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Parità assoluta, equilibrio perfetto. Il Texas è un continente a parte stanotte, quando all’AT&T Center di San Antonio scendono in campo due squadre che si stanno rendendo protagoniste di una delle serie più nobili di questo primo turno di playoff. Rick Carlisle ha messo in scacco più di una volta il suo dirimpettaio Gregg Popovich, con soluzioni sempre nuove che sono riuscite a mettere quasi alle corde gli Spurs. Sull’orlo del precipizio, però, i veterani dall’Alamo hanno dato fondo a tutti i loro attributi per restare aggrappati alla serie, ristabilendo il fattore campo e dando vita ad un confronto più incerto che mai.

Il derby texano rischiava di perdere uno dei suoi grandi protagonisti, che invece ha stretto i denti perché non poteva proprio mancare: Tony Parker parte in quintetto malgrado la distorsione alla caviglia rimediata in gara 4, e il franco-belga giocherà con l’adrenalina ancora in circolo dopo essere diventato padre del piccolo Josh. Per Dallas invece mancherà l’ex di turno Blair, che è deragliato nel corso dell’ultima sfida che lo aveva visto tra i fautori della grande rimonta dei Mavs, prima che l’eccessiva foga agonistica gli annebbiasse gli occhi e lo portasse a commettere l’ingenuità che gli è costata un turno di squalifica.

Gli avvii di gara sembrano fatti con lo stampino in questa serie: dopo uno scambio di canestri iniziale, Parker torna a essere imprendibile per la difesa ospite, che viene fatta a fette dal play avversario. Il franco-belga controlla a piacimento i primi possessi offensivi degli Spurs, armando la mano di Green dall’arco e mettendosi spesso e volentieri in proprio, sia col jumper che con una splendida penetrazione chiusa appoggiandosi altissimo al vetro. Dallas trattiene il fiato per una distorsione alla caviglia di Dalembert, che però tornerà immediatamente in campo, ma la vera preoccupazione dei Mavs sono gli avversari in maglia bianca: San Antonio è meravigliosa in attacco, con Parker che continua a dispensare perle del suo immenso talento e Manu Ginobili che imbuca dall’arco al primo pallone toccato. +13 Spurs, con Popovich soddisfatto che fa i complimenti ai suoi per l’intensità difensiva. Dallas, però, riesce in qualche modo a salvarsi dal pericolo della prima vera fuga della partita: la difesa dei Mavs riesce finalmente a limitare i danni nel pitturato, con Carter e Wright che stoppano rispettivamente Duncan e Parker, e anche l’attacco trova ritmo con un parziale di 7-0 che riduce sensibilmente lo svantaggio degli ospiti. Ginobili sfrutta al meglio il mismatch con Nowitzki e punisce il tedesco con una tripla, ma coach Carlisle ha sguinzagliato Carter e Harris dalla panchina e i due vanno a segno che è un piacere: Vince esce gratis di prigione con una tabellata allo scadere, dopo una feroce difesa dei padroni di casa, mentre Devin segna due triple in fila che valgono ai Mavs un insperato -1 al termine dei primi dodici minuti di gioco. 27-26 Spurs in un primo quarto sostanzialmente dominato dai bianconeri, con Dallas che può esultare per lo scampato pericolo.

Il secondo quarto si apre sull’asse Argentina-Brasile, con Ginobili a ispirare Splitter che conclude continuando la sua ottima serie. Manu balla un tango che lo porta e segnare dopo aver battuto l’uomo con l’euro step, ma Dalllas trova il modo di rispondere affidandosi ancora alla vena delle riserve: Carter va a bersaglio da tre dopo un coast to coast di Harris, e la bomba del 37enne vale il canestro del 37 pari. Diaw è magnifico, e si libera per andare a canestro con un uso misterioso del perno che gli permette di uscire da una situazione apparentemente impossibile. Carter però si è messo il vestito buono, e con un’incredibile tripla regala ai suoi il primo vantaggio della serata. I Mavs sono riusciti a prendere il toro per le corna, ma l’ennesimo scossone degli Spurs consente ai padroni di casa di scrollarsi nuovamente di dosso gli indomiti ospiti: Ginobili gioca a tutto campo con una freschezza impensabile per la sua età e la sua storia clinica, Duncan ci mette una spruzzata di pallacanestro vintage. Il resto lo fanno i tentacoli e gli attributi di Leonard, che prima ruba e vola a schiacciare e poi mette una tripla allo scadere con la semplicità dei campioni. Gli Spurs chiudono alla grande il primo tempo, giocando un basket di squadra alla massima potenza che consente loro di andare all’intervallo lungo in vantaggio 58-49. In cabina di regia c’è sempre lui, l’ineffabile mancino di Bahia Blanca che sta vivendo una finestra di straordinaria brillantezza che gli permette di distribuire a piene mani tutto il suo talento sui 28 metri di campo.

