20131106-222225.jpg1) Indiana Pacers (4-0)

Sta funzionando tutto. La difesa ha subito 85.5 punti a partita. L’attacco potrebbe fare di più, ma per ora va bene così e coach Vogel non può che essere contento. Paul George sembra migliorare gara dopo gara e dietro a Kevin Durant c’è lui tra le ali più prolifiche della lega con 27.0 punti di media. Peccato per l’infortunio di Granger che toglie pericolosità alla panchina, forse ancora un po’ troppo scialba, ma decisamente meglio rispetto a quella vista l’anno passato.

2) Houston Rockets (4-1)

James Harden è il solito mattatore, Dwight e Asik fanno il lavoro sporco sotto canestro, e Kevin McHale sorride. C’è da aggiustare ancora qualcosa, ma finché le torri gemelle di cui sopra reggono e si continua a segnare con questa prolificità, le cose non possono che andare bene.

3) Los Angeles Clippers (3-1)

Cominciare con una sconfitta nel derby losangeleno non è stato il massimo, ma poi sono arrivate tre vittorie consecutive con un Chris Paul pazzesco da 26.5 punti e 13.3 assist di media. CP3 sta giocando molto più tranquillo (sarà per via del contrattone firmato in estate?) e la cura Doc Rivers si sta facendo sentire. I Clips hanno il miglior attacco della lega e finché dura ok, ma prima o poi bisognerà cominciare a difendere e su questo si dovrà lavorare parecchio.

4) Minnesota Timberwolves (3-1)

La sconfitta contro Cleveland ha interrotto un inizio folgorante da tre vittorie di fila. Kevin Love sta giocando da assoluto MVP e l’infortunio dello scorso anno sembra essere solo un brutto ricordo. Rubio sforna palloni buoni come pagnotte, Martin sta sempre più diventando uno specialista del tiro, ma ciò che sorprende maggiormente è che stanno difendendo il loro territorio proprio come fanno dei lupi. Si vede che coach Saunders deve avere usato questa metafora per convincerli a dare il massimo.

5) Philadelphia 76ers (3-1)

Chi li dava già per persi senza che la stagione iniziasse si sbagliava di brutto. La disfatta con i Warriors dell’ex Iguodala ha smorzato l’entusiasmo di un gruppo giovane ed inesperto, guidato da un sorprendente Michael Carter-Williams che ha letteralmente fatto impazzire anche Allen Iverson nell’opening night. Le prestazioni saranno destinate a ridimensionarsi con il tempo e anche le posizioni nel ranking scenderanno di volta in volta, ma a Phila hanno già potuto somministrarsi una dose di futuro e neanche così tanto lontano.

6) Miami Heat (3-2)

Hanno iniziato bene con la vittoria sui Bulls nel giorno della consegna degli anelli. Hanno continuato male con le sconfitte contro Sixers e Nets che hanno decretato anche la prima striscia perdente da tempo immemore. Sono arrivate, però, due vittorie che hanno scacciato un inizio turbolento e le prime critiche per un gioco più lento rispetto agli anni scorsi e troppo prevedibile. Gli Heat stanno ancora visibilmente faticando, ma se ogni anno ci si aspettano da loro 20 e passa vittorie di fila, mi sa che le pretese rischiano di diventare un po’ troppo alte.

7) Phoenix Suns (3-1)

Sorprendenti già in pre-season, possiamo definirli i Sixers dell’Ovest, ma non solo per le iniziali simili. Di squadre destinate allo sfracello totale che sono partite forti ne abbiamo già potute ammirare a iosa nel corso degli anni, ma i Suns non sono solo un’accozzaglia di giovani promesse e lo hanno dimostrato in queste prime quattro partite.

8) San Antonio Spurs (3-1)

Ammettiamolo dai, ci aspettavamo di più da una squadra navigata, ma al contempo dotata di ottimi giovani. Soprattutto considerando le Finals dello scorso anno e il titolo quasi strappato ad una macchina perfetta come i Miami Heat. In quelle sette partite (facciamo sei e mezzo) gli Speroni salirono a bordo di una Lamborghini per provare a stare dietro e LeBron e soci. In questo inizio sembrano, invece, guidare una Fiat Duna e non parlo del record che è comunque ottimo, ma dell’approccio alle partite. The pre-season is over Pop!

