La Southeast Division vive tra franchigie in cerca di conferma (Charlotte e Atlanta), una che ha rotto gli indugi e punta a migliorarsi (Orlando), i malumori dei Wizards e il prevedibile testacoda dei Miami Heat, “nave senza nocchiero”.

Ci sono vecchi leoni che vogliono tornare a ruggire – Dwight Howard – e giovani rapaci al primo volo – Schroder, Fournier, Whiteside, Kaminski.

Per l’èlite della Eastern Conference bisogna probabilmente guardare altrove, ma dalla Florida fino al District of Columbia si giocheranno partite cruciali per chi si contende l’accesso ai playoff.

Abbiamo ancora negli occhi il tabellone finale dello scorso anno, con quattro team appaiati a 48 vittorie. A volte, sul filo del rasoio, persino un banale scontro di metà gennaio può fare la differenza.

ATLANTA HAWKS

Quintetto: Dennis Schroder, Kyle Korver, Kent Bazemore, Paul Millsap, Dwight Howard

Rotazioni: Jarrett Jack, Thabo Sefolosha, Taurean Prince, Mike Scott, Mike Muscala

Allenatore: Mike Budenholzer

Punti di forza: i ritocchi non dovrebbero intaccare un nucleo vincente, anzi potrebbero svecchiarlo se la scommessa Schroder pagherà dividendi.

Punti di debolezza: per quanto motivato dal giocare vicino a casa, nel 2016 Dwight Howard è un cattivo cavallo su cui puntare e non ha lo stesso valore di Horford in una squadra che fa dell’organizzazione in campo il suo fiore all’occhiello.

Previsione: defenestrato Jeff Teague, gli Hawks provano a energizzare l’attacco promuovendo Dennis Schroder. Il tedesco si è meritato la chiamata a titolare dopo un anno passato a scalpitare in panchina e concluso con dei playoff grintosi. Sugli esterni, luci ed ombre.

Kyle Korver sembra aver smarrito lo smalto di due anni fa e Kent Bazemore non deve accontentarsi del contrattone firmato in estate. La dirigenza è comunque stata previdente con ben due rookie a coprirgli le spalle, Taurean Prince e DeAndre Bembry, entrambi forgiati dallo stampo di Demare Carroll.

L’intesa tra Millsap e Howard è tutta da scoprire. L’idea è che, con Schroder e il fu Superman, Atlanta voglia sperimentare un attacco più frizzante e un gioco meno schematico, fuori dall’habitat naturale di coach Bud.

Record: 45-37

CHARLOTTE HORNETS

Quintetto: Kemba Walker, Nicolas Batum, Michael Kidd-Gilchrist, Marvin Williams, Cody Zeller

Rotazioni: Ramon Sessions, Marco Belinelli, Jeremy Lamb, Frank Kaminsky, Roy Hibbert

Allenatore: Steve Clifford

Punti di forza: gli Hornets si presentano più esperti e completi dell’anno scorso, con tutte le carte in regola per ripetere una stagione positiva. La leadership di Kemba Walker è ormai matura, un Kidd-Gilchrist in salute potrebbe fare la differenza in difesa.

Punti di debolezza: con l’NBA che vira sempre più verso il tiro da tre punti, gli esterni di Charlotte hanno mani poco pericolose. Vedremo se il nostro Belinelli saprà guadagnarsi minuti in campo. Il frontcourt è affollato con il solo Kaminsky in grado di salire di livello.

Previsione: la franchigia di Jordan può avvicinarsi con fiducia alla fine di ottobre, un piccolo passo avanti alle dirette concorrenti, ma senza puntare troppo in alto. Un mercato senza spunti ma con gli acquisti mirati di Belinelli e Sessions, curiosa invece la scelta di portare in North Carolina il fantasma di Roy Hibbert subito dopo essersi disfatti di Al Jefferson.

L’anno è quello buono perché Cody Zeller e Frank Kaminski si spartiscano il pitturato in una squadra a trazione anteriore, col sempreverde Marvin Williams a riempire le rotazioni. Tra le note dolenti l’addio di Jeremy Lin, che l’anno scorso aveva risolto tante partite con le sue doti da scorer. Senza di lui la panchina è scarna. Coach Clifford chiederà di più a Nicolas Batum e Michael Kidd-Gilchrist, ma la paura è che il loro treno ormai sia passato.

Record: 48-34

MIAMI HEAT

Quintetto: Goran Dragic, Tyler Johnson, Justise Winslow, Josh McRoberts, Hassan Whiteside

Rotazioni: Josh Richardson, Dion Waiters, James Johnson, Derrick Williams, Udonis Haslem

Allenatore: Erik Spoelstra

Punti di forza: volente o nolente coach Spoelstra darà spazio ai giovani, chissà che non ci sia una sorpresa dietro l’angolo. Dragic ha dimostrato di trovarsi a suo agio quando può accentrare il gioco e quest’anno avrà carta bianca.

Punti di debolezza: perdere a costo zero Dwyane Wade, Luol Deng e Chris Bosh fa male al morale di una città che già non impazzisce per la pallacanestro e lascia la squadra pericolosamente priva di spunti tecnici.