A inizio ripresa tocca a Splitter prendersi le luci della ribalta: il brasiliano continua a sfornare prestazioni di sostanza, mettendo in campo un’energia e una presenza di spirito che lo rendono un giocatore fondamentale nelle rotazioni di Popovich. Tiago segna e tiene benissimo in difesa, accettando il cambio con Ellis e controllandolo alla grande; Dallas però ha nel tiro da tre la propria ciambella di salvataggio, per un 50% dall’arco che consente agli ospiti di tornare a -5. Il fuoco accesso dai Mavs è quanto mai di paglia, perché San Antonio non perde tempo e occasione per provare a dare un altro strappo: Leonard continua a essere superlativo, e Danny Green decide di iniziare a giocare coi suoi compagni anziché con gli avversari, sporcando un pallone in difesa e prendendosi con rabbia la tripla del +10. Torna in campo Ginobili, che subito dà una scarica di adrenalina all’attacco bianconero combinando a meraviglia con Duncan. Dall’altro lato del campo, però, c’è un altro grande vecchio che non ne vuol sapere di vedere tramontare il sole del suo talento: Vince Carter si regala un’altra serata da Vinsanity, mettendo a ferro e fuoco la difesa avversaria con canestri ai limiti dell’impossibile (uno dei quali in allontanamento su una gamba sola, Nowitzki avrà probabilmente chiesto i diritti d’autore). Gli Spurs però macinano basket, e coach Popovich ha motivo di arrabbiarsi solo per una delle rare scelte sbagliate da Ginobili, che nel finale di quarto affretta troppo il tiro concedendo agli avversari la possibilità di un’ultima conclusione. 79-71 Spurs con dodici minuti da giocare: l’ottima vena dall’arco la sfuriata di Carter non sono bastate ai Mavs (e Popovich fa sorridere nell’intervista di fine quarto dichiarando di aver fatto circolare una foto in panchina per far capire ai suoi chi diavolo sia quel demonio con la maglia numero 25), che vedono il loro gap praticamente inalterato in virtù del dominio incontrastato degli ospiti nel pitturato.

Inizia il quarto periodo: Dirk Nowitzki si mette i panni da lavoro e decide che è giunto il momento di aprire l’ufficio. Il tedesco è fenomenale, e va a segno con tutti i primi sei tiri tentati nel quarto periodo; una performance così dovrebbe bastare per accorciare nel punteggio, ma WunderDirk non ha fatto i conti con un uomo venuto dal Brasile. Splitter gioca un avvio di quarto periodo semplicemente clamoroso, diventando in un attimo il sole degli Spurs: Tiagone si intende ad occhi chiusi con Ginobili, che arma sapientemente i suoi roll a regola d’arte per innescarlo a ripetizione nei pressi del ferro. Dallas rimane spiazzata da questo go to guy a sorpresa, che per giunta è anche una macchina da rimbalzi e firma la terza doppia doppia consecutiva ai playoff (le prime tre della carriera in postseason). La classe di Nowitzki, però, è debordante: Dirk si carica la squadra sulle spalle, scollinando oltre quota 20 punti segnati per la prima volta nella serie, e il suo esempio viene seguito da Ellis (che schiaccia a rimbalzo in attacco) e dal solito Carter, che si alza dall’angolo per la tripla del -4. L’orgoglio infinito dei Mavs tiene aperta una partita che stava per arrivare ai titoli di coda, apparecchiando un finale coi fiocchi con poco più di due minuti sul cronometro. Dalembert stoppa Parker sulla linea di fondo, ma il franco-belga decide che è arrivato il momento di chiudere la porta e buttare via la chiave: tripla dal palleggio allo scadere dell’azione, retina che si muove e ruggito del numero 9 che si unisce a quello del pubblico di casa, che vede il punto del 3-2 molto più vicino. Carlisle gioca il tutto per tutto con un quintetto piccolo che frutta due tiri liberi mandati a segno di Ellis, ma la scelta non paga dividendi sull’altro lato del campo: Duncan viene imbeccato da Parker e si mangia un Nowitzki in versione telepass per il layup del nuovo +7, e nel possesso successivo il rimbalzo di Green chiude definitivamente la questione. Gli Spurs vincono 109-103 e portano a casa una gara 5 più che mai pivotal, guadagnandosi il primo match point da giocare in trasferta.

