thad353Poveri Sixers. E’ da anni che questa gloriosa franchigia viaggia a vista nella nebbia senza un vero progetto di rilancio, senza una possibilità di far entusiasmare fin in sede di preview i suoi tifosi. In pratica è da quando il leggendario Allen Iverson se n’è andato che i Sixers non sono appesi ad un reale motivo di orgoglio e di speranza.

Il pubblico mai paziente di Philadelphia non perdona e allora la squadra è lasciata sola nei suoi tormenti, sola nella sua mediocrità. Fuori dai playoff lo scorso anno, nel 2012 vanno fuori solo alla settima contro i Celtics al secondo turno ma è una sorpresa fuori controllo, con nessuna possibilità di incidere ulteriormente.

E’ finita l’era di Andre Iguodala stella della squadra, una contraddizione finalmente conclusa perchè il ragazzo è un grande talento ma non un leader di una franchigia NBA con ambizioni, è finita anche l’era di Doug Collins. Al suo posto arriva Brett Brown, altro giovane coach allevato a San Antonio da Gregg Popovich, e nemmeno il più quotato, visto che Mike Budenholzer andrà a fare il capo ad Atlanta.

Altro cambio di rotta è la scelta di sbarazzarsi di Jrue Holiday, l’anno scorso All Star e unico straccio di scintille dalle parti di South Philadelphia per la scommessa Nerlens Noel, preso alla sesta chiamata da New Orleans.

Considerato praticamente per un anno intero (se non di più) come sicurissima prima scelta assoluta è decaduto nel gradimento fino quasi a sprofondare e questo per Phila non è un bel segnale. Ancor di più la sua natura tecnica. Atleta spettacolare e macchina di stoppate, ci pare però difficile che si possa costruire intorno a lui una squadra vincente, anche nel medio-lungo raggio.

Oggetto misterioso che non dà nulla in attacco, deve crescere per smentire il fallimento di una moda di tanti GM innamorati solo dei mezzi atletici ma poco degli “intangibles”, soprattutto offensivi, di certi tipi di giocatori.

Conference : Eastern

Division : Atlantic

Arrivi : James Anderson (Houston), Tim Ohlbrecht (Houston), Royce White (Houston), Tony Wroten (Memphis)

Partenze : Jrue Holiday (New Orleans)

Draft : Nerlens Noel (Kentucky), Michael Carter-Williams (Syracuse), Khalif Wyatt (Temple)

 

Probabile quintetto base

PG : Michael Carter-Williams

SG: Jason Richardson

SF: Evan Turner

PF: Thaddeus Young

C: Nerlens Noel

 

Un nuovo coach senza esperienza da capo allenatore nella NBA, un probabile quintetto con due rookie, un leader che non c’è, nemmeno emotivo, forse per quel che più conta.

Non lo è e non lo sarà mai Evan Turner, atteso ad una svolta alla quarta stagione nei pro, guardia-ala dai buoni movimenti ma senza nessuna cattiveria, senza l’occhio della tigre che da queste parti non è un film, è religione.

Non penso possa smentire quest’anno le pesanti accuse di essere soft, men che meno quando è chiamato a guidare il suo attacco. Non è nato per questo, non può essere pronto.

Il paradosso dolente di Iguodala leader si rinnova. Ancora una volta Philadelphia ha, o dovrebbe avere, un primo violino che tale non è soprattutto come atteggiamento prima ancora che per talento.

C’è poco e niente, sarà un miracolo che giù in fondo fino all’ultima fermata della linea che traccia da sotto Broad Street ci vadano in qualche migliaio e purtroppo sarà soprattutto per vedere gli avversari.

Mai si è vista tanta depressione, questi Sixers sono in lotta per essere ampiamente la peggiore squadra ai nastri di partenza di tutta la lega e per adesso ci riescono.

Il campo può sempre dire il contrario, ma dubitiamo fortemente. Ci potrebbe essere qualche bella vittoria, qualche buona striscia ma poca, pochissima roba, i playoff sono davvero un sogno lontanissimo.

Michael Carter-Williams è un ragazzo tosto, pare possa avere una bella carriera NBA ma una squadra che parte con una point guard matricola è azzoppata in partenza, a meno che quest’ultima non sia un fenomeno e in questo caso non ci mettiamo la mano sul fuoco.

Noel è un nobile decaduto, saprà tenere botta all’enorme delusione della prima chiamata andata via ma anche qui non vediamo come possa contribuire da subito.

Correranno, questo è il minimo, cercheranno di divertirsi giocando leggeri, senza troppe pretese, ma le novità nei ruoli fondamentali (head coach compreso) sono troppe e troppo enigmatiche.

Romantica la firma di Khalif Wyatt, lui sì ha preso la Broad Line Street da Cecil B. Moore “all the way down to” AT&T Station. Idolo per un quadriennio dei ragazzi di Temple cambia quartiere sognando di essere incisivo anche al piano di sopra.

All’Università ha fatto grandi cose, compresa un’ultima bella impressione al Torneo NCAA, ma è il classico giocatore a cui manca qualcosa per i professionisti e che sembra tagliato a buonissimi, se non eccelsi livelli, in Europa.

Poveri Sixers. Non ci si aspetta nulla, peccato, la città di Philadelphia merita ben altro.

 

Post By Mick (87 Posts)

“E qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure…”

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5 thoughts on “Philadelphia 76ers: Preview

  1. Scusa se mi permetto ma davvero non capisco il tono di questo articolo. Le premesse sono corrette, i Sixers sono una squadra di rango che per questo merita di tornare ai vertici e che per troppi anni, invece, ha navigato nella mediocrità. Ma proprio per questa ragione ha deciso di azzerare tutto e riparire da capo. In questo senso va intesa la scelta di lasciar andare Holiday (che era l’unica sicurezza positiva della squadra assieme a Young) per un giocatore come Noel che, sono d’accordo con te, presenta alcuni rischi e che difficilmente potrà essere il perno attorno al quale far girare la squadra, ma che potrebbe essere un eccellente complemento nell’ottica di quello che è il chiarissimo e dichiarato progetto, vale a dire perdere più partite possibile quest’anno per puntare ad uno dei 3 o 4 giocatori che usciranno dal college (Wiggins, Parker, Randle e altri) e che, loro si, promettono di essere dei giocatori franchigia. Uno di questi, se arriverà, assieme a Noel e ai free agent che i Sixers inseguiranno l’anno prossimo avendo tantissimi soldi da spendere, saranno l’ossatura di una squadra che punta a tornare competitiva NON QUEST’ANNO ma nei prossimi 4 o 5. Questo è il piano dichiarato e davanti agli occhi di tutti. Di tutto questo nel tuo articolo non vedo cenno, sembra semplicemente che i Sixers quest’anno faranno pena. E sicuramente sarà così ma questo è VOLUTO.

  2. mmm… magari dire che Noel ha avuto un “leggero” infortunio per “sprofondare” alla sesta scelta assoluta (non proprio uno schifo direi), e che non è proprio il pippone descritto in questa “preview”…

    • Io spero che sia il nuovo…Ratliff piuttosto. Mi sembra che la mentalità e l’approccio siano decisamente migliori rispetto a quelli di Dalembert (e ci vuole poco)

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