9) Golden State Warriors (3-1)

Per ora le aspettative si stanno rivelando giuste. I Warriors giocano di squadra e la fase offensiva riscuote successo come lo scorso anno. Hanno segnato 112.0 punti di media nelle prime quattro apparizioni e sono la squadra con il più alto plus/minus della lega con un bel +12.8, segno che non si pensa solo a realizzare, ma anche a limitare gli avversari finché si può.

10) Dallas Mavericks (3-1)

Possiamo chiamarla sorpresa? In parte sì, dai. Non se l’aspettavano in molti una partenza così carburata da parte di una squadra quasi completamente nuova e poco collaudata. Il talento non manca e nemmeno l’esperienza, ma questo record è la prova che a Dallas il ricordo di quel 2011 non è tanto lontano. Monta Ellis sta anche diventando più altruista, segno che il sistema di gioco funziona e anche bene.

11) Oklahoma City Thunder (2-1)

E’ tornato Westbrook e i risultati si sono già visti con la roboante vittoria sui Suns, sbugiardata dal risultato finale. Se OKC è al completo, fa paura, soprattutto se Durant continua a fare il suo lavoro ogni sera come se stesse andando al market a fare la spesa. Sotto canestro va messo a posto qualcosa (cessione di Perkins?) altrimenti la vedo dura contro squadre come Rockets o Pacers.

12) Atlanta Hawks (2-2)

Un record alquanto giusto per quello che si è visto sul campo. Horford sta prendendo la squadra sulle spalle come ci si aspettava che facesse. L’attacco sta rispondendo bene con addirittura 104.8 punti realizzati, ma è la difesa a dare parecchi problemi, soprattutto nei finali di gara. Mike Budenholzer, da attento e devoto discepolo dell’alcol…ehm, pardon volevo dire di coach Pop, dovrà cercare di dare un’impronta a questa squadra ancora troppo priva d’identità.

13) Orlando Magic (2-2)

Iniziato come da pronostico, cioè male, ma non malissimo. Le due vittorie di fila da cui provengono, però, sono state dei veri e propri fuori programma come lo dimostra il successo di ben 21 punti di scarto sui Nets. Il cammino di questi Magic non appare così scontato come poteva sembrare in off-season. Victor Oladipo ha già dimostrato di fare sul serio uscendo dalla panchina, mentre Vucevic e Nicholson stanno fornendo il loro utile contributo alla causa. Not bad.

14) Memphis Grizzlies (2-2)

Fa strano vederli così giù, ma sono sembrati opachi rispetto a quando li avevamo visti l’ultima volta, a giugno. David Joerger sta cercando di mantenere l’impronta difensivista del suo predecessore, ma la mancanza di Hollins si comincia a sentire, soprattutto sul piano psicologico. Ci vorrà del tempo per adattarsi, ma se le cose dovessero davvero mettersi male, chi toglierà le castagne dal fuoco?

15) Cleveland Cavaliers (2-2)

Mike Brown allena per la prima volta una squadra NBA senza una vera e propria stella stile LeBron o Kobe e le differenze si notano eccome. Gioco bruttino, Irving completamente spaesato e se addirittura la tua prima scelta (Bennett) fa acqua da tutte le parti, beh qualcosa va raddrizzato. Le due vittorie sono arrivate grazie ad una difesa sopraffina che non sta ancora dando il meglio visti i tanti giovani presenti, ma l’attacco è un disastro e l’ultimo posto nella graduatoria per punti segnati lo dimostra.

16) Brooklyn Nets (2-2)

Ottime vittorie contro Heat e Jazz, ma sconfitte da dimenticare, soprattutto quella contro i Magic. Una prima settimana alquanto altalenante per una squadra che doveva fare sicuramente di più e sarebbe benissimo potuta essere 4-0. La partita di sabato con i Pacers sarà un banco di prova niente male per testare la condizione psico-fisica della squadra che necessita molto di più da Deron Williams, ancora abbastanza abulico anche per via dei suoi problemi alla caviglia.

17) Detroit Pistons (2-2)

Si sono viste buone cose alternate ad altre decisamente meno buone. Bisogna lavorare, ma intanto la coppia di lunghi Monroe-Drummond funziona, mentre il back court deficita in attesa del ritorno a tempo pieno di Jennings. Da Josh Smith ci si aspetta qualcosa di più, ma la squadra può e deve crescere perché i playoff sono a portata di mano.

18) Toronto Raptors (2-2)

Sarà un caso strano o una semplice coincidenza, ma da quando Bargnani è emigrato verso la terra statunitense, i Raptors giocano con più spensieratezza sotto i tabelloni. Valanciunas è un ottimo sophomore mestierante e il GM Masai Ujiri già stravede per lui. Rudy Gay e DeMar DeRozan coesistono abbastanza bene, mentre Kyle Lowry cerca di fare sempre il suo. La ruota della fortuna sembra poter finalmente girare verso il Canada, ma è ancora presto per dirlo con certezza.

