durdunc464Con circa 60 partite di Regular Season ormai in archivio, la corsa ai primi 8 posti della Western Conference sta finalmente entrando nel vivo con le 15 squadre dell’Ovest che, per usare una metafora ciclistica, possiamo suddividere in vari gruppetti:
– 9 corridori in fuga che (salvo cadute negli ultimi chilometri) si giocheranno in volata i primi posti,
– altri 5 che sembrano aver abbandonato ogni velleità e pedalano felici godendosi il paesaggio in attesa del traguardo
– e 1 singolo ciclista (con la divisa nero/blu e un cattivissimo lupo nel logo della squadra) a metà strada tra le due comitive, con ancora qualche piccola speranza di rientrare nel gruppo di testa prima che sia troppo tardi.

Ma lasciando da parte i paragoni ciclistici, anche perché la mia conoscenza di questo sport si esaurisce con i pochi termini che ho già utilizzato, iniziamo ad analizzare la situazione con un linguaggio più consono al contesto in cui ci troviamo.

La situazione appare ancora parecchio ingarbugliata ad ogni livello e con tutto ancora da decidere, anche se i Thunder sembrano avere qualcosina in più considerando il rendimento stellare di Kevin Durant e il fatto che la squadra di Oklahoma City sia riuscita ad arrampicarsi fino alla prima posizione negli Standings pur dovendo fare a meno per quasi due mesi del secondo violino Westbrook, che tuttavia è rientrato in rotazione da qualche partita e che dovrebbe contribuire ad aumentare ulteriormente il potenziale della squadra di coach Brooks per la volata finale e per la Post-Season (almeno sulla carta, perché nelle prime partite successive al rientro della PG titolare i risultati di OKC sono stati negativi).

Tra gli inseguitori più agguerriti troviamo gli Spurs, quelli della cantilena “Eh ma quest’anno sono troppo vecchi e logori per vincere” che va avanti ormai da qualche stagione, salvo poi trovarseli sempre tra i piedi sulla strada verso le Finals e che anche quest’anno non sembrano aver intenzione di alzare bandiera bianca, nonostante i numerosi infortuni che hanno colpito la squadra di Popovich negli ultimi tempi.

Il trenino continua poi con i Clippers di Chris Paul e Doc Rivers, i Rockets dell’accoppiata fin troppo umorale Howard-Harden e i Blazers di Lillard e di un Aldridge formato MVP: queste 5 squadre ad oggi hanno creato un (piccolo) solco con le altre squadre della Conference ed è lecito attendersi che, a meno di crolli dall’alto o recuperi dal basso dell’ultima ora, siano loro a giocarsi le posizioni che garantiscono il fattore campo nel primo turno dei Playoffs.

Detto dei Thunder che a mio modo di vedere sono i candidati più probabili per il Seed 1, è davvero difficile pronosticare l’ordine di arrivo delle altre squadre coinvolte: ognuna ha avuto i suoi alti e bassi e per ora non c’è un team che si è particolarmente distinto dagli altri né in classifica né a livello di rendimento, per cui è probabile che sarà tutto deciso dal loro stato di forma in questo ultimo quarto di Regular Season e dalla produttività delle loro superstar.

Ma è la lotta per i Seed 6-7-8 a promettere scintille nelle prossime settimane, con 4 squadre (Warriors, Suns, Mavs, Grizzlies) pienamente in corsa per gli ultimi 3 posti disponibili e una quinta (Timberwolves) che conserva qualche flebile speranza di raggiungere la Post-Season, pur sembrando al momento tagliata fuori.

Golden State ci ha messo qualche settimana per trovare la quadratura del cerchio, mantenendosi intorno al 50% di W prima di inanellare una serie di risultati utili consecutivi da metà dicembre in poi che ha portato la squadra di Steph Curry in piena bagarre Playoffs.

Memphis partiva con i pronostici di un facile piazzamento tra le prime 8, ma gli infortuni di Tony Allen e Marc Gasol hanno scombinato i piani della squadra del Tennessee che ha iniziato a viaggiare ad andatura sostenuta solo poche settimane fa, dopo il rientro del centro spagnolo.

Per Dallas vale il detto (inventato al momento) “Finchè c’è Dirk c’è speranza”: il tedescone va per i 36 anni ma continua a mettere più di 20 punti a serata come se niente fosse, e grazie al buon apporto dello “sparacchiatore pazzo” Monta Ellis e di Jose Calderon, entrambi arrivati in estate, i Mavericks sembrano aver tutte le carte in regola per giocarsi fino alla fine un posto ai Playoffs.

Menzione speciale per Phoenix: dopo un’estate passata a liberarsi dei giocatori più vecchi e ad accumulare picks per il prossimo draft, i Suns partivano con le aspettative sotto le scarpe e un probabilissimo ultimo posto ad Ovest secondo quasi tutti gli addetti ai lavori. Ma il nuovo Head Coach Jeff Hornacek ha sorpreso tutti mettendo in piedi forse il gioco più divertente della lega, devastante in contropiede e letale dall’arco, trascinato da un Dragic a livello All-Star e da un Bledsoe che, almeno fino al giorno del suo infortunio al ginocchio a fine dicembre, ha dimostrato come il suo soprannome di “Mini-Lebron” non fosse poi così assurdo.

Infine, Minnesota si presentava all’esordio della stagione come squadra in grado di mettere i bastoni tra le ruote a chiunque, ma qualche problema di chemistry e nella fase difensiva hanno portato Love e compagni a faticare per mantenere anche solo un record pari.

In sostanza, premesso che per i T-Wolves un recupero sembra abbastanza improbabile pur non essendo impossibile, anche per gli ultimi 3 Seed è davvero dura fare pronostici: le 4 squadre coinvolte nella lotta si scambiano le posizioni senza soluzione di continuità e a questo punto è possibile, per non dire probabile, che la situazione rimarrà in bilico fino alle ultimissime partite di Regular Season.

Insomma, ad oggi gli Standings della Western Conference sono un gran rebus: niente è deciso e tutte le squadre in ballo, se vorranno raggiungere i loro obiettivi stagionali, dovranno giocarsela fino alla fine.

E in una stagione in cui è facile assistere a scempi indicibili dettati dalla volontà di pescare bene nel prossimo Draft, ringraziamo il Cielo che queste squadre ci stiano regalando qualche motivo per seguire la stagione fino in fondo.

 

Post By Ivan De Bernardi (14 Posts)

Cresciuto a pane e calcio, nei primi anni 2000 inizia a seguire il basket NBA e nel 2005-06 si innamora del “7 Seconds or Less” dei Suns di D’Antoni: tifoso Phoenix da allora, nutre un’infinita ammirazione per Steve Nash.

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One thought on “The Road to the Playoffs: Western Conference

  1. Per minnesota piu’ che problemi di chemistry sono stati gli infortunati il vero problema !! ^_^

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