodestare LeBron James dal trono di giocatore più forte del globo.

Proprio per questo motivo, il ventottenne fratello di Seth Curry potrebbe cogliere un’occasione “leggera” come l’All Star Game di New Orleans, per dimenticare le responsabilità dei Dubs, tornando a recitare per una notte il ruolo dello splendido solista che gli è appartenuto nelle ultime due, fantastiche stagioni, oltre che per tacitare i ranghi dei dubbiosi, infoltitosi dopo Gara 7 delle scorse Finali.

Il contesto di un All Star, votato allo spettacolo più che alla difesa, è perfetto per apparecchiare una grande partita del piccolo grande uomo, a base di tiri pazzi e zingarate in palleggio: attenzione quindi, potrebbero grandinare triple!

Post By Francesco Arrighi (199 Posts)

Seguo la NBA dal lontano 1997, quando rimasi stregato dalla narrazione di Tranquillo & Buffa, e poi dall’ASB di Limardi e Gotta.
Una volta mi chiesero: “Ma come fai a saperne così tante?” Un amico rispose per me: “Se le inventa”.

@francescoarrigh

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3 thoughts on “Western All Stars: Steph Curry

  1. Capisco cosa intendi, ma non volevo farne esclusivamente una questione di cifre, o lasciar intendere che Curry stia deludendo: il calo era abbondantemente pronosticabile, però consentimi, mi sembra meno in confidenza con il “mezzo” rispetto ad un anno fa, indipendentemente dal numero di possessi, o dal dovere dividere il proscenio con Durant, cosa che ha fatto alla grande, da vero campione!

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