19) Portland Trail Blazers (2-2)

Oltre alle prestazioni da tripla-doppia di Nicolas Batum, questa prima settimana è servita a mettere in mostra le intenzioni dei Blazers. L’attacco funziona egregiamente, ma la difesa dá troppi problemi e nel selvaggio Ovest non si va da nessuna parte senza, a meno che non ti chiami Los Angeles Clippers che possono permettersi il lusso di subire 113.0 punti a partita. La vittoria sugli Spurs è stata un gran colpo, ma bisogna fare di più se si vuole sperare nei playoff da qui ad aprile.

20) Charlotte Bobcats (2-2)

Al Jefferson deve ancora trovare la sua migliore forma fisica, mentre Kemba Walker sembra essere l’unica nota di colore in queste prime partite. La difesa non è malaccio, come nella tradizione conservatrice della squadra, ma l’attacco continua a rispondere “non presente”.

21) Los Angeles Lakers (2-3)

Prima settimana forse un po’ troppo frenetica per una squadra che ha bisogno di tempo per amalgamarsi bene. Certo, giocare insieme non fa male, ma la sensazione è che la stagione dei giallo viola sarà proprio un alternarsi di emozioni, almeno fino a quando il signore con la maglia numero 24 non sará pronto a rientrare e a tornare ai suoi livelli standard. Record comunque vicino al 50% non da buttare anche perché di cose buone se ne sono viste.

22) Milwaukee Bucks (1-2)

Troppe poche partite per poterli giudicare, ma l’unica vittoria è arrivata contro dei Celtics alquanto disastrosi. I playoff sono molto lontani e non in termini di numeri. Lottano per la salvezza.

23) Chicago Bulls (1-2)

Figure alquanto magrine, specialmente quella contro i Sixers, per non parlare dell’opening night mai in discussione contro Miami. La squadra ha bisogno di tornare ad avere un’inquadratura, passatemi il termine, Rosesca e non sarà facile. Anche qui ci vorrà pazienza, ma intanto se si tornasse a difendere come Thibodeau comanda non sarebbe male.

24) New York Knicks (1-3)

E’ buio pesto nella Grande Mela, sponda Knicks. Non è bastata nemmeno la ristrutturazione del MSG per motivare Melo e compagni a dare del loro meglio sul campo. Tyson Chandler è l’unico a tenere il reparto lunghi. Bargnani rischia di essere presto additato dagli esigenti e poco clementi tifosi newyorchesi – per non parlare della stampa. Insomma, bisognerà immediatamente correre ai ripari prima che Anthony decida sul serio di fare le valigie.

25) Sacramento Kings (1-3)

Qualcosa bisognava pur fare e una vittoria sembra sufficiente, per ora. Il pubblico di Sacramento è tornato numeroso – e rumoroso – a tifare i propri beniamini e questo è già un dato positivo dopo le minacce di trasloco.

26) New Orleans Pelicans (1-3)

Tyreke Evans sta giocando come sa realmente fare, Anthony Davis ha messo definitivamente da parte i problemi fisici (?) e sta dimostrando tutto il suo valore, ma allora cosa manca? La panchina è disastrosa e anche l’apporto di Holiday è finora stato scadente. E per panchina non intendo solo quella composta dai giocatori.

27) Denver Nuggets (0-3)

Un disastro annunciato o solo un incidente di percorso? Fatto sta che a Denver non funzionano nemmeno i rubinetti delle docce in questo momento. Coach Brian Shaw sembra già avere tra le mani una squadra completamente out of control, tanto che ci si è cominciati a chiedere quanto potrà contare il ritorno del Gallo.

28) Washington Wizards (0-3)

Se John Wall non gira la squadra non gira. Questo lo si era già capito quando il play ex Kentucky è rimasto fermo per parecchio tempo ai box durante la scorsa stagione. Sinceramente non trovo altro da dire e il medioevo sembra non essere finito dalle parti di Capitol Hill.

29) Utah Jazz (0-4)

E’ già partito il coro We want Wiggins, we want Wiggins all’Energy Solutions.

30) Boston Celtics (0-4)

Come sopra, almeno fino a quando non tornerà Rajon Rondo. Faverani un fattore sotto canestro.

 

 

 

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