Joel Embiid. Nome e cognome di uno dei prospetti più intriganti del prossimo draft.

Centro, freshman da Kansas nato in Camerun, Joel è una delle grandi sorprese di questa stagione NCAA e, probabilmente, sarà uno dei migliori giocatori NBA nei prossimi anni.

Embiid è un settepiedi con una mobilità di piedi in difesa fantastica per la mole che si porta a spasso, è un fantastico rimbalzista in entrambi i lati del campo, sa usare benissimo i suoi centimetri sotto i tabelloni e sa tagliare fuori bene l’avversario, è un ottimo stoppatore, quest’anno ha addirittura sfiorato la tripla doppia contro Oklahoma State all’Allen Fieldhouse, ha dei buoni movimenti in post, che sicuramente andranno ampliati ma, sono una buona base e cosa più importante al ragazzo piace lavorare, ha voglia di imparare.

Questo si è visto nel corso dell’anno, nel quale in ogni partita che Kansas giocava si vedeva un Embiid diverso, ogni volta che lo vedevi metteva sempre un mattoncino in più fino ad arrivare ad oggi, dove ha ancora tanto potenziale da poter esprimere ma, ha già basi solide sulle quali poggiarsi nei primi mesi da pro.

Vedendo questa descrizione sembrerebbe che il buon Joel giochi da una vita a basket, invece no. La cosa più incredibile è che ha iniziato a giocare da tre anni.

In attacco Embiid ha un buonissimo repertorio di movimenti: sa sfruttare tutti i suoi centimetri, ha un ottimo coordinazione, quindi si gira abbastanza facilmente, nel corso dei mesi ha iniziato a costruirsi un tiro dalla media, non entra sempre ma, con un’po di lavoro potrebbe diventare affidabile anche dai 4 o 5 metri.

Una cosa che lo aiuterebbe a fare uno step in avanti in attacco è il suo fisico: è alto, ma non ha i muscoli per reggere contatti pesanti, con avversari fisici è andato spesso in difficoltà e perde molti palloni in questa situazione. Deve migliorare anche il palleggio perchè attacca difficilmente il canestro frontalmente e in post tende ad attaccare senza troppi palleggi. E’ anche un buon passatore sia dal post che in situazioni di raddoppio.

La difesa di Embiid è buona ma rivedibile. Se si parla di protezione del canestro il lungo camerunese è già fantastico perchè ha un buonissimo tempismo per bloccare le conclusioni, è facilitato dai centimetri, la sua apertura alare arriva quasi a 230 centimetri. È un ottimo stoppatore in aiuto.

Oltre a ciò Embiid deve fare ancora tanto lavoro, a partire dai falli fatti perchè è alla ricerca continua della stoppata fino ad arrivare ai cambi sui giocatori più piccoli in cui non riesce a stare accoppiato con loro.

Embiid è un legittimo candidato alla numero uno ma, nessuno si sconvolgerebbe se scendesse fino alla tre perchè anche Wiggins e Parker sono candidati alla prima pick del prossimo draft.

I Cavs hanno detto che se riceveranno l’ok dai medici che la schiena di Embiid è ok, valuteranno la scelta del lungo scuola Kansas. Joel ha detto che sta bene, probabilmente avrebbe giocato anche la March Madness nel caso in cui Kansas fosse arrivata alle Sweet Sixteen.

Embiid, ovunque andrà, dovrebbe avere minuti importanti da subito. Sicuramente sarà il nuovo perno difensivo della squadra e in attacco potrà essere utile dando profondità all’attaco grazie ai suoi movimenti in post, inoltre può servire i tagli dei compagni grazie alle sue buone doti da passatori.

Tutti si aspettano da lui una solida stagione da doppia-doppia di media e, nel caso riuscisse a risolvere il problema falli, potrebbe battagliare nelle prime posizioni della classifica stoppatori.

Ipoteticamente, intrigherebbe moltissimo l’asse play-pivot Irving-Embiid: la scelta è tutta nelle mani di Griffin al suo primo draft NBA. Vedremo chi sceglierà il neo GM dei Cavs con la prima scelta assoluta di uno dei draft più attesi di questi ultimi anni.

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3 thoughts on “JOEL EMBIID: PRONTO PER LA NUMERO UNO?

  1. Io invece preferirei che restasse al college almeno un altro paio di anni a migliorare i fondamentali. Troppo spesso a mio parere i lunghi così promettenti vengono bruciati o si perdono perché ancora acerbi. In nba i giocatori non hanno il tempo di allenarsi come in ncaa . Inoltre la pressione é troppa e non c’è più la pazienza di sviluppare un giocatore. Si dice che oramai domina lo smartball offense, ma in realtà e che mancano centri dominanti tecnicamente .

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