San Antonio vince e, per la prima volta, convince: quella ottenuta nel quinto atto della serie può essere considerata la prima vera vittoria griffata Spurs, perché finalmente gli uomini di coach Popovich sono riusciti a giocare per larghi tratti di partita la loro migliore pallacanestro. Preso il pallino del match in avvio di gara, gli Spurs lo hanno controllato saldamente per tutti i 48 minuti, malgrado i ripetuti tentativi di riaprire i giochi operati da parte degli indomiti Mavericks. La copertina spetta al fresco papà Tony Parker, che con i suoi 23 punti risponde alle critiche e al problema alla caviglia aggiungendo la tripla che indirizza la partita e, forse, la serie. Al suo fianco però, Tiago Splitter condivide il gradino più alto del podio degli eroi di giornata: il brasiliano mette la firma in calce alla miglior partita della sua carriera, per giunta su un palcoscenico decisamente non secondario. La stoppata di LeBron nelle Finals 2013 è ormai un ricordo: 17 punti, 12 rimbalzi e 5 assist sono numeri da giocatore vero per quello che è diventato, a sorpresissima, il barometro delle prestazioni degli Spurs. Doppia doppia anche per Duncan, che con 16 punti e 12 rimbalzi resta un passo indietro ma piazza alcune delle giocate decisive nei momenti salienti della gara, mentre Leonard ci mette della gran sostanza unita agli sprazzi del giocatore che verrà (15 punti e 8 rimbalzi per lui). Ancora una volta fondamentale l’apporto di Ginobili, vero e proprio regista della squadra e autore di una partita da 19 punti, 5 assist e 3 recuperi; sempre dalla panchina, saltando all’occhio gli 8 punti ma soprattutto i 6 assist smazzati da Diaw. Dallas ci mette tutto l’orgoglio del mondo, ma non basta contro degli Spurs pressoché perfetti: Nowitzki “dirkeggia” e chiude con 26 punti e 15 rimbalzi, Carter ne mette 28 dalla panchina (non ne segnava tanti ai playoff dal 2010, finale di Conference con la maglia di Orlando) e Ellis chiude una partita matura e equilibrata scrivendo 21 e 6 assist. Numeri che, però, non bastano per avere la meglio di questi Spurs; Carlisle si trova a rimpiangere (e chi l’avrebbe mai detto) l’elettricità e la voglia di rivalsa di Blair, che però torneranno utili in una gara 6 nella quale i Mavs si giocheranno il tutto per tutto.

Venerdì notte si torna a Dallas, per uno degli ultimi atti di un confronto splendido: gli Spurs serviranno per il match, e cercano un successo per accorciare i tempi e non essere costretti a passare per la lotteria di una gara 7 già al primo turno di playoff; i Mavs hanno le spalle al muro, ma paradossalmente potrebbero avere meno da perdere rispetto ai cugini. Sarà una partita dal pronostico incerto, come lo sono state le prime cinque della serie: sarà game, set and match per gli Spurs oppure Dallas saprà guadagnarsi la chance della bella all’ombra dell’Alamo?

Post By Filippo Ferraioli (96 Posts)

Studente in giurisprudenza, amo ogni genere di sport e il suo lato più romantico. Seguace di Federico Buffa, l’Avvocato per eccellenza, perché se non vi piacciono le finali NBA non voglio nemmeno conoscervi.
“Ricordati di osare sempre”.

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One thought on “Parker ruggisce, Splitter da favola: 3-2 e match point Spurs

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