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Una delle serie più incredibili di questi play-offs sta anche portando agli occhi di tutti una delle maggiori sorprese. Grazie alla vittoria fissata sul punteggio di 107-97, infatti, gli Atlanta Hawks si portano sul 3-2 sugli Indiana Pacers che, a questo punto, rischiano seriamente di fermare prematuramente la loro corsa alle NBA Finals.

Dopo tutte le polemiche dei primi quattro scontri della serie, continua il pessimo momento di Roy Hibbert. Il numero 55, infatti, disputa complessivamente 12 minuti scarsi, senza ottenere punti o rimbalzi. Il prodotto di Georgetown, soprattutto, chiude nei sopra citati 12 minuti con addirittura 4 falli.

Non una bellissima serata, per non parlare dell’intera serie, per il centro di Frank Vogel, che non riesce nella post-season a rendere per il contratto che si ritrova per le mani. Una brutta tegola questa per la formazione capeggiata da Larry Bird, che tanto sta soffrendo gli Atlanta Hawks, e che ora si trova con le spalle al muro.

Il primo quarto procede in quasi perfetto equilibrio, tanto da essere chiuso sul parziale di 21-20 a favore della formazione di casa.

Tuttavia già nel secondo quarto la gara prende una strada ben definita, ed è la via che porta il nome della formazione guidata da Mike Budenholzer. Grazie ad un 6/6 dal campo nella seconda frazione di gioco, e con tre triple tutte siglate dalla punta in poco tempo, Mike Scott totalizza 17 punti.

Questo è il momento chiave della partita e, chissà, forse dell’intera serie. Momento che tra le altre cose potrebbe condizionare, ed in maniera piuttosto pesante, l’intero corso dei play-offs.

Il secondo quarto di gioco termina così con il parziale di 41-19 a favore della formazione della Georgia, che già vede il traguardo a portata di mano. Frank Vogel, tuttavia, non ci vuole stare e striglia in tutti i modi possibili i suoi giocatori.

Ad unirsi all’head coach, però, ci pensano anche i tifosi di Indianapolis che, dopo un brutto air-ball di Lance Stephenson, per di più ottenuto con una più che brutta scelta di tiro, iniziano a fischiare. Il Bankers Life Fieldhouse diventa così una cascata di fischi nei confronti di una squadra irriconoscibile, che così tanti favori e meriti aveva conquistato nel pubblico e negli addetti ai lavori nel corso della stagione regolare.

Nel terzo quarto il duo Teague-Millsap continua a dare terribile fastidio alla difesa dei Pacers. I due combinano per 30 punti, anche se con un 8/19 complessivo al tiro. Da aggiungere anche 8 rimbalzi per l’ex Jazz, 4 rimbalzi e 4 assist per la point guard.

Dall’altre parte, invece, non bastano i 16 punti collezionati dal trio West-Stephenson-Hill. Un buon contributo arriva dalla panchina da parte di CJ Watson, che cerca di rianimare i propri compagni. I suoi 15 punti con 6/10 al tiro però non bastano.

Il migliore della squadra giallo-blu rimane, comunque, Paul George. Il numero 24 termina la gara in doppia doppia con 26 punti (9/16 dal campo, 4/7 da tre, 4/4 dalla lunetta), 12 rimbalzi, 6 assistenze e 6 palle recuperate. La sua voglia, tuttavia, non è stata abbastanza per evitare quella che, di certo, si rivelerà una bruttissima situazione da affrontare in quel di gara 6.

Una serata dal 50% al tiro, condito dal 55% circa dall’arco, ha aiutato parecchio la formazione di Atlanta. Oltre alle solide prestazioni dei citati Millsap, Teague e Scott, ne arrivano altre da Carroll, Korver e Mack, quest’ultimo dalla panchina. Carroll termina infatti con 15 punti tirati fuori da un ottimo 6/9, Korver colleziona 16 punti con 5/10 da tre e 9 rimbalzi, mentre Shelvin Mack ottiene il massimo numero di punti per la propria squadra. Il nativo di Lexington, Kentucky, totalizza infatti 20 punti con 5 realizzazioni su 9 tentativi complessivi e 8/10 dalla lunetta.

