Ogni volta che la palla arriva nei pressi del pitturato con una penetrazione in palleggio, la difesa attiva l’allarme rosso: scattano gli aiuti, le rotazioni, i raddoppi, ma l’attenzione viene rivolta anche alla principale valvola di scarico: la temutissima tripla d’angolo. Questa è ormai storia nota, lo sanno gli attacchi e lo sanno le difese.

Recentemente, in una lega in cui si fa prima a contare i lunghi che non tirano da tre rispetto a quelli che ci tirano (e non è detto sia un eufemismo…), si sta affermando anche una seconda opzione per l’assist: quella del lungo in punta.

Procediamo con ordine: dopo il consueto blocco centrale del lungo per la guardia, se questa riesce a penetrare, il difensore del lungo si sente “deontologicamente” in dovere di andare verso il ferro, per disturbare il tiro o cercare l’eventuale rimbalzo.

Ciò comporta che il lungo attaccante resta isolato a oltre sette metri dal canestro, con la difesa schiacciata verso la linea di fondo, e questo dà alla guardia un utile bersaglio per il passaggio, qualora l’angolo sia ben difeso.

Infatti, se generalmente un passaggio che va dal pitturato verso la punta viene considerato rischioso (perché può essere intercettato e dare adito ad un contropiede senza adeguata copertura difensiva), è anche vero che se la guardia trova una buona traiettoria di passaggio, chi riceve avrà solitamente molto spazio e tempo per tirare con calma (e se si tratta di un lungo è più probabile che sia stato totalmente abbandonato dal proprio difensore).

Per questo è sempre più frequente che il lungo, dopo aver bloccato in punta, se si accorge che la guardia va in penetrazione, decida di restare lì sull’arco per ricevere un possibile scarico, che la guardia eseguirà talvolta persino a memoria (“passing to the spot”: passare in un punto del campo senza guardare, perché si sa già che li deve esserci un compagno); praticamente il pick n’ pop interpretato in modo un po’ più statico, al punto che potremmo battezzarlo pick n’ stay: blocca e rimani.

Diamo un’occhiata a qualche esempio:

Contromosse difensive? La più standard, intravista anche nel filmato, è che il difensore del lungo, dopo aver arrestato la penetrazione (dando al compagno il tempo di recuperare), torni rapidamente sul proprio uomo in punta, ma si sa che la palla viaggia più veloce anche del miglior difensore…

Un’alternativa sarebbe accettare il cambio difensivo (e il conseguente mismatch): se il lungo difensivo è ormai faccia a faccia con la guardia che avanza in palleggio (come capita spesso in caso di difesa “ice”), alla guardia in difesa non resta che andare a coprire sul lungo in punta (oppure fare trap sul palleggiatore impedendo alla palla di raggiungere il destinatario sull’arco).

Ulteriore opzione potrebbe essere che un’ala sul lato debole (quello opposto a dove avviene la penetrazione) salga in lunetta per andare a contestare l’eventuale scarico in punta, ma, come suggerito dal video, è una soluzione che richiede un tempismo accurato e lascia sempre la coperta un po’ troppo corta sul lato debole.

Assieme allo step up screen e alle “triple da rimorchio”, il pick n’ stay sembra destinato a rimanere una delle giocate che aiuteranno sempre più i lunghi a procurarsi triple con spazio.

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