C’era una volta un panorama statistico in cui gli assist a partita erano l’unico dato disponibile inerente i passaggi… ma dopo l’avvento demoscopico di SportVu, persino il tifoso medio può elucubrare su dati avanzati e giocare ad interpretare numeri e percentuali.

D’altronde, con circa un terzo della stagione archiviata, le statistiche iniziano ormai a tratteggiare sempre più attendibilmente vizi e virtù dei giocatori Nba ed il panorama degli assist, o meglio, dei passaggi, non fa eccezione.

Declinando i vari “paradigmi del passaggio” forniti dalle stat consultabili, possiamo cercare di fare luce sul mondo degli assist Nba convocando almeno i primi dieci giocatori per media assist a gara con l’esclusione di James (non propriamente un playmaker), Rubio (8 gare a referto) e Westbrook (solo 13 gare giocate, circa la metà degli altri in lista). I dati sono aggiornati al 20 dicembre escluso:

T1
Legenda:
Ass/G: assist per gara
Ass/36 min: assist rapportati a 36 minuti
Ass/ Bad Pass: assist per ogni passaggio sbagliato (fonte 82games.com)
Ast%: percentuale di realizzazioni di squadra assistite dal giocatore
Drives/G: penetrazioni a partita

Gli assist per 36 minuti rendono giustizia al basso minutaggio di Teague e, soprattutto, di Rondo che distacca nettamente gli altri assistman. Il rapporto assist/passaggio-sbagliato rivela invece, oltre al solito impeccabile Paul, inaudite doti di efficienza di Lowry, padrone di un 8,3 che ha del sensazionale. Tuttavia, Lowry risulta subito ridimensionato dall’Ast%, meno roboante rispetto a quello “over 40%” dei passatori d’elite e più simile a quello di altri realizzatori come Teague e Curry.

Proprio Curry si rivela passatore più inaffidabile di quanto rendano i suoi highlight: il rapporto Ass/Bad pass di 3,4 è migliore solo di quello del giovane Carter-Williams, il giovane play ancora molto avvezzo alla palla persa (un disarmante 5 di media nelle sue prime 18 gare in stagione).

Può sorprendere il basso Ast% di Holiday, il peggiore del gruppo con uno scarno 30,6%, ma è il prezzo (statistico) da pagare se si gioca accanto ad un altro passatore come Tyreke Evans (sinora autore di 5,8 assist di media).

Ma cosa c’entrano le penetrazioni in questo contesto? La risposta ce la forniscono i numeri di Lawson, Carter-Williams, Teague e Lowry, tutti e quattro impavidi incursori nelle aree avversarie in grado di procacciarsi assist scaricando il pallone dopo aver mosso la difesa.

Non deve invece stupire che i passatori puri come Paul, Rondo e Wall (seppur John abbia non a caso un differenziale più esiguo) siano gli unici con meno penetrazioni che assist per gara, essendo in grado di trovare l’assist anche a prescindere dall’iniziativa personale (anche Curry ha un bilancio leggermente in favore degli assist, ma principalmente perché il suo attacco prevede perlopiù il ricorso al mortifero jumper,  e non perché sia un passatore d’impatto, come confermato infatti dal basso Ast%).
Scendiamo ancor più nel dettaglio:

T2
Legenda:
Ass Opp: opportunità di assist (passaggi che precedono un tiro il cui esito positivo comporterebbe un assist)
Pass/Touches: % di “tocchi” (possessi) che diventano un passaggio
Ass Opp/Touches: % di tocchi che diventano un possibile assist
Ass Opp/Pass: % di passaggi che diventano un possibile assist
Ass/Ass Opp: % di assist possibili che diventano assist

Considerando che le opportunità di assist sarebbero da rapportare ai differenti minutaggi, ancora una volta Rondo prende il largo rispetto alla concorrenza, anche considerando come sia l’unico a varcare la soglia dell’80% nel rapporto fra passaggi e possessi, confermandosi il più disinteressato al bottino di punti personale, al contrario di Curry che fa ragionevolmente registrare il rapporto peggiore (ben giustificato dalle sue clamorose percentuali realizzative).

Ricordate i suddetti penetratori ostinati Teague, Carter-Williams, Lowry e Lawson? Non per nulla hanno il più basso rapporto fra passaggi e possessi, escluso il sommo realizzatore Curry… allora, se (banalizzando) penetrano molto e passano relativamente poco, come può Lawson essere terzo ex aequo con Paul per assist su 36 minuti?

La risposta sta nel fatto che Lawson è il migliore di tutto il gruppo nel rapporto fra opportunità di assist e passaggi, ovvero quasi un terzo dei suoi passaggi sono un tentato assist.

Se c’è un assist da tentare, Lawson fa diligentemente il suo dovere di playmaker, altrimenti non si dilunga in passaggi di “circolazione” e lo stesso discorso è applicabile anche a Wall ed al suo 28,1% di Ass opp/ Pass. D’altronde, riconoscere quando si deve passare è più importante di passare tanto quantitativamente. Possibile coniugare i due aspetti? Si, il terzo del suddetto rapporto Ass op/Pass si chiama Rondo

Nella conversione delle opportunità di assist in assist (Ass/Ass opp) non può non meritare la nostra solidarietà il povero Carter-Williams che vede trasformarsi in assist solo il 45% dei suoi tentativi (i Sixers sono ultimi per Offensive Rating con un abissale 93,1); i più felici sono invece Holiday e Lowry, entrambi quasi alla soglia del 60% di successo nella conversione grazie alle doti realizzative dei compagni (entrambe le squadre sono nella Top5 per Offensive Rating). A proposito di compagni:

T3f

Legenda:
Best teammate Pass%: compagno che riceve la maggior % di passaggi
Best teammate Ass/G: compagno che riceve più assist per gara

Ebbene si, su quasi 10 assist a partita, Paul ne consegna più di 4 a Griffin, mentre Holiday su 7,1 ne destina 2,9 a Davis; ciò non sminuisce certo le rispettive doti di passatore, ma è sintomo di una egemonia di alcune opzioni di passaggio, fidate ed affidabili, che agevolano il consolidamento di buoni numeri.

Per la cronaca, Carter-Williams è quello che invece ha il “compagno preferito” con la percentuale più bassa di ricezione, solo il 18% mentre Deron Williams è quello che ha il collega più assistito con il più basso numero di assist, un misero 1,2.

Questo calderone di numeri sembra confermare Rondo come miglior assistman e non solo per la semplice media di assist a partita (nonostante un mediocre rapporto Ass/Bad pass); tuttavia adesso bisognerà scoprire il Rondo “versione Dallas” e se Rajon riuscirà a mantenersi in cima alla graduatoria di assist per gara sarà il primo dai tempi di Mark Jackson (1997) a riuscire a vincere la classifica avendo militato per un periodo significativo in due squadre nella medesima stagione.

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4 thoughts on “Focus: analisi degli assist-man in NBA

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