Indiana cerca di riprendersi dallo schianto in dirittura di arrivo, ma rimontare 30 punti sul punteggio di 80-50 è qualcosa di abbastanza difficile. I Pacers, infatti, riescono a recuperare solo 10 punti, chiudendo poi, per l’appunto, sul 107-97.

Pessima situazione, quindi, per gli Indiana Pacers, che corrono il serio rischio di doversi fermare a gara 6 alla Philips Arena di Atlanta, Georgia.

Tutti ora si aspettano l’ennesima reazione di questa squadra, ma sembra più che evidente che le energie mentali scarseggiano, dopo essere andati forse troppo forte per tutta la regular season.

Post By Francesco Gentile (154 Posts)

Studente di giurisprudenza. Appassionato delle Big Four, NFL in particolare. Tifoso sfegatato Green & Gold!

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One thought on “Pacers con le spalle al muro: 3-2 Hawks

  1. Indiana non mi sembra una squadra con scarse energie mentali residue. La rimonta dal -30 c’è stata, solo che 30 punti a così poco dalla fine erano una montagna praticamente insormontabile. Nello sport per fortuna ci sono anche gli avversari e stanotte contro gli Hawks, con quella grandinata da 3 punti, secondo me avrebbe perso chiunque. Avrebbero perso gli Heat di James, i Lakers di Bryant e persino i Bulls di Jordan. I Pacers mi sembrano tutto fuorché morti e non è un caso se hanno recuperato proprio quando Vogel ha modificato l’assetto tattico con Copeland e C.J. Watson in campo e George Hill + qualsiasi centro classico nel roster di Indiana in panca a guardare. Il fatto è che Indiana per caratteristiche si accoppia non male, MALISSIMO con Atlanta. Tutti quei tiratori in grado di allargare il campo sono un rebus quasi irrisolvibile anche per un allenatore capace come Vogel. Gli Hawks sono una combinazione mortifera di penetratori funambolici e tiratori da oltre l’arco, tutti peraltro in un periodo di grazia. In più Millsap sta giocando come fosse Karl Malone. Per i Pacers parlerei più di squadra prigioniera dei suoi fantasmi e, in quanto tale, a rischio caduta ogni volta che si scopre un nervo (e siamo già a 3 se non 4 volte in questa serie). Quanto alle energie, mi sembra che la reazione i Pacers l’abbiano avuta e bella tosta. Per questo mi attendo una grande prova di carattere giovedì in gara 6 ad Atlanta, fermo restando che potrebbe non bastare per i suddetti motivi. Peggio squadra non poteva trovare Indiana in questo momento ma non andrà al tappeto senza lottare. Se dovesse uscire, se fossi in Bird non me la rifarei con Vogel, come mi sembra di leggere purtroppo già da qualche giorno, cercherei di analizzare i motivi della disfatta che, se si guarda bene, sono prettamente sportivi (Atlanta per ora è stata superiore nel gioco). Se ricordate bene, fino a qualche mese fa Indiana era prima per difesa sul tiro da 3, non è possibile che tutto insieme siano diventati i peggiori in questo. Propenderei più per l’exploit degli avversari in questo fondamentale e, se proprio si vuole scovare dei colpevoli, comincerei ad interrogarmi sul ruolo di un non-play come George Hill in questa squadra. Il doppio in contropiede nel terzo quarto è da campionato amatori (e forse nemmeno lì si vedono cose del genere). In un roster in cui nessuno sa palleggiare né trattare la palla con perizia non c’è spazio per un play così balbettante. C.J. Watson in confronto sembra Houdini.

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