spurs1Imprevedibile. Questa credo sia la miglior definizione possibile non tanto (o non solo) per il risultato di Gara 3, nella quale gli Spurs hanno asfaltato i Miami Heat (il -36 é il terzo maggior scarto nella storia delle finali). Quello che era davvero imprevedibile era il modo in cui San Antonio ha portato a casa la partita.

In una serata in cui Ginobili e Duncan sono stati solidi, con qualche lampo, e Tony Parker é stato limitato dal riacuttizzarsi dell’infortunio muscolare nel terzo quarto, a prendere il proscenio sono stati quelli che ormai sono stati ribattezzati i Big Three alternativi: Danny Green, Gary Neal e Kawhi Leonard.

Le avrete lette e rilette in questi giorni, ma vale la pena citare di nuovo le cifre di questi tre, perché sono davvero incredibili: Green e Neal hanno chiuso rispettivamente con 27 e 24 punti e soprattutto con 6/9 e 6/10 al tiro da tre punti. A un certo punto sembrava non potessero sbagliare mai. Kawhi Leonard, oltre a difendere egregiamente su Lebron James, ha chiuso con 14 punti e 12 rimbalzi.

Al termine di una partita incredibile, nella quale gli Spurs hanno segnato sedici triple (su trentadue tentativi), record nelle finali NBA, la situazione é paradossale.

Lebron James é indiavolato con sé stesso e criticato (ingiustamente) da ogni parte, mentre Danny Green é il miglior marcatore delle Finals con cinquantasei punti. Uno scenario davvero sorprendente, quello nel quale un giocatore non scelto e uno selezionato al secondo giro del draft decidono una finale NBA.

Ed alla fine nella conferenza post partita, i due piú increduli sono sembrati proprio loro due. “É un sogno che si avvera” ha dichiarato Neal “Io e Danny ne abbiamo passate tante insieme. Arrivavamo due ore prima all’allenamento e ci mettevamo a tirare, per dimostrare al coaching staff che ci meritavamo di stare qui e per guadagnarci minuti. E oggi abbiamo giocato alla grande”.

Green mette invece l’accento sull’ importanza che ha per lui il fatto di sapere di avere la fiducia dei suoi compagni e del suo coach, non a caso il concetto che anche Popovich ha sottolineato in conferenza stampa : “Tutti i miei compagni e Pop sono fantastici nell’incoraggiarmi. Mi dicono sempre di continuare a tirare: se sono libero, devo tirare”.

In vista di Gara 4, peró, ci sono tre problemi evidenti. Il primo é che difficilmente Green e Neal potranno ripetere la mostruosa prestazione balistica dell’ultima gara.

Il secondo, molto piú importante, riguarda le condizioni fisiche di Parker. Dopo la risonanza magnetica, infatti, é stato confermato che Parker ha uno stiramento di primo grado che, in condizioni normali, richiederebbe una settimana di stop. In condizioni normali, appunto.

Ma siamo alla finale NBA e dubito che Parker rimanga fuori: pur essendo considerato come day-to-day, i dubbi non riguardano tanto la decisione o meno di scendere in campo, visto che probabilmente Parker tenterá di giocare; la questione fondamentale é come riuscirá a giocare, perché difficilmente potrá essere nelle condizioni migliori.

Tony dopo l’allenamento di ieri ha dichiarato che: “Coach Pop di solito preferisce il riposo, vedremo come mi sento domani. Parleró con Pop, lui preferisce sempre non correre rischi. Ma queste sono le Finals”.

E Popovich gli ha fatto eco: “Voglio aspettare prima di decidere se farlo giocare o no. Ovviamente molto dipenderá da Tony e da come si sente, e da come io penso che lui possa influenzare, in bene o in male, il gioco della squadra. É una situazione sfortunata, ma non possiamo farci niente.” Alla fine sará una decisione che lui e Popovich prenderanno insieme.

La terza cattiva notizia per San Antonio é che difficilmente Lebron giocherá di nuovo cosí “male”, e che difficilmente gli Heat non reagiranno con forza ad una sconfitta tanto dolorosa.

E, in caso di assenza di Tony Parker, San Antonio dovrá anche riorganizzarsi: Ginobili e Duncan dovranno salire di livello, ed entrare definitivamente in una serie nella quale entrambi, per il momento, non hanno sfavillato.

Duncan ovviamente accetta la sfida “Alla fine la responsabilitá ricadrá di sicuro piú sulle mie spalle” , come ha confermato Popovich: “Il fatto che sia piú vecchio non vuol dire che abbia perso la sua voglia di competere e la sua professionalitá. Non le perderá mai”.

Per quanto riguarda Manu Ginobili, l’argentino non é mai scappato davanti ad una sfida: dubito che inizierá ora.

Stanotte quindi si gioca giá Gara 4: l’atmosfera all’AT&T Center sará piú calda che mai. Ecco, magari bisognerebbe dire ad alcuni tifosi di San Antonio, che dopo la vittoria di Gara 3 sono andati in giro per la cittá a fare caroselli (misteriosamente vestiti di enormi pannoloni), che gli Spurs non hanno ancora vinto niente.

Portare a casa la partita di stasera, peró, darebbe una bella spallata a questa serie finale.

 

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One thought on “Dopo Gara 3: i nuovi Big Three e l’infortunio di Parker

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