Previsione – La vicenda di Chris Bosh, dopo averci tenuto col fiato sospeso tutta l’estate, si è risolta nel peggiore dei modi e la scelta di Wade di spostarsi a Chicago, autentico colpo di scena, ha lasciato gli Heat con un palmo di naso. Se avevano un piano B, non ce ne siamo accorti. Aggiungiamo un mercato che, sul fronte acquisti, non fa gridare al miracolo e scopriamo degli Heat delle ambizioni ridimensionate.

La tavola è apparecchiata per una stagione da career high per Goran Dragic, che ritrovandosi eroe tra i poveri potrebbe arrestare la sua parabola discendente. Il pitturato è tutto di Hassan Whiteside ma senza i veterani al suo fianco gli avversari ne esporranno più facilmente le lacune. Waiters, James Johnson e Derrick Williams sono poco più che journeymen arrivati in Florida per tappare i buchi del roster.

L’unico motivo di ottimismo? Un posto sul palcoscenico per Tyler Johnson e, soprattutto, Justise Winslow. Nell’annata da rookie si è mostrato un ottimo giocatore di complemento, tra qualche mese scopriremo se potrà diventare qualcosa di più.

Record: 28-54

ORLANDO MAGIC

Quintetto: Elfrid Payton, Evan Fournier, Aaron Gordon, Serge Ibaka, Nicola Vucevic

Rotazioni: CJ Watson, Jodie Meeks, Mario Hezonja, Jeff Green, Bismack Biyombo

Allenatore: Frank Vogel

Punti di forza: gerarchie più precise tra le guardie, un Ibaka in più, panchina di qualità. Sembrano le condizioni ideali perché i giovani diano il meglio.

Punti di debolezza: non è chiaro l’impatto che avrà Serge Ibaka, meno incisivo di qualche anno fa, senza un paio di superstar al suo fianco. Per averlo la dirigenza ha rinunciato al futuribile Sabonis e ha puntato forte su Evan Fournier.

Previsione: in Florida la leva obbligatoria è finita. Evan “Don’t google my name” Fournier ne è uscito alla grande, con un paio di stellette appuntate sul petto, insieme ad Aaron Gordon che sembra destinato a un posto in quintetto da 3, spot un po’ pretenzioso per le sue caratteristiche. Per Hezonja ci vorrà ancora un anno di addestramento, mentre Oladipo è stato mandato a svernare in Oklahoma.

Per rinunciare a un giocatore così solido a Orlando devono aver intravisto nel francese la chiave di volta per rendere l’attacco più pericoloso sul perimetro. Jeff Green e Biyombo, reduce da un contract year di tutto rispetto, sono acquisizioni degne una squadra che punta in alto.

Vucevic, pur con tutto il suo talento, rimane un centro antiquato e stride un po’ con simili ambizioni; da qui l’idea di affiancargli un lungo dinamico come Ibaka. L’obiettivo dichiarato sono i playoff, ma servirà un deciso miglioramento in difesa; la specialità del nuovo coach Frank Vogel.

Record: 44-38

WASHINGTON WIZARDS

Quintetto: John Wall, Bradley Beal, Otto Porter, Markieff Morris, Marcin Gortat

Rotazioni: Trey Burke, Marcus Thornton, Kelly Oubre Jr., Andrew Nicholson, Ian Mahinmi

Allenatore: Scott Brooks

Punti di forza: John Wall è una doppia doppia ambulante e muore dalla voglia di togliersi delle soddisfazioni. Markieff Morris ha tutto quello che cerchi in un 4 moderno e si è già ambientato nella capitale.

Punti di debolezza: quello che si proclamava “il backcourt più forte della lega” ha scoperto i suoi altarini. Wall e Beal non s’intendono né in campo né fuori, difficile costruire su queste basi. I giovani e la panchina non sono all’altezza.

Previsione: i Wizards che raggiungevano i playoff sembrano un lontano ricordo dopo la scialba campagna 2016. Il livello della Eastern Conference si è alzato e i Wizards si sono ritrovati sotto la linea di galleggiamento, col solo John Wall a sbracciare contro la corrente. Quest’estate si è affacciato pure il sospetto che il suo braccio destro, Bradley Beal, nuotasse in direzione opposta. Complici gli infortuni e un carattere ostico non ha mai fornito performance all’altezza del suo talento.

Svanito il pretestuoso obiettivo Kevin Durant, l’unica mossa di mercato degna di questo nome è stata assoldare Ian Mahinmi per coprire l’onesto Gortat. Otto Porter e Kelly Oubre, per ora, non pervenuti. Markieff Morris è l’uomo nuovo; non una star ma un buon punto di riferimento per Wall.

Record: 35-47

Post By Andrea Cassini (51 Posts)

Scrittore e giornalista in erba - nel senso che la mia carriera è fumosa -, seguo la NBA dall'ultimo All Star Game di Michael Jordan. Ci ho messo lo stesso tempo a imparare metà delle regole del football.

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