L’avevamo detto, l’Orso, in questo caso il grizzlie, ha la pelle dura e non basta certo una sconfitta per mandare la squadra di Memphis al tappeto e buttarla fuori dalla serie.

I Thunder arrivano da Gara 1 chiusa con una vittoria, convincente nel punteggio finale, che ha lasciato però qualche indicatore non favorevole a OKC nel corso dello sviluppo della gara, in particolar modo quel terzo quarto vinto da Memphis 31 a 13 e che ha rimesso in gioco i Grizzlies in una gara fin lì più che dominata da OKC.

In gara 2 i Thunder non sono riusciti a strappare durante la gara, le due squadre sono sostanzialmente rimaste sempre a contatto, sono anzi i Grizzlies a tenere le fila della gara, al di là del punteggio, con i suoi lunghi a gestire i tabelloni e con Conley a far girare sin da subito in modo efficacie l’attacco. E’ proprio Memphis a sembrare “al posto di guida” di questa partita.

Poi è sempre vero che con la maglia 35 dei Thunder c’è sempre quello scherzo della natura che risponde al nome di Kevin Durant, che inseguito e, cestisticamente parlando, picchiato per tutta la partita da Tony Allen e  dagli altri giocatori di Memphis così da limitarlo a 36 punti con 12 su 28 dal campo.  

Limitarlo perchè quantomeno Durant non è riuscito a tirasi dietro tutti i suoi compagni, solo Ibaka (15 punti e 11 rimbalzi) e Westbrook (29 punti e 7 rimbalzi e 8 assist) hanno dato un contributo sostanzioso in gara 2,  mentre la panchina di Memphis ha portato alla causa 33 punti dando un contributo decisivo alla vittoria finale.

Durant limitato a 36 punti perché è talmente forte e talmente onnipotente su un campo da basket che il concetto di “limite” con KD35 si sposta e definisce differentemente rispetto agli altri bipedi che giocano “alla pallacanestro”, credo che la giocata alla fine dei regolamentari spieghi meglio di tante parole il concetto: 18 secondi dalla fine, Memphis avanti 98 – 93, palla Thunder.

Gioco rotto con Westbrook che salva la palla mentre sta uscendo e la fa arrivare a Durant che lascia partire la tripla con davanti Marc Gasol. Canestro e fallo dello spagnolo, Durant non sbaglia il libero aggiuntivo e con questo gioco da 4 punti tiene vivi i Thunder e aggiunge un altro gioco memorabile alla sua personale cineteca.

Poi sarà Conley a sbagliare un tiro libero e a lasciare a OKC il possesso per il pareggio, gestito in proprio da Westbrook che sbaglia una tripla il cui rimbalzo viene catturato da Perkins che manda la partita al supplementare sul 99 pari, con il suo unico canestro dal campo della partita.

Verdetto sospeso ed elettricità nell’aria per un altro supplementare tra queste due squadre, il sesto giocato nei play off ed il quinto vinto da Memphis.

Nel supplementare Memphis continua a condurre il gioco, un’infrazione di passi di Ibaka, una tripla sbagliata da Durant e dall’altra parte i tiri liberi a bersaglio di Lee e Randolph portano Memphis ad avere 6 punti di vantaggio  a 9 secondi dalla fine, troppi per chiunque anche per KD35.

La partita la chiude giustamente Randolph che segna 8 dei suoi 25 punti nel supplementare e porta così la serie in parità.

Memphis ha saputo resistere in Gara 1, stanotte non c’è stata la tempesta dei Thunder e così i Grizzlies sono riusciti a stare sempre in partita e non hanno mai perso la testa, nè dopo il gioco da 4 punti di Kevin Durant nè dopo il canestro allo scadere di Perkins, ma hanno continuato a giocare la loro pallacanestro e sono riusciti a portare a casa il risultato.

Randolph a fine partita: “Penso che abbiamo avuto grande fermezza, compattezza, oggi, abbiamo dimostrato che siamo già stati qui (nei Play Off) prima. Siamo stati assieme anche quando avremmo potuto scoraggiarci, abbiamo tenuto duro assieme”.

Sulla stessa linea Tony Allen: “Si è trattato solo di rimanere fiduciosi, capire che quei ragazzi (i Thunder) avrebbero piazzato dei parziali, noi abbiamo sopportato la tempesta stando assieme e non lasciandoci andare”.

Consapevolezza dei propri mezzi e dei propri limiti, compattezza di squadra, solidità mentale e comunità di intenti hanno portato Memephis a vincere su uno dei campi più difficili della lega, certo avere il pennello mancino di Randolph aiuta, e adesso che la serie trasloca in Tennessee i Grizzlies diventano un avversario ancor più temibile per OKC.

OKC che d’altro canto pensa di poter riportare la serie alla normalità, ovvero riconquistare il fattore campo a Memphis e chiudere la serie di ritorno in Oklahoma.

Lapidario Durant“Hanno fatto più giocate decisive loro che noi, ma non siamo certo nel panico, per nulla.” .

Sulla stessa linea Scott Brooks, il coach di OKC: “Loro hanno fatto un gran lavoro nel metterci le mani  addosso” velato accenno al gioco e alla difesa troppo fisica, a parer suo,  giocata de Memphis – “Noi non siamo stati capaci di liberarci a sufficienza dalla loro fisicità. Nel secondo tempo con  delle giocate in attacco ed in difesa ci siamo dati una possibilità di vincere la gara, purtroppo abbiamo mancato un paio di giocate proprio alla fine dell’overtime.”

Insomma, sconfittà si, sconfitta che brucia e cambia un pò gli equilibri nella serie ma niente panico.

Come Gara 1 non ha scosso Memphis, la sconfitta in gara 2 non sembra modificare il convincimento di OKC di essere la squadra più forte della serie e di avere il giocatore più forte in campo, KD35, in grado di portare i suoi in un modo o nell’altro al secondo turno dei play off.

Ed ora, arrivederci a Memphis.

 

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