I playoff della NBA sono semplicemente meravigliosi. Proprio quando sembra che una serie si avvii mestamente ad un epilogo scontato, accade qualcosa che ribalta qualunque previsione e rimette tutto in gioco.

In questo caso, una Dallas pesantemente incerottata sembrava non avere speranze contro il superiore talento e la freschezza fisica dei Thunder. A maggior ragione dopo che in gara 1 Oklahoma City aveva letteralmente triturato Nowitzki e soci, dominando la partita dal primo all’ultimo minuto con un divario che aveva raggiunto anche i 44 punti.

E invece, al posto dello sweep che ormai tutti pronosticavano abbiamo ufficialmente una serie. Sì, perché in gara 2 l’orgoglio e la difesa (avete letto bene) dei Mavs hanno riportato lo scontro in parità e ora si va a Dallas per una gara 3 che si preannuncia infuocata.

Ma partiamo dall’inizio, in cui Rick Carlisle torna a schierare in quintetto il georgiano Pachulia in posizione di centro al posto del tunisino Mejri.

Dall’altra parte starting five invariato per Coach Donovan, ma stavolta a scattare meglio dai blocchi sono i Mavericks, che si regalano il primo vantaggio della loro serie con il 2-0 firmato Nowitzki e giocano in generale un ottimo primo quarto, chiuso in vantaggio 24-20 soprattutto grazie a tre triple realizzate da Deron Williams (probabilmente il peggiore di Gara 1) nei primi cinque minuti.

I Mavs mostrano in generale un diverso approccio alla gara, soprattutto con una difesa molto attenta assolutamente non usuale per la formazione texana, mentre i Thunder sembrano invece meno pimpanti e aggressivi rispetto a sabato.

Il primo vantaggio di OKC arriva nel secondo quarto, con il 37-36 griffato da un bel canestro di Durant, il quale però come vedremo non sarà protagonista di una serata molto felice.

Le triple dall’angolo di Ibaka e Waiters tengono in partita Oklahoma City, dall’altra parte l’infinita classe del tedesco alimenta il tabellino di Dallas. In generale gli scarti tra le due formazioni sono minimi per tutto il primo tempo e i Mavs riescono a tenere il ritmo basso perdendo pochi palloni e con una buona transizione difensiva.

Nel terzo quarto però si accende Russel Westbrook, fin lì molto meno spiritato del solito, e i Thunder sembrano cominciare a prendere il sopravvento, anche se il parziale si chiude solo sul 62-59, con un vantaggio di appena tre punti per la squadra di casa.

Ma Dallas non si arrende e torna avanti 65-64 a 10 dalla fine, a cui risponde però un parziale di 8-0 per OKC grazie al penetra-e-scarica di Westbrook che arma la mano dei suoi tiratori sul perimetro. Dallas soffre la fisicità di Adams e Ibaka a rimbalzo d’attacco (saranno 19 alla fine per i Thunder) ma con un ennesimo sforzo rientra ancora, guidata dai canestri di un ottimo Raymond Felton e di Wesley Matthews.

Ancora grazie ad una penetrazione di Felton i Mavericks mettono addirittura la testa avanti a 35” dal termine, dopodiché Durant sbaglia due volte e Matthews ruba palla, volando in contropiede ad appoggiare al vetro un clamoroso +4. Dopo il timeout di Donovan, Durant finalmente si sblocca e infila da 3 riportando i suoi a -1 a 9 secondi dal termine.

Un sanguinoso 0 su 2 di Felton, fino a lì perfetto, dalla linea della carità regala un’ultima ghiotta chance a OKC. Durant va in penetrazione ma sbaglia, tap-in di Westbrook anch’esso fuori misura e poi Steven Adams raccoglie il rimbalzo d’attacco e segna sulla sirena, facendo impazzire di gioia la Energy Solutions Arena per l’incredibile vittoria.

Anzi, no. Gli arbitri vanno a controllare il replay dal quale emerge chiaramente che la palla ha lasciato le mani del colosso neozelandese con un attimo di ritardo rispetto all’accensione della stop-lamp e annullano il canestro. A festeggiare sono quindi Cuban e i Mavericks, che portano a casa un’inaspettata vittoria e tornano in Texas sull’1 a 1.

Dallas ha vinto meritatamente la partita grazie ad una superba difesa (non usuale da quelle parti), tenendo gli avversari al 33% dal campo.

La partita non è stata bella come qualità di gioco (un combinato di soli 25 assist su 78 canestri totali) ma il piano tattico di Carlisle era proprio quello di rallentare il ritmo degli avversari costringendoli a giocare una partita punto a punto.

Il peggiore in campo è stato sicuramente Kevin Durant, career high di tiri sbagliati nei playoff, che ha chiuso con 21 punti ma con 7-33 dal campo e 2-11 da tre con 7 palle perse.

Westbrook ha giocato meglio, 19 punti 14 rimbalzi e 6 assist, ma non è riuscito a coinvolgere i compagni come in Gara 1, in particolare la panchina di OKC che è stata un sostanziale non-factor chiudendo con soli 21 punti totali e 7-21 dal campo.

Per Dallas invece bene come detto Williams (13 con le citate 3 triple), Felton (21 e 11 rimbalzi) e Nowitzki (17 punti). Ottimo anche l’apporto di Mejri e Harris dalla panchina, con un plus-minus di +18 per entrambi.

Cosa possiamo aspettarci da gara 3? A questo punto è ancora più difficile fare previsioni.

Coach Carlisle ha sicuramente preso in mano le redini tattiche della serie e spera di recuperare al più presto David Lee o almeno J.J. Barea, con il quale potrebbe rispolverare lo schieramento a tre playmaker che tanto ha cavalcato durante la stagione.

Dal lato dei Thunder ci si attende sicuramente qualche aggiustamento da Coach Donovan e in generale una risposta di carattere di tutti a questa inattesa sconfitta, altrimenti il banco degli imputati in casa OKC potrebbe trovarsi in un attimo alquanto affollato…

 

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