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Benvenuti nell’epoca di SportVU

Ogni innovazione, nelle regole o nei parametri, cambia l’identità del gioco e se, da un lato, rende più interessante il presente, dall’altro, getta ancor più in ombra il passato.

Non sappiamo quante siano state le stoppate di Russell, né quali siano le statistiche avanzate (in stile Synergy) di Jordan, né, dopo l’avvento delle nuove rilevazioni con SportVU, sarà totalmente paritetico commisurare le prestazioni dei giocatori odierni con quelli di appena qualche anno fa.

Non solo proliferano i dati da filtrare ed in cui orientarsi, ma aumentano anche le risposte per le domande in precedenza proibitive e destinate a rifugiarsi nella rischiosa approssimazione dell’opinabile.

Così, prendendo liberamente spunto da questo interessante articolo, per quanto la base numerica attuale sia ancora molto esigua ed altamente oscillante (ai limiti dell’inattendibile), possiamo giocare con i dati forniti dal player tracking per confabulare un paio di statistiche riguardanti il controverso fondamentale che forse più ha trovato giovamento delle riprese aree degli occhi di SportVU: l’assist.

UR (Unselfishness Rating) 

Ad esempio, possiamo finalmente stilare il rapporto fra le “opportunità di assist” (ovvero tutti i passaggi che sono seguiti da un tentativo di tiro, a prescindere dalla sua realizzazione o meno) e i “tocchi nel front court” (ovvero i palloni toccati nella metà campo offensiva); incrociando questi due dati, otteniamo quanto un giocatore destina i propri possessi offensivi a servire potenziali assist.

Riducendo l’elenco a coloro che vantano almeno 5 assist di media ed hanno giocato dalle 8 alle 11 partite (dati aggiornati al 17 Novembre), questa è la graduatoria:

UR

Da notare:

- l’eccelso risultato di Lawson e Rubio che dedicano più di un quarto dei loro possessi offensivi a cercare di far felice un compagno;

- l’estrema “filantropia” di Iguodala, che non è playmaker di professione, ma ha sempre avuto l’hobby del gioco di squadra e di Batum, anch’egli all around, altruista quanto basta per aver già realizzato una tripla doppia;

- la coppia dei Kings Vasquez-Thomas che è spalla-a-spalla sull’ambiziosa soglia del 20%;

- Monta Ellis ha una percentuale maggiore (anche se solo di 1,2%) di Calderon che è, non a caso, al minimo in carriera per assist al minuto;

- Conley, per nulla egoista, paga dazio a causa di un attacco impostato sul “point center” Gasol (non per nulla, il play risulta invece fra i migliori per “secondary assist”).

RAR (Real Assisting Rating)

Un’ulteriore combinazione di dati consente di rapportare le opportunità di assist” ai “passaggi totali”, ottenendo un valore che indica quanto un giocare tenda a passare anche in situazioni in cui non gli verrà accreditato un assist. Usando gli stessi filtri della lista precedente, ecco la graduatoria:

 

RAR

Anche qui i numeri ci suggeriscono alcune osservazioni:

- Lawson si dimostra passatore “malizioso”, ben un terzo dei suoi passaggi è un potenziale assist, probabilmente poiché si tratta spesso di penetra-e-scarica;

- anche Curry, essendo principalmente uno scorer, sa piazzare l’assist, ma non dissemina troppi passaggi di mera circolazione di palla;

- può far strano trovare “confinanti” Iguodala e Rubio, ma va ricordato che si tratta di una proporzione: entrambi annoverano un’opportunità di assist ogni quattro passaggi, fermo restando che Andre ne esegue poco più della metà di Ricky;

- idem per Deron Williams che passa in 26 minuti quanto James in 36 e molto più di Durant in 39; sebbene la proporzione assist potenziale/passaggio sia quasi indistinguibile;

- Calderon (14,7%) ci ricorda la differenza fra lui ed il compagno di squadra Ellis (22,6%), un po’ come Vasquez (22,5%) nei confronti di Thomas (25,7%).

Nella storia Nba si è passati dal computare le statistiche individuali per totale stagionale al calcolo della relativa media per gara; poi alla media per minuto, rendendole intuitive contandone 36 (minutaggio di un titolare che giochi 3/4 della gara); in seguito, si sono aggiunte le emancipate stime in percentuale sui possessi (caratterizzate appunto dal segno “%”); adesso si è infine abbandonata l’approssimazione della stima per passare al rilevamento ottico, esteso persino a statistiche puramente quantitative, quasi da gossip automobilistico, come le miglia percorse e la velocità media.

Magic Johnson ha una media di 11,2 assist a partita in carriera; John Stockton ha collezionato 15806 assist (avendo inoltre il miglior Ast% della storia con 50,2%)… siamo sicuri che questi numeri non stiano diventando ingenuamente obsoleti?

